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	<title>L&#039;estinto &#187; Dio</title>
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	<description>I&#039;ll teach you differences</description>
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		<title>Va bene, mi avete trovato</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 19:41:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Bertrand Russell]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[Fede]]></category>
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		<description><![CDATA[«Supponga che lei si sia sbagliato riguardo all&#8217;esistenza di Dio. Supponga che l&#8217;intera storia sia vera e che lei giunga ai cancelli del paradiso per venire ammesso da san Pietro. Avengo negato l&#8217;esistenza di Dio per tutta la vita, che cosa direbbe a… Lui?». Questa domanda venne posta a Bertrand Russell durante una cena della [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/va-bene-mi-avete-trovato/' addthis:title='Va bene, mi avete trovato' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«Supponga che lei si sia sbagliato riguardo all&#8217;esistenza di Dio. Supponga che l&#8217;intera storia sia vera e che lei giunga ai cancelli del paradiso per venire ammesso da san Pietro. Avengo negato l&#8217;esistenza di Dio per tutta la vita, che cosa direbbe a… Lui?». Questa domanda venne posta a Bertrand Russell durante una cena della Voltaire Society<sup><a href="http://www.lestinto.it/articoli/va-bene-mi-avete-trovato/#footnote_0_2210" id="identifier_0_2210" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Cos&igrave; riporta John Searle in Mente, linguaggio, societ&agrave;, Raffaello Cortina editore, 2000, p. 41.">1</a></sup>. Il filosofo rispose: «Bene, andrei da Lui e gli direi: &#8216;non ci hai dato sufficiente evidenza!&#8217;».<span id="more-2210"></span> <a title="La prova scientifica dell'esistenza di Dio | Berlicche" href="http://berlicche.splinder.com/post/20964060/La+prova+scientifica+dell%27esis">Berlicche</a> immagina che questa evidenza arrivi:</p>
<blockquote><p>[V]i pongo questa domanda: e se ci fosse? Se sulle cellule un nuovo microscopio rinvenisse il copyright stilato in caratteri monoatomici ? Se scrutando il cielo con l&#8217;ultimissimo satellite si scoprisse la sua mano intenta a tracciare scritta &#8220;Va bene, mi avete trovato&#8221; in lettere alte tre anni luce? Se il nuovo telescopio a neutrini di Higgs risalendo indietro nel tempo confermasse i racconti evangelici fino all&#8217;ultima virgola, resurrezione compresa?</p></blockquote>
<p>E, giustamente, chiede: «per voi, cosa cambierebbe?»  Non ho problemi a rispondere: mi convertirei o, per essere più precisi, mi comporterei in accordo alla nuova immagine del mondo che la scoperta scientifica mi impone (e dubito fortemente che in questa immagine ci stiano tutti i dogmi e precetti morali della religione cattolica, ma questo è un dettaglio).  Mi sembra lecito, a questo punto, chiedere a Berlicche: se questo telescopio a neutrini di Higgs confermasse invece il racconto di Piergiorgio Odifreddi?</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_2210" class="footnote">Così riporta John Searle in <em><a title="More about Mente, linguaggio, società" href="http://www.anobii.com/books/Mente,_linguaggio,_società/9788870786354/01b500530e97902cbb/">Mente, linguaggio, società</a></em>, Raffaello Cortina editore, 2000, p. 41.</li></ol><img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=2210&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/va-bene-mi-avete-trovato/' addthis:title='Va bene, mi avete trovato' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Quanto vale Dio?</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/quanto-vale-dio/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Mar 2009 21:49:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerche filosofiche]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[G. E. Moore]]></category>
		<category><![CDATA[Paradosso di Moore]]></category>

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		<description><![CDATA[Vaaal propone un interessante argomento a favore non dell&#8217;esistenza di Dio, ma del credere nella sua esistenza. Un ragionamento che ricorda molto la famosa scommessa di Pascal: Ritengo possa essere corretto giudicare l&#8217;evento &#8220;Credere nell&#8217;esistenza di Dio&#8221; tramite due parametri Cred. Es. Dio: p(Ev)*Val(Ev) e cioè la probabilità che Dio esista rapportata al valore che [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/quanto-vale-dio/' addthis:title='Quanto vale Dio?' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vaaal propone un <a title="Abolire la realtà: Dio non è una teiera" href="http://abolirelarealta.blogspot.com/2009/03/dio-non-e-una-teiera.html">interessante argomento</a> a favore <em>non</em> dell&#8217;esistenza di Dio, ma del <em>credere</em> nella sua esistenza. Un ragionamento che ricorda molto la famosa scommessa di Pascal:</p>
<blockquote><p>Ritengo possa essere corretto giudicare l&#8217;evento &#8220;Credere nell&#8217;esistenza di Dio&#8221; tramite due parametri</p>
<p>Cred. Es. Dio: p(Ev)*Val(Ev)</p>
<p>e cioè la probabilità che Dio esista rapportata al valore che l&#8217;esistenza di Dio assume per noi stessi (Ev sta per Evento: esistenza di Dio). E&#8217; ovvio che stiamo giudicando, in questo caso, non l&#8217;esistenza effettiva di Dio, ma stiamo valutando se noi dovremmo credere che esista.</p></blockquote>
<p>C&#8217;è del marcio, in questo ragionamento.<sup><a href="http://www.lestinto.it/articoli/quanto-vale-dio/#footnote_0_1862" id="identifier_0_1862" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Che Vaaal non si offenda: ho recentemente visto l&amp;#8217;Amleto a teatro, e certe espressioni rimangono.">1</a></sup><span id="more-1862"></span></p>
<p>Tanto per cominciare, se il valore che attribuisco all&#8217;esistenza di qualcosa è zero, non per questo non credo nella sua esistenza. L&#8217;esistenza dei calzini di Vaaal non ha alcuna importanza, per me, eppure sono convinto della loro esistenza. Inoltre, è altamente improbabile che uno sconosciuto abbia versato a mia insaputa un milione di euro sul mio conto corrente, ma l&#8217;esistenza di questo milione di euro sarebbe per me <em>molto</em> importante; non per questo, però, credo nell&#8217;esistenza di questo milione.<br />
Ma il vero errore è un altro.</p>
<p>Vaaal separa il fatto dalla credenza di questo fatto, l&#8217;esistenza di Dio dal credere nell&#8217;esistenza di Dio. Essere o non essere<sup><a href="http://www.lestinto.it/articoli/quanto-vale-dio/#footnote_1_1862" id="identifier_1_1862" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Vedi nota precedente.">2</a></sup> è questione diversa dal credere di essere. Questa operazione funziona alla perfezione per gli enunciati <em>in terza persona</em>.</p>
<p>Si tratta del famoso paradosso di Moore: posso affermare, &#8220;Ho un paio di scarpe marroni, ma Vaaal è convinto che siano nere&#8221;, mentre non ha senso affermare &#8220;Ho un paio di scarpe marroni ma sono convinto che siano nere&#8221;.<br />
Per tornare a Dio: l&#8217;espressione &#8220;Dio non esiste, ma io credo che Dio esista&#8221; è sensata?</p>
<p>Il ragionamento di Vaaal è invece perfettamente corretto per quanto riguarda la valutazione di alternative diverse. È meglio una possibilità su due di vincere cento euro o la certezza di vincere cinquanta? Meglio depositare i propri risparmi in banca, avendo la certezza di un piccolo tasso di interesse, o investirli in borsa, guadagnando di più ma rischiando di perdere tutto?<br />
Meglio credere in Dio, rinunciando sicuramente ad alcuni vantaggi mondani (per un cattolico: rinunciare a un&#8217;ora la settimana, niente carne il venerdì di quaresima, niente sesso prima del matrimonio e così via) per avere forse grandi vantaggi nel regno dei cieli, oppure meglio godersi la vita terrena, correndo il rischio di finire all&#8217;inferno? Ma in questo caso è la <em>scelta</em> ad essere influenzata dal valore delle alternative, non la probabilità del loro verificarsi (la percentuale di rischio degli investimenti rimane la stessa indipendentemente dalla cifra impegnata).</p>
<p>Oltretutto con Dio, o almeno con il Dio cristiano, questo calcolo non funziona: se uno si professa credente unicamente per i vantaggi nell&#8217;aldilà rischia di finire all&#8217;inferno!<br />
Per quanto riguarda la fede, non ci sono calcoli che tengano: o si crede o non si crede.</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_1862" class="footnote">Che Vaaal non si offenda: ho recentemente visto l&#8217;<em>Amleto</em> a teatro, e certe espressioni rimangono.</li><li id="footnote_1_1862" class="footnote">Vedi nota precedente.</li></ol><img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=1862&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/quanto-vale-dio/' addthis:title='Quanto vale Dio?' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Dio non esiste</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 10:18:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[Teologia]]></category>
		<category><![CDATA[UAAR]]></category>

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		<description><![CDATA[La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno. Tutto si potrà dire, e di fatto si è detto, di questa campagna pubblicitaria dell&#8217;UAAR, tranne che non abbia fatto discutere. Credo sia possibile dividere le reazioni in tre categorie, a seconda della valutazione delle due affermazioni, e tralasciando [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/dio-non-esiste/' addthis:title='Dio non esiste' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><a href="http://www.lestinto.it/wp-content/img/322bus.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1701" title="Bus atei a Genova" src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/322bus.jpg" alt="Bus atei a Genova" width="322" height="180" /></a><br />
La cattiva notizia è che Dio non esiste.<br />
Quella buona è che non ne hai bisogno.</p></blockquote>
<p>Tutto si potrà dire, e di fatto si è detto, di questa <a title="UAAR - Campagna bus" href="http://www.uaar.it/uaar/campagne/bus/">campagna pubblicitaria dell&#8217;UAAR</a>, tranne che non abbia fatto discutere.<span id="more-1696"></span></p>
<p>Credo sia possibile dividere le reazioni in tre categorie, a seconda della valutazione delle due affermazioni, e tralasciando la questione dell&#8217;esistenza di Dio (che <em>tipo</em>&nbsp;di esistenza potrebbe avere Dio? Può Dio essere un ente tra gli altri enti?).</p>
<p>Innanzitutto c&#8217;è la posizione dell&#8217;UAAR e dei suoi simpatizzanti. Entrambe le frasi sono vere: Dio non c&#8217;è e non ce n&#8217;è bisogno.</p>
<p>Poi c&#8217;è quella degli atei devoti: vera la prima ma falsa la seconda, Dio non c&#8217;è ma ce ne sarebbe bisogno, e quindi è meglio non dirlo troppo in giro, che non c&#8217;è.</p>
<p>C&#8217;è quella dei credenti: entrame le affermazioni sono false. Dio esiste e la sua non esistenza cambierebbe le cose, almeno nella loro vita, e forse nella vita di tutti<sup><a href="http://www.lestinto.it/articoli/dio-non-esiste/#footnote_0_1696" id="identifier_0_1696" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="In effetti questo slogan non distingue tra pubblico e privato; d&amp;#8217;altra parte &egrave; uno slogan, non un saggio sulla laicit&agrave;.">1</a></sup>.</p>
<p>Manca, se non sbaglio, la posizione epicurea: Dio esiste ma non ne abbiamo bisogno. Credo sia un segno dei tempi: se <a title="OLTRETUTTO DIO, TECNICAMENTE, NON &quot;ESISTE&quot; [Far finta di essere sani]" href="http://farfintadiesseresani.blog-city.com/oltretutto_dio_tecnicamente_non_esiste.htm">Farfintadiesseresani</a> afferma «aridatece gli atei seri di una volta», io dico «aridatece gli epicurei».&nbsp;</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_1696" class="footnote">In effetti questo slogan non distingue tra pubblico e privato; d&#8217;altra parte è uno slogan, non un saggio sulla laicità.</li></ol><img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=1696&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/dio-non-esiste/' addthis:title='Dio non esiste' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>La dignità dell&#8217;uomo</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/la-dignita-delluomo/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Aug 2008 16:09:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerche filosofiche]]></category>
		<category><![CDATA[Christoph Schönborn]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>

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		<description><![CDATA[La seconda parte di A Sua immagine e somiglianza di Christoph Schönborn è dedicata all&#8217;uomo e alla sua dignità. L&#8217;uomo è stato creato a immagine e somiglianza di Dio: di tutte le creature è quindi il più degno (angeli esclusi): creato a immagine e somiglianza di Dio, la dignità che deriva dal fatto di assomigliare [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/la-dignita-delluomo/' addthis:title='La dignità dell&#8217;uomo' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La seconda parte di <em>A Sua immagine e somiglianza</em> di Christoph Schönborn è dedicata all&#8217;uomo e alla sua dignità.<span id="more-1234"></span></p>
<p>L&#8217;uomo è stato creato a immagine e somiglianza di Dio: di tutte le creature è quindi il più degno (angeli esclusi):</p>
<blockquote><p>creato a immagine e somiglianza di Dio, la dignità che deriva dal fatto di assomigliare a Dio è per l&#8217;uomo caratteristica costitutiva. (p. 32)</p></blockquote>
<p>Il cristianesimo apre così le porte alla esaltazione dell&#8217;uomo e a una visione antropocentrica del creato (creato, appunto, in vista dell&#8217;uomo):</p>
<blockquote><p>Secondo Gregorio di Nisso e Giovanni Crisostomo il mondo è stato costruito come palazzo reale e come un trono per colui che è creato per esserne il Signore. (p. 39)</p></blockquote>
<p>Questa esaltazione non ha comunque l&#8217;uomo come fine: è Dio il vero e ultimo destinatario di queste lodi: l&#8217;antropocentrismo del creato deve portare al teocentrismo dell&#8217;uomo:</p>
<blockquote><p>Un mondo interamente rivolto all&#8217;uomo, un uomo interamente rivolto a Dio: questi due aspetti sono inseparabili, e tutta l&#8217;esaltazione della dignità dell&#8217;uomo, vertice della creazione, ha senso solo in vista della sottomissione dell&#8217;uomo a Dio. (p. 37)</p></blockquote>
<p>Non vi è dunque superbia, in questa visione dell&#8217;uomo, perché l&#8217;esaltazione dell&#8217;uomo deve tradursi in umiltà di fronte a Dio. Similmente, la supremazia e il potere che l&#8217;uomo ha nei confronti del creato non può diventare sfruttamento indiscriminato perché, ancora una volta, l&#8217;uomo è padrone del creato per conto di Dio.</p>
<p>Da non credente (ateo o agnostico, qui, è irrilevante), questa visione dell&#8217;uomo mi è estranea: per quanto possa rispettare chi professa un simile credo (e ne ho davvero il massimo rispetto), non posso vedere nella grandezza dell&#8217;uomo la grandezza di Dio, anzi, non riesco proprio a vedere la grandezza dell&#8217;uomo (l&#8217;essere perfetto, secondo me, è il papero, ma questo è un altro discorso).<br />
È proprio questo il punto: la grandezza dell&#8217;uomo. La scienza moderna, Darwin, ma anche Freud e in generale tutto l&#8217;illuminismo, avrebbe distrutto la grandezza di Dio, aprendo le porte alla superbia dell&#8217;uomo e, alla lunga, alla sua autodistruzione.<br />
Quello che Schönborn non prende in considerazione è che, insieme all&#8217;esaltazione di Dio, sparisce anche l&#8217;esaltazione dell&#8217;uomo, che non è né grande né perfetto, come non lo è la natura.<br />
Il vuoto lasciato da Dio non è stato riempito dall&#8217;uomo o dalla natura o dalla ragione: alla loro importanza si è sempre accompagnato il riconoscimento della loro limitatezza, limitatezza che, da sola, è sufficiente a stroncare la tracotanza che tanto fa paura a Schönborn.</p>
<p>Rimane la contrapposizione tra due diverse visioni dell&#8217;uomo. È possibile conciliare l&#8217;uomo immagine di Dio e l&#8217;uomo naturale?<br />
Forse no, ma sarebbe, credo, un errore voler cancellare una delle due visioni: il mondo è un posto sufficientemente grande per accogliere questa e altre contraddizioni al suo interno.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=1234&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/la-dignita-delluomo/' addthis:title='La dignità dell&#8217;uomo' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Obbedire a Dio</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/obbedire-a-dio/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 10:54:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Armando Comi]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[Jan Hus]]></category>
		<category><![CDATA[Ragione]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;eretico boemo Jan Hus, morto sul rogo il 6 luglio 1415, è uno di quelli che chiameremmo un credente duro e puro, convinto che il Papa (anzi, i Papi: all&#8217;epoca ce n&#8217;erano due, uno ad Avignone e uno a Roma) sia una sorta di anticristo. Riassumendo in poche battute il pensiero di Hus sul rapporto [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/obbedire-a-dio/' addthis:title='Obbedire a Dio' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="lightbox" href="http://www.lestinto.it/wp-content/img/hus.jpg"><img class="alignright alignnone size-thumbnail wp-image-1147" style="float: right;" title="Jan Hus" src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/hus.jpg" alt="" width="174" height="226" /></a></p>
<p>L&#8217;eretico boemo Jan Hus, morto sul rogo il 6 luglio 1415, è uno di quelli che chiameremmo un credente duro e puro, convinto che il Papa (anzi, <strong>i</strong> Papi: all&#8217;epoca ce n&#8217;erano due, uno ad Avignone e uno a Roma) sia una sorta di anticristo.<br />
Riassumendo in poche battute il pensiero di Hus sul rapporto tra uomo e Dio, l&#8217;uomo deve essere sottomesso a Dio e Gli deve completa ubbidienza, anche se l&#8217;ordine risulta incomprensibile. Un invasato con cui è impossibile ragionare? Lo pensavo anche io, però, come nota Armando Comi<sup><a href="http://www.lestinto.it/articoli/obbedire-a-dio/#footnote_0_1145" id="identifier_0_1145" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="in Verit&agrave; e Anticristo. L&amp;#8217;eresia di Jan Hus, Bolonga, Pendragon 2007; non ho letto il libro, ma solo una bella recensione di Piero Venturelli che probabilmente verr&agrave; pubblicata su ReF">1</a></sup>:</p>
<blockquote><p>Dio solo dà ordini ai quali occorre obbedire senza indugio. Gli ordini dell&#8217;uomo devono invece essere valutati ed eventualmente fatti oggetti di obbedienza o disobbedienza (p. 96).</p></blockquote>
<p>L&#8217;uomo è dotato di ragione e la deve usare per valutare, e soprattutto per criticare, l&#8217;autorità degli altri uomini. È una piacevole sorpresa trovare un razionalista dove meno te lo aspetti.</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_1145" class="footnote">in <em>Verità e Anticristo. L&#8217;eresia di Jan Hus</em>, Bolonga, Pendragon 2007; non ho letto il libro, ma solo una bella recensione di Piero Venturelli che probabilmente verrà pubblicata su <a title="Recensioni Filosofiche - home page" href="http://www.recensionifilosofiche.it/">ReF</a></li></ol><img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=1145&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/obbedire-a-dio/' addthis:title='Obbedire a Dio' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Eutifrone</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/eutifrone/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Jan 2008 10:32:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerche filosofiche]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
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		<category><![CDATA[Idea]]></category>
		<category><![CDATA[Platone]]></category>
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		<description><![CDATA[Ogni tanto, in qualche articolo sul ruolo pubblico della religione o durante qualche dibattito sulle radici religiose dell&#8217;etica e della politica, viene citato l&#8217;Eutifrone di Platone. In effetti in quel dialogo Socrate discute, appunto, di santità e giustizia con uno che di mestiere, se così si può definire, fa l&#8217;indovino. In Platone la cornice dei [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/eutifrone/' addthis:title='Eutifrone' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lestinto.it/wp-content/img/platone.jpg" rel="lightbox[pics1012]" title="Platone"><img src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/platone.thumbnail.jpg" alt="Platone" align="right" height="300" width="213" /></a>Ogni tanto, in qualche articolo sul ruolo pubblico della religione o durante qualche dibattito sulle radici religiose dell&#8217;etica e della politica, viene citato l&#8217;<em>Eutifrone</em> di Platone. In effetti in quel dialogo Socrate discute, appunto, di santità e giustizia con uno che di mestiere, se così si può definire, fa l&#8217;indovino.<br />
In Platone la cornice dei dialoghi non è mai casuale, e infatti i due si incontrano davanti al tribunale: Socrate è lì perché denunciato da Meleto, Eutifrone, invece, per accusare il padre di omicidio.<br />
Sul tema della giustizia, Eutifrone si professa grande esperto, e Socrate, viste le accuse che pendono sul suo capo, è ben disposto ad ascoltarlo: diventando suo scolaro potrebbe apprendere come difendersi.</p>
<p>Eutifrone gli propone però una definizione deludente: giusto è ciò che è caro agli dei.<br />
Obietta Socrate: gli dei litigano, e ciò che gradisce Zeus può dispiacere a Crono e Urano. Eutifrone abbozza: è giusto ciò che è caro a <em>tutti</em> gli dei, nessuno escluso.<br />
E qui arriva l&#8217;affondo di Socrate: è l&#8217;uomo giusto, in quanto giusto, ad essere amato dagli dei, oppure è l&#8217;uomo amato dagli dei a essere giusto? In altre parole, una certa azione è approvata dagli dei perché buona oppure è buona perché approvata dagli dei?<br />
Se è buona perché approvata dagli dei, allora gli dei approvano ciò che approvano, in un circolo vizioso privo di senso. Se invece gli dei approvano qualcosa perché buono, allora l&#8217;approvazione degli dei è, tutto sommato irrilevante.<br />
Eutifrone, alla fine, si allontana con una scusa.<span id="more-1012"></span></p>
<p><a href="http://www.lestinto.it/wp-content/img/giustizia.jpg" rel="lightbox[pics1012]" title="Giustizia"><img src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/giustizia.thumbnail.jpg" alt="Giustizia" align="left" height="266" width="177" /></a>Perché riprendere e citare, dopo oltre duemila anni, questo dialogo?<br />
Gli dei di Eutifrone non ci sono più, e il monoteismo ha elegantemente risolto il problema della litigiosità tra le divinità: quelle obiezioni di Socrate suonano quasi surreali, alle nostre orecchie abituate al Dio unico.<br />
Rimane il problema del circolo vizioso, ma anche per quella i teologi hanno una soluzione, per quanto meno elegante della prima: come Benedetto XVI ripete in continuazione, Dio è logos &#8211; ragione, pertanto le due alternative proposte da Socrate sono frutto di un malinteso, di un errore di prospettiva: Dio non è semplicemente buono, è il Bene.</p>
<p>Se proprio si vuole riprendere il dialogo tra Socrate ed Eutifrone, sarebbe bene fermarsi alla <em>prima</em> risposta di Eutifrone alle domande di Socrate [5d-e]<sup><a href="http://www.lestinto.it/articoli/eutifrone/#footnote_0_1012" id="identifier_0_1012" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="trad. di Gino Giardini da Platone, Tutte le opere, Roma, Newton-Compton, 2002.">1</a></sup>:</p>
<blockquote><p>Socrate: Ebbene dunque, dì: cosa sostieni essere il santo e il non santo?</p>
<p>Eutifrone: Affermo dunque che è santo quello che faccio io ora, cioè trascinare in tribunale chi si rende colpevole o di omicidio o del furto di cose sacre o commette qualche altro reato simile, anche se costui è tuo padre, o tua madre o qualunque altro congiunto; mentre è empio non trascinarlo in giudizio.</p></blockquote>
<p>Socrate ovviamente non si accontenta di questa risposta, che trova troppo <em>particolare</em>: «io non ti chiedevo questo, di insegnarmi una o due delle molte azioni sante, ma proprio quell&#8217;idea per la quale tutti gli atti sono santi» [6d].<br />
Adesso, la risposta di Eutifrone, in realtà, contiene già un principio tutt&#8217;altro che trascurabile e di portata universale: la giustizia è qualcosa di più forte dei legami di parentela. Socrate neppure di accorge di questo principio e passa oltre: lui vuole l&#8217;idea.<br />
Eutifrone avrebbe dovuto rispondergli: «Ti ho presentato un esempio, Socrate, e adesso te ne fornirò un altro, e poi un altro ancora, e vedrai che, alla fine, con tutti questi esempi, imparerai a distinguere il santo dal non santo, il giusto dall&#8217;ingiusto; perché, caro Socrate, la tua idea di santo, in realtà, non è altro che questo: imparare a giudicare.»</p>
<p><small>Foto di <a title="Justice su Flickr - Condivisione di foto!" href="http://flickr.com/photos/johnlinwood/352842329/">John Linwood</a></small></p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_1012" class="footnote">trad. di Gino Giardini da Platone, <em>Tutte le opere</em>, Roma, Newton-Compton, 2002.</li></ol><img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=1012&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/eutifrone/' addthis:title='Eutifrone' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Esiste il senso etico senza Dio?</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Dec 2007 11:20:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Umberto Veronesi]]></category>

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		<description><![CDATA[Esiste il senso etico senza Dio? Il rapporto con Dio non c&#8217;entra nulla col senso etico, che riguarda soprattutto la relazione con gli altri uomini. Molti dei grandi moralisti sono non credenti. Al contrario, diceva il grande filosofo Feuerbach, se ami Dio puoi non amare gli uomini. Umberto Veronesi (con Alain Elkann), Essere Laico, Bompiani [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/esiste-il-senso-etico-senza-dio/' addthis:title='Esiste il senso etico senza Dio?' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Esiste il senso etico senza Dio?</p>
<blockquote><p>Il rapporto con Dio non c&#8217;entra nulla col senso etico, che riguarda soprattutto la relazione con gli altri uomini. Molti dei grandi moralisti sono non credenti. Al contrario, diceva il grande filosofo Feuerbach, se ami Dio puoi non amare gli uomini.</p></blockquote>
<p>Umberto Veronesi (con Alain Elkann), <a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788845259531/veronesi-umberto/essere-laico.html" title="Libro - IBS - Essere laico - Veronesi Umberto; Elkann Alain"><em>Essere Laico</em></a>, Bompiani 2007, p. 37</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=984&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/esiste-il-senso-etico-senza-dio/' addthis:title='Esiste il senso etico senza Dio?' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Vorrei una scala lunghissima</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Nov 2007 12:53:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vorrei una scala lunghissima e un coltello taglientissimo per andare su in cielo ad ammazzare quel Dio che fa morire tutti. Bruno de Finetti, all&#8217;età di 4 anni<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/vorrei-una-scala-lunghissima/' addthis:title='Vorrei una scala lunghissima' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Vorrei una scala lunghissima e un coltello taglientissimo per andare su in cielo ad ammazzare quel Dio che fa morire tutti.</p>
<p><a href="http://festivalscienza.it/it/programma/evento.php?id=268" title="Festival della Scienza">Bruno de Finetti</a>, all&#8217;età di 4 anni</p></blockquote>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=934&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/vorrei-una-scala-lunghissima/' addthis:title='Vorrei una scala lunghissima' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Sull&#8217;insegnamento della religione ai bambini</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Oct 2007 19:03:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spilli]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
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		<description><![CDATA[Una delle frasi storiche di Massimo Morelli: Ultimamente in famiglia, a tavola, giochiamo al gioco delle parole. Si danno iniziale, finale, un aiuto e gli altri devono indovinare. E&#8217; divertente anche perché i bambini ci si impegnano un sacco e io cerco di aiutare di nascosto Federico che ha cinque anni ed è il più [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/sullinsegnamento-della-religione-ai-bambini/' addthis:title='Sull&#8217;insegnamento della religione ai bambini' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.morellinet.com/categories/frasiStoriche/2006/01/07.html" title="Massimo Morelli's Weblog">Una</a> delle <a href="http://blog.morellinet.com/categories/frasiStoriche/" title="Massimo Morelli's Weblog">frasi storiche</a> di <a href="http://blog.morellinet.com/it/" title="Massimo Morelli's Weblog">Massimo Morelli</a>:</p>
<blockquote><p>Ultimamente in famiglia, a tavola, giochiamo al gioco delle parole. Si danno iniziale, finale, un aiuto e gli altri devono indovinare. E&#8217; divertente anche perché i bambini ci si impegnano un sacco e io cerco di aiutare di nascosto Federico che ha cinque anni ed è il più piccolo. Oggi è capitata questa:</p>
<p>Federico: Comincia con D, finisce con O e non esiste.</p>
<p>L&#8217;ho guardato sbalordito pensando di avere in famiglia l&#8217;ateo più precoce del mondo. Ma c&#8217;è chi ragiona più in fretta:</p>
<p>Eleonora: DRAGO!</p></blockquote>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=903&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/sullinsegnamento-della-religione-ai-bambini/' addthis:title='Sull&#8217;insegnamento della religione ai bambini' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Dawkins non si è fermato a Bose</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/dawkins-non-si-e-fermato-a-bose/</link>
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		<pubDate>Fri, 21 Sep 2007 16:42:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[Enzo Bianchi]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[Richard Dawkins]]></category>

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		<description><![CDATA[Enzo Bianchi, priore della comunità di Bose, a proposito de L’illusione di Dio di Richard Dawkins: Ma, prosegue [Dawkins], «la triste verità è che quella religione pacata e onesta è numericamente trascurabile». Frase molto indicativa dei criteri usati per valutare il cristianesimo. In effetti si cercherebbe invano, nelle quattrocento pagine infarcite di riferimenti a predicatori [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/dawkins-non-si-e-fermato-a-bose/' addthis:title='Dawkins non si è fermato a Bose' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Enzo Bianchi, priore della comunità di Bose, a proposito de <a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788804570820/dawkins-richard/illusione-dio-ragioni.html" title="Libro - IBS - L' illusione di Dio. Le ragioni per non credere - Dawkins Richard"><em>L’illusione di Dio</em></a> di Richard Dawkins:</p>
<blockquote><p>Ma, prosegue [Dawkins], «la triste verità è che quella religione pacata e onesta è numericamente trascurabile». Frase molto indicativa dei criteri usati per valutare il cristianesimo.</p>
<p>In effetti si cercherebbe invano, nelle quattrocento pagine infarcite di riferimenti a predicatori ignoti al pubblico italiano o anche solo non anglosassone, una disamina attenta e critica al fenomeno religioso e alla testimonianza cristiana nella storia e nel mondo contemporaneo. No, vi si trova solo l&#8217;antico vizio di confrontare le proprie teorie (buone, ovviamente) con la prassi (cattiva) degli altri, imputando alla religione qualsiasi comportamento nefasto o incoerente dei suoi seguaci e ascrivendo invece a un inesistente ateo ideale tutti i pregi del libero pensatore.</p>
<p>Enzo Bianchi, <em><a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/Libri/grubrica.asp?ID_blog=54&amp;ID_articolo=1054&amp;ID_sezione=198&amp;sezione=" title="Com’è banale questo bio-ateo - LASTAMPA.it">Com’è banale questo bio-ateo</a></em>, &#8220;La Stampa&#8221;, 21 settembre 2007</p></blockquote>
<p><span id="more-878"></span><br />
Sul &#8220;numericamente trascurabile&#8221;, c&#8217;è poco da dire: occorrerebbero delle statistiche sulla pacatezza e l&#8217;onestà dei fedeli, altrimenti ci si limita a impressioni soggettive e fuorvianti (penso comunque che, almeno per l&#8217;Europa, abbia ragione Bianchi: i credenti pacati e onesti non sono minoranza).</p>
<p>Bianchi solleva comunque una obiezione da non sottovalutare: non si può <em>confrontare</em> una teoria con una prassi, il confronto va effettuato sullo stesso livello. Si può, comunque, <em>giudicare</em> una teoria in base alle prassi che essa in una qualche misura degenera, tenendo comunque presente la parzialità di questo giudizio a posteriori.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=878&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/dawkins-non-si-e-fermato-a-bose/' addthis:title='Dawkins non si è fermato a Bose' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Assente giustificato</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/assente-giustificato/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Jul 2007 11:26:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dialoghi filosofici]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>

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		<description><![CDATA[Milano, fermata del tram. Ludovico: Secondo me, il Don Giovanni è la migliore opera di Mozart Passante: Come scusi? Ludovico: Dicevo che secondo me il Don Giovanni è molto meglio delle Nozze di Figaro o del Flauto magico, senza nulla togliere a queste opere, ovviamente. Passante – perplesso: Sì, certo. È ovvio. Ludovico: Il merito [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/assente-giustificato/' addthis:title='Assente giustificato' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Milano, fermata del tram.</p>
<p><strong>Ludovico</strong>: Secondo me, il <em>Don Giovanni</em> è la migliore opera di Mozart</p>
<p><strong>Passante</strong>: Come scusi?</p>
<p><strong>Ludovico</strong>: Dicevo che secondo me il <em>Don Giovanni</em> è molto meglio delle <em>Nozze di Figaro</em> o del <em>Flauto magico</em>, senza nulla togliere a queste opere, ovviamente.</p>
<p><strong>Passante</strong> – <em>perplesso</em>: Sì, certo. È ovvio.</p>
<p><strong>Ludovico</strong>: Il merito comunque è sicuramente anche di Lorenzo Da Ponte, il librettista dell&#8217;opera.<span id="more-798"></span></p>
<p><strong>Passante</strong>: Eh sì, i meriti non sono mai di una persona sola, caro signore. Comunque, io stavo leggendo il giornale, e non ascoltando il suo Don Luigi.</p>
<p><strong>Ludovico</strong>: No no, non si confonda: don Luigi è Giussani, al quale hanno intitolato i giardini pubblici dietro l&#8217;angolo, e ha decisamente poco a che fare con il <em>Don Giovanni</em> di Mozart e Da Ponte. Certo che è strano.</p>
<p><strong>Passante</strong>: Cosa è strano? Che si chiamino entrambi Don?</p>
<p><strong>Ludovico</strong>: Beh, mica è il nome di battesimo, don. No, ad essere strano è che lei legge il giornale ma superficialmente: il mio commento sul <em>Don Giovanni</em> di Mozart nasce appunto dal titolo dell&#8217;articolo che sta leggendo.</p>
<p><strong>Passante</strong>: Quale titolo?</p>
<p><strong>Ludovico</strong>: Vede, questo qui, sul convitato di pietra. La statua del commendatore ucciso in duello da Don Giovanni. Ha presente, no?</p>
<p><strong>Passante</strong> &#8211; <em>rassegnato a non poter ignorare l&#8217;interlocutore</em>: Aspetti un attimo, sì, devo aver visto qualche film sul tema. Don Giovanni, per scherno, invita a cena la statua del commendatore, e la statua si presenta davvero. Offre a Don Giovanni la possibilità di pentirsi dei suoi peccati, ma lui non si pente e allora la statua lo porta con sé agli inferi. Ricordo giusto?</p>
<p><strong>Ludovico</strong>: Sì, a grandi linee la storia è questa.</p>
<p><strong>Passante</strong>: Bene, ne sono contento. Oh, guarda: sta arrivando il mio tram. Arrivederci.</p>
<p><strong>Ludovico</strong>: Non si preoccupi: è anche il mio tram. Così possiamo continuare la conversazione.</p>
<p><strong>Passante</strong> &#8211; <em>visibilmente agitato</em>: Bene.</p>
<p><strong>Ludovico</strong>: Ma a lei non stupisce il comportamento di Don Giovanni?</p>
<p><strong>Passante</strong>: In che senso?</p>
<p><strong>Ludovico</strong>: È semplice: è lì, con la statua del commendatore arrivata dall&#8217;aldilà, gli inferi pronti ad accoglierlo per punirlo dei suoi peccati&#8230; Ma gli è offerta una possibilità di salvezza. È sufficiente che si penta delle proprie azioni. Ma lui non si pente, e finisce all&#8217;inferno. Perché?</p>
<p><strong>Passante</strong>: Immagino perché se si fosse pentito il finale dell&#8217;opera sarebbe stato banale.</p>
<p><strong>Ludovico</strong>: Ottima risposta: mai dimenticare le esigenze narrative. Tuttavia la risposta non mi convince del tutto.</p>
<p><strong>Passante</strong>: Perché non la convince del tutto?</p>
<p><strong>Ludovico</strong>: Perché mi sembra che Don Giovanni, in realtà, non possa pentirsi.</p>
<p><strong>Passante</strong>: Ma l&#8217;ha appena detto lei: la statua del commendatore gli offre una ultima possibilità!</p>
<p><strong>Ludovico</strong>: Sì, apparentemente. Cito a memoria. &#8211; <em>inizia a cantare</em>.</p>
<blockquote><p><strong>La Statua</strong><br />
Pentiti, cangia vita<br />
È l&#8217;ultimo momento!<br />
<strong>Don Giovanni</strong> (vuol sciogliersi, ma invano)<br />
No, no, ch&#8217;io non mi pento,<br />
Vanne lontan da me!<br />
<strong>La Statua</strong><br />
Pentiti, scellerato!<br />
<strong>Don Giovanni</strong><br />
No, vecchio infatuato!<br />
<strong>La Statua</strong><br />
Pentiti!<br />
<strong>Don Giovanni</strong><br />
No!<br />
<strong>La Statua</strong><br />
Sì!<br />
<strong>Don Giovanni</strong><br />
No!<br />
<strong>La Statua</strong><br />
Ah! tempo più non v&#8217;è!<br />
(Fuoco da diverse parti, il Commendatore sparisce, e s&#8217;apre<br />
una voragine.)</p></blockquote>
<p><strong>Passante</strong>: Complimenti per la memoria <a href="http://it.wikisource.org/wiki/Don_Giovanni/Atto_Secondo/Scena_diciannovesima" title="Don Giovanni/Atto Secondo/Scena diciannovesima - Wikisource">enciclopedica</a>, quanto alla voce&#8230; lascerei perdere.</p>
<p><strong>Ludovico</strong>: Grazie.</p>
<p><strong>Passante</strong>: Comunque la statua offre chiaramente una possibilità a Don Giovanni.</p>
<p><strong>Ludovico</strong>: Così sembra. Ma secondo se Don Giovanni avesse detto &#8220;sì, mi pento&#8221;, lei gli avrebbe creduto?</p>
<p><strong>Passante</strong>: Assolutamente sì: chi mai continuerebbe a ingannare le donne dopo un simile spavento?</p>
<p><strong>Ludovico</strong>: Ma il problema non è se Don Giovanni continuerebbe o meno a ingannare le donne: il problema è se Don Giovanni comprenderebbe il proprio errore. Perché senza comprensione non vi può essere pentimento.</p>
<p><strong>Passante</strong>: Direi che il commendatore ha ottimi argomenti per far comprendere a Don Giovanni i suoi errori: una visita agli inferi convincerebbe anche un ateo incallito!</p>
<p><strong>Ludovico</strong>: Sì, il commendatore utilizza una sorta di argomento di autorità: è sbagliato fare quello che hai fatto perché finisci all&#8217;inferno. Non credo che da un simile argomento possa seguire vera comprensione, e quindi vero pentimento.<br />
La vera occasione Don Giovanni l&#8217;aveva avuta prima di incontrare la statua del commendatore.</p>
<p><strong>Passante</strong>: Quando, di preciso?</p>
<p><strong>Ludovico</strong>: È semplice:</p>
<blockquote><p><strong>Don Giovanni</strong><br />
Lasciar le donne? Pazzo!<br />
Sai ch&#8217;elle per me<br />
son necessarie più del pan che mangio,<br />
più dell&#8217;aria che spiro!<br />
<strong>Leporello</strong><br />
E avete core d&#8217;ingannarle poi tutte?<br />
<strong>Don Giovanni</strong><br />
È tutto amore!<br />
Chi a una sola è fedele,<br />
verso l&#8217;altre è crudele<br />
io che in me sento<br />
sì esteso sentimento,<br />
vo&#8217; bene a tutte quante.<br />
Le donne poiché calcolar non sanno,<br />
il mio buon natural chiamano inganno.</p></blockquote>
<p><strong>Passante</strong>: In pratica, Don Giovanni dice di venire frainteso…</p>
<p><strong>Ludovico</strong>: Una risposta deliziosa, vero? È comunque un pretestuoso sofisma, con il quale elude la domanda di Leporello: «Perché inganni le donne?».</p>
<p><strong>Passante</strong>: E Don Giovanni si sarebbe dovuto pentire ascoltando Leporello?</p>
<p><strong>Ludovico</strong>: Avrebbe potuto comprendere l&#8217;errore, e di conseguenza pentirsi. Quando il commendatore arriva per punirlo, è già troppo tardi.</p>
<p><strong>Passante</strong>: Insomma, il Commendatore non può salvare Don Giovanni: già la sua presenza implica la condanna.</p>
<p><strong>Ludovico</strong>: L&#8217;apparizione del Commendatore comporta l&#8217;impossibilità, per Don Giovanni, di comprendere il proprio errore o, meglio, implica la nostra impossibilità di sapere se la sua è vera comprensione o no.</p>
<p><strong>Passante</strong>: Da quel che ha detto, ne viene fuori un ritratto poco lusinghiero del Commendatore.</p>
<p><strong>Ludovico</strong>: Perché poco lusinghiero?</p>
<p><strong>Passante</strong>: Beh, uno si fa l&#8217;idea che il Commendatore arrivi per cercare di salvare Don Giovanni, e invece non solo non è in grado di salvarlo, ma può, e quindi vuole, solo punirlo.</p>
<p><strong>Ludovico</strong>: Direi che il Commendatore ha ottimi motivi per voler punire Don Giovanni: dopotutto, è morto a causa sua!</p>
<p><strong>Passante</strong>: Uno si aspetta che un essere che viene dall&#8217;aldilà non pensi alla vendetta e sia in grado di perdonare il proprio assassino.</p>
<p><strong>Ludovico</strong>: Già: se il Commendatore avesse davvero perdonate Don Giovanni, non gli farebbe visita, per lasciargli almeno una possibilità di salvarsi, di comprendere da solo i propri errori.</p>
<p><strong>Passante</strong>: In questo caso, chi ci vuole bene non si fa vedere.</p>
<p><strong>Ludovico</strong>: Chissà se vale anche per altri casi.</p>
<p><strong>Passante</strong>: Sarebbe a dire?</p>
<p><strong>Ludovico</strong>: Penso a Dio. Molti atei, e anche alcuni credenti, si chiedono perché Dio non si manifesti e dica a tutti quale è il comportamento corretto. Pensi a tutti i dilemmi etici: eutanasia, clonazione, vendita di organi, aborto, omosessualità… Perché Dio non si presenta e dice a tutti: «Salve, io sono Dio e in verità vi dico che questo è giusto mentre quest&#8217;altro è sbagliato.»?</p>
<p><strong>Passante</strong>: Lei sostiene che Dio non si manifesta per lasciare agli uomini la possibilità di comprendere da soli i propri errori?</p>
<p><strong>Ludovico</strong>: È una idea suggestiva, no? O Dio non esiste, e in questo caso dobbiamo comprendere da soli quale sia la verità, oppure Dio esiste ma non ci dice nulla, e anche in questo caso dobbiamo arrangiarci da soli, al massimo aiutati da qualche indizio.</p>
<p><strong>Passante</strong>: In entrambi i casi dobbiamo arrangiarci?</p>
<p><strong>Ludovico</strong>: Direi che le due opzioni, &#8220;etsi deus non daretur&#8221; e &#8220;quasi Deus daretur&#8221;, alla fine si equivalgono. In ogni caso dobbiamo fare affidamento alla ragione. E discutere, anche a lungo, se necessario. Proprio come stiamo facendo noi due.</p>
<p><strong>Passante</strong>: Discutere a lungo? Come noi due? Certo, certo. Purtroppo è arrivata la mia fermata: adesso devo scendere dal tram.</p>
<p><strong>Ludovico</strong>:Oh, non è un problema: anche io devo scendere qui.</p>
<p><strong>Passante</strong>: Anche lei deve scendere qui? Oh, che distratto: in realtà ho sbagliato: io devo scendere alla prossima!</p>
<p><strong>Ludovico</strong>: Poco male: per me è abbastanza indifferente scendere a questa fermata o a quella dopo.</p>
<p><strong>Passante</strong>: Ehm&#8230; ho detto che scendevo alla prossima? Sono proprio distratto: intendevo dire che devo scendere… al capolinea! Sì, oggi vado fino al capolinea! Arrivederci.</p>
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		<title>La sindrome di Dio</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jun 2007 00:14:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri diversi]]></category>
		<category><![CDATA[Charles Darwin]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[Evoluzionismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Berlicche ci regala un curioso argomento contro il darwinismo, La sindrome di Darwin: Credo di averne già parlato: a me piace progettare mondi. Chiamatela la sindrome di Darwin. Osservare come i sistemi si evolvono, come le creature in essi contenute vivano&#8230; […] Allora ero un darwinista convinto. Avevo anche realizzato una mappa delle isole Galapagos [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/la-sindrome-di-dio/' addthis:title='La sindrome di Dio' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lestinto.it/wp-content/img/charles_darwin.gif" rel="lightbox[pics756]" title="Charles Darwin"><img src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/charles_darwin.gif" title="Charles Darwin" alt="Charles Darwin" class="imageframe imgalignright" align="right" height="300" width="227" /></a>Berlicche ci regala un curioso argomento contro il darwinismo, <a href="http://www.lospillo.it/index.php?t=blog&amp;id=1150" title="LO SPILLO - Diario di un curato di campagna - BLOG →&lt;p&gt; Leggi Articolo: La sindrome di Darwin [1150]">La sindrome di Darwin</a>:</p>
<blockquote><p>Credo di averne già parlato: a me piace progettare mondi.</p>
<p>Chiamatela la sindrome di Darwin. Osservare come i sistemi si evolvono, come le creature in essi contenute vivano&#8230;</p>
<p>[…] Allora ero un darwinista convinto. Avevo anche realizzato una mappa delle isole Galapagos a china.<br />
Crescevo. La teoria matematica dei giochi era una lettura affascinante. E poi era arrivato il computer.</p>
<p>Quello che fino ad ora avevo faticosamente imbastito con carta e fantasia poteva diventare una realtà virtuale.</p>
<p>[…]  Se volevo una nuova opzione, questa non poteva uscire spontaneamente da quelle che già c&#8217;erano per aggregazione, mutazione o altro mezzo. La dovevo programmare, introdurre io. Se non scrivevo il codice per realizzare un fiore, il mio vegetale informatico non ne avrebbe mai avuto uno.<br />
E se questo valeva per una pianta virtuale, cosa dire allora dell&#8217;infinitamente più complesso mondo reale?</p>
<p>Non c&#8217;è riuscito nessuno. Nessuno ha mai scritto un programma che realmente si evolva, che si faccia crescere pinne, poi gambe, occhi, mani, cervello partendo dal nulla. Neanche lontanamente. Se si vuole che qualcosa ci sia, quel qualcosa il creatore ce lo deve mettere dentro, deve scriverlo, intesserlo nell&#8217;essere.</p>
<p>Il giorno che ho realmente capito cosa ciò volesse dire, ho smesso di essere un darwinista.</p></blockquote>
<p>Ricapitolando: Darwin era una sorta di demiurgo che progettava nuovi mondi; siccome in questi progetti, o simulazioni, non c&#8217;è possibilità che nascano nuove opzioni dal nulla, è impossibile che l&#8217;evoluzionismo neodarwiniano sia corretto.<span id="more-756"></span></p>
<p>Darwin però era un <em>naturalista</em>: osservava l&#8217;unico mondo che c&#8217;è, non si divertiva a crearne di nuovi. La sindrome di Berlicche non è quindi darwiniana: più che sindrome di Darwin, sarebbe meglio chiamarla <strong>sindrome di Padreterno</strong>. Il suo argomento, con qualche leggera modifica, può diventare una notevole dimostrazione della inesistenza di Dio: la vita si è sviluppata tramite l&#8217;evoluzione, ma è impossibile progettare un mondo che preveda lo sviluppo della vita per evoluzione, quindi il mondo non è stato progettato, quindi Dio non esite.</p>
<p>Ma leggiamo meglio l&#8217;argomento di Berlicche: «Nessuno ha mai scritto un programma che realmente si evolva, che si faccia crescere pinne, poi gambe, occhi, mani, cervello partendo dal nulla».<br />
Anche ammettendo che sia vero, non mi risulta che nessuno abbia mai scritto un programma che dall&#8217;Unità d&#8217;Italia arrivi al secondo governo Prodi: eppure il governo Prodi c&#8217;è, ed è indubbiamente un (lontano) frutto del Risorgimento. Penso che Berlicche sarebbe contento di definire il governo Prodi un errore della storia, tuttavia questo governo c&#8217;è, e la sua esistenza pone problemi agli elettori di destra (ma anche di sinistra), ma non agli storici o ai programmatori.</p>
<p>Proseguiamo: «Se volevo una nuova opzione, questa non poteva uscire spontaneamente da quelle che già c&#8217;erano per aggregazione, mutazione o altro mezzo. La dovevo programmare, introdurre io». Non si capisce per quale motivo, con un numero sufficiente di generazioni a disposizione, la somma di mutazioni e aggregazioni, unita al necessario isolamento geografico (le famose &#8220;nicchie ecologiche&#8221;), non dovrebbe creare una nuova opzione, una nuova specie. Certo, difficilmente questa nuova opzione sarà quella desiderata dal demiurgo della situazione, ma questo <em>è un problema per il demiurgo, non per Darwin</em>.<br />
L&#8217;argomento di Berlicche ricorda il <strong>paradosso del sorite</strong> o, a seconda delle versioni, del calvo: se strappiamo un capello ad una persona che non è calva, non diventerà di certo calva per quel singolo capello in meno, quindi non lo diventerà neppure se ne strappiamo un altro, e così via finché abbiamo strappato <em>tutti</em> i capelli della nostra cavia. Non è certo una singola mutazione a trasformare un alga in un leopardo, certo, tuttavia iniziamo ad accumulare e magari non otterremo un leopardo, ma qualcosa di diverso e di nuovo, prima o poi, la si otterrà.</p>
<p>Il modo migliore per concludere il discorso è leggere qualche pagina da <em><a href="http://www.liberliber.it/biblioteca/d/darwin/sulla_origine_delle_specie_per_elezione_naturale_ovvero__etc/pdf/sulla__p.pdf" title="Sulla origine delle specie per elezione ">Sulla origine delle specie per elezione  naturale, ovvero conservazione delle razze  perfezionate nella lotta per l&#8217;esistenza</a></em> di Charles Darwin. Capitolo VI, <em>Difficoltà contro la teoria della discendenza con modificazioni</em> (già, da buon scienziato Darwin ha preso in considerazione le difficoltà della sua teoria, le ha esposte e discusse nel suo libro).</p>
<blockquote><p><a href="http://www.lestinto.it/wp-content/img/evoluzione_occhio.gif" rel="lightbox[pics756]" title="Evoluzione dell’occhio"><img src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/evoluzione_occhio.thumbnail.gif" title="Evoluzione dell’occhio" alt="Evoluzione dell’occhio" class="imageframe imgalignright" align="left" height="250" width="300" /></a>Io confesso liberamente che mi pare il più alto assurdo possibile supporre che l&#8217;occhio sia  stato formato per mezzo dell&#8217;elezione naturale, con tutte le sue inimitabili disposizioni ad aggiustare  il suo fuoco alle varie distanze, ad ammettere diverse quantità di luce e a correggere l&#8217;aberrazione  sferica e cromatica. Quando si proclamò per la prima volta che il sole è immobile e che la terra gira  intorno ad esso, il senso comune degli uomini dichiarò falsa questa dottrina; ma la vecchia sentenza  Vox populi vox Dei, come ogni filosofo sa, non può sostenersi nella scienza. La ragione mi indica  che, se può dimostrarsi che esistano numerose gradazioni dall&#8217;occhio perfetto e complesso all&#8217;occhio  più semplice ed imperfetto, e che ogni grado di tale perfezionamento sia utile all&#8217;individuo; se di più  l&#8217;occhio deve variare, sia pure insensibilmente, e le variazioni sono trasmesse per eredità, come  appunto si verifica; e se infine ogni variazione o modificazione di un organo, sotto condizioni  mutabili di vita, è sempre utile all&#8217;animale; allora la difficoltà di ammettere che un occhio perfetto e  complesso possa formarsi per elezione naturale, quantunque insuperabile alla nostra  immaginazione, può vincersi e questa ipotesi può ritenersi vera.</p>
<p>[…] Questi fatti, quantunque esposti troppo brevemente, dimostrano quanta differenza graduale  esista negli occhi degli animali inferiori, e ove si rifletta al piccolo numero di animali sopravvissuti,  in confronto a quelli che furono estinti, io non saprei trovare una difficoltà molto grande (non  maggiore di quella che offrono molte altre strutture) nel pensare che l&#8217;elezione naturale abbia  trasformato il semplice apparato di nervo ottico, ricoperto solamente con pigmento e rivestito di una  membrana trasparente, in uno strumento ottico della perfezione di quelli che si trovano in ogni  individuo della grande classe degli articolati.</p>
<p>(pp. 99-100)</p></blockquote>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=756&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/la-sindrome-di-dio/' addthis:title='La sindrome di Dio' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Pasqua</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Apr 2007 15:13:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spilli]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[Eugenio Lecaldano]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>

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		<description><![CDATA[Una precisazione importante: questo è un libro filosofico, ovvero interessato a influenzare niente altro che le riflessioni critiche delle persone. Perciò non ambisce a portare a termine l&#8217;impossibile cerimonia di seppellire Dio, né vuole assumere un ruolo diretto sul piano politico e giuridico. Eugenio Lecaldano, Un etica senza Dio, Laterza, 2006 Letto oggi, venerdì santo, [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/pasqua/' addthis:title='Pasqua' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Una precisazione importante: questo è un libro filosofico, ovvero interessato a influenzare niente altro che le riflessioni critiche delle persone. Perciò non ambisce a portare a termine l&#8217;impossibile cerimonia di seppellire Dio, né vuole assumere un ruolo diretto sul piano politico e giuridico.</p>
<p>Eugenio Lecaldano, <em>Un etica senza Dio</em>, Laterza, 2006</p></blockquote>
<p>Letto <em>oggi</em>, venerdì santo, questo brano suona quasi paradossale: poco meno di duemila anni fa Dio l&#8217;impossibile cerimonia è realmente avvenuta: Dio è stato davvero sepolto.</p>
<p>Non è stato seppellito dai filosofi, però: impossibile non è quindi la cerimonia in sé, ma che gli officianti di questo funerale siano filosofi.<br />
Meglio così: oltre che impossibile, la cerimonia sarebbe anche inutile: dopo tre giorni, risorge.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=677&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/pasqua/' addthis:title='Pasqua' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>David Chalmers è Dio</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jan 2007 19:32:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[David Chalmers]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[Frank Ramsey]]></category>
		<category><![CDATA[G. E. Moore]]></category>

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		<description><![CDATA[Partendo dalle ricerche di Frank Ramsey e G.E. Moore, David Chalmers, in un breve ma intrigante articolo scritto insieme a Alan Hájek, conclude che lui è Dio o, per essere più precisi, che ogni essere razionale possiede, almeno da un punto di vista epistemologico, i poteri di Dio. La dimostrazione di Chalmers a Hájek parte [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/david-chalmers-e-dio/' addthis:title='David Chalmers è Dio' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="right" alt="David Chalmers" id="image580" title="David Chalmers" src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/sea8.jpg" />Partendo dalle ricerche di Frank Ramsey e G.E. Moore, <a title="David Chalmers" href="http://consc.net/chalmers/">David Chalmers</a>, in un breve ma intrigante <a title="Ramsey + Moore = God (PDF)" href="http://philrsss.anu.edu.au/people-defaults/alanh/papers/RMG.pdf">articolo</a> scritto insieme a Alan Hájek, conclude che lui è Dio o, per essere più precisi, che <strong>ogni essere razionale possiede</strong>, almeno da un punto di vista epistemologico,<strong> i poteri di Dio</strong>.</p>
<p>La dimostrazione di Chalmers a Hájek parte da una semplice constatazione:</p>
<blockquote><p>Una persona <em>S</em> accetta l&#8217;affermazione &#8220;Se <em>p</em> allora <em>q</em>&#8221; se, una volta accettato <em>p</em>, accetta anche <em>q</em>.</p></blockquote>
<p>Considerando l&#8217;affermazione &#8220;Se <em>p</em>, allora io credo <em>p</em>&#8220;, è ovvio che il soggetto, se accetta <em>p</em>, accetta anche di credere <em>p</em>.<br />
D&#8217;altra parte, considerando l&#8217;affermazione &#8220;se io credo <em>p</em>, allora <em>p</em>&#8220;, è altrettanto ovvio che il soggetto che accetta di credere <em>p</em> accetta anche <em>p</em>.</p>
<p>Un soggetto razionale non può quindi che accettare <strong>tutte</strong> le istanze delle affermazioni condizionali &#8220;Se p allora credo p&#8221; e &#8220;Se credo p allora p&#8221;, e ciò significa che un soggetto razionale è <strong>onnisciente</strong> e <strong>infallibile</strong>.</p>
<p>In una breve nota a piè di pagina Chalmers e Hájek spiegano dove stia l&#8217;inghippo, ma non voglio rovinare la sorpresa.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=581&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/david-chalmers-e-dio/' addthis:title='David Chalmers è Dio' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Dio, Vitiello e i frigoriferi</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Jan 2007 20:54:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerche filosofiche]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[John Stuart Mill]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà di opinione]]></category>
		<category><![CDATA[Ragione]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[Sam Harris]]></category>
		<category><![CDATA[Teologia]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Vitiello]]></category>

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		<description><![CDATA[Maurizio Colucci dedica parte del suo tempo alla nobile opera di diffusione, sul suo Novissimo blog, di alcune opere di Richard Dawkins e Sam Harris dedicate alla religione. Entrambi gli autori hanno una posizione decisamente critica. Harris, in particolare, si sofferma sui danni e i pericoli della fede, anche quella moderata e laica. (Personalmente, credo [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/dio-vitiello-e-i-frigoriferi/' addthis:title='Dio, Vitiello e i frigoriferi' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Maurizio Colucci dedica parte del suo tempo alla nobile opera di diffusione, sul suo <a title="Novissimo blog" href="http://libertalandia.blogspot.com/index.html">Novissimo blog</a>, di alcune opere di <a title="Novissimo blog: L'Illusione di Dio" href="http://libertalandia.blogspot.com/search/label/L%27Illusione%20di%20Dio">Richard Dawkins</a> e <a title="Novissimo blog: Sam Harris" href="http://libertalandia.blogspot.com/search/label/Sam%20Harris">Sam Harris</a> dedicate alla religione.<br />
Entrambi gli autori hanno una posizione decisamente critica. Harris, in particolare, si sofferma sui danni e i pericoli della fede, anche quella moderata e laica. (Personalmente, credo che ad essere pericolose siano le persone, non le idee o le fedi).<br />
A <a title="malvino.ilcannocchiale.it" href="http://malvino.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1310532">Malvino</a> è piaciuto soprattutto un passaggio effettivamente molto interessante, che non si può non citare:</p>
<blockquote><p>Immaginate che il vostro vicino creda di avere, sepolto nel suo giardino, un diamante grande come un frigorifero. Gli chiedete perché, e lui risponde: «Ma non capisci? Questo diamante dà alla mia vita un enorme significato». Oppure: «La mia famiglia va matta per le riunioni che facciamo in giardino cercando di scavare per tirarlo fuori ogni domenica. E tu ci vuoi togliere questa cosa?». Oppure immaginate che risponda: «Non vorrei vivere in un universo in cui non ci fosse un diamante nel mio giardino grande quanto il mio frigorifero». Per me è chiaro, immediatamente chiaro, che queste risposte sarebbero inadeguate. Profondamente inadeguate. Sono in realtà le risposte di un pazzo. O di un idiota. Eppure, prendete lo stesso identico ragionamento e trasportatelo nel campo della religione, e queste risposte hanno immenso prestigio. Anzi, fino a che non sostieni un qualche ragionamento di questo tipo, è impossibile per te essere eletto in una carica politica nel nostro paese.</p></blockquote>
<p><span id="more-558"></span>Il ragionamento prosegue con l&#8217;ovvia conclusione che non si dovrebbero rispettare le credenze religiose di altre persone:</p>
<blockquote><p>Abbiamo tutti assimilato quest’idea che dovremmo rispettare le credenze religiose di altre persone. Il tuo vicino ha il diritto di credere tutto ciò che vuole su Dio, e sulla struttura morale di questo universo, ha il diritto di credere qualunque cosa vuole su ciò che accade dopo la morte, e tu dovresti rispettare queste credenze semplicemente perché lui ci crede. Ma quando mai, in altri tipi di conversazione, noi seguiamo questa regola? Quando mai vi è stato detto di rispettare, nelle conversazioni, le credenze di un’altra persona riguardanti la storia, o la geografia, o l’ingegneria, o la medicina? Noi non rispettiamo ciecamente le altre credenze delle persone. Al contrario, noi valutiamo le loro ragioni. Se le mie ragioni sono buone abbastanza, sarà inevitabile che tu crederai quello che credo io. È questo che significa essere persone razionali.</p></blockquote>
<p><img width="188" height="207" align="right" title="Sam Harris" id="image560" alt="Sam Harris" src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/sam_harris.jpg" />Sam Harris prima paragona il credere nell&#8217;esistenza di Dio al credere nell&#8217;esistenza di un diamante grosso come un frigorifero sepolto nel giardino di casa. Possiamo tranquillamente rendere il paragone ancora più blasfemo, lasciare perdere il diamante e tenerci solo il frigorifero: credere che Dio esista è come credere di avere un frigorifero sepolto nel giardino. Siccome giudichiamo insufficienti le ragioni per credere nel frigorifero sepolto, allora dobbiamo giudicare insufficienti anche le ragioni per credere in Dio.</p>
<p>Il ragionamento di Harris prosegue sul tema della razionalità. Se siamo esseri razionali non rispettiamo le credenze ingiustificate, ma argomentiamo, discutiamo, valutiamo e, alla fine, o cambiamo idea noi o la cambiano i nostri interlocutori. Infatti, sembra dirci Harris, tutti gli storici, i geografi, gli ingegneri e i medici la pensano allo stesso modo: non esistono sulla faccia della terra due storici in disaccordo su una certa analisi storica o due medici che non concordino sulla terapia più adatta. Dal momento che le cose non mi risultano essere così, o gli esseri umano non sono affatto razionali (e allora non è un problema solo della religione, ma anche della medicina e dell&#8217;ingegneria), oppure <em>a volte</em> le ragioni non sono sufficienti per convincere tutti a pensarla in un certo modo.<br />
<img width="211" height="217" align="left" title="Dio?" id="image562" alt="Dio?" src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/onecn_0096.jpg" /> Inoltre, secondo alcuni pensatori le ragioni, per quanto convincenti possano essere, non sono <em>mai</em> in grado di chiudere <em>in maniera definitiva</em> una questione, ed è dovere della comunità difendere <em>tutte</em> le teorie, anche quelle più strampalate e palesemente false: la loro presenza sarà comunque una ricchezza per la società. Secondo questi pensatori, anche se l&#8217;idea di Dio è assurda quanto quella di un frigorifero sepolto in giardino, è comunque meglio lasciare alle persone la libertà di credere nel loro frigorifero sepolto e di proporre i più svariati argomenti sulla sua esistenza (ovviamente la libertà vale anche per la critica a queste credenze). Uno di questi folli pensatori, che Harris evidentemente non apprezza, è John Stuart Mill.</p>
<p>È possibile criticare il ragionamento di Harris anche ad un livello più elementare. Davvero Dio è come un frigorifero?<br />
Vincenzo Vitiello, in una interessante <a title="RTSI - Fiumi dell'Eden" href="http://www.rtsi.ch/trasm/fiumi/welcome.cfm?idg=0&#038;ids=0&#038;idc=16177">intervista radiofonica</a> a proposito dei sui libri Il Dio possibile e Dire Dio in segreto (Roma, Città Nuova, rispettivamente  2002 e 2005), ha detto:</p>
<blockquote><p>Quello che oggi mi preoccupa maggiormente è l&#8217;affermazione di Dio, perché viene fatta in una forma assolutamente incongrua cioè senza chiedersi quali sono le condizioni di possibilità per parlare di Dio. Che cosa significa parlare di Dio? Se uno pone la domanda […], già la domanda è sbagliata. C&#8217;è un bicchiere, c&#8217;è un tavolo, c&#8217;è un uomo, c&#8217;è una casa, al limite c&#8217;è il mondo, ma Dio non c&#8217;è. Dio non è una cosa per cui possiamo dire che c&#8217;è.</p></blockquote>
<p>Una persona che si dichiara preoccupata per l&#8217;<em>affermazione</em> di Dio non è certo un integralista o un ateo devoto. Eppure Vitiello rifiuterebbe il paragone dell&#8217;esempio di Harris: Dio non è come un frigorifero o un diamante grosso come un frigorifero, e credere in Dio non è assolutamente confrontabile con il credere nell&#8217;esistenza di un qualcosa sepolto nel giardino di casa.<br />
Viene tuttavia da chiedersi se questo errore sia imputabile ad Harris e non, piuttosto, a qualche ateo devoto che confonde credere in Dio con il credere nel Papa.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=558&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/dio-vitiello-e-i-frigoriferi/' addthis:title='Dio, Vitiello e i frigoriferi' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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