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	<title>L&#039;estinto &#187; André Glucksmann</title>
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		<title>Fatti e interpretazioni</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Oct 2008 15:55:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[André Glucksmann]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Israel]]></category>
		<category><![CDATA[Interpretazione]]></category>
		<category><![CDATA[Joseph Ratzinger (Benedetto XVI)]]></category>

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		<description><![CDATA[André&#160;Glucksmann, sul Corriere della Sera di un mese fa, fornisce una interessante lettura realista della crisi economica: &#8220;Il post-moderno debutta in economia&#8221;. Una bolla speculativa si regge su una scommessa che si conferma da sé. È «performativa », secondo il linguista Austin. Per lo speculatore, accordare crediti significa far esistere. «La seduta è aperta!», proclama [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/fatti-e-interpretazioni/' addthis:title='Fatti e interpretazioni' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>André&nbsp;Glucksmann, sul <em>Corriere della Sera</em> di un mese fa, fornisce una interessante lettura realista della crisi economica: &#8220;<a title="Il post-moderno debutta in economia - Corriere della Sera" href="http://www.corriere.it/economia/08_settembre_30/il_post_moderno_debutta_in_economia_b9b3a8e4-8eb5-11dd-8a6d-00144f02aabc.shtml">Il post-moderno debutta in economia&#8221;</a>.</p>
<blockquote><p>Una bolla speculativa si regge su una scommessa che si conferma da sé. È «performativa », secondo il linguista Austin. Per lo speculatore, accordare crediti significa far esistere. «La seduta è aperta!», proclama il presidente di un&#8217; assemblea—è vero per il solo fatto che lo dice —: la realtà si regola sul dire, mentre nei casi ordinari il dire, che non è più performativo ma indicativo, si regola sulla realtà. La bolla finanziaria accumula crediti su crediti e si arricchisce della propria auto-affermazione. Si rinchiude in un rapporto autoreferenziale e progressivamente abolisce il principio di realtà: sono effettivi soltanto i prodotti finanziari che i miei investimenti inventano.</p></blockquote>
<p><span id="more-1430"></span>Quello che&nbsp;Glucksmann&nbsp;non dice, immagino per questioni di spazio, è che il denaro è un oggetto sociale, e come tale non può che nascere da un performativo, che poi è il famoso &#8220;pagabile a vista al portatore&#8221; (un tempo) riportato su molte banconote.&nbsp;Ad essere performativa non è la bolla speculativa, ma l&#8217;intera economia, e l&#8217;unico modo per porvi rimedio è tornare al baratto: immagino che, per coerenza,&nbsp;Glucksmann&nbsp;si sia fatto pagare in frutta e verdura.<br />
Più che l&#8217;ideologia performativa, il problema è l&#8217;aver dimenticato che le promesse, prima o poi, vanno mantenute.</p>
<p>L&#8217;articolo si conclude con un «pio desiderio»: che «il brivido anticipatore di una crisi universale ci offra l&#8217;occasione di uscire dalla bolla mentale post moderna». Più che un desiderio, una illusione: quella di Glucksmann non è l&#8217;unica interpretazione dell&#8217;attuale crisi finanziaria, anzi.<br />
Oltre alle prevedibili &#8220;Marx aveva ragione&#8221; e &#8220;tutta colpa degli interventi statali in economia&#8221;, sono degne di nota l&#8217;interpretazione di<a title="Meditazione nel corso della prima Congregazione Generale della XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, Congregazione Generale, 6 ottobre 2008 mattina - Benedetto XVI" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2008/october/documents/hf_ben-xvi_spe_20081006_sinodo_it.html"> Benedetto XVI</a>:</p>
<blockquote><p>Sulla sabbia costruisce chi costruisce solo sulle cose visibili e tangibili, sul successo, sulla carriera, sui soldi. Apparentemente queste sono le vere realtà. Ma tutto questo un giorno passerà. Lo vediamo adesso nel crollo delle grandi banche: questi soldi scompaiono, sono niente. E così tutte queste cose, che sembrano la vera realtà sulla quale contare, sono realtà di secondo ordine. […] Solo la Parola di Dio è fondamento di tutta la realtà […]. Quindi dobbiamo cambiare il nostro concetto di realismo.</p></blockquote>
<p>e quella proposta da Giorgio Israel:</p>
<blockquote><p>Ormai molti ammettono che la drammatica crisi finanziaria in corso ha origine nell’uso di modelli matematici che da più di un trentennio hanno consolidato la convinzione che i mercati finanziari siano perfettamente controllabili. La radice ideologica di questa convinzione sta nella teoria delle cosiddette “aspettative razionali”.<br />
[…]&nbsp;Insomma, sta crollando un paradigma scientista: l’idea delirante di organizzare la società umana come il mondo fisico, anche se neppure questo è perfettamente prevedibile. Ma è vano illudersi. I suoi fanatici fautori non demorderanno, a costo di affogarci in un mare di rovine.</p></blockquote>
<p>I fatti esistono: sarebbe stupido (e pericoloso) negarlo. Tuttavia, esistono anche le interpretazioni, e in numero (molto) superiore ai fatti.</p>
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