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	<title>L&#039;estinto &#187; Economia</title>
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	<description>I&#039;ll teach you differences</description>
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		<title>Comunque vada, un buon affare</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Feb 2011 20:59:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Muammar Gheddafi]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Gheddafi non c’è più. Rassegniamoci ad affrontare un mondo senza Gheddafi. Un mondo con molte più persone che cercano di raggiungere l’Europa. E un mondo nel quale gas e petrolio costano un po’ di più. Quanto di più? Non ne ho idea. Quanto sarebbe costato, in più, un litro di benzina, senza Gheddafi? 10 centesimi? [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/comunque-vada-un-buon-affare/' addthis:title='Comunque vada, un buon affare' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gheddafi non c’è più. Rassegniamoci ad affrontare un mondo senza Gheddafi. Un mondo con molte più persone che cercano di raggiungere l’Europa. E un mondo nel quale gas e  petrolio costano un po’ di più.</p>
<p>Quanto di più? Non ne ho idea.<br />
Quanto sarebbe costato, in più, un litro di benzina, senza Gheddafi? 10 centesimi? Forse troppi. 5? Facciamo 3. Tre centesimi in più al litro. Quanti chilometri facciamo al giorno in automobile? Tra tragitto casa-lavoro o casa-scuola in settimana, giretti al centro commerciale il sabato pomeriggio, pizza e cinema la sera, gite fuori porta e vacanze estive, direi circa 60 chilometri al giorno. Se l’auto consuma un litro di benzina per fare 15 chilometri, sono circa 4 litri di benzina al giorno.<br />
Gheddafi ci ha fatto risparmiare, grosso modo, 12 centesimi al giorno sul pieno di benzina. Arrotondiamo a 10 centesimi al giorno; 3 euro al mese, poco più di 35 euro all’anno. Negli ultimi venticinque anni fanno più di novecento euro. E solo sul pieno di benzina: senza considerare il gas, il gasolio da riscaldamento e tutto il resto. Per dire: le zucchine in offerta al supermercato, senza Gheddafi, sarebbero costate qualche centesimo in più, tra spese di trasporto, luce eccetera. Il risparmio reale, insomma, è maggiore di almeno un ordine di grandezza, forse anche due. Ma teniamo buoni questi novecento euro risparmiati da ogni famiglia negli ultimi venticinque anni.</p>
<p>Per averli, i libici si sono dovuti subire un dittatore. Certo, non l’abbiamo scelto noi: al distributore potevamo scegliere solo la benzina senza piombo, non quella senza Gheddafi.  Non siamo responsabili, non abbiamo colpe: l’abbiamo subito anche noi, Gheddafi. Però noi abbiamo subito uno sconto sulla benzina, i libici un dittatore.<br />
Cazzo, potremmo ringraziarli con una settimana in una pensioncina due stelle mezza pensione. Quanto costerà? 300 euro? 400? Ci abbiamo comunque guadagnato.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=3088&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/comunque-vada-un-buon-affare/' addthis:title='Comunque vada, un buon affare' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Dove sono finite le bambine (3)</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 13:04:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerche filosofiche]]></category>
		<category><![CDATA[Discriminazione sessuale]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Jacob M. Appel]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo studioso di bioetica1 Jacob M. Appel si è occupato del problema della scomparsa delle bambine. Vuoi una figlia? La sua tesi è chiara fin dal titolo del suo articolo per Opposing Views:2 «Want a Daughter? Try Paying for Her» («Vuoi una figlia? Prova a pagare per lei»). Appel è un sostenitore della libertà procreativa [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/dove-sono-finite-le-bambine-3/' addthis:title='Dove sono finite le bambine (3)' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo studioso di bioetica<sup><a href="http://www.lestinto.it/articoli/dove-sono-finite-le-bambine-3/#footnote_0_2717" id="identifier_0_2717" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Bioeticista mi fa pensare ad alcolista, quindi preferisco non impiegare questo termine.">1</a></sup> Jacob M. Appel si è occupato del problema della <a title="Dove sono finite le bambine (1) - L'estinto" href="http://www.lestinto.it/articoli/dove-sono-finite-le-bambine-1/">scomparsa delle bambine</a>.<span id="more-2717"></span></p>
<h3>Vuoi una figlia?</h3>
<p>La sua tesi è chiara fin dal titolo del suo articolo per Opposing Views:<sup><a href="http://www.lestinto.it/articoli/dove-sono-finite-le-bambine-3/#footnote_1_2717" id="identifier_1_2717" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Probabilmente ha affrontato anche altrove il tema; io ho trovato unicamente questo articolo.">2</a></sup> «<a title="Opposing Views: Want a Daughter? Try Paying for Her" href="http://www.opposingviews.com/i/want-a-daughter-try-paying-for-her">Want a Daughter? Try Paying for Her</a>» («Vuoi una figlia? Prova a pagare per lei»).</p>
<p>Appel è un sostenitore della libertà procreativa e quindi, tra le altre cose, dell&#8217;aborto.<br />
Proibire l&#8217;aborto (o la selezione pre-impianto – l&#8217;infanticidio non viene qui preso in considerazione) per questioni legale al sesso del nascituro è, secondo Appel, insensato:</p>
<blockquote><p>However, once one crosses the threshold of believing that abortions should be available on demand, because women ought to control their own bodies and all pregnancies should be wanted, then investigating the motivations of individuals seeking abortions makes little sense. What rational or ethical difference is there between ending a pregnancy because one is not ready to be a parent and ending a pregnancy because one wishes to have a girl?</p>
<p>Tuttavia, una volta che si varca la soglia e si è convinti che dovrebbe essere possibile abortire su richiesta, perché le donne dovrebbe avere il controllo del proprio corpo e ogni gravidanza dovrebbe essere voluta, indagare le motivazioni dei singoli individui che cercano di abortire ha poco senso. Che differenza razionale o etica che c&#8217;è tra terminare una gravidanza perché uno non è pronto a essere un genitore e terminare una gravidanza perché si vuole avere una figlia e non un figlio?</p></blockquote>
<p>Le madri che voglio avere un figlio maschio devono poter avere un figlio maschio, e le madri che desiderano una figlia femmina devono poter avere una figlia femmina: una tecnologia che renda possibile tutto ciò non deve essere proibita od ostacolata, perché ricorrendo ad essa ci sarebbe un aumento di figli desiderati e amati.</p>
<p>Appel si definisce uno <em>strong supporter</em> non solo della libertà riproduttiva ma anche della parità delle donne.<br />
Come conciliare queste due posizioni, dal momento che la libertà riproduttiva può portare, e di fatto porta, a uno squilibrio tra i sessi?</p>
<p>Secondo Appel, non c&#8217;è un vero e proprio contrasto: è sufficiente fornire contributi economici ai genitori di figli femmine per riequilibrare il rapporto numerico tra i sessi.</p>
<h3>Homo economicus</h3>
<p>Il ragionamento di Appel è molto convincente.<br />
Sono d&#8217;accordo sul fatto che, se si sostiene la libertà riproduttiva, la si deve sostenere indipendentemente dalle motivazioni.<sup><a href="http://www.lestinto.it/articoli/dove-sono-finite-le-bambine-3/#footnote_2_2717" id="identifier_2_2717" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Ovviamente se l&amp;#8217;embrione non &egrave; una persona.">3</a></sup><br />
Sono anche d&#8217;accordo sull&#8217;inutilità di divieti e proibizioni.</p>
<p>Non credo, tuttavia, che dei semplici contributi, per quanto elevati possano essere, possano realisticamente risolvere il problema. La preferenza verso i maschi sembra infatti essere una questione <em>sociale</em> prima ancora che economica. Se le femmine non hanno valore sociale, nessuna cifra potrà far cambiare idea al capofamiglia.<br />
Quella del capofamiglia è una ulteriore difficoltà del ragionamento di Appel: non è detto che sia la donna a decidere, e richiedere l&#8217;assenso formale della donna potrebbe non essere sufficiente.</p>
<p>La mia (cinica) proposta di passare da un regime di dote pagate dalla famiglia della donna a un regime di acquisto della sposa da parte del futuro marito ha il vantaggio di unire all&#8217;aspetto economico quello sociale. Presenta il notevole svantaggio di perpetuare una situazione di inferiorità femminile, applicando un calcolo politico a una questione di diritti.</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_2717" class="footnote">Bioeticista mi fa pensare ad alcolista, quindi preferisco non impiegare questo termine.</li><li id="footnote_1_2717" class="footnote">Probabilmente ha affrontato anche altrove il tema; io ho trovato unicamente questo articolo.</li><li id="footnote_2_2717" class="footnote">Ovviamente se l&#8217;embrione <em>non</em> è una persona.</li></ol><img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=2717&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/dove-sono-finite-le-bambine-3/' addthis:title='Dove sono finite le bambine (3)' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Fuoco amico</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/fuoco-amico/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 14:30:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Adam Smith]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcuni giorni fa alcuni soldati italiani sono rimasti uccisi in Afghanistan: funerali di stato, lutto nazionale, numerose manifestazioni di cordoglio. Queste manifestazioni hanno un curioso effetto collaterale. Il primo ad accorgersene, se non erro, fu Adam Smith. Nel suo La ricchezza delle nazioni scrive: Ciò che un soldato semplice può perdere è abbastanza ovvio. Nonostante [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/fuoco-amico/' addthis:title='Fuoco amico' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni giorni fa alcuni soldati italiani sono rimasti uccisi in Afghanistan: funerali di stato, lutto nazionale, numerose manifestazioni di cordoglio.</p>
<p>Queste manifestazioni hanno un curioso effetto collaterale.<span id="more-2421"></span><br />
Il primo ad accorgersene, se non erro, fu Adam Smith. Nel suo <em>La ricchezza delle nazioni</em> scrive:</p>
<blockquote><p>Ciò che un soldato semplice può perdere è abbastanza ovvio. Nonostante il pericolo, tuttavia, i giovani volontari non si arruolano così numerosi come all&#8217;inizio di una nuova guerra; e anche se le possibilità di avanzamento sono scarse, essi si immaginano, nelle loro fantasie, mille occasioni per guadagnare gloria e distinguersi, occasioni che non si verificheranno mai. Queste romantiche speranze coprono l&#8217;intero prezzo del loro sangue. La loro retribuzione è inferiore di quella degli operai comuni, mentre le loro fatiche sono decisamente maggiori.</p>
<p>What a common soldier may lose is obvious enough. Without regarding the danger, however, young volunteers never enlist so readily as at the beginning of a new war; and though they have scarce any chance of preferment, they figure to themselves, in their youthful fancies, a thousand occasions of acquiring honour and distinction which never occur. These romantic hopes make the whole price of their blood. Their pay is less than that of common labourers, and in actual service their fatigues are much greater.</p>
<p>Adam Smith, <em>La ricchezza delle nazioni</em>, Libro I, Capitolo V, traduzione (pessima) mia.</p></blockquote>
<p>In poche parole, tributare molto onore ai soldati caduti in battaglia equivale ad abbassare loro lo stipendio, in quanto l&#8217;onore guadagnato in battaglia ha un valore che viene, per un processo &#8220;a mano invisibile&#8221;, sottratto dalle paghe dei soldati.</p>
<p>Fosse per me, i soldati guadagnerebbero almeno il doppio.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=2421&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/fuoco-amico/' addthis:title='Fuoco amico' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Costo di opportunità</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/costo-di-opportunita/</link>
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		<pubDate>Fri, 24 Jul 2009 11:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il costo di opportunità di impegnarsi in una attività è il valore di tutto ciò a cui si deve rinunciare per perseguirla. Supponiamo che tu abbia vinto un biglietto gratis per il concerto di Eric Clapton di questa sera. Ti è formalmente proibito di rivenderlo. Questa sera ci sarà però anche un concerto di Bob [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/costo-di-opportunita/' addthis:title='Costo di opportunità' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il costo di opportunità di impegnarsi in una attività è il valore di tutto ciò a cui si deve rinunciare per perseguirla.</p>
<p>Supponiamo che tu abbia vinto un biglietto gratis per il concerto di Eric Clapton di questa sera. Ti è formalmente proibito di rivenderlo. Questa sera ci sarà però anche un concerto di Bob Dylan, che è l&#8217;unica alternativa che stai considerando. Un biglietto per un concerto di Dylan costa 40 dollari, ma tu saresti disposto a spendere anche 50 dollari per assistere ad esso. (In altri termini, se i biglietti per il concerto di Dylan costassero più di 50 dollari rinunceresti a quest&#8217;opportunità di essere presente, anche se non avessi nessun&#8217;altra cosa da fare.) Non c&#8217;è alcun altro costo per vedere l&#8217;uno o l&#8217;altro concerto. Qual è il tuo costo di opportunità di assistere al concerto di Clapton?</p>
<p><script type="text/javascript" language="javascript" charset="utf-8" src="http://static.polldaddy.com/p/1807885.js"></script><noscript><br />
<a href="http://answers.polldaddy.com/poll/1807885/">Qual è il tuo costo di opportunità di assistere al concerto di Clapton?</a><span style="font-size:9px;">(<a href="http://www.polldaddy.com">survey software</a>)</span><br />
</noscript></p>
<p>Se avete problemi a visualizzare le risposte possibili, potete rispondere <a title="Qual è il tuo costo di opportunità di assistere al concerto di Clapton?" href="http://answers.polldaddy.com/poll/1807885/">qui</a>.</p>
<p>Questa domanda l&#8217;ho trovata in Robert H. Frank, <a title="More about Polli contro balene. E altri piccoli enigmi quotidiani" href="http://www.anobii.com/books/Polli_contro_balene._E_altri_piccoli_enigmi_quotidiani/9788830425736/0195d1ac7dcef7528a/">Polli contro balene. E altri piccoli enigmi quotidiani</a>, Longanesi, 2009, alle pagine 14-15.</p>
<p>Il quesito è stato posto a 270 studenti universitari e 199 economisti di professione. A rispondere correttamente sono stati il 7,4% degli studenti e il 21,6% degli economisti – in entrambi i casi un risultato peggiore di quello che potrebbe ottenere un gruppo di scimmie ammaestrate a barrare a caso una risposta.<br />
Vediamo come se la cavano i lettori di questo blog (il testo, purtroppo, fornisce subito la risposta, quindi non so se avrei risposto correttamente).</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=2246&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/costo-di-opportunita/' addthis:title='Costo di opportunità' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;uomo vorrebbe essere un animale razionale</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/luomo-vorrebbe-essere-un-animale-razionale/</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 09:45:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Ragione]]></category>

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		<description><![CDATA[Su Rescogitans, un interessante (anche se breve e in inglese) scambio epistolare tra Pete Lunn e Tim Harford a proposito dell&#8217;economia sperimentale, lo studio dei meccanismi economici tramite esperimenti sul campo invece di modelli astratti, avvalendosi soprattutto delle ricerche della psicologia cognitiva. Secondo Lunn si tratta di una rivoluzione, secondo Harford non c&#8217;è nulla di [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/luomo-vorrebbe-essere-un-animale-razionale/' addthis:title='L&#8217;uomo vorrebbe essere un animale razionale' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su Rescogitans, un interessante (anche se breve e in inglese) <a title="Rescogitans" href="http://www.rescogitans.it/main.php?articleid=306">scambio epistolare</a> tra Pete Lunn e Tim Harford a proposito dell&#8217;economia sperimentale, lo studio dei meccanismi economici tramite esperimenti sul campo invece di modelli astratti, avvalendosi soprattutto delle ricerche della psicologia cognitiva.<span id="more-1382"></span></p>
<p>Secondo Lunn si tratta di una rivoluzione, secondo Harford non c&#8217;è nulla di radicalmente nuovo.<br />
Alla base del dissenso (ma la mia è una lettura filosofica del dibattito) vi è una diversa visione della natura umana. Irrazionale, o non completamente razionale, per Lunn, razionale, almeno a livello globale, per Harford.<br />
Sullo stesso argomento ha scritto anche <a title="Blog | Mente e psiche » Blog Archive » L’anno che verrà" href="http://ovadia-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2008/11/30/lanno-che-verra/">Daniela Ovadia</a>. </p>
<p>Condivido lo scetticismo di Harford sulle potenzialità dell&#8217;economia sperimentale ma non il suo ottimismo sulla razionalità umana.<br />
È forse ora di riformulare la definizione aristotelica dell&#8217;uomo come animale razionale<sup><a href="http://www.lestinto.it/articoli/luomo-vorrebbe-essere-un-animale-razionale/#footnote_0_1382" id="identifier_0_1382" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Ma z&ograve;on logistik&ograve;n pu&ograve; anche significare &amp;#8220;animale che parla&amp;#8221;, senza specificare la sensatezza di quello che l&amp;#8217;uomo dice.">1</a></sup>: l&#8217;uomo <em>non è</em> un animale razionale ma un animale che vorrebbe essere razionale. Accontentiamoci.</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_1382" class="footnote">Ma <em>zòon logistikòn</em> può anche significare &#8220;animale che parla&#8221;, senza specificare la sensatezza di quello che l&#8217;uomo dice.</li></ol><img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=1382&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/luomo-vorrebbe-essere-un-animale-razionale/' addthis:title='L&#8217;uomo vorrebbe essere un animale razionale' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Un lavoro ben pagato</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 10:56:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[5 centesimi (foto di jhonnyc) Questa mattina, in metropolitana, ho trovato una moneta da 5 centesimi per terra. Ero di fretta e non l&#8217;ho raccolta, ma ho iniziato a chiedermi se, a prescindere dalla fretta, raccogliere monete sia un&#8217;operazione economicamente interessante o no. Quanto tempo ci vuole per raccogliere una moneta? 15 secondi mi sembra [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/un-lavoro-ben-pagato/' addthis:title='Un lavoro ben pagato' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_1446" class="wp-caption alignright" style="width: 210px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://www.lestinto.it/wp-content/img/5centesimi.jpg"><img class="size-full wp-image-1446" title="5 centesimi (foto di jhonnyc)" src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/5centesimi.jpg" alt="5 centesimi (foto di jhonnyc)" width="200" height="300" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">5 centesimi (foto di <a href="http://flickr.com/photos/jonathan_c/355364624/">jhonnyc</a>)</dd>
</dl>
<p><a href="&lt;/dd"></a></div>
<p>Questa mattina, in metropolitana, ho trovato una moneta da 5 centesimi per terra.<br />
Ero di fretta e non l&#8217;ho raccolta, ma ho iniziato a chiedermi se, a prescindere dalla fretta, raccogliere monete sia un&#8217;operazione economicamente interessante o no.</p>
<p>Quanto tempo ci vuole per raccogliere una moneta?<br />
15 secondi mi sembra un buon tempo. Ciò significa che in un minuto si possono raccogliere 4 monete, che diventano 240 in un&#8217;ora e, calcolando una giornata lavorativa di otto ore, sono 1920 monetine al giorno. In un mese (ventuno giorni lavorativi) fanno 40320 monete.</p>
<p>Calcolando che un terzo della cifra guadagnata finisce in spese mediche (mal di schiena), fanno 40320 x 2/3 x 0,05 € = <strong>1344 € al mese</strong>.<br />
Una cifra più che dignitosa.</p>
<p>(Se la moneta è da un centesimo, gli euro alla fine del mese diventano 268,8. Fossi un ricercatore, ci farei un pensierino&#8230;)</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=1445&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/un-lavoro-ben-pagato/' addthis:title='Un lavoro ben pagato' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Fatti e interpretazioni</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/fatti-e-interpretazioni/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Oct 2008 15:55:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[André Glucksmann]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Israel]]></category>
		<category><![CDATA[Interpretazione]]></category>
		<category><![CDATA[Joseph Ratzinger (Benedetto XVI)]]></category>

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		<description><![CDATA[André&#160;Glucksmann, sul Corriere della Sera di un mese fa, fornisce una interessante lettura realista della crisi economica: &#8220;Il post-moderno debutta in economia&#8221;. Una bolla speculativa si regge su una scommessa che si conferma da sé. È «performativa », secondo il linguista Austin. Per lo speculatore, accordare crediti significa far esistere. «La seduta è aperta!», proclama [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/fatti-e-interpretazioni/' addthis:title='Fatti e interpretazioni' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>André&nbsp;Glucksmann, sul <em>Corriere della Sera</em> di un mese fa, fornisce una interessante lettura realista della crisi economica: &#8220;<a title="Il post-moderno debutta in economia - Corriere della Sera" href="http://www.corriere.it/economia/08_settembre_30/il_post_moderno_debutta_in_economia_b9b3a8e4-8eb5-11dd-8a6d-00144f02aabc.shtml">Il post-moderno debutta in economia&#8221;</a>.</p>
<blockquote><p>Una bolla speculativa si regge su una scommessa che si conferma da sé. È «performativa », secondo il linguista Austin. Per lo speculatore, accordare crediti significa far esistere. «La seduta è aperta!», proclama il presidente di un&#8217; assemblea—è vero per il solo fatto che lo dice —: la realtà si regola sul dire, mentre nei casi ordinari il dire, che non è più performativo ma indicativo, si regola sulla realtà. La bolla finanziaria accumula crediti su crediti e si arricchisce della propria auto-affermazione. Si rinchiude in un rapporto autoreferenziale e progressivamente abolisce il principio di realtà: sono effettivi soltanto i prodotti finanziari che i miei investimenti inventano.</p></blockquote>
<p><span id="more-1430"></span>Quello che&nbsp;Glucksmann&nbsp;non dice, immagino per questioni di spazio, è che il denaro è un oggetto sociale, e come tale non può che nascere da un performativo, che poi è il famoso &#8220;pagabile a vista al portatore&#8221; (un tempo) riportato su molte banconote.&nbsp;Ad essere performativa non è la bolla speculativa, ma l&#8217;intera economia, e l&#8217;unico modo per porvi rimedio è tornare al baratto: immagino che, per coerenza,&nbsp;Glucksmann&nbsp;si sia fatto pagare in frutta e verdura.<br />
Più che l&#8217;ideologia performativa, il problema è l&#8217;aver dimenticato che le promesse, prima o poi, vanno mantenute.</p>
<p>L&#8217;articolo si conclude con un «pio desiderio»: che «il brivido anticipatore di una crisi universale ci offra l&#8217;occasione di uscire dalla bolla mentale post moderna». Più che un desiderio, una illusione: quella di Glucksmann non è l&#8217;unica interpretazione dell&#8217;attuale crisi finanziaria, anzi.<br />
Oltre alle prevedibili &#8220;Marx aveva ragione&#8221; e &#8220;tutta colpa degli interventi statali in economia&#8221;, sono degne di nota l&#8217;interpretazione di<a title="Meditazione nel corso della prima Congregazione Generale della XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, Congregazione Generale, 6 ottobre 2008 mattina - Benedetto XVI" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2008/october/documents/hf_ben-xvi_spe_20081006_sinodo_it.html"> Benedetto XVI</a>:</p>
<blockquote><p>Sulla sabbia costruisce chi costruisce solo sulle cose visibili e tangibili, sul successo, sulla carriera, sui soldi. Apparentemente queste sono le vere realtà. Ma tutto questo un giorno passerà. Lo vediamo adesso nel crollo delle grandi banche: questi soldi scompaiono, sono niente. E così tutte queste cose, che sembrano la vera realtà sulla quale contare, sono realtà di secondo ordine. […] Solo la Parola di Dio è fondamento di tutta la realtà […]. Quindi dobbiamo cambiare il nostro concetto di realismo.</p></blockquote>
<p>e quella proposta da Giorgio Israel:</p>
<blockquote><p>Ormai molti ammettono che la drammatica crisi finanziaria in corso ha origine nell’uso di modelli matematici che da più di un trentennio hanno consolidato la convinzione che i mercati finanziari siano perfettamente controllabili. La radice ideologica di questa convinzione sta nella teoria delle cosiddette “aspettative razionali”.<br />
[…]&nbsp;Insomma, sta crollando un paradigma scientista: l’idea delirante di organizzare la società umana come il mondo fisico, anche se neppure questo è perfettamente prevedibile. Ma è vano illudersi. I suoi fanatici fautori non demorderanno, a costo di affogarci in un mare di rovine.</p></blockquote>
<p>I fatti esistono: sarebbe stupido (e pericoloso) negarlo. Tuttavia, esistono anche le interpretazioni, e in numero (molto) superiore ai fatti.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=1430&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/fatti-e-interpretazioni/' addthis:title='Fatti e interpretazioni' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Un farmaco pericoloso</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/un-farmaco-pericoloso/</link>
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		<pubDate>Mon, 29 Sep 2008 20:32:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[David Friedman]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel (vano) tentativo di formarmi una qualche opinione sulla attuale perenne&#160;&#160;crisi finanziaria1, mi sono imbattuto in questa citazione: Però c&#8217;è un germe di verità nella critica alla deregolamentazione. Sebbene non sia un esperto in materia, mi dicono che una delle fonti dei problemi attuali sia stata il rilassamento, durante l&#8217;amministrazione Clinton, delle regole sui prestiti [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/un-farmaco-pericoloso/' addthis:title='Un farmaco pericoloso' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel (vano) tentativo di formarmi una qualche opinione sulla <del datetime="2008-09-29T19:42:26+00:00">attuale</del> <ins>perenne</ins>&nbsp;&nbsp;crisi finanziaria<sup><a href="http://www.lestinto.it/articoli/un-farmaco-pericoloso/#footnote_0_1357" id="identifier_0_1357" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="&Egrave; da quando avevo dodici anni che sento dire che c&amp;#8217;&egrave; crisi; l&amp;#8217;unica differenza &egrave; che adesso sento dire che c&amp;#8217;&egrave;&amp;nbsp;grossa&amp;nbsp;crisi.">1</a></sup>, mi sono imbattuto in questa citazione:<span id="more-1357"></span></p>
<blockquote><p>Però c&#8217;è un germe di verità nella critica alla deregolamentazione. Sebbene non sia un esperto in materia, mi dicono che una delle fonti dei problemi attuali sia stata il rilassamento, durante l&#8217;amministrazione Clinton, delle regole sui prestiti a cui era soggetta Fanny Mae. Questo ha permesso di prestare soldi a persone meno qualificate di prima, che offrivano meno garanzie. Questo a sua volta ha aumentato la quantità di affari fatti da Fanny Mae; ha soddisfatto la domanda politica di aumentare il numero di persone che possiedono una casa; ed ha aiutato a condurre al disastro attuale.</p>
<p>Vale la pena di trarre una morale. A mio avviso la situazione ideale, nel mercato immobiliare e per molte altre cose, sarebbe un mercato interamente libero in cui il governo non giocasse alcun ruolo. <strong>Ma una volta che il governo interviene, avere meno regolamentazione non è necessariamente meglio che averne di più</strong>.</p></blockquote>
<p>Ad esprimersi in questi termini, grassetti esclusi, è <a title="Ideas: Regulation: Too Much or Too Little" href="http://daviddfriedman.blogspot.com/2008/09/regulation-too-much-or-too-little.html">David Friedman</a> (<a title="Il Lume Rinnovato: Cosa succede sui mercati americani?" href="http://lumerinnovato.blogspot.com/2008/09/cosa-succede-sui-mercati-americani.html">tradotto</a> da Maurizio Colucci).</p>
<p>Se Friedman non è un esperto in materia, io lo sono ancora meno: diciamo che di economia ne capisco quanto Platone ne capiva di fisica quantistica<sup><a href="http://www.lestinto.it/articoli/un-farmaco-pericoloso/#footnote_1_1357" id="identifier_1_1357" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="E forse ne capisco ancora meno: pare che Werner Heisenberg sia stato un attento lettore del Timeo!">2</a></sup>; mi limito, pertanto, a una semplice e ingenua considerazione, da aggiungere a <a title="Non è mai esistito? - L'estinto" href="http://www.lestinto.it/articoli/non-e-mai-esistito/">quella</a> di qualche giorno fa.</p>
<p>Il liberismo è una <em>idea pericolosa</em>, e va maneggiata con cura. È quello che, se ho capito bene, afferma Friedman quanto ammette che, in determinate condizioni (che sono poi le condizioni nelle quali ci troviamo), avere meno regole può essere meglio che averne di più.<br />
Possiamo pensare alla deregolamentazione come a un farmaco, ossia un veleno che, se assunto nelle giuste dosi, può far guarire, ma se assunto nelle dosi sbagliate, può anche portare alla morte. E temo che qualcuno abbia sbagliato le dosi.</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_1357" class="footnote">È da quando avevo dodici anni che sento dire che c&#8217;è crisi; l&#8217;unica differenza è che adesso sento dire che c&#8217;è&nbsp;<em>grossa</em>&nbsp;crisi.</li><li id="footnote_1_1357" class="footnote">E forse ne capisco ancora meno: pare che Werner Heisenberg sia stato un attento lettore del <em>Timeo</em>!</li></ol><img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=1357&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/un-farmaco-pericoloso/' addthis:title='Un farmaco pericoloso' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Non è mai esistito?</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/non-e-mai-esistito/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Sep 2008 19:44:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Comunismo]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Io di economia ne capisco veramente poco; ho letto un paio di libri squisitamente divulgativi, qualche articolo non tecnico e poco altro. Sono convinto che &#8220;libero mercato&#8221; indichi una cosa bella, ma da bravo filosofo mi fermo con mille dubbi su quel &#8220;libero&#8221;, senza mai arrivare al &#8220;mercato&#8221;. Tutto ciò fa di me una delle [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/non-e-mai-esistito/' addthis:title='Non è mai esistito?' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io di economia ne capisco veramente poco; ho letto un paio di libri squisitamente divulgativi, qualche articolo non tecnico e poco altro. Sono convinto che &#8220;libero mercato&#8221; indichi una cosa bella, ma da bravo filosofo mi fermo con mille dubbi su quel &#8220;libero&#8221;, senza mai arrivare al &#8220;mercato&#8221;.</p>
<p>Tutto ciò fa di me una delle persone meno indicate per disquisire di faccende economiche come il liberismo e l&#8217;attuale crisi finanziaria. Non so se il fallimento delle grosse banche americane sia l&#8217;inequivocabile dimostrazione dell&#8217;inadeguatezza del libero mercato o, al contrario, dei guasti che possono arrecare interventi statali errati. Non lo so, vorrei saperlo ma l&#8217;impresa mi sembra improba.<br />
Invidio chi ha certezze.</p>
<p>Una cosa, però, mi ha colpito, e la dico senza per questo voler difendere una delle due scuole di pensiero. Quando <a title="Buraku » il Neoliberismo, semplicemente, non è mai esistito" href="http://www.buraku.net/?p=726">leggo</a> che:</p>
<blockquote><p>Purtroppo il&nbsp;<strong><span style="font-weight: normal;">neoliberismo</span></strong>, semplicemente, non è mai esistito.</p></blockquote>
<p>mi chiedo: e questo cosa significa?<br />
Non dico che non sia vero, dico solo che è la scusa alla quale ricorrevano i comunisti quando venivano posti di fronte ai disastri, umanitari ed economici, dei paesi cosiddetti comunisti. &#8220;Il vero comunismo, semplicemente, non è mai esistito&#8221;, &#8220;Quello in Unione Sovietica (o in Cina, o nella Germania dell&#8217;est, eccetera) non è vero comunismo&#8221;, e così via.</p>
<p>È sempre difficile confrontare i fatti con le idee.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=1350&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/non-e-mai-esistito/' addthis:title='Non è mai esistito?' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Ripugnanza economica</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/ripugnanza-economica/</link>
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		<pubDate>Thu, 31 Jan 2008 11:31:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Fattore Bleah]]></category>

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		<description><![CDATA[In California, puoi uccidere un cavallo per nutrire altri animali, ma non per darlo da mangiare a un uomo. Puoi partecipare al Wife-Carrying World Championship (una curiosa corsa ad ostacoli da fare con la propria consorte sulle spalle) ma, almeno in Francia, non puoi partecipare a una gara di lancio del nano. Se doni un [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/ripugnanza-economica/' addthis:title='Ripugnanza economica' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In California, puoi uccidere un cavallo per nutrire altri animali, ma non per darlo da mangiare a un uomo. Puoi partecipare al Wife-Carrying World Championship (una curiosa corsa ad ostacoli da fare con la propria consorte sulle spalle) ma, almeno in Francia, non puoi partecipare a una gara di lancio del nano. Se doni un rene salvando una vita diventi un eroe, ma se ti fai pagare diventi un criminale.</p>
<p>Da queste incongruenze, o presunte tali, prende inizio <em><a href="http://www.nytimes.com/2008/01/31/arts/31gross.html?pagewanted=1&amp;_r=1&amp;ei=5088&amp;en=97221617576e045c&amp;ex=1359522000&amp;partner=rssnyt&amp;emc=rss" title="Repugnance - Constraint - Markets - New York Times">Economists Dissect the &#8216;Yuck&#8217; Factor</a></em>, interessante articolo di Patricia Cohen sul New York Times, tutto incentrato sull&#8217;analisi economica di quello che potremmo tradurre come &#8220;fattore bleah&#8221;: certe situazioni ci provocano istintivamente disgusto.</p>
<p>Nell&#8217;articolo, l&#8217;ultima parola spetta al teologo Michael Novak, che conclude affermando: «mere repugnance is not enough», la semplice ripugnanza non è abbastanza. E su questo, penso, siamo tutti d&#8217;accordo.</p>
<p><small>P.S. Un&#8217;altra frase notevole è dello psicologo Paul Bloom: «The problem is not that economists are unreasonable people, it’s that they’re evil people», il problema non è che gli economisti siano persone irragionevoli, è che sono persone malvagie.</small></p>
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		<title>Monete buone e monete cattive</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2007 09:15:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Denaro]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Nicolò Copernico]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Thomas Gresham]]></category>

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		<description><![CDATA[Sir Thomas Gresham fu un mercate e finanziere inglese del &#8217;500. Il suo nome è soprattutto legato alla cosiddetta legge di Gresham: «la moneta cattiva scaccia quella buona». Curiosamente, questa legge viene citata più dai moralisti che dagli economisti. Iniziamo con il citare correttamente la legge, che comunque non venne scoperta da Gresham ma da [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/monete-buone-e-monete-cattive/' addthis:title='Monete buone e monete cattive' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sir Thomas Gresham fu un mercate e finanziere inglese del &#8217;500.<br />
Il suo nome è soprattutto legato alla cosiddetta <em>legge di Gresham</em>: «la moneta cattiva scaccia quella buona». Curiosamente, questa legge viene citata più dai <strong>moralisti</strong> che dagli economisti.<span id="more-666"></span></p>
<p>Iniziamo con il citare correttamente la legge, che comunque non venne scoperta da Gresham ma da <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Copernicus_and_coin_reform" title="Copernicus and coin reform - Wikipedia, the free encyclopedia">Copernico</a>:</p>
<blockquote><p>In un Paese con due monete legali in circolazione, la cattiva scaccia la buona, quando il rapporto reale tra esse viene a mutare.</p></blockquote>
<p>Cosa significa questa strana frase?<br />
Supponiamo che vi siano due monete in circolazione, i dollari e i talleri, di egual valore. È possibile cambiare un dollaro con un tallero e viceversa.<br />
<img src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/chocmoney.jpg" title="Monete buone (da mangiare) e cattive (da spendere)" alt="Monete buone (da mangiare) e cattive (da spendere)" class="imageframe imgalignright" align="right" height="318" width="312" /> I dollari sono d&#8217;oro, i talleri d&#8217;argento. Supponiamo che l&#8217;oro aumenti di valore. Tutti cercheranno di cambiare i propri talleri in dollari: seppelliranno le preziose monete d&#8217;oro in giardino o nelle casseforti e cercheranno di pagare le merci con i talleri. Nel giro di poco tempo, la moneta cattiva, il tallero d&#8217;argento, avrà soppiantato <em>negli scambi</em>, la moneta buona, il dollaro d&#8217;oro.<br />
Il problema è che il dollaro è la moneta buona per Gresham, economista del &#8217;500, convinto che la moneta debba avere un valore intrinseco, una copertura che ne garantisca il valore. Per un economista moderno non è così: il valore della moneta non è dato dal suo essere in oro, in argento o in rame. Il suo valore è dato dagli scambi, e dal momento che il dollaro d&#8217;oro non viene più scambiato, è moneta cattiva. La moneta buona è la banconota non coperta da riserve di materiali preziosi, il cui valore è semplicemente, e liberamente, stabilito dagli scambi.<br />
D&#8217;altra parte, il dollaro d&#8217;oro è un ottimo bene rifugio: e infatti nei giardini e nelle casseforti è il dollaro ad aver scacciato il tallero.</p>
<p>I moralisti, quando citano la legge di Gresham, non pensano alle monete vere e proprie, ma ai valori, alle sacre e naturali istituzioni della tradizione. La loro paura è che queste sacre istituzioni, le monete buone, vengano scacciate da nuove istituzioni deviate, le monete cattive, se a queste ultime verrà concesso lo stesso valore legale delle prime.<br />
Ma, come mostra la legge di Gresham, se queste ultime scacceranno davvero le prime (il che non è assolutamente detto: può anche darsi una semplice coesistenza tra nuove e vecchie istituzioni), è perché, come istituzioni, sono migliori, non peggiori.</p>
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