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	<title>L&#039;estinto &#187; Dubbio</title>
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		<title>Sensati dubbi</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Apr 2008 20:20:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spilli]]></category>
		<category><![CDATA[Douglas Adams]]></category>
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		<category><![CDATA[Guida galattica per gli autostoppisti]]></category>

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		<description><![CDATA[Arthur Dent e Ford Prefect, grazie al motore a probabilità infinita, vivono una esperienza indubbiamente curiosa, che giustamente li spinge a dubitare di tutto: Arthur e Ford aprirono gli occhi e si guardarono intorno, enormemente stupiti. - Buon Dio &#8211; esclamò Arthut. &#8211; Sembra proprio il lungomare di Southend! - Diamine, sono proprio contento di sentirti [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/sensati-dubbi-2/' addthis:title='Sensati dubbi' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Arthur Dent e Ford Prefect, grazie al motore a probabilità infinita, vivono una esperienza indubbiamente curiosa, che giustamente li spinge a dubitare di tutto:<span id="more-1082"></span></p>
<blockquote><p>Arthur e Ford aprirono gli occhi e si guardarono intorno, enormemente stupiti.<br />
- Buon Dio &#8211; esclamò Arthut. &#8211; Sembra proprio il lungomare di Southend!<br />
- Diamine, sono proprio contento di sentirti dire questo &#8211; disse Ford.<br />
- Perché?<br />
- Perché pensavo di essere diventato matto.<br />
- Forse lo sei diventato. Forse hai solo creduto che io abbia detto quello che ho detto.<br />
Ford ci pensò su.<br />
- Ma l&#8217;hai detto o non l&#8217;hai detto? &#8211; chiese<br />
- Credo di averlo detto &#8211; rispose Arthur.<br />
- Forse siamo diventati matti tutt&#8217;e due-<br />
- Sì &#8211; disse Arthur &#8211; è da pazzi, tutto considerato, pensare che questa sia Southend.<br />
- Perché, credi davvero che sia Southend?<br />
- Oh, sì.<br />
- Anch&#8217;io.<br />
- Quindi dobbiamo essere matti.<br />
- Ma se non altro è una bella giornata.<br />
- Sì &#8211; disse un pazzo di passaggio.<br />
- Chi era? &#8211; chiese Arthur.<br />
- Chi, quell&#8217;uomo con cinque teste e un cespuglio di bacche di sambuco pieno di aringhe affumicate?<br />
- Sì.<br />
- Non so, era uno.<br />
- Ah.</p></blockquote>
<p>Credo che questo sia <em>l&#8217;unico caso</em> nel quale sia sensato applicare il dubbio iperbolico cartesiano.<br />
Per fortuna è altamente improbabile avere a che fare con un motore a probabilità infinita.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=1082&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/sensati-dubbi-2/' addthis:title='Sensati dubbi' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Sensati dubbi</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Feb 2008 22:31:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri diversi]]></category>
		<category><![CDATA[Dubbio]]></category>
		<category><![CDATA[Glutammato di sodio]]></category>
		<category><![CDATA[Leggende metropolitane]]></category>
		<category><![CDATA[Sindrome da ristorante cinese]]></category>

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		<description><![CDATA[Dario Bressanini racconta la curiosa storia della sindrome da ristorante cinese, i cui sintomi sono «un fastidioso mal di testa, debolezza, asma, palpitazioni, rossore in viso». Il responsabile di tutto ciò sarebbe il glutammato di sodio, i cui effetti, secondo alcuni siti che Bressanini non esita a definire web-spazzatura, comprendono anche il morbo di Alzheimer, [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/sensati-dubbi/' addthis:title='Sensati dubbi' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/02/04/miti-culinari-3-la-sindrome-da-ristorante-cinese/" title="Blog | Scienza in cucina » Blog Archive » Miti culinari 3: la sindrome da ristorante cinese">Dario Bressanini</a> racconta la curiosa storia della <em>sindrome da ristorante cinese</em>, i cui sintomi sono «un fastidioso mal di testa, debolezza, asma, palpitazioni, rossore in viso».<br />
Il responsabile di tutto ciò sarebbe il <strong>glutammato di sodio</strong>, i cui effetti, secondo alcuni siti che Bressanini non esita a definire web-spazzatura, comprendono anche il morbo di Alzheimer, quello di Parkinson e l&#8217;autismo.<br />
Nulla di vero, ovviamente: per i dettagli rimando all&#8217;articolo, qui basta ricordare che il parmigiano contiene del glutammato libero e che questa sostanza viene naturalmente prodotta e metabolizzata dal nostro corpo.<span id="more-1024"></span></p>
<p>Il glutammato non è l&#8217;unica sostanza nociva che governo e multinazionali cercano di contrabbandare come innocua: vi è, ad esempio, anche lo zucchero (per fortuna uso il miele per dolcificare il tè). Il dubbio, a questo punto, non è perché i cinesi non siano tutti morti, ma come facciano simili notizie a trovare una così ampia diffusione. Per quale motivo così tanta gente crede che il glutammato o il saccarosio siano velenosi?<br />
Non dovremmo, come misura di igiene mentale, <em>dubitare</em> di simili informazioni?</p>
<p>Il problema, forse, è che abbiamo bisogno di buoni motivi per <em>dubitare</em> di quello che ci dicono, mentre per <em>credere</em> ai racconti delle persone non servono buoni motivi, o comunque ne bastano meno.<br />
Il dubbio radicale è, in effetti, difficile da sostenere, e tutto sommato è un segno di follia, non di sanità mentale. Cartesio arrivava a dubitare dell&#8217;esistenza del mondo, ma non ci credeva davvero, altrimenti non avrebbe scritto il <em>Discorso sul metodo</em> ma, da bravo paranoico, si sarebbe rinchiuso in casa accogliendo gli ospiti a sassate.</p>
<p>Molto meglio fidarsi del mondo e, soprattutto, degli altri, a meno che non si conosca la loro inaffidabilità. Ovviamente se si conoscono tutti quelli con cui si entra in contatto e si possono identificare facilmente i  contaballe: cosa impossibile, o comunque molto difficile, già da molti anni, ed ecco che, in buona fede, si credono e si diffondono strane idee.</p>
<h3></h3>
<p>Infine, una breve annotazione di Bressanini che, in un certo senso, esemplifica molto bene questo discorso:</p>
<blockquote><p>Tra parentesi, sappiate che in Cina il cibo cinese è abbastanza diverso da quello che noi siamo abituati a considerare come tale. Un esempio su tutti: i famosi e popolarissimi &#8220;involtini primavera&#8221; che troviamo ovunque nei ristoranti e nei locali d’asporto qui in Italia, non esistono in Cina.</p></blockquote>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=1024&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/sensati-dubbi/' addthis:title='Sensati dubbi' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Gli intellettuali e gli avvoltoi</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jan 2008 22:55:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spilli]]></category>
		<category><![CDATA[Dubbio]]></category>
		<category><![CDATA[Silvano Fausti]]></category>

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		<description><![CDATA[C’era una volta nel deserto una carovana che marciava verso occidente. Una voce risuonò dall&#8217;alto: &#8220;Se andate verso occidente, questa stessa sera cadrete di spada per mano dei predoni. Se invertite la marcia, troverete a oriente una grande oasi, dove si farà festa&#8221;. Tutti udirono la voce. Gran parte la irrise: &#8220;Assurde allucinazione del deserto!&#8221;. [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/gli-intellettuali-e-gli-avvoltoi/' addthis:title='Gli intellettuali e gli avvoltoi' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>C’era una volta nel deserto una carovana che marciava verso occidente. Una voce risuonò dall&#8217;alto: &#8220;Se andate verso occidente, questa stessa sera cadrete di spada per mano dei predoni. Se invertite la marcia, troverete a oriente una grande oasi, dove si farà festa&#8221;.<br />
Tutti udirono la voce. Gran parte la irrise: &#8220;Assurde allucinazione del deserto!&#8221;. Molti rimasero perplessi, divisi tra desiderio e timore. Pochi dissero &#8220;Vediamo se è vero&#8221;. I primi, gli increduli, continuarono a camminare verso occidente e caddero trucidati dalla spada dei predoni. I secondi, gli intellettuali, rimasero paralizzati dal dubbio se fosse sensato o no ascoltare una voce dal cielo. Calò la sera, morirono e furono preda degli avvoltoi grandi del deserto. Gli ultimi ascoltarono la voce e fecero festa.</p>
<p>Silvano Fausti, <em>Una comunità legge il vangelo di Luca</em>, Bologna, EDB, 2006, p. 64</p></blockquote>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=1004&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/gli-intellettuali-e-gli-avvoltoi/' addthis:title='Gli intellettuali e gli avvoltoi' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Dubbi incomprensibili</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Aug 2006 09:32:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Giuliano Ferrara, il noto giornalista italiano, è stato invitato al Meeting di Comunione e Liberazione del 2005. L&#8217;editore Solfanelli pubblica adesso il testo del suo intervento, insieme ad altri due saggi intitolati Noi &#8220;atei devoti&#8221; insofferenti del laicismo e In che senso e perché adesso Machiavelli deve convertirsi. Il titolo del libricino è Non dubitare [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/dubbi-incomprensibili/' addthis:title='Dubbi incomprensibili' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giuliano Ferrara, il noto giornalista italiano, è stato invitato al Meeting di Comunione e Liberazione del 2005. L&#8217;editore Solfanelli pubblica adesso il testo del suo intervento, insieme ad altri due saggi intitolati <em>Noi &#8220;atei devoti&#8221; insofferenti del laicismo</em> e <em>In che senso e perché adesso Machiavelli deve convertirsi</em>.</p>
<p>Il titolo del libricino è <em>Non dubitare contro la religione laicista</em>, in riferimento ad uno dei temi dell&#8217;ultimo capitolo: la necessitò di rinunciare al dubbio sistematico tipico dell&#8217;etica laica.<br />
Questo è comunque solo uno degli aspetti della complicata analisi di Ferrara, il cui nodo principale è una lunga e accalorata critica a quello che si può chiamare <em>laicismo ideologico</em>.</p>
<p><span id="more-384"></span></p>
<h3>Laicismo ideologico</h3>
<p>Cosa è il laicismo ideologico?<br />
Vediamo come lo caratterizza Ferrara in alcuni passaggi del testo:</p>
<blockquote><p>[…] La riduzione del liberalismo moderno a ideologia unidimensionale, al secolarismo non come neutralità tra le religioni e le filosofie dell&#8217;esistenza bensì come separazione e conflitto tra etica pubblica e religione privata. […] La libertà civile negata dal secolarismo postmoderno fattosi ideologia, storicismo radicale, relativismo assoluto e pensiero unico desiderante, linguaggio e metodo che sostituiscono la realtà e la sua riflessione razionale […] (pag. 11).</p>
<p>[…] La ragione strumentale, la ragione che non è più nutrita, non di religione, non di rivelazione, ma nemmeno di un senso metafisico, ontologico, filosofico, di ciò che siamo e di ciò che significhiamo […] (pag. 25).</p></blockquote>
<h3><img src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/nondubitare.jpg" alt="Giuliano Ferrara, Non dubitare" id="image383" title="Giuliano Ferrara, Non dubitare" style="padding: 0.5em" align="right" /></h3>
<p>Qui si può ammirare appieno la prosa di Ferrara: una rapida sequenza di parole tutt&#8217;altro che coerente il cui scopo è dare una parvenza di argomentazione.<br />
&#8220;Secolarismo postmoderno desiderante&#8221;, &#8220;ideologia unidimensionale&#8221; e &#8220;relativismo assoluto&#8221; sono bellissimi termini che ricordano le improbabili armi dei cartoni animati giapponesi, come la &#8220;alabarda spaziale&#8221;, i &#8220;boomerang elettronici&#8221; e il &#8220;tuono spaziale&#8221;.</p>
<p>Dietro queste parole, comunque, una argomentazione c&#8217;è, anche se ben nascosta, che si può così sintetizzare: lo stato laico ha espulso la dimensione religiosa; uno stato non può sopravvivere senza valori; per sopravvivere, lo stato laico diventa laicista erigendo il relativismo a valore religioso (il relativismo assoluto); il laicismo tende a sostituire la religione e a limitare la libertà.<br />
La cura proposta da Ferrara è semplice: rinunciare al relativismo assoluto, limitare il dubbio abbracciando i valori religiosi o almeno assegnando loro uno spazio importante all&#8217;interno della società civile.</p>
<h3>Fede, dubbio e laicità</h3>
<p>L&#8217;indole relativista porterebbe a pensare che, forse, su temi come il rapporto tra fede e dubbio e tra religione e società laica i vari partecipanti al meeting di CL ne sanno più dell&#8217;autore andando, con umiltà, a mettere in discussione le proprie certezze sull&#8217;argomento.  Ma non si vuole cedere a questa pericolosa deriva relativista e pertanto, a malincuore, si afferma con decisione: &#8220;Ferrara non ha capito un cazzo! E neppure i partecipanti all&#8217;incontro, a meno che non abbiano taciuto per cortesia&#8221;.<br />
Ma andiamo con ordine.</p>
<p>Ferrara presume che chi ha fede non conosce il dubbio. È semmai vero il contrario: <em>chi non conosce il dubbio non può avere fede</em>.<br />
Senza dubbio la fede è in realtà semplice quieto vivere: la fede richiede tribolazione e quindi dubbio. Nei Vangeli Pietro dubita non poco, rimediando anche figure barbine: ad esempio quando, spaventato dalla tempesta, non riesce a camminare sulle acque (Mt 14, 28-31). E questo San Pietro, non un Giuliano Ferrara qualunque, con rispetto parlando.<br />
Se non è messa in discussione con sincerità, e ovviamente riaffermata con la stessa sincerità, non è vera fede.</p>
<p>Nel discorso di Ferrara vi è un&#8217;altra confusione imbarazzante: quella tra regole del gioco e svolgimento del gioco (grosso modo, ma molto grosso, è anche la differenza tra stato e società).<br />
La distinzione, come tutte le distinzioni, è labile e mutevole ma, per quanto <em>di fatto</em> possa risultarne difficile l&#8217;applicazione, rimane comunque valida <em>di principio</em> ed è quindi errato non tenerne conto.</p>
<p>Come non è un problema che le regole del gioco non contengano indicazioni sulla strategia da seguire (le regole degli scacchi non prescrivono <em>quando</em> effettuare un arrocco, le regole del calcio non prevedono se sia meglio la marcatura a uomo o a zona), così non è un problema che lo stato laico sia privo di valori.<br />
Le regole, è persino banale dirlo, <em>regolano</em> il gioco, non lo determinano. Similmente, lo stato non deve e non può determinare la società, ma semplicemente regolarne lo svolgimento.<br />
Se, come sembra sostenere Ferrara, lo stato ha abbracciato alcuni valori, o addirittura ne ha costruiti di nuovi, la soluzione non è un ritorno alla tradizione della chiesa e della religione: lo stato deve vivere <em>senza valori</em>.</p>
<p>La distinzione, si è detto, è labile, ed è inoltre possibile che alcuni comportamenti, pur non essendo esplicitamente contro le regole, mettano in pericolo l&#8217;esistenza del gioco. In questo caso è ovviamente necessario cambiare le regole, tuttavia tenendo sempre presente il principio di neutralità sopra espresso.<br />
I matrimoni omosessuali, l&#8217;aborto e la genetica sono tre &#8220;campi di battaglia&#8221; proposti da Ferrara, tre temi sui quali il relativismo assoluto desiderante mette in pericolo la società. È indubbio che su questi temi sia in corso una trasformazione della società ma, se per Ferrara si vanno affermando dei comportamenti dannosi e ne vuole proporre la limitazione o la proibizione, dovrebbe prima di tutto <em>dimostrare</em> la dannosità di questi comportamenti al di là di qualsiasi dubbio ragionevole, non limitarsi a sostenerne la incompatibilità con alcuni valori o punti di vista privilegiati (oltretutto sulla genetica Ferrara sembra avere le idee abbastanza confuse su cosa sia realmente possibile e quali effetti possa realmente avere sull&#8217;uomo, ma questo è un altro discorso).</p>
<h3>Disegno intelligente</h3>
<p>Vediamo una delle manifestazioni del laicismo ideologico: Darwin eletto a idolo e l&#8217;evoluzionismo a nuova religione.</p>
<blockquote><p>Oggi c&#8217;è una grande discussione sul darwinismo, sull&#8217;evoluzionismo, e molta gente, anche molto colta, istruita, scientificamente molto preparata, sostiene che a occhio e croce nel modo in cui esiste e gira il mondo da noi conosciuto si vede la traccia di un disegno intelligente.<br />
Per esempio questo nostro stare insieme qui, aver scelto di vederci, di parlarci, di esercitare la funzione e la libertà del linguaggio, per dirci delle cose, per comunicarci delle cose, ha un senso, un significato, è un elemento della realtà; ed ha un senso ed un significato perché è parte di una funzione, vocazione, posizione, degli uomini, delle donne, dei ragazzi, che non è riducibile al caso, né tanto meno alla necessità.</p></blockquote>
<p>Commuove il fatto che gente molto colta e scientificamente molto preparata sostenga qualcosa &#8220;a occhio e croce&#8221;, ma non è certo questo il punto  centrale dell&#8217;argomentazione di Ferrara, che si riassume così: &#8220;il meeting di CL e, soprattutto, la mia presenza al meeting sono qualcosa di inspiegabile secondo Darwin: può essere stato solo Dio a farmi così intelligente&#8221;.<br />
Di fronte a una simile argomentazione, non vale nemmeno la pena osservare che un conto è la descrizione (&#8220;gli occhiali si appoggiano al naso&#8221;) e un altro è la spiegazione causale (&#8220;il naso è stato creato perché vi si appoggino gli occhiali&#8221;). Inezie.</p>
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		<title>L&#8217;invidia del bene (e del male)</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Aug 2006 14:57:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;invidia del pene, secondo Sigmund Freud, è il desiderio che avrebbero le donne di possedere, come i maschi, un pene. Questo controverso concetto, messo in discussione già da Anna Freud, spiegherebbe alcuni aspetti del comportamento femminile. L&#8217;idea è accattivante: avvertire una mancanza non come una semplice e neutrale differenza rispetto all&#8217;altro, ma come uno svantaggio, [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/linvidia-del-bene-e-del-male/' addthis:title='L&#8217;invidia del bene (e del male)' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;invidia del pene, secondo Sigmund Freud, è il desiderio che avrebbero le donne di possedere, come i maschi, un pene. Questo controverso concetto, messo in discussione già da Anna Freud, spiegherebbe alcuni aspetti del comportamento femminile.</p>
<p>L&#8217;idea è accattivante: avvertire una mancanza non come una semplice e neutrale differenza rispetto all&#8217;altro, ma come uno svantaggio, un problema che si vorrebbe superare.<br />
È in questa accezione che credo si possa parlare, anche senza avere l&#8217;autorità di Freud, di <em>invidia del bene</em>: l&#8217;invidia verso le certezze, verso chi non ha problemi a capire chi è dalla parte giusta e chi dalla parte sbagliata, verso chi non ha dubbi su ciò che è bene e ciò che è male, su chi è il bene e chi il male.</p>
<p>Avere le idee chiare è un ottimo modo per leggere la realtà: anche se gli eventi sembrano precipitare, il mondo rimane comunque intelligibile, comprensibile, si capisce cosa accade.<br />
Chi non ha certezze, chi non capisce il mondo e non riesce a distribuire torti e ragioni, rimane invece con il dubbio. E con le domande, con tante domande: vorrebbe capire, vorrebbe sapere, ma non riesce.</p>
<p>Chi soffre di invidia del bene continua a porre domande, e le pone perché è alla ricerca di risposte: le sue non sono domande retoriche.<br />
Spesso, purtroppo, riceve risposte retoriche, non argomentate, che non riesce a comprendere: evidentemente i fortunati possessori di certezze possiedono poche argomentazioni, oppure le custodiscono gelosamente.</p>
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		<title>Non ci credo, non ti credo</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2006 20:01:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerche filosofiche]]></category>
		<category><![CDATA[Cartesio]]></category>
		<category><![CDATA[Charles Sanders Peirce]]></category>
		<category><![CDATA[Conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza]]></category>
		<category><![CDATA[Dubbio]]></category>
		<category><![CDATA[Scetticismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Cartesio invita a compiere un gesto all&#8217;apparenza semplice, in realtà terribilmente complesso: dubitare di tutto. La vera conoscenza non può che iniziare dal dubbio radicale e totale: immaginare che tutte le nostre conoscenze siano sbagliate, una mera illusione, un inganno. La realtà potrebbe essere radicalmente diversa da quella che, intuitivamente, ci appare: il mondo potrebbe [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/non-ci-credo-non-ti-credo/' addthis:title='Non ci credo, non ti credo' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cartesio invita a compiere un gesto all&#8217;apparenza semplice, in realtà terribilmente complesso: dubitare di tutto. La vera conoscenza non può che iniziare dal dubbio radicale e totale: immaginare che tutte le nostre conoscenze siano sbagliate, una mera illusione, un inganno.<br />
La realtà potrebbe essere radicalmente diversa da quella che, intuitivamente, ci appare: il mondo potrebbe non esistere, il nostro corpo potrebbe essere molto diverso o, addirittura, potrebbe non esserci affatto.<br />
Per quanto assurde possano sembrare queste ipotesi, occorre prenderle in considerazione, valutarle.<span id="more-139"></span></p>
<p><img src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/Descartes.jpg" alt="Rene Descartes" id="image141" title="Rene Descartes" style="padding: 0.5em; float: left" height="210" width="172" />Già Agostino iniziava la sua riflessione con un simile scetticismo radicale, ed è curioso che la filosofia medievale e quella moderna, così diverse, prendano avvio dallo stesso gesto.<br />
Per entrambi i filosofi, lo scetticismo radicale è insostenibile, appunto perché non tutto può essere illusione e inganno. Lo scettico dubita, e nell&#8217;atto stesso del suo dubitare vi è la certezza di una conoscenza non dubitabile: la coscienza della propria esistenza. Lo scettico, dicendo <em>&#8220;io</em> dubito&#8221;, indica già nel suo dire il limite del suo dubitare. &#8220;Si fallor, sum&#8221;, se mi inganno, sono.</p>
<p>Agostino e Cartesio concedono allo scettico la liceità del loro dubitare: mettere in discussione tutta la conoscenza rimane l&#8217;atto iniziale della ricerca filosofica, atto che dovrà venire superato, ma al quale non si può rinunciare per la ricerca della conoscenza.<br />
<img src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/Peirce.jpg" alt="Charles Sanders Peirce" id="image142" title="Charles Sanders Peirce" style="padding: 0.5em; float: right" height="278" width="182" /> Charles Sanders Peirce, nel 1868 (<em>Some Consequences of Four Incapacities</em>), critica questo gesto iniziale: non si può iniziare lo studio della filosofia con il dubbio universale. Il dubbio cartesiano è un dubbio di facciata: non possiamo <em>realmente</em> dubitare dell&#8217;esistenza del mondo.<br />
Un dubbio è lecito se e solo se vi sono delle ragioni per dubitare.</p>
<p>L&#8217;inizio della filosofia non è dunque il dubbio radicale. Il gesto iniziale è, al contrario, lo studio della natura condotto con tutto il bagaglio di pregiudizi, infondate conoscenze e pratiche che Cartesio pretendeva di spazzare via con una massima.<br />
Questi pregiudizi non sono chiaramente intoccabili, anzi: accadrà sicuramente, nel corso degli studi, di trovare ottime ragioni per dubitare e infine abbandonare le false conoscenze. Ma questo avverrà, appunto, perché si sono trovati dei motivi per dubitare.</p>
<p>Riassumendo, si potrebbe dire che Cartesio ci invita a dare il nostro assenso solo se abbiamo buoni motivi per farlo, altrimenti di dubitare di tutto; Peirce invece ci invita a credere in tutto, a meno non ci siano buone ragioni per dubitare.<br />
Per lo studio della natura, ha indubbiamente ragione Peirce. Lo stesso forse non si può dire per le relazioni umane: meglio essere cartesiani e dubitare di tutto e di tutti, soprattutto durante la campagna elettorale.</p>
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		<title>Certezze</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/certezze/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Mar 2005 20:47:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Certezza]]></category>
		<category><![CDATA[Dubbio]]></category>
		<category><![CDATA[Embrione]]></category>
		<category><![CDATA[Morte]]></category>
		<category><![CDATA[Vita]]></category>

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		<description><![CDATA[Invidio chi si può permettere una certezza. Non è una cosa da poco: le certezze, nel senso di un sapere talmente indubitabile che l&#8217;idea stessa di una obiezione ci ripugna, sono dei beni rari e preziosi, almeno quelle non banali. Perché di certezze banali è pieno il mondo: la terra è una sfera, il fuoco [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/certezze/' addthis:title='Certezze' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Invidio chi si può permettere una certezza. Non è una cosa da poco: le certezze, nel senso di un sapere talmente indubitabile che l&#8217;idea stessa di una obiezione ci ripugna, sono dei beni rari e preziosi, almeno quelle non banali.<br />
Perché di certezze banali è pieno il mondo: la terra è una sfera, il fuoco illumina e scalda, io ho due mani: tutte certezze indubitabili e accessibili a chiunque. Ci siamo talmente abituati che neppure le nominiamo, le riserviamo giusto ai matti e ai bambini.<span id="more-14"></span><br />
Le certezze per le quali provo invidia non riguardano banalità condivise, bensì conoscenze, saperi che sono oggetto di discussione, sui quali si intersecano innumerevoli letture e interpretazioni. Situazioni nelle quali è difficile anche solo formulare una domanda, figuriamoci fornire risposte. È facile perdere l&#8217;orientamento, di fronte a problemi complicati, e non riuscire più a distinguere le varie posizioni: ciò che un attimo prima sembra corretto, improvvisamente appare sbagliato, e viceversa.<br />
Eppure c&#8217;è chi, in mezzo a tutti questi dubbi e discussioni, riesca a trovare delle certezze, certezze che ripuliscono il campo da dubbi e discussioni.</p>
<p>Prendiamo il caso di Terri Schiavo, la donna in coma da diversi anni. È viva? È morta? È più viva o più morta? Che relazione riesca ad avere con il mondo esterno? Che dignità ha una vita del genere?<br />
Tutte domande terribili, domande che, nella loro drammaticità, disorientano, mettono in crisi i normali concetti di vita e di morte. Eppure c&#8217;è chi riesce ad avere certezze in proposito, oltre ai parenti che, in quanto responsabili, sono costretti dalle circostanze a prendere decisioni nette, decisione che sicuramente preferirebbero non prendere.</p>
<p>Altro esempio: l&#8217;embrione umano e tutte le questioni che esso solleva: dall&#8217;aborto, alla procreazione assistita, alle diagnosi prenatali.<br />
Anche qui è in gioco un concetto solitamente netto e distinto, che nei casi di confine si mostra tuttavia terribilmente sfumato: l&#8217;individuo. Cos&#8217;è un individuo, una persona? L&#8217;embrione è una persona? In che modo l&#8217;embrione è un uomo in potenza? Dubbi, discussioni, certezze che si sgretolano. Ma anche qui c&#8217;è chi riesce a non perdere le proprie certezze e ad affermare con assoluta sicurezza un fatto che, secondo lui, dovrebbe annullare completamente qualsiasi obiezione.</p>
<p>Sì, invidio proprio chi riesce a trovare simili certezze.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=14&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/certezze/' addthis:title='Certezze' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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