Ideologismo

L’ideologismo abitua a non pensare, è l’oppio della mente, ma è anche una macchina da guerra intesa ad aggredire e “silenziare” il pensiero altrui. E con la crescita della comunicazione di massa è anche cresciuto il bombardamento degli epiteti: una guerra di parole tra “nomi nobili”, nome apprezzativi che l’ideologo assegna a se steso, e “nomi ignobili”, squalificanti e dispregiativi, che l’ideologo affibbia ai suoi avversari. Il guaio è che per l’ideologo l’epiteto esonera dal ragionamento e lo sostituisce. La squalifica ideologica non deve essere spiegata e non occorre che sia motivata. L’ideologismo dà certezza assoluta e quindi non richiede prove né presuppone dimostrazione.

Giovanni Sartori, La democrazia in trenta lezioni, Lezione 18, Mondadori, 2008

Il libro raccoglie le trenta lezioni trasmesse da RaiSat.
Una lettura interessante per la chiarezza espositiva (per quanto non ci sia molto di originale – ma lo scopo delle lezioni non è certo quello di proporre analisi originali).

Medicina complementare

Oggi, in Svizzera, si è tenuto il referendum sulla medicina complementare.

Sul sito della confederazione i risultati in dettaglio. Il quesito è stato approvato da due terzi della popolazione e da tutti i cantoni. La partecipazione è, come sempre, bassa: 38,3%. Il cantone più convinto è Ginevra, seguito dal Giura. Il più scettico è Sciaffusa, seguito da Uri.

Considero questa votazione un ottimo esempio dei limiti della democrazia.

Democrazia digitale

Venerdì 10 ottobre si terrà un convegno sulla democrazia digitale.

Non ho una idea molto chiara di cosa sia la democrazia digitale, e a quanto pare non ce l’hanno neppure gli organizzatori, disposti a dare accoglienza a qualsiasi contributo. Continua a leggere

Battaglia democratica

Dario Bressanini, in un lungo e interessante post dedicato a OGM e mutazioni genetiche, si scaglia contro alcuni preconcetti, uno platonico:

Moltissime persone hanno un’idea quasi platonica del concetto di “specie vivente”. Come se i diversi individui di una specie, il rinoceronte ad esempio, non fossero altro che “realizzazioni di un’essenza”, di una rinocerontitudine che esisterebbe immutabile ed eterna nel mondo delle idee. Questa visione è completamente sbagliata, ma è indubbio che sia molto radicata, a livello quasi inconscio, in una larga fetta della popolazione e porta a ritenere sbagliati e “innaturali” degli scambi genetici tra specie attualmente diverse. Ad essere sbagliata però è proprio questa idea di immutabilità di una specie.

e l’altro disneyano:

Naturale, quindi non pericoloso, nella logica semplice e ingenua di chi ha una visione “disneyana” della natura benigna.

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Un problema populista

Angelita propone la sua verità banale sulla democrazia:

Una democrazia ben funzionante ha bisogno di […] cittadini con un minimo di cultura, capaci di comprendere il senso e le implicazioni pratiche delle leggi o delle proposte in campo.

La conclusione è semplice: «per comprendere gran parte delle discussioni politiche occorrerebbe una qualche conoscenza dell’economia».

Tutto corretto: i dibattiti politici migliorerebbero se alle scuole dell’obbligo si insegnasse almeno una infarinatura di economia.

Tuttavia c’è qualcosa che non torna in questo discorso.
Perché mai i cittadini dovrebbero capirne di economia? In democrazia i cittadini governano attraverso i rappresentanti. E sono questi ultimi, ossia i politici, che dovrebbero conoscere l’economia e fare discorsi sensati, ai cittadini si dovrebbe solo chiedere di giudicare secondo il buon senso.

Se i cittadini devono essere in grado di giudicare e comprendere… beh, allora che senso ha ricorrere ai rappresentanti? Che senso ha la democrazia così come viene intesa adesso? Tanto vale liberarsi dei politici, e provare a vivere felici senza.