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	<title>L&#039;estinto &#187; Cinema</title>
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	<description>I&#039;ll teach you differences</description>
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		<title>Impianti cinematografici</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2010 21:06:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Bioetica]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Fantascienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Prima o poi arriverà nelle sale Repo Men, film di fantascienza con Jude Law. Tutto quello che so del film l&#8217;ho letto su Fantascienza.com: Il film, il cui primo titolo ufficioso era Repossession Mambo, è ambientato nel prossimo futuro e racconta di un mondo in cui gli esseri umani sono riusciti a sconfiggere malattie e [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/impianti-cinematografici/' addthis:title='Impianti cinematografici' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prima o poi arriverà nelle sale Repo Men, film di fantascienza con Jude Law.<br />
Tutto quello che so del film l&#8217;ho letto su <a title="Se non paghi, mi riprendo gli organi ∂ Fantascienza.com" href="http://www.fantascienza.com/magazine/notizie/13219/se-non-paghi-mi-riprendo-gli-organi/">Fantascienza.com</a>:</p>
<blockquote><p>Il film, il cui primo titolo ufficioso era <em>Repossession Mambo</em>, è ambientato nel prossimo futuro e racconta di un mondo in cui gli esseri umani sono riusciti a sconfiggere malattie e vecchiaia attraverso l&#8217;innesto di organi interni artificiali. L&#8217;unico produttore degli organi, un&#8217;azienda denominata L&#8217;Unione, concede benevolmente i propri organi a credito, con una piccola clausola contrattuale: in caso di mancato pagamento, l&#8217;azienda ha il diritto di rientrare in possesso degli organi impiantati. Con qualunque mezzo e anche a discapito della vita dei clienti, nel caso l&#8217;impianto riguardi il cuore.</p></blockquote>
<p>Sono sicuro che il film sarà all&#8217;altezza di altre produzioni fantascientifiche eticamente impegnate come <em>Gattaca</em> (sempre con Jude Law) o <em>The Island</em>: buona recitazione, qualche scena d&#8217;azione carina, sceneggiature inverosimili, riflessioni morali decisamente superficiali, più che altro finalizzate a giustificare le già citate scene d&#8217;azione.<span id="more-2616"></span></p>
<p>Per quanto riguarda la sceneggiatura inverosimile di <em>Repo Men</em>: che cosa se ne fa L&#8217;Unione degli organi già impiantati?<br />
Difficile pensare che li riutilizzino: a parte il problema di trovare pazienti compatibili, chi accetterebbe di avere un organo già usato, se può averne uno nuovo di zecca? E poi, perché uccidere una persona che, un domani, potrebbe riprendere i pagamenti interrotti?</p>
<p>In ogni caso, lo ammetto: non mi piacerebbe ritrovarmi nella situazione di un insolvente con un organo de L&#8217;Unione nel corpo. Però non credo che la mia situazione potrebbe migliorare significativamente in futuri alternativi: la vedo dura in ogni caso, per un malato con scarse risorse economiche.<br />
Nessuna azienda privata venderebbe i propri prodotti a una persona che non li può pagare. La perfida Unione si dimostra, forse, meno perfida di quello che sembra: cedendo gli organi a credito, concede a tutti, anche a chi ha pochi soldi, qualche mese o anno di vita.<br />
Proibire la vendita di organi, come forse si auspicano, implicitamente, gli autori del film, non sembra essere una soluzione: significherebbe lasciar morire tutti, anche quelli che potrebbero permettersi le spese di un organo nuovo. Una società nella quale solo i ricchi possono curarsi è ingiusta, ma dubito si possa considerare peggiore di una nella quale <em>nessuno</em> può curarsi.<br />
L&#8217;unica alternativa possibile potrebbe essere l&#8217;intervento pubblico: gli organi non vengono prodotti da una società privata, ma dallo stato. Ma o la produzione degli organi non è molto dispendiosa, e allora l&#8217;intervento statale è in buona parte inutile, dal momento che quasi tutti possono acquistare organi, oppure i costi di produzione di questi organi sono notevoli, e lo stato, non avendo risorse sufficienti per tutti, si ritrova a dover sceglier chi può avere un organo e chi no.</p>
<p>Il mondo descritto in <em>Repo Men</em> rischia di essere il migliore del mondi possibili. Purtroppo.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=2616&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/impianti-cinematografici/' addthis:title='Impianti cinematografici' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Nemo, la regina della barriera corallina</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Aug 2009 17:03:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spilli]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il pesce pagliaccio (Amphiprion ocellaris) è un ermafrodita sequenziale proterandrico. In parole più semplici: questi pesci nascono maschi e diventano femmine in caso di necessità, ossia quando la femmina muore. Il maschio maturo cambia sesso e il suo posto viene preso da un maschio immaturo. L&#8217;ho scoperto leggendo Sesso ed evoluzione di Andrea Pilastro (Bompiani, [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/nemo-la-regina-della-barriera-corallina/' addthis:title='Nemo, la regina della barriera corallina' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il pesce pagliaccio (<em>Amphiprion ocellaris</em>) è un ermafrodita sequenziale proterandrico. In parole più semplici: questi pesci nascono maschi e diventano femmine in caso di necessità, ossia quando la femmina muore. Il maschio maturo cambia sesso e il suo posto viene preso da un maschio immaturo.<br />
L&#8217;ho scoperto leggendo <em><a title="More about Sesso ed evoluzione" href="http://www.anobii.com/books/Sesso_ed_evoluzione/9788845259555/01245cdb353c459601/">Sesso ed evoluzione</a></em> di Andrea Pilastro (Bompiani, 2007).</p>
<p>La femmina muore, lasciando soli un maschio maturo e uno immaturo&#8230; È l&#8217;inizio del cartone animato <em>Alla ricerca di Nemo</em> (<em>Finding Nemo</em>, USA 2003 )! Nel film, dopo la morte di Coral (la femmina adulta), Marlin (il maschio adulto) cresce da solo il figlio Nemo. Nella realtà, Marlin si sarebbe trasformato in una femmina per poi accoppiarsi con il proprio figlio.<br />
Dubito che in questo caso la <a title="CNVF" href="http://www.db.acec.it/pls/acec/datafilm_cnvf.dati_film?c_doc=4123&amp;origine=0&amp;from_acec=1">Commissione Nazionale Valutazione Film</a> della CEI avrebbe parlato di «una osmosi tra regno umano e regno animale», giudicando il film accettabile e poetico.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=2286&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/nemo-la-regina-della-barriera-corallina/' addthis:title='Nemo, la regina della barriera corallina' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Uno stormo di Dodi</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jul 2009 13:32:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spilli]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Evoluzionismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Flock of Dodos, un documentario di Randy Olson. In inglese, ovviamente. Ma da qualche parte dovrebbe esistere una versione con sottotitoli in italiano.<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/uno-stormo-di-dodi/' addthis:title='Uno stormo di Dodi' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="YouTube - Broadcast Yourself." href="http://www.youtube.com/view_play_list?p=2CEE8FC4F5D32987">Flock of Dodos</a>, un documentario di Randy Olson.<br />
In inglese, ovviamente. Ma da qualche parte dovrebbe esistere una versione con sottotitoli in italiano.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=2269&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/uno-stormo-di-dodi/' addthis:title='Uno stormo di Dodi' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Duemiladodici</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/duemiladodici/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 15:46:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando ero ragazzo, nel nostro gruppetto di amici estivi spesso si diceva &#8220;accadrà nel 2012&#8243; per rimarcare l&#8217;improbabilità di alcuni eventi. La caustica risposta era sempre lì, pronta ad accogliere i tuoi desideri, speranze e buoni propositi. &#8220;Vedrai che prima o poi ci mettiamo insieme!&#8221; &#8220;Sì, nel 2012&#8243;; &#8220;Ieri sera in discoteca non ho concluso [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/duemiladodici/' addthis:title='Duemiladodici' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando ero ragazzo, nel nostro gruppetto di amici estivi spesso si diceva &#8220;accadrà nel 2012&#8243; per rimarcare l&#8217;improbabilità di alcuni eventi. La caustica risposta era sempre lì, pronta ad accogliere i tuoi desideri, speranze e buoni propositi. &#8220;Vedrai che prima o poi ci mettiamo insieme!&#8221; &#8220;Sì, nel 2012&#8243;; &#8220;Ieri sera in discoteca non ho concluso niente, ma vedrai che la prossima volta…&#8221; &#8220;Sì, nel 2012&#8243;; &#8220;Quest&#8217;anno ho rischiato, meglio che mi metta a studiare.&#8221; &#8220;Sì, nel 2012&#8243;; e così via.<br />
Dubito che tra le mia amicizie di allora ci fossero aspiranti archeologi conoscitori del calendario maya e della fine del lungo computo: il 2012 sarà stata scelto così, un po&#8217; per caso, un po&#8217; perché duemiladodici suona bene.<span id="more-2136"></span></p>
<p>Qualche giorno fa, in libreria, mi è caduto l&#8217;occhio sul libro di Roberto Giacobbo <em>2012. La fine del mondo?</em>, titolo che ovviamente ho letto pensando ai dialoghi della mia giovinezza &#8220;Ci sarà la fine del mondo!&#8221; &#8220;Sì, certo, nel 2012&#8243;.<br />
Apro il libro e mi imbatto nella seguente frase:<sup><a href="http://www.lestinto.it/articoli/duemiladodici/#footnote_0_2136" id="identifier_0_2136" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Non sono stato il solo a imbattermi in questa affermazione">1</a></sup></p>
<blockquote><p>tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Settanta del XX secolo, nell’atmosfera terrestre ha improvvisamente fatto la sua comparsa una presenza inedita: un numero sempre crescente di particelle di luce dette fotoni</p></blockquote>
<p>Improvvisamente capisco perché, per riferirsi al passato, si utilizza il termine &#8220;secoli bui&#8221;: prima degli anni Settanta non esisteva la luce. Curioso che mio padre , nato prima del 1960, non me ne abbia mai parlato: deve far parte di un qualche complotto per celare a noi giovani la verità sulla fine del mondo.</p>
<p>Oggi ho scoperto che le profezie sulla fine del mondo il 21 dicembre 2012  hanno ispirato il registra specializzato in cataclismi Roland Emmerich.<sup><a href="http://www.lestinto.it/articoli/duemiladodici/#footnote_1_2136" id="identifier_1_2136" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Roland Emmerich non solo &egrave; il regista di&nbsp;Independence Day e&nbsp;The Day After Tomorrow, ma anche il regista che si vanta di aver diretto questi due film.">2</a></sup> A novembre arriverà nelle sale <em>2012</em>. Il trailer promette molto male:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="450" height="239" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="wmode" value="transparent" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.traileraddict.com/emd/11768" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="450" height="239" src="http://www.traileraddict.com/emd/11768" allowfullscreen="true" wmode="transparent" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
<p>Mentre lo vedevo pensavo agli studiosi di storia del 3000. Guardando il film di Emmerich e leggendo il libro di Giacobbo che idea si faranno di noi, uomini di inizio terzo millennio?<br />
Ignoranti e superstiziosi.</p>
<p>La cosa tragica è che potrebbero non avere tutti i torti.</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_2136" class="footnote"><a title="La cintura fotonica « Reading Science" href="http://readingscience.wordpress.com/2009/05/19/la-cintura-fotonica/">Non sono stato il solo</a> a imbattermi in questa affermazione</li><li id="footnote_1_2136" class="footnote">Roland Emmerich non solo è il regista di <em>Independence Day</em> e <em>The Day After Tomorrow</em>, ma anche il regista che si vanta di aver diretto questi due film.</li></ol><img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=2136&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/duemiladodici/' addthis:title='Duemiladodici' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il panettiere relativista</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/il-panettiere-relativista/</link>
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		<pubDate>Fri, 22 May 2009 13:51:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Relativismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Una piccola nota a piè di post ha incuriosito alcune persone: È comunque risaputo che i fatti non esistono, come ho sentito affermare qualche giorno fa dal panettiere. Mi sembra giusto narrare, il più fedelmente possibile, il dialogo al quale ho assistito mentre aspettavo che il forno finisse di riscaldare un trancio di (ottima) pizza. [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/il-panettiere-relativista/' addthis:title='Il panettiere relativista' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una piccola <a title="Influenze mediatiche - L'estinto" href="http://www.lestinto.it/articoli/influenze-mediatiche/#footnote_0_2047">nota a piè di post</a> ha incuriosito alcune persone:</p>
<blockquote><p>È comunque risaputo che i fatti non esistono, come ho sentito affermare qualche giorno fa dal panettiere.</p></blockquote>
<p>Mi sembra giusto narrare, il più fedelmente possibile, il dialogo al quale ho assistito mentre aspettavo che il forno finisse di riscaldare un trancio di (ottima) pizza.</p>
<blockquote><p><strong>Panettiere</strong>: Sei andato a vedere <a title="Milk (film) - Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Milk_(film)">Milk</a> ieri sera?</p>
<p><strong>Amico del panettiere</strong>: Sì. Molto bello.</p>
<p><strong>Panettiere</strong>: Sean Penn?</p>
<p><strong>Amico del panettiere</strong>: Bravissimo.</p>
<p><strong>Panettiere</strong>: La storia</p>
<p><strong>Amico del panettiere</strong>: Beh, è un documentario.</p>
<p><strong>Panettiere</strong>: Ma no che non è un documentario.</p>
<p><strong>Amico del panettiere</strong>: D&#8217;accordo, è un film, non ha immagini di repertorio. Però racconta i fatti come sono andati.</p>
<p><strong>Panettiere</strong>: Ma è fedele ai fatti?</p>
<p><strong>Amico del panettiere</strong>: Ma i fatti non esistono.</p>
<p><strong>Panettiere</strong>: D&#8217;accordo, dimenticavo che i fatti non esistono. Comunque, è fedele ai fatti?</p>
<p><strong>Amico del panettiere</strong>: Sì.</p></blockquote>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=2055&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/il-panettiere-relativista/' addthis:title='Il panettiere relativista' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>La Notte della Fantascienza</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Mar 2009 10:09:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spilli]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lestinto.it/?p=1884</guid>
		<description><![CDATA[La notte della Fantascienza Genova, Cinema Nickelodeon (Via della Consolazione), sabato 28 marzo a mezzanotte. Il villaggio dei dannati, 1960, di Wolf Rilla La stirpe dei dannati, 1963-64, di Anton M. Leader Hallucination, 1961, di Joseph Losey Se il raffreddore non peggiora, io ci sarò (e temo che la visione continuata di questi tre film causerà un duro colpo al [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/la-notte-della-fantascienza/' addthis:title='La Notte della Fantascienza' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lestinto.it/wp-content/img/village-of-the-damned.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1885" title="Villaggio dei dannati" src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/village-of-the-damned.jpg" alt="Villaggio dei dannati" width="320" height="215" /></a></p>
<p><strong><a href="http://www.xscience.it/lanottedellafantascienza.htm">La notte della Fantascienza</a></strong></p>
<p>Genova, Cinema Nickelodeon (<a href="http://maps.google.it/maps?f=q&amp;source=s_q&amp;hl=it&amp;geocode=&amp;q=Via+Della+Consolazione,+1%2FR.+16100+Genova+(GE)&amp;sll=44.405619,8.940747&amp;sspn=0.002269,0.010568&amp;ie=UTF8&amp;z=16">Via della Consolazione</a>), sabato 28 marzo a mezzanotte.</p>
<p><em>Il villaggio dei dannati</em>, 1960, di Wolf Rilla</p>
<p><em>La stirpe dei dannati</em>, 1963-64, di Anton M. Leader</p>
<p><em>Hallucination</em>, 1961, di Joseph Losey</p>
<p>Se il raffreddore non peggiora, io ci sarò (e temo che la visione continuata di questi tre film causerà un duro colpo al mio già scarso desiderio di paternità).</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=1884&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/la-notte-della-fantascienza/' addthis:title='La Notte della Fantascienza' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Ronde</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/ronde/</link>
		<comments>http://www.lestinto.it/articoli/ronde/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 13:42:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spilli]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Max Ophüls]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lestinto.it/articoli/ronde/</guid>
		<description><![CDATA[È un problema mio: non riesco a non legare il termine &#8220;ronde&#8221; a questo film qui: È chiaro che, a questo punto, non riesce a indignarmi come vorrei.<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/ronde/' addthis:title='Ronde' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È un problema mio: non riesco a non legare il termine &#8220;ronde&#8221; a questo film qui:
<div class="youtube-video"><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/G7-OoIi4uKk"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/G7-OoIi4uKk" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></div>
<p>È chiaro che, a questo punto, non riesce a indignarmi come vorrei.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=1791&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/ronde/' addthis:title='Ronde' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Gli zombi</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/gli-zombi/</link>
		<comments>http://www.lestinto.it/articoli/gli-zombi/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2008 21:16:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerche filosofiche]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza]]></category>
		<category><![CDATA[Daniel Dennett]]></category>
		<category><![CDATA[David Chalmers]]></category>
		<category><![CDATA[Mente]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli zombi sono un classico, oltre che dei film dell&#8217;orrore, anche della filosofia della mente. Ovviamente, gli zombi dei filosofi non sono come quelli del cinema. Questi ultimi sono dei morti viventi il cui unico scopo, chissà perché, è mangiare il cervello delle persone ancora vive: (video purtroppo in inglese – via farfintadiesseresani che ha [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/gli-zombi/' addthis:title='Gli zombi' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli zombi sono un classico, oltre che dei film dell&#8217;orrore, anche della filosofia della mente.</p>
<p>Ovviamente, gli zombi dei filosofi <em>non</em> sono come quelli del cinema. Questi ultimi sono dei morti viventi il cui unico scopo, chissà perché, è mangiare il cervello delle persone ancora vive:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/bVnfyradCPY&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=it&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/bVnfyradCPY&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=it&amp;fs=1" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>(video purtroppo in inglese – via <a title="ZOMBIES IN PLAIN ENGLISH [Far finta di essere sani]" href="http://farfintadiesseresani.blog-city.com/zombies_in_plain_english.htm">farfintadiesseresani</a> che ha ragione: gli zombi spaccano)<span id="more-1395"></span></p>
<p>Gli zombi dei filosofi, invece&#8230; gli zombi dei filosofi sono creature&nbsp;<em>indistinguibili</em> dagli altri esseri umani: nessun esame medico, nessun test psicologico, nessun osservatore umano noterà mai alcuna differenza tra un essere umano e uno zombi filosofico. Però gli zombi sono privi di coscienza, e la loro esistenza (o meglio, la possibilità della loro esistenza &#8211; il fatto che voi abbiate capito quello che ho appena scritto, insomma) dimostrerebbe che la coscienza non è riducibile ai processi cerebrali.</p>
<p>Su questo argomento, sviluppato da David Chalmers, la penso come Daniel Dennett (e molti altri): gli zombi filosofici non sono una dimostrazione in quanto presuppongono quello che vorrebbero dimostrare, ossia che avere una coscienza sia qualcosa assolutamente privato e inaccessibile dagli altri.</p>
<p>Sempre restando nell&#8217;ambito cinematografico, invece degli zombi si potrebbero prendere in considerazione gli ultracorpi del film di Don Siegel, tratto da un romanzo di&nbsp;Jack Finney, <em>L&#8217;invasione degli Ultracorpi</em>&nbsp;(<em>Invasion of the Body Snatchers</em>, USA 1956):</p>
<p>&nbsp;<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/OwHU3rCu2Yc&amp;hl=it&amp;fs=1" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/OwHU3rCu2Yc&amp;hl=it&amp;fs=1" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Si obietterà: ma gli ultracorpi <em>non sono</em>&nbsp;dei perfetti sostituti degli esseri umani, e infatti vengono scoperti, seppur con una certa difficoltà.<br />
Appunto: la coscienza, qualsiasi cosa sia, deve cambiare, anche se solo in circostanze particolari, le cose. Altrimenti non esisterebbe.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=1395&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/gli-zombi/' addthis:title='Gli zombi' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il punto di vista del monolite</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/il-punto-di-vista-del-monolite/</link>
		<comments>http://www.lestinto.it/articoli/il-punto-di-vista-del-monolite/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 May 2008 21:16:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri diversi]]></category>
		<category><![CDATA[2001: Odissea nello spazio]]></category>
		<category><![CDATA[Arthur C. Clarke]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Stanley Kubrick]]></category>

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		<description><![CDATA[Premessa Quanto qui scritto viene, ovviamente, dalla (ripetuta) visione del film di Kubrick e dalla (non ripetuta) lettura dell&#8217;omonimo romanzo di Arthur C. Clarke (senza dimenticare il suo racconto breve La sentinella e gli altri romanzi con cui Clarke ha deciso di proseguire la saga di 2001). Fin dove mi è stato possibile, ho cercato [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/il-punto-di-vista-del-monolite/' addthis:title='Il punto di vista del monolite' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Premessa</h3>
<p>Quanto qui scritto viene, ovviamente, dalla (ripetuta) visione del film di Kubrick e dalla (non ripetuta) lettura dell&#8217;omonimo romanzo di Arthur C. Clarke (senza dimenticare il suo racconto breve <em>La sentinella</em> e gli altri romanzi con cui Clarke ha deciso di proseguire la saga di 2001).<br />
Fin dove mi è stato possibile, ho cercato di attenermi al film, utilizzando il romanzo unicamente come guida e fonte di suggerimenti per l&#8217;interpretazione del film.<span id="more-1101"></span></p>
<h3>I tre monoliti</h3>
<p><img class="alignright alignnone size-medium wp-image-1102" style="float: right;" title="monolith2" src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/monolith2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></p>
<p>Proviamo a narrare la storia di <em>2001: Odissea nello spazio</em> dal punto di vista del monolite nero o, meglio, dal punto di vista della civiltà che ha inviato i tre monoliti.<br />
Questa civiltà ha scoperto l&#8217;esistenza di un pianeta sul quale si è evoluta la vita e, soprattutto, sul quale vive una specie di primati, a rischio di estinzione, con un notevole potenziale. Questa specie, se riuscisse a sopravvivere, potrebbe diventare intelligente. La civiltà dei monoliti decide quindi di inviare un monolite (chiamiamolo TMA-0) il cui scopo è aiutare questi primati a evolversi.</p>
<p>Non è chiaramente possibile restare sulla terra per osservare il lento svilupparsi della scienza e della tecnica, ed è anche improponibile effettuare controlli periodici (voi fareste un viaggio di qualche migliaio di anni-luce per scoprire che questa razza tanto intelligente si è estinta, autodistrutta o più semplicemente non è ancora pronta per il contatto?). E così la civiltà del monolite fa quello che fanno i genitori quando vogliono guardarsi in santa pace il Doctor House, avendo tuttavia la certezza di accorgersi se il pargolo si mette a piangere: utilizza una sentinella, un qualcosa che si attiva solo se necessario (se il bambino inizia a frignare, o se i discendenti di quegli animali si saranno sufficientemente evoluti).<br />
L&#8217;idea è semplice: seppellire un secondo monolite (TMA-1, o forse è sempre TMA-0, riciclato dopo il corso intensivo) sulla luna. Il monolite lunare viene così programmato: emanare un forte campo magnetico fino quando non riceverà la luce diretta del sole, segno questo che TMA-1 è stato scoperto e disseppellito; a quel punto inviare un segnale e poi disattivarsi. Così facendo la civiltà aliena avrà la certezza di sapere quando le intelligenze terrestri saranno in grado di costruire delle basi sul proprio satellite.</p>
<p>La civiltà aliena lascia anche un terzo monolite (TMA-2), in orbita vicino a Giove, che riceve il segnale di TMA-1. Quale è lo scopo di TMA-2?<br />
Quattro ipotesi:</p>
<ol>
<li>il terzo monolite è semplicemente un ripetitore (TMA-1 non è abbastanza potente per raggiungere la civiltà aliena);</li>
<li>catturare uno o più esseri umani per studiarli;</li>
<li>è una sorta di porta attraverso la quale raggiungere la civiltà aliena e entrare così in contatto, magari per entrare a far parte di un qualche tipo di federazione;</li>
<li>insegnare qualcosa di nuovo agli abitanti della terra, per un nuovo salto evolutivo.</li>
</ol>
<p> Il film sembrerebbe suggerire l&#8217;ultima ipotesi, ma tutto è possibile e non è neppure detto che una ipotesi escluda necessariamente le altre.</p>
<h3>Una nota a margine</h3>
<p>Come sostengono diversi seguaci delle teorie del progetto intelligente (Intelligent Design o ID), tra l&#8217;uomo e le altre specie animali vi è effettivamente un &#8220;salto ontologico&#8221;, rappresentato dal monolite nero (le cui proporzioni sono 1 x 4 x 9, ossia i quadrati dei primi tre numeri naturali; la serie potrebbe non limitarsi alle 3 dimensioni). I sostenitori dell&#8217;ID possono così arruolare Kubrick tra i nemici del darwinismo; i detrattori possono invece pensare che l&#8217;ID sia un ottimo spunto per girare ottimi film di <em>fanta</em>scienza, senza aver nulla a che fare con la scienza.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=1101&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/il-punto-di-vista-del-monolite/' addthis:title='Il punto di vista del monolite' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Prima dell&#8217;inizio</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/prima-dellinizio-2/</link>
		<comments>http://www.lestinto.it/articoli/prima-dellinizio-2/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 Apr 2008 22:13:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerche filosofiche]]></category>
		<category><![CDATA[2001: Odissea nello spazio]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[György Ligeti]]></category>
		<category><![CDATA[Inizio]]></category>
		<category><![CDATA[Stanley Kubrick]]></category>

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		<description><![CDATA[Le prime immagini che, dopo il logo della MGM, appaiono sullo schermo sono quelle della famosa alba spaziale: accompagnato dalle note di Così parlò Zarathustra di Richard Strauss, il sole sorge dietro la terra. Eppure questo non è l&#8217;inizio di 2001: Odissea nello spazio. Il film di Kubrick non inizia con l&#8217;alba spaziale: prima di [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/prima-dellinizio-2/' addthis:title='Prima dell&#8217;inizio' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="lightbox" href="http://www.lestinto.it/wp-content/img/2001.jpg"><img class="alignright alignnone size-medium wp-image-1099" style="float: right;" title="2001" src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/2001-206x300.jpg" alt="" width="206" height="300" /></a></p>
<p>Le prime immagini che, dopo il logo della MGM, appaiono sullo schermo sono quelle della famosa alba spaziale: accompagnato dalle note di <em>Così parlò  Zarathustra</em> di Richard Strauss, il sole sorge dietro la terra.</p>
<p>Eppure questo non è l&#8217;inizio di <em>2001: Odissea nello spazio</em>. Il film di Kubrick non inizia con l&#8217;alba spaziale: prima di tutto questo ci sono circa tre minuti di buio.</p>
<p>Non è un caso che abbia scritto <em>circa</em> tre minuti: potrei essere più preciso, e dire che il logo della Metro-Goldwyn-Mayer appare a 2 minuti e 49 secondi, ma non sarebbe corretto, perché questa affermazione posso farla adesso, che ho acquistato il DVD di <em>2001</em> e ho la possibilità di vedere lo schermo nero come <em>inizio</em> del film, perché prima del film c&#8217;è il menù interattivo con il suo bel pulsante &#8220;inizio del film&#8221;.<span id="more-1098"></span></p>
<p>In una sala cinematografica, prima dello schermo nero c&#8217;è, semplicemente, un altro schermo nero. Solo che uno schermo nero è il normale buio in sala <em>prima</em> dell&#8217;inizio del film, l&#8217;altro schermo nero è il film già iniziato. La musica (<em>Atmospheres</em> di c) può aiutare, ma fino a un certo punto.</p>
<p>Per chi ha la fortuna di vedere <em>2001: Odissea nello spazio</em> al cinema, non è affatto semplice capire quando il film inizia. Verosimilmente, si accorgerà che il film <em>è già iniziato</em>, senza sapere di preciso da quanto tempo (qualche secondo? un minuto? due minuti?).</p>
<p>Tutto ciò non può essere un caso.<em><br />
2001: Odissea nello spazio</em> è, secondo me, una grandiosa riflessione sull&#8217;inizio. E una simile riflessione non può, chiaramente, avere un inizio banale.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=1098&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/prima-dellinizio-2/' addthis:title='Prima dell&#8217;inizio' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;uomo non separi ciò che Dio ha unito</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/luomo-non-separi-cio-che-dio-ha-unito/</link>
		<comments>http://www.lestinto.it/articoli/luomo-non-separi-cio-che-dio-ha-unito/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Jan 2008 21:19:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerche filosofiche]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Fumetti]]></category>
		<category><![CDATA[Matrimonio]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Ferraris]]></category>
		<category><![CDATA[Ontologia sociale]]></category>

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		<description><![CDATA[Il matrimonio è, insieme alle multe e ai tassi di interesse, un oggetto sociale: un oggetto che esiste ma che, per esistere, ha bisogno di tracce e di uomini che le sappiano leggere. Una multa esiste: basta non pagarla per accorgersene, però basta riuscire a cancellare tutte le copie e le registrazioni di questa multa [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/luomo-non-separi-cio-che-dio-ha-unito/' addthis:title='L&#8217;uomo non separi ciò che Dio ha unito' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il matrimonio è, insieme alle multe e ai tassi di interesse, un oggetto sociale: un oggetto che <em>esiste</em> ma che, per esistere, ha bisogno di <em>tracce</em> e di uomini che le sappiano leggere. Una multa esiste: basta non pagarla per accorgersene, però basta riuscire a cancellare <em>tutte</em> le copie e le registrazioni di questa multa perché essa cessi di esistere.</p>
<p>L&#8217;ultimo esempio è ovviamente inverosimile: è difficile cancellare tutte le tracce, e in ogni caso rimarranno quelle tracce molto particolari che sono la memoria dei protagonisti. Maurizio Ferraris è infatti costretto a ricorrere a una fantasiosa società di smemorati: il matrimonio è realmente avvenuto se tutti, sposi compresi, si dimenticano completamente della cerimonia e non vi sono firme o altro sui registri?<span id="more-1002"></span></p>
<p><a href="http://www.lestinto.it/wp-content/img/spiderman-brandnewday.jpg" rel="lightbox[pics1002]" title="Spiderman"><img src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/spiderman-brandnewday.thumbnail.jpg" alt="Spiderman" align="right" height="300" width="197" /></a>La fantasiosa idea di Ferraris, che se non sbaglio riprende da Derrida, ha adesso un curioso riscontro <a href="http://senonlarealta.blogspot.com/2008/01/spider-porkate.html" title="se non la realtà - versione delta: Spider-porkate">nel mondo dei fumetti</a>: il matrimonio di Peter Parker (alias L&#8217;Uomo Ragno) e Mary Jane Watson viene cancellato dalla memoria di tutti i personaggi del popolare fumetto. Invece di una improbabile società di smemorati abbiamo una altrettanto improbabile presenza demoniaca, ma poco cambia e la domanda rimane sempre la stessa: Peter e Mary Jane si sono mai sposati?<br />
Noi, nel senso di noi lettori, ovviamente rispondiamo: <strong>sì</strong>, si sono sposati. <em>Noi</em> sappiamo del loro matrimonio, abbiamo tutta una serie di tracce di questo matrimonio. Ma a queste tracce i protagonisti del fumetto non possono accedere, e per loro questo matrimonio non esiste, salvo nuove rivoluzioni narrative.</p>
<p>Dal momento che, per i protagonisti di un racconto a fumetti, il lettore rappresenta una sorta di <em>Dio onnisciente e onnipresente</em>, è possibile interpretare in una nuova maniera il monito che i sacerdoti cattolici sono soliti ripetere durante i matrimoni: «L&#8217;uomo non separi ciò che Dio ha unito». Ciò che di fronte al Dio-lettore è stato unito non può essere separato neppure dal diavolo in persona: il Dio-lettore tutto sa e tutto ricorda, ed eventualmente presenta il conto delle malefatte (anche se, in questo, il conto viene presentato non agli ignari, in tutti i sensi, protagonisti del fumetto, ma ai loro autori, che ricorrono a simili espedienti per aumentare le vendite).</p>
<p>Sempre nell&#8217;ambito della narrativa, un altro curioso matrimonio è quello di Elaine Robinson.<br />
Nel celebre <a href="http://youtube.com/watch?v=i9eIXN6Sp40" title="YouTube - Graduate end scene">finale de <em>Il laureato</em></a> (<em>The Graduate</em>, 1967) Ben Braddock (Dustin Hoffman) cerca disperatamente di fermare il matrimonio di Elaine Robinson (Katharine Ross) e in un certo senso di riesce: se interpreto correttamente l&#8217;accaduto, Ben arriva <em>dopo</em> la pronuncia del sì da parte dei promessi sposi, ma <em>prima</em> che essi firmino, insieme ai testimoni, il registro. La bella Elaine si è sposata o no?</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=1002&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/luomo-non-separi-cio-che-dio-ha-unito/' addthis:title='L&#8217;uomo non separi ciò che Dio ha unito' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Al cinema</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jan 2008 18:48:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Richard Matheson]]></category>

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		<description><![CDATA[Cassiera: Buonasera, desidera? Lui: Vorrei due biglietti per Io sono leggenda. Guastafeste: No, non lo faccia! Lui: Come scusi? Lei &#8211; sottovoce, rivolta a Lui: Cosa fai? Gli dai retta? Paga i biglietti ed entriamo! Guastafeste: No, non andate a vedere quel film! Uscite da questo cinema e andate a cercare una libreria: lì troverete [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/al-cinema/' addthis:title='Al cinema' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cassiera</strong>: Buonasera, desidera?</p>
<p><strong>Lui</strong>: Vorrei due biglietti per <em>Io sono leggenda</em>.</p>
<p><strong>Guastafeste</strong>: No, non lo faccia!</p>
<p><strong>Lui</strong>: Come scusi?</p>
<p><strong>Lei</strong> &#8211; <em>sottovoce, rivolta a Lui</em>: Cosa fai? Gli dai retta? Paga i biglietti ed entriamo!</p>
<p><a href="http://www.lestinto.it/wp-content/img/ioleggenda.png" rel="lightbox[pics999]" title="Richard Matheson, Io sono leggenda"><img src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/ioleggenda.png" alt="Richard Matheson, Io sono leggenda" align="right" height="214" width="139" /></a><strong>Guastafeste</strong>: No, non andate a vedere quel film! Uscite da questo cinema e andate a cercare una libreria: lì troverete <a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788834713624/matheson-richard/sono-leggenda.html" title="Libro - IBS - Io sono leggenda - Matheson Richard"><em>Io sono leggenda</em></a> di  Richard Matheson.</p>
<p><strong>Lui</strong> &#8211; <em>incuriosito</em>: Il romanzo dal quale hanno tratto il film?</p>
<p><strong>Guastafeste</strong> &#8211; <em>infervorato</em>: Tratto? Non sia ridicolo! Hanno preso le prime venti-trenta pagine del romanzo, il resto l&#8217;hanno usato al posto della carta igienica.</p>
<p><strong>Lui</strong>: Rimane completamente fedeli all&#8217;originale è difficile.</p>
<p><strong>Guastafeste</strong> &#8211; <em>paonazzo in viso</em>: Ma qui non si tratta di raffinate questioni filologiche: il problema non è l&#8217;ambientazione metropolitana o l&#8217;origine dell&#8217;epidemia, per quanto neppure questi siano aspetti proprio secondari. Qui si parla dello spirito del romanzo di Matheson!<span id="more-999"></span></p>
<p><strong>Cassiera</strong> &#8211; <em>seccata</em>: Scusi, ma i biglietti li vuole o no?</p>
<p><strong>Lui</strong>: Beh…</p>
<p><strong>Lei</strong> &#8211; <em>strattona lui e si piazza davanti alla cassa</em>: Sì, li prendiamo.</p>
<p><strong>Lui</strong> &#8211; <em>esitante</em>: Ma, scusa cara, se dice che è meglio leggere il romanzo…</p>
<p><strong>Lei</strong>: Sì, e dove la troviamo una libreria aperta a quest&#8217;ora?</p>
<p><strong>Lui</strong>: In effetti…</p>
<p><strong>Lei</strong>: E poi come facciamo a leggere un libro in due?</p>
<p><strong>Guastafeste</strong>: Potreste fare come Stanley Kubrick e James Harris: si racconta che, per leggere entrambi l&#8217;unica copia disponibile di <em>Lolita</em> di Nabokov, man mano che uno leggeva una pagina la strappava e la passava all&#8217;altro.</p>
<p><strong>Lei</strong> &#8211; <em>afferra il polso a Lui e inizia a trascinarlo verso la sala</em>: Ho preso i biglietti, andiamo.</p>
<p><strong>Guastafeste</strong> &#8211; <em>li insegue</em>: Ma non siete costretti a fare così: lui potrebbe leggere il romanzo a voce alta…</p>
<p><strong>Lei</strong> &#8211; <em>si ferma e fissa Lui dritto negli occhi</em>: Come facevi un tempo. Ti ricordi, quel pomeriggio al parco? L&#8217;intero <em>Don Giovanni</em> mi avevi letto, per conquistarmi. Mentre adesso è già tanto se mi porti al cinema…</p>
<p><strong>Lui</strong> &#8211; <em>si volta verso la sala</em>: È tardi, tra poco spengono le luci in sala, andiamo.</p>
<p><strong>Guastafeste</strong>: No, non entrate, non andate a vedere quel film.</p>
<p><strong>Lui</strong> &#8211; <em>entrando in sala</em>: Arrivederci!</p>
<p><strong>Guastafeste</strong> &#8211; <em>urlando per farsi sentire</em>: Almeno uscite cinque minuti prima! Ricordatevi, quando la bomba a mano esplode, uscite dalla sala! Gli ultimi cinque minuti sono terribili! Uscite prima!</p>
<p><em>Io oggi pomeriggio sono andato a vedere </em>Io sono leggenda<em> di Francis Lawrence con Will Smit. <strong>Purtroppo</strong> prima di entrare non ho incontrato nessun Guastafeste.</em></p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=999&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/al-cinema/' addthis:title='Al cinema' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Lost in translation 3</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Jan 2007 21:36:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Lost in translation]]></category>
		<category><![CDATA[Traduzione]]></category>

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		<description><![CDATA[John Anderton si rende conto che qualcuno ha cercato di incastrarlo, e vuole giustamente sapere chi ha ordito il diabolico piano. L&#8217;unico che può rispondere alla sua domanda è Leo Crow, il quale gli risponde&#8230; già, cosa risponde Leo Crow a John Anderton, il poliziotto della pre-crimine interpretato da Tom Cruise nel film di fantascienza [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/lost-in-translation-3/' addthis:title='Lost in translation 3' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>John Anderton si rende conto che qualcuno ha cercato di incastrarlo, e vuole giustamente sapere <em>chi</em> ha ordito il diabolico piano. L&#8217;unico che può rispondere alla sua domanda è Leo Crow, il quale gli risponde&#8230; già, cosa risponde Leo Crow a John Anderton, il poliziotto della pre-crimine interpretato da Tom Cruise nel film di fantascienza <em>Minority Report</em> (USA 2002, regia di Steven Spielberg)?<span id="more-586"></span></p>
<p>Siamo a 1:44:37 del film e in base ai sottotitoli inglese Leo risponde:</p>
<p><a href="http://www.lestinto.it/wp-content/img/minority_report_english.jpg" rel="lightbox[minorityreport]" title="Minority Report - sottotitoli in inglese"><img src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/minority_report_english.jpg" title="Minority Report - sottotitoli in inglese" alt="Minority Report - sottotitoli in inglese" height="273" width="481" /></a></p>
<blockquote><p>I don&#8217;t know. He called me in my cell.</p></blockquote>
<p>Ma, secondo il traduttore italiano, Leo in realtà risponde:</p>
<p><a href="http://www.lestinto.it/wp-content/img/minority_report_italiano.jpg" rel="lightbox[minorityreport]" title="Minority Report - sottotitoli in italiano"><img src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/minority_report_italiano.jpg" title="Minority Report - sottotitoli in italiano" alt="Minority Report - sottotitoli in italiano" height="273" width="481" /></a></p>
<blockquote><p>Non lo so. Mi ha chiamato sul cellulare.</p></blockquote>
<p><a href="http://www.lestinto.it/wp-content/img/tom_cuise_perplesso.jpg" rel="lightbox[minorityreport]" title="John Anderton (Tom Cruise) molto perplesso"><img src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/tom_cuise_perplesso.jpg" title="John Anderton (Tom Cruise) molto perplesso" alt="John Anderton (Tom Cruise) molto perplesso" align="right" height="169" width="227" /></a>In effetti Cell potrebbe stare per Cellular Phone, telefono cellulare. Però non si capisce bene il senso di chimare <em>nel</em> cellulare: è improbabile che nel futuro quelli che già oggi chiamiamo telefonini siano tanto grandi da contenere una persona.<br />
È facile comprendere la perplessità di Tom Cruise. L&#8217;improbabile traduttore poteva comunque fare di peggio: Cell è anche una delle unità delle batterie elettriche e, apprendo da Wikipedia, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/U.S._Cellular_Field" title="U.S. Cellular Field - Wikipedia, the free encyclopedia">The Cell</a> è il nome di un campo di baseball a Chicago.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=586&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/lost-in-translation-3/' addthis:title='Lost in translation 3' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Adotta un film!</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jan 2007 22:15:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spilli]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>

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		<description><![CDATA[I cinema, da un po&#8217; di tempo, si chiamano tutti &#8220;multisala&#8221;. Deve essere perché hanno tante sale. I film, però, sono pochi e sempre gli stessi. Molte pellicole rimangano così orfane. E gli orfani si possono adottare: SelfCinema: se la distribuzione non porta i film agli spettatori, gli spettatori diventano distribuzione. Acquistando in prevendita il [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/adotta-un-film/' addthis:title='Adotta un film!' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="lightbox" title="L'estate di mio fratello" class="imagelink" href="http://www.lestinto.it/wp-content/img/locandina_internet.jpg"><img width="192" height="271" align="right" alt="L'estate di mio fratello" id="image569" title="L'estate di mio fratello" src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/locandina_internet.miniatura.jpg" /></a>I cinema, da un po&#8217; di tempo, si chiamano tutti &#8220;multisala&#8221;. Deve essere perché hanno tante sale. I film, però, sono pochi e sempre gli stessi.<br />
Molte pellicole rimangano così orfane. E gli orfani si possono adottare:</p>
<blockquote><p><a title="SelfCinema | Adopt-a-movie" href="http://selfcinema.it/">SelfCinema:</a> se la distribuzione non porta i film agli spettatori, gli spettatori diventano distribuzione.</p></blockquote>
<p>Acquistando in prevendita il biglietto sarà possibile, garantendo agli esercenti l&#8217;incasso minimo, distribuire nelle sale un film altrimenti escluso dalla distribuzione.</p>
<p>Si inizia con l&#8217;interessante <a title="L'estate di mio fratello" href="http://selfcinema.it/estframe.html"><em>L&#8217;estate di mio fratello</em></a> di Pietro Reggiani.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=570&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/adotta-un-film/' addthis:title='Adotta un film!' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Uomini senza volto</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Nov 2006 13:35:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri diversi]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Friedrich Schiller, il poeta e drammaturgo tedesco nato nel 1759 e morto nel 1805, è soprattutto noto per essere l&#8217;autore dell&#8217;ode An die Freude: si tratta dell&#8217;Inno alla gioia, il quarto movimento della nona sinfonia di Beethoven che è diventato, nel 1985, inno dell&#8217;Unione Europea. Perché tributare una ode alla gioia? Secondo Schiller (e Beethoven, [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/uomini-senza-volto/' addthis:title='Uomini senza volto' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Friedrich Schiller, il poeta e drammaturgo tedesco nato nel 1759 e morto nel 1805, è soprattutto noto per essere l&#8217;autore dell&#8217;ode <em>An die Freude</em>: si tratta dell&#8217;<em>Inno alla gioia</em>, il quarto movimento della nona sinfonia di Beethoven che è diventato, nel 1985, inno dell&#8217;Unione Europea.</p>
<p>Perché tributare una ode alla gioia? Secondo Schiller (e Beethoven, che ha modificato il testo)</p>
<blockquote><p><img width="154" height="154" align="right" style="padding: 0.5em" alt="Friedrich Schiller" id="image515" title="Friedrich Schiller" src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/friedrich_schiller.jpg" />Il tuo fascino affraterna<br />
ciò che il mondo separò;<br />
Tutti gli uomini diventano fratelli<br />
Là dove le tue dolci ali riposano.</p>
<p>Deine Zauber binden wieder<br />
Was die Mode streng geteilt;<br />
Alle Menschen werden Brüder,<br />
Wo dein sanfter Flügel weilt.</p></blockquote>
<p>La gioia ha quindi il potere di avvicinare gli uomini, di renderci tutti fratelli.<br />
Il mondo (anche se <em>die Mode</em> in tedesco significa <em>la moda</em>) separa gli uomini, trasforma l&#8217;altro in un nemico o, peggio, in una cosa, un ostacolo del quale occorre disfarsi.<span id="more-509"></span></p>
<p>Se la gioia trasforma l&#8217;altro in fratello, che cosa rende l&#8217;altro una cosa? Quale meccanismo priva l&#8217;altro dell&#8217;umanità che invece si riconosce nel fratello? Sergej Ejzenštejn, il regista russo vissuto oltre un secolo dopo Schiller, può aiutare nella risposta.</p>
<p><img width="273" height="185" align="left" style="padding: 0.5em" alt="Corazzata Potemkin" id="image513" title="Corazzata Potemkin" src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/potemkin.jpg" />Il film più conosciuto di Ejzenštejn è indubbiamente <em>La corazzata Potëmkin</em>, sulla rivoluzione russa del 1905. Il film è disponibile su <a title="Internet Archive: Details: Bronenosets Potyomkin (Battleship Potemkin)" href="http://www.archive.org/details/BattleshipPotemkin">Internet Archive</a> in formato MPEG4 a <a title="Bronenosets Potyomkin (Battleship Potemkin) - 64Kb MPEG4 Stream" href="http://www.archive.org/stream/BattleshipPotemkin/Battleship_Potemkin_64kb.mp4">64Kb</a> (per connessioni lente) e <a title="Bronenosets Potyomkin (Battleship Potemkin) - 256Kb MPEG4 Stream" href="http://www.archive.org/stream/BattleshipPotemkin/Battleship_Potemkin_256kb.mp4">256Kb</a> (per connessioni veloci).<br />
La scena più nota, e anche più citata, del film è la scalinata di Odessa:i cosacchi, fedeli allo zar, che scendono l&#8217;imponente scalinata della città massacrando a colpi di fucile e sciabola la popolazione.</p>
<p>Lo spettatore è invitato a <em>identificarsi</em> negli abitanti di Odessa, barbaramente uccisi dalle truppe zariste, e a <em>odiare</em> i cosacchi. È quindi necessario rappresentare i <em>primi</em> come nostri potenziali <em>fratelli</em> e i <em>secondi</em> come <em>macchine</em> da guerra, <em>nemici</em> da eliminare (è quello che effettivamente accadrà alla fine della seconda guerra mondiale, ma ad opera di Stalin, non di Ejzenštejn).</p>
<p>La tecnica utilizzata dal regista è molto interessante.<br />
Innanzitutto lo spettatore assiste ai funerali del marinaio Vakulin</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=509&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/uomini-senza-volto/' addthis:title='Uomini senza volto' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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