Il panettiere relativista

Una piccola nota a piè di post ha incuriosito alcune persone:

È comunque risaputo che i fatti non esistono, come ho sentito affermare qualche giorno fa dal panettiere.

Mi sembra giusto narrare, il più fedelmente possibile, il dialogo al quale ho assistito mentre aspettavo che il forno finisse di riscaldare un trancio di (ottima) pizza.

Panettiere: Sei andato a vedere Milk ieri sera?

Amico del panettiere: Sì. Molto bello.

Panettiere: Sean Penn?

Amico del panettiere: Bravissimo.

Panettiere: La storia

Amico del panettiere: Beh, è un documentario.

Panettiere: Ma no che non è un documentario.

Amico del panettiere: D’accordo, è un film, non ha immagini di repertorio. Però racconta i fatti come sono andati.

Panettiere: Ma è fedele ai fatti?

Amico del panettiere: Ma i fatti non esistono.

Panettiere: D’accordo, dimenticavo che i fatti non esistono. Comunque, è fedele ai fatti?

Amico del panettiere: Sì.

La Notte della Fantascienza

Villaggio dei dannati

La notte della Fantascienza

Genova, Cinema Nickelodeon (Via della Consolazione), sabato 28 marzo a mezzanotte.

Il villaggio dei dannati, 1960, di Wolf Rilla

La stirpe dei dannati, 1963-64, di Anton M. Leader

Hallucination, 1961, di Joseph Losey

Se il raffreddore non peggiora, io ci sarò (e temo che la visione continuata di questi tre film causerà un duro colpo al mio già scarso desiderio di paternità).

Ronde

È un problema mio: non riesco a non legare il termine “ronde” a questo film qui:

È chiaro che, a questo punto, non riesce a indignarmi come vorrei.

Gli zombi

Gli zombi sono un classico, oltre che dei film dell’orrore, anche della filosofia della mente.

Ovviamente, gli zombi dei filosofi non sono come quelli del cinema. Questi ultimi sono dei morti viventi il cui unico scopo, chissà perché, è mangiare il cervello delle persone ancora vive:

(video purtroppo in inglese – via farfintadiesseresani che ha ragione: gli zombi spaccano) Continua a leggere

Il punto di vista del monolite

Premessa

Quanto qui scritto viene, ovviamente, dalla (ripetuta) visione del film di Kubrick e dalla (non ripetuta) lettura dell’omonimo romanzo di Arthur C. Clarke (senza dimenticare il suo racconto breve La sentinella e gli altri romanzi con cui Clarke ha deciso di proseguire la saga di 2001).
Fin dove mi è stato possibile, ho cercato di attenermi al film, utilizzando il romanzo unicamente come guida e fonte di suggerimenti per l’interpretazione del film. Continua a leggere