Che cosa è il metodo scientifico

Di solito scrivo il titolo alla fine, e lo faccio un po’ per pigrizia (e il titolo è la parte più difficile), un po’ perché magari non so bene che cosa scriverò.
In questo caso, invece, lo so: scriverò – sto scrivendo – di metodo scientifico. Quindi il titolo non può non essere “che cosa è il metodo scientifico”… chiaro, immediato, sintetico. A dire il vero, il titolo potrebbe anche essere “che cosa è il metodo scientifico?”, con un bel punto interrogativo che, a un filosofo, si addice: in molti pensano che il compito del filosofo sia fare domande, non trovare risposte.
È più umile fare domande che dare risposte. Ora, tralasciando il fatto che dopo Socrate per noi filosofi è da supponenti anche fare domande, io che cosa è il metodo scientifico lo so. E quindi lo scrivo. Immagino che qualche uomo di scienza si metterà le mani nei capelli, pensando al letterato che, sentendosi superiore, si mette a dare lezioni a chi la scienza la conosce sul serio.

Condivido le preoccupazioni di quell’uomo di scienza. Per dire, penso grosso modo una cosa simile quando leggo cose tipo questa:

In generale il metodo scientifico presuppone competenza e richiede il consenso attorno ad un concetto fondamentale: la “verità” circa un determinato oggetto è storicamente determinata, nel senso che è legata a condizioni specifiche e comunque ad un preciso stadio dell’avanzamento della conoscenza come codificata. È perciò sempre e comunque relativa.

Questa premessa è, mi sembra di capire, alla base di una critica a Wikipedia, accusata di minacciare il metodo scientifico. Ma di questo non mi voglio occupare, almeno non oggi (lo fa già qualcun altro).1
Voglio restare sul tema del metodo scientifico.

Che cosa è, dunque, il metodo scientifico?
Semplicemente, la voglia di mettere in discussione la propria tesi.
Questo è vero per i ricercatori del Cern come per chi ritiene di stare meglio con i pantaloni a vita bassa: entrambi hanno una tesi, se questa tesi viene semplicemente affermata e le critiche vengono ignorate, non c’è metodo scientifico. Se le critiche vengono prese in considerazione, c’è metodo scientifico.

Wikipedia, tra l’altro, è sommamente scientifica: dando a tutti la possibilità di correggere quanto riportato, si apre alle critiche.

Forse più che metodo sarebbe corretto chiamarlo atteggiamento scientifico, perché ancora non si dice nulla su come mettere in discussione la propria tesi. La fisica ha in effetti procedure che sono diverse da quelle della biologia e che divergono ancora di più da quelle della storia, per non parlare dei pantaloni a vita bassa. Non riesco a immaginare un controllo a doppio o triplo cieco per la velocità dei neutrini, e un protocollo di ricerca mi sembra un tantino sovradimensione per i pantaloni a vita bassa.
Dovrei cambiare il titolo. Ma se lo faccio poi dovrei riscrivere parte dell’articolo. Facevo bene ad aspettare.

  1. Ne ho sentite tante, di critiche a Wikipedia e di analisi sul perché non è una vera enciclopedia. L’unica che mi sembra sensata è quella che non ha, e non può avere, un progetto redazionale; proprio perché mi sembra sensata, la sento raramente. Quanto siamo snob noi filosofi! []

Dialogo di un cane e di un coyote

The Other Coast

Forse è andata davvero così: animali selvatici che capiscono i vantaggi del vivere a fianco degli esseri umani, diventando così animali domestici. Continua…

Una riflessione scorretta

Una premessa iniziale: questo post è una riflessione scorretta, moralmente riprovevole e poco opportuna; la si potrebbe definire una provocazione, se non fosse che questo termine è usato, oramai, soprattutto dai codardi che lanciano la pietra e nascondono la mano.

Telethon: una corazzata della raccolta fondi per attività benefica. Inventata, pare, da Jerry Lewis negli anni Sessanta del Novecento, le varie fondazioni Telethon raccolgono ogni anno parecchi soldi. Soldi che vengono usati per varie iniziative, tra le quali sembra spiccare1 la ricerca sulle malattie genetica rare.
Malattie rare. Continua…

  1. In base a come solitamente viene presentata Telethon; sarebbe interessante indagare, al di là del problema di che cosa si intende con malattia rara, l’effettiva suddivisione dei fondi. []

Che cosa è la giustizia?

Immagina tratta da Wikipedia

Un mesetto fa, ho avuto il piacere di incontrare, per una breve intervista, l’attivista egiziano Musaad Abu Fagr.
Una persona interessante: grazie alla presenza di un interprete – Abu Fagr parla solo arabo, e dati i limiti della comunicazione a gesti la presenza di un traduttore era più che gradita –, si è chiacchierato per una buona mezz’ora di diritti umani, dagli ostacoli alla loro diffusione agli aspetti culturali e religiosi alla loro esportazione.

A un certo punto, ho osato fare una domanda che considero inquietante: “Che cosa è la giustizia?”.
Questa domanda mi inquieta perché le risposte, in genere, sono banali e inconcludenti, vuoti slogan che non portano da nessuna parte, almeno da nessuna parte di interessante. Continua…

Michael Dummett (1925-2011)

Sul sito internet della Società italiana di filosofia analitica, un ricordo di Eva Picardi e alcuni link interessanti:

Il 27 dicembre si è spento ad Oxford Sir Michael Dummett. Sir Michael non è stato solo uno dei filosofi più importanti del nostro tempo, ma ha saputo coltivare una varietà di interessi culturali e civili che fanno di lui una personalità eccezionale. Oltre che di logica, di filosofia del linguaggio e della matematica, di storia della filosofia analitica, si è occupato del gioco e dell’iconografia dei Tarocchi, delle procedure di voto più adatte a garantire una rappresentanza democratica, e, insieme alla moglie Ann, ha studiato criticamente la legislazione britannica in materia di immigrati e rifugiati, prendendo attivamente parte alla lotta politica. Sir Michael era una persona profondamente religiosa e faticava a capire l’ostilità preconcetta di molti intellettuali italiani nei confronti della Chiesa Cattolica. Ha molto amato l’Italia, e tutti coloro che hanno avuto la fortuna di averlo conosciuto di persona si sentono oggi privati di una guida intellettuale insostituibile.

Rimandiamo qui a un ricordo pubblicato sul Guardian e  all’intervento introduttivo di Michael Dummett al  Convegno Nazionale SIFA del 2004:

“The Place of Philosophy in European Culture”

Ironia involontaria

Ieri il sito internet della Stampa ospitava questa piccola perla di ironia: bombe in Nigeria e il Papa si preoccupa della Siria.

Come non essere d’accordo?


via Balloons.

Quante cose da sapere

Giorni fa qualcuno mi sono imbattuto in una gustosa immagine: un invitante pezzo di prosciutto sullo scaffale di un supermercato, consigliato come leccornia per Hanukkah. Continua…

Premesse implicite

Indiscrezioni sulle dimissioni di Berlusconi hanno un effetto salutare sui mercati finanziari: sulle reti sociali abbondano immagini come questa:1

Immagine interessante – a parte il fatto che nessuno (per quanto ne so) ha specificato che nello stesso periodo temporale non sia successo nulla, dalle stime dei danni provocati dai nubifragi a risultati finanziari di qualche grande azienda.
Mi chiedo tuttavia quali siano le premesse implicite di quei grafici. Forse che il capo di un governo deve dimettersi se la sua presenza non è gradita ai mercati finanziari? Che la politica e la democrazia sono addirittura meno di una sovrastruttura dell’economia?
Molto probabilmente no. Ma allora vorrei che qualcuno mi spiegasse, esattamente, quali sono le premesse implicite e quali è le conclusioni.

  1. Nello specifico, quella qui riportata è del Nichilista. []

Intervista a Stefano Rodotà

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