<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>L&#039;estinto &#187; Giorgio Israel</title>
	<atom:link href="http://www.lestinto.it/archivi/argomenti/giorgio-israel/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.lestinto.it</link>
	<description>I&#039;ll teach you differences</description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 Feb 2012 14:13:05 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Una definizione possibile, ma poco lusinghiera</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/una-definizione-possibile-ma-poco-lusinghiera/</link>
		<comments>http://www.lestinto.it/articoli/una-definizione-possibile-ma-poco-lusinghiera/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 19 Dec 2009 19:46:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Israel]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lestinto.it/?p=2578</guid>
		<description><![CDATA[Che cosa è il libero arbitrio? Paopasc risponde così: Per me un organismo può dirsi dotato di libero arbitrio quando ciò che prova e ciò che dice o fa possono non essere la stessa cosa. La mancata rispondenza tra atto, che è l&#8217;insieme dei comportamenti attuati da un movimento muscolare, mimica facciale, gestualità, atteggiamento, tono [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/una-definizione-possibile-ma-poco-lusinghiera/' addthis:title='Una definizione possibile, ma poco lusinghiera' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che cosa è il libero arbitrio?<br />
<a title="Il libero arbitrio: una definizione possibile : Questione della decisione" href="http://questionedelladecisione.myblog.it/archive/2009/12/19/il-libero-arbitrio-una-definizione-possibile.html"> Paopasc</a> risponde così:</p>
<blockquote><p>Per me un organismo può dirsi dotato di libero arbitrio quando ciò che prova e ciò che dice o fa possono non essere la stessa cosa. La mancata rispondenza tra atto, che è l&#8217;insieme dei comportamenti attuati da un movimento muscolare, mimica facciale, gestualità, atteggiamento, tono della voce, e così via, e intenzione, che è il bersaglio che l&#8217;individuo vuol raggiungere con i suoi atti, è la prova dell&#8217;elasticità del mezzo espressivo.</p></blockquote>
<p>La definizione mi pare sensata.<sup><a href="http://www.lestinto.it/articoli/una-definizione-possibile-ma-poco-lusinghiera/#footnote_0_2578" id="identifier_0_2578" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Anche se, pi&ugrave; che una definizione di libero arbitrio, sembra un metodo empirico per accertarsi della sua presenza.">1</a></sup><br />
Il libero arbitrio è <em>autocontrollo</em>. Ma è anche <em>inganno</em>, <em>frode</em>, <em>imbroglio</em>.<span id="more-2578"></span><br />
Il libero arbitrio, così concepito, non è certo una gran cosa: la capacità di imbrogliare il prossimo. Ovviamente, in quanto possibilità di essere disonesti, il libero arbitrio è anche possibilità di essere onesti, ma questa considerazione sembra tanto un premio di consolazione.</p>
<p>Forse ha ragione <a title="Blog di Giorgio Israel: Occhio alla metafisica travestita da scienza" href="http://gisrael.blogspot.com/2009/12/occhio-alla-metafisica-travestita-da.html">Giorgio Israel</a>:</p>
<blockquote><p>Nessun pensiero religioso vivo può convivere con il naturalismo, che ne costituisce la negazione radicale. Il naturalismo ha come progetto la riduzione del pensiero e dell’anima […]. Entro questa riduzione i temi della libertà, della finalità, della morale si dissolvono.</p></blockquote>
<p>A questo punto, aspetto con una certa impazienza la dissoluzione della visione religiosa dei temi della libertà, della finalità e della morale.</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_2578" class="footnote">Anche se, più che una definizione di libero arbitrio, sembra un metodo empirico per accertarsi della sua presenza.</li></ol><img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=2578&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/una-definizione-possibile-ma-poco-lusinghiera/' addthis:title='Una definizione possibile, ma poco lusinghiera' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lestinto.it/articoli/una-definizione-possibile-ma-poco-lusinghiera/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>51</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;informazione non è conoscenza</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/linformazione-non-e-conoscenza/</link>
		<comments>http://www.lestinto.it/articoli/linformazione-non-e-conoscenza/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 13:19:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spilli]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Israel]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lestinto.it/?p=1991</guid>
		<description><![CDATA[Qualcuno ha avuto la cattiva idea di far vedere questo filmato a Giorgio Israel: Il commento di Israel (in realtà un articolo per la rivista Tempi) è da leggere e meditare: Infine, pare che la lingua inglese contenga oggi circa 540.000 parole, più di cinque volte di quante ne avesse all’epoca di Shakespeare. Nonostante tale ricchezza [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/linformazione-non-e-conoscenza/' addthis:title='L&#8217;informazione non è conoscenza' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualcuno ha avuto la cattiva idea di far vedere questo filmato a Giorgio Israel:</p>
<p><object width="425" height="344" data="http://www.youtube.com/v/jpEnFwiqdx8&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/jpEnFwiqdx8&amp;hl=it&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p>Il <a title="Blog di Giorgio Israel: 40•10 alla 19esima potenza di bytes di informazioni e non sapere cosa farsene" href="http://gisrael.blogspot.com/2009/04/4010-alla-19esima-potenza-di-bytes-di.html">commento</a> di Israel (in realtà un articolo per la rivista <em>Tempi</em>) è da leggere e meditare:</p>
<blockquote><p>Infine, pare che la lingua inglese contenga oggi circa 540.000 parole, più di cinque volte di quante ne avesse all’epoca di Shakespeare. Nonostante tale ricchezza di vocabolario, di Shakespeare oggi se ne vedono pochi in giro e la gente continua ostinatamente a leggere quello &#8220;povero&#8221;.</p></blockquote>
<p>Israel è un conservatore; in questo caso considero il suo conservatorismo utile contraltare agli eccessi di entusiasmo tecnologico.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=1991&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/linformazione-non-e-conoscenza/' addthis:title='L&#8217;informazione non è conoscenza' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lestinto.it/articoli/linformazione-non-e-conoscenza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Di pistoni e di neuroni</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/di-pistoni-e-di-neuroni/</link>
		<comments>http://www.lestinto.it/articoli/di-pistoni-e-di-neuroni/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 30 Dec 2008 20:05:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerche filosofiche]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Israel]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Vallortigara]]></category>
		<category><![CDATA[Mente]]></category>
		<category><![CDATA[Riduzionismo]]></category>
		<category><![CDATA[Telmo Pievani]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Girotto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lestinto.it/?p=1663</guid>
		<description><![CDATA[Marco Ferrari si dichiara perplesso a due affermazioni in contrasto. La prima viene dal recente saggio di&#160;Vittorio Girotto, Telmo Pievani e Giorgio Vallortigara Nati per credere (Codice edizioni): Noi personalmente, autori di questo libretto, riteniamo che l&#8217;idea che la vita mentale sia qualcosa di diverso dall&#8217;attività materiale del cervello sia sbagliata. La seconda affermazione, invece, [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/di-pistoni-e-di-neuroni/' addthis:title='Di pistoni e di neuroni' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Leucophaea: A chi dare ascolto?" href="http://leucophaea.blogspot.com/2008/12/chi-dare-ascolto.html">Marco Ferrari</a> si dichiara perplesso a due affermazioni in contrasto.</p>
<p>La prima viene dal recente saggio di&nbsp;Vittorio Girotto, Telmo Pievani e Giorgio Vallortigara <em>Nati per credere</em> (Codice edizioni):</p>
<blockquote><p>Noi personalmente, autori di questo libretto, riteniamo che l&#8217;idea che la vita mentale sia qualcosa di diverso dall&#8217;attività materiale del cervello sia sbagliata.</p></blockquote>
<p>La seconda affermazione, invece, proviene da un <a title="Blog di Giorgio Israel: Più superstizioso di credere nella iella è solo pensare di farci un teorema" href="http://gisrael.blogspot.com/2008/12/pi-superstizioso-di-credere-nella-iella.html">breve articolo</a> di Giorgio Israel:</p>
<blockquote><p>Difatti, se egli ha ragione di dire che è corretto cercare spiegazioni razionali e non rifugiarsi nelle superstizioni, è difficile sostenere che la fisica, la chimica e la biologia bastino: anche la mente umana ha la sua parte ed è avventato dare per scontato che tutto si riduca a una faccenda di atomi o di reazioni chimiche.</p></blockquote>
<p>A chi credere? si chiede, giustamente, Marco Ferrari.<span id="more-1663"></span></p>
<p>Una prima risposta potrebbe essere: a chi ha le competenze migliori. Tra un matematico (Israel) e due psicologi (Girotto e Vallortigara), lasciando da parte il filosofo della scienza (Pievani), chi è meglio ascoltare a proposito delle basi fisiologiche della mente umana?<br />
Ovviamente una simile risposta non è soddisfacente, anche perché gli autori di <em>Nati per credere</em>&nbsp;presentano la loro tesi come una convinzione personale (&#8220;noi personalmente […] riteniamo ecc.&#8221;) e persino Israel manifesta una certa cautela (&#8220;è avventato dare per scontato che ecc.&#8221;).</p>
<p>Ma le due affermazioni sono poi <em>davvero</em>&nbsp;in contrasto una con l&#8217;altra?</p>
<p>Il trio&nbsp;Girotto-Pievani-Vallortigara sostiene che la vita mentale non sia diversa dall&#8217;attività materiale del cervello. La tesi di Israel, invece, è che la mente umana non sia completamente riducibile agli atomi e alle reazioni chimiche.<br />
Tutto sommato, può benissimo essere che abbiano ragione entrambi: la vita mentale è attività del cervello ma non è possibile ricondurre completamente la vita mentale a questa attività, o perché è impossibile o perché è troppo difficile oppure, più banalmente, perché è inutile. Un po&#8217; come il movimento delle automobili: è attività del motore, pistoni che vanno su e giù, ma certo non è a livello di pistoni e albero motore che si capisce se ho superato il limite di velocità o se terrà la strada alla prossima curva.<sup><a href="http://www.lestinto.it/articoli/di-pistoni-e-di-neuroni/#footnote_0_1663" id="identifier_0_1663" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Il problema non &egrave;, ovviamente, la presenza del pilota umano.">1</a></sup></p>
<p>La domanda realmente importante, qui, non è &#8220;C&#8217;è dell&#8217;altro oltre all&#8217;attività materiale del cervello?&#8221;, bensì &#8220;Ha senso affrontare certi problemi a livello di attività materiale del cervello?&#8221;.<br />
Probabilmente il problema affrontato da Girotto, Pievani e Vallortigara nel loro libro è affrontabile a questo livello, il problema di Giorgio Israel (è possibile avere una equazione in grado di calcolare la sfortuna) no.</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_1663" class="footnote">Il problema non è, ovviamente, la presenza del pilota umano.</li></ol><img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=1663&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/di-pistoni-e-di-neuroni/' addthis:title='Di pistoni e di neuroni' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lestinto.it/articoli/di-pistoni-e-di-neuroni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>8</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fatti e interpretazioni</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/fatti-e-interpretazioni/</link>
		<comments>http://www.lestinto.it/articoli/fatti-e-interpretazioni/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 30 Oct 2008 15:55:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[André Glucksmann]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Israel]]></category>
		<category><![CDATA[Interpretazione]]></category>
		<category><![CDATA[Joseph Ratzinger (Benedetto XVI)]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lestinto.it/?p=1430</guid>
		<description><![CDATA[André&#160;Glucksmann, sul Corriere della Sera di un mese fa, fornisce una interessante lettura realista della crisi economica: &#8220;Il post-moderno debutta in economia&#8221;. Una bolla speculativa si regge su una scommessa che si conferma da sé. È «performativa », secondo il linguista Austin. Per lo speculatore, accordare crediti significa far esistere. «La seduta è aperta!», proclama [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/fatti-e-interpretazioni/' addthis:title='Fatti e interpretazioni' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>André&nbsp;Glucksmann, sul <em>Corriere della Sera</em> di un mese fa, fornisce una interessante lettura realista della crisi economica: &#8220;<a title="Il post-moderno debutta in economia - Corriere della Sera" href="http://www.corriere.it/economia/08_settembre_30/il_post_moderno_debutta_in_economia_b9b3a8e4-8eb5-11dd-8a6d-00144f02aabc.shtml">Il post-moderno debutta in economia&#8221;</a>.</p>
<blockquote><p>Una bolla speculativa si regge su una scommessa che si conferma da sé. È «performativa », secondo il linguista Austin. Per lo speculatore, accordare crediti significa far esistere. «La seduta è aperta!», proclama il presidente di un&#8217; assemblea—è vero per il solo fatto che lo dice —: la realtà si regola sul dire, mentre nei casi ordinari il dire, che non è più performativo ma indicativo, si regola sulla realtà. La bolla finanziaria accumula crediti su crediti e si arricchisce della propria auto-affermazione. Si rinchiude in un rapporto autoreferenziale e progressivamente abolisce il principio di realtà: sono effettivi soltanto i prodotti finanziari che i miei investimenti inventano.</p></blockquote>
<p><span id="more-1430"></span>Quello che&nbsp;Glucksmann&nbsp;non dice, immagino per questioni di spazio, è che il denaro è un oggetto sociale, e come tale non può che nascere da un performativo, che poi è il famoso &#8220;pagabile a vista al portatore&#8221; (un tempo) riportato su molte banconote.&nbsp;Ad essere performativa non è la bolla speculativa, ma l&#8217;intera economia, e l&#8217;unico modo per porvi rimedio è tornare al baratto: immagino che, per coerenza,&nbsp;Glucksmann&nbsp;si sia fatto pagare in frutta e verdura.<br />
Più che l&#8217;ideologia performativa, il problema è l&#8217;aver dimenticato che le promesse, prima o poi, vanno mantenute.</p>
<p>L&#8217;articolo si conclude con un «pio desiderio»: che «il brivido anticipatore di una crisi universale ci offra l&#8217;occasione di uscire dalla bolla mentale post moderna». Più che un desiderio, una illusione: quella di Glucksmann non è l&#8217;unica interpretazione dell&#8217;attuale crisi finanziaria, anzi.<br />
Oltre alle prevedibili &#8220;Marx aveva ragione&#8221; e &#8220;tutta colpa degli interventi statali in economia&#8221;, sono degne di nota l&#8217;interpretazione di<a title="Meditazione nel corso della prima Congregazione Generale della XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, Congregazione Generale, 6 ottobre 2008 mattina - Benedetto XVI" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2008/october/documents/hf_ben-xvi_spe_20081006_sinodo_it.html"> Benedetto XVI</a>:</p>
<blockquote><p>Sulla sabbia costruisce chi costruisce solo sulle cose visibili e tangibili, sul successo, sulla carriera, sui soldi. Apparentemente queste sono le vere realtà. Ma tutto questo un giorno passerà. Lo vediamo adesso nel crollo delle grandi banche: questi soldi scompaiono, sono niente. E così tutte queste cose, che sembrano la vera realtà sulla quale contare, sono realtà di secondo ordine. […] Solo la Parola di Dio è fondamento di tutta la realtà […]. Quindi dobbiamo cambiare il nostro concetto di realismo.</p></blockquote>
<p>e quella proposta da Giorgio Israel:</p>
<blockquote><p>Ormai molti ammettono che la drammatica crisi finanziaria in corso ha origine nell’uso di modelli matematici che da più di un trentennio hanno consolidato la convinzione che i mercati finanziari siano perfettamente controllabili. La radice ideologica di questa convinzione sta nella teoria delle cosiddette “aspettative razionali”.<br />
[…]&nbsp;Insomma, sta crollando un paradigma scientista: l’idea delirante di organizzare la società umana come il mondo fisico, anche se neppure questo è perfettamente prevedibile. Ma è vano illudersi. I suoi fanatici fautori non demorderanno, a costo di affogarci in un mare di rovine.</p></blockquote>
<p>I fatti esistono: sarebbe stupido (e pericoloso) negarlo. Tuttavia, esistono anche le interpretazioni, e in numero (molto) superiore ai fatti.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=1430&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/fatti-e-interpretazioni/' addthis:title='Fatti e interpretazioni' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lestinto.it/articoli/fatti-e-interpretazioni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Unico ma non inimitabile</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/unico-ma-non-inimitabile/</link>
		<comments>http://www.lestinto.it/articoli/unico-ma-non-inimitabile/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 May 2008 23:24:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerche filosofiche]]></category>
		<category><![CDATA[Evoluzionismo]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Israel]]></category>
		<category><![CDATA[Intenzionalità]]></category>
		<category><![CDATA[Intenzionalità collettiva]]></category>
		<category><![CDATA[John Searle]]></category>
		<category><![CDATA[Michael Tomasello]]></category>
		<category><![CDATA[Naturalismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lestinto.it/?p=1125</guid>
		<description><![CDATA[In un bell&#8217;articolo apparso sul New York Times, Michael Tomasello, co-direttore del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology, si chiede dove risieda l&#8217;unicità degli esseri umani. L&#8217;approccio di Tomasello è, ovviamente, il naturalismo: negli esseri umani non c&#8217;è nulla di sovrannaturale, gli uomini non sono altro che animali e come tali vanno studiati. Che cosa hanno [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/unico-ma-non-inimitabile/' addthis:title='Unico ma non inimitabile' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un <a title="Idea Lab - How Are Humans Unique? - Intelligence - Evolution - Idea Lab - NYTimes.com" href="http://www.nytimes.com/2008/05/25/magazine/25wwln-essay-t.html?_r=2&amp;oref=slogin&amp;oref=slogin">bell&#8217;articolo</a> apparso sul New York Times, Michael Tomasello, co-direttore del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology, si chiede dove risieda l&#8217;unicità degli esseri umani.<br />
L&#8217;approccio di Tomasello è, ovviamente, il naturalismo: negli esseri umani non c&#8217;è nulla di sovrannaturale, gli uomini non sono altro che animali e come tali vanno studiati.</p>
<p>Che cosa hanno gli esseri umani che gli altri animali non hanno?<span id="more-1125"></span><br />
La capacità di creare e utilizzare degli strumenti? Lo fanno anche gli scimpanzé e, aggiungo io, pure <a title="Corvo della Nuova Caledonia - L'estinto" href="http://www.lestinto.it/articoli/corvo-della-nuova-caledonia/">i corvi della nuova caledonia</a>.<br />
Il linguaggio? Ancora una volta, no: io ho pensato ancora agli scimpanzé, ma Tomasello cita i pappagalli, e non posso che credergli.<br />
La capacità di insegnare? A quanto pare, lo fanno anche le formiche.</p>
<p>Gli esseri umani sono allora, nel complesso, più intelligenti degli altri animali? Ipotesi interessante.<br />
Tomasello è uno scienziato, e ha quindi deciso di mettere alla prova questa idea della maggiore intelligenza. Ha così scoperto che, per quanto riguarda la comprensione dello spazio, della quantità e della causalità, non ci sono ragguardevoli differenze tra un bambino di 2 anni e uno scimpanzé adulto. Tuttavia, i bambini sono molto più abili nei <em>compiti sociali:</em></p>
<blockquote><p>When you look at apes and children in situations requiring them to put their heads together, a subtle but significant difference emerges. We have observed that children, but not chimpanzees, expect and even demand that others who have committed themselves to a joint activity stay involved and not shirk their duties. When children want to opt out of an activity, they recognize the existence of an obligation to help the group — they know that they must, in their own way, “take leave” to make amends. Humans structure their collaborative actions with joint goals and shared commitments.</p></blockquote>
<p>Credo che quello che intende Tomasello con &#8220;shared commitments&#8221; sia molto simile a quello che il filosofo John Searle chiama &#8220;collective intentionality&#8221;, intenzionalità collettiva. Potrebbe non trattarsi di una coincidenza, perché Tomasello prosegue con quello che sembra proprio il primo capitolo de <em>La costruzione della realtà sociale</em> di Searle:</p>
<blockquote><p>Finally, human infants, but not chimpanzees, put their heads together in pretense. This seemingly useless play activity is in fact a first baby step toward the creation of distinctively human social institutions. In social institutions, participants typically endow someone or something with special powers and obligations; they create roles like president or teacher or wife.</p></blockquote>
<p>L&#8217;intenzionalità collettiva, direbbe Searle o, come direbbe invece Tomasello, la capacità di avere &#8220;shared commitments&#8221; e di fingere insieme (stitica traduzione di &#8220;put their heads together in pretense&#8221; sono alla base delle istituzioni umane e, quindi, della società. È questa la differenza tra l&#8217;uomo e gli altri animali: la capacità di collaborare (eventualmente contro gli altri) e di costruire una società.</p>
<p>Questo interessante articolo mostra anche quanto il naturalismo possa essere ricco, ed è in questo senso una ottima risposta alle <a title="Blog di Giorgio Israel: Ma l’uomo non è un dado" href="http://gisrael.blogspot.com/2008/05/ma-luomo-non-un-dado.html">accuse</a> (peraltro in buona parte condivisibili) di Giorgio Israel, secondo cui il naturalismo «ha come programma la riduzione di ogni aspetto della realtà a processi naturali, ovvero materiali, e che quindi altro non è che una forma di materialismo».<br />
 </p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=1125&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/unico-ma-non-inimitabile/' addthis:title='Unico ma non inimitabile' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lestinto.it/articoli/unico-ma-non-inimitabile/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>44</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Chi sono i nemici della scienza?</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/chi-sono-i-nemici-della-scienza/</link>
		<comments>http://www.lestinto.it/articoli/chi-sono-i-nemici-della-scienza/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 19 Mar 2008 19:48:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spilli]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Israel]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lestinto.it/articoli/chi-sono-i-nemici-della-scienza/</guid>
		<description><![CDATA[Giorgio Israel, Chi sono i nemici della scienza? Riflessioni su un disastro educativo e culturale e documenti di malascienza, Torino, Lindau, 2008 Sono, lo confesso, molto curioso di leggere le riflessioni di Giorgio Israel sul disastro educativo e culturale (gli editoriali di Israel su questo tema, pubblicati da Il Foglio, mi sono sembrati ottimi per [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/chi-sono-i-nemici-della-scienza/' addthis:title='Chi sono i nemici della scienza?' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lestinto.it/wp-content/img/chi-sono-i-nemici_big.jpg" rel="lightbox[pics-1205955453]" title="Chi sono i nemici della scienza"></p>
<p style="text-align: center"><img src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/chi-sono-i-nemici_big.jpg" alt="Chi sono i nemici della scienza" class="imageframe imgalignright" height="274" width="185" /></p>
<p></a></p>
<p>Giorgio Israel, <a href="http://www.lindau.it/schedaLibro.asp?idLibro=1100" title="Edizioni Lindau"><em>Chi sono i nemici della scienza? Riflessioni su un disastro educativo e culturale e documenti di malascienza</em></a>, Torino, Lindau, 2008</p>
<p>Sono, lo confesso, molto curioso di leggere le riflessioni di Giorgio Israel sul disastro educativo e culturale (gli editoriali di Israel su questo tema, pubblicati da <em>Il Foglio,</em> mi sono sembrati ottimi per quanto riguarda la descrizione del fenomeno ma carenti e un po&#8217; ingenui nell&#8217;identificazione delle cause).</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=1069&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/chi-sono-i-nemici-della-scienza/' addthis:title='Chi sono i nemici della scienza?' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lestinto.it/articoli/chi-sono-i-nemici-della-scienza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>9</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Teorie scientifiche e teorie metafisiche</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/teorie-scientifiche-e-teorie-metafisiche/</link>
		<comments>http://www.lestinto.it/articoli/teorie-scientifiche-e-teorie-metafisiche/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 29 Oct 2007 21:14:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Israel]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lestinto.it/articoli/teorie-scientifiche-e-teorie-metafisiche/</guid>
		<description><![CDATA[Giorgio Israel, a proposito del rapporto tra teorie scientifiche e metafisica, scrive: Nessuna persona seria potrà sostenere che l&#8217;idea [scientifica] della fissità delle specie non abbia un&#8217;ispirazione teologica. A costo di passare per persona non seria (un pericolo che corro volentieri), mi chiedo se non si possa capovolgere la frase: Nessuna persona seria potrà sostenere [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/teorie-scientifiche-e-teorie-metafisiche/' addthis:title='Teorie scientifiche e teorie metafisiche' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giorgio Israel, a proposito del rapporto tra <em>teorie scientifiche</em> e <em>metafisica</em>, <a href="http://gisrael.blogspot.com/2007/10/il-creazionismo-una-minaccia-per-la.html" title="Blog di Giorgio Israel: Il creazionismo una minaccia per la democrazia? Suvvia">scrive</a>:</p>
<blockquote><p>Nessuna persona seria potrà sostenere che l&#8217;idea [scientifica] della fissità delle specie non abbia un&#8217;ispirazione teologica.</p></blockquote>
<p>A costo di passare per persona non seria (un pericolo che corro volentieri), mi chiedo se non si possa capovolgere la frase:</p>
<blockquote><p>Nessuna persona seria potrà sostenere che l&#8217;idea [teologica] della fissità delle specie non abbia un&#8217;ispirazione scientifica.</p></blockquote>
<p>Detto altrimenti: i primi &#8220;teologi&#8221;, i primi cioè che parlarono in senso divino della fissità delle specie, scelsero la fissità invece della instabilità o mobilità per questioni legate alla divinità e alla natura oppure, più banalmente, perché <em>osservarono</em> che le specie erano stabili? In quel momento erano più scienziati o più filosofi?</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=928&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/teorie-scientifiche-e-teorie-metafisiche/' addthis:title='Teorie scientifiche e teorie metafisiche' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lestinto.it/articoli/teorie-scientifiche-e-teorie-metafisiche/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>21</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Perché incontrarci?</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/perche-incontrarci/</link>
		<comments>http://www.lestinto.it/articoli/perche-incontrarci/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Oct 2007 18:58:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Fede]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Israel]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lestinto.it/articoli/perche-incontrarci/</guid>
		<description><![CDATA[I filosofi hanno questa malsana predilezione per lo stolto che osserva il dito mentre il saggio gli indica la luna: di fronte a una domanda, invece di pensare alle possibili risposte, il filosofo vuole ulteriori dettagli, cerca di scoprire perché porre proprio quella domanda e non un&#8217;altra, confronta varie domande eccetera. Così, di fronte all&#8217;interrogativo [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/perche-incontrarci/' addthis:title='Perché incontrarci?' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I filosofi hanno questa malsana predilezione per lo stolto che osserva il dito mentre il saggio gli indica la luna: di fronte a una domanda, invece di pensare alle possibili risposte, il filosofo vuole ulteriori dettagli, cerca di scoprire perché porre proprio quella domanda e non un&#8217;altra, confronta varie domande eccetera.<span id="more-912"></span></p>
<p>Così, di fronte all&#8217;interrogativo che in questi ultimi giorni ha coinvolto varie persone durante una delle conferenze di <a href="http://www.bergamoscienza.it/bergamoscienza2007/index.html" title="--BERGAMOSCIENZA 2007--">BergamoScienza</a> e, più in grande, a Norcia, durante l&#8217;<a href="http://www.magna-carta.it/node/1632" title="Religione, scienza e la prova della ragione | Fondazione Magna Carta">incontro</a> della Fondazione Magna Carta, non posso fare a meno di chiedermi: perché Scienza e Fede? Perché interrogarsi sul rapporto tra Scienza e Religione?<br />
Andrea Frova, all&#8217;inizio della conferenza <a href="http://www.bergamoscienza.it/bergamoscienza/bergamoscienza2007/bgscienza2007.nsf/vw11/3C544BB71CAE56B3C12573060054B966?openDocument" title="CONFERENZA - Conferenza">Scienza e Musica</a>, si è sentito in dovere di spiegare il rapporto tra scienza e musica: cosa possono dire la fisica e la psicoacustica delle musiche di Arnold Schoenberg e Igor Stravinsky?<br />
Similmente ha fatto Davide Cassi durante l&#8217;incontro dedicato alla <a href="http://www.bergamoscienza.it/bergamoscienza/bergamoscienza2007/bgscienza2007.nsf/vw11/10B85A07A0A90212C1257309004FB36C?openDocument" title="- Altra manifest.">Fisica in cucina</a>: perché un fisico può aiutare un cuoco a preparare un gelato più buono?<br />
Nessuno dei relatori della conferenza Scienza e Fede ha invece avvertito il bisogno di spiegare perché mai fede e scienza dovrebbero incontrarsi.</p>
<p>Similmente fa Giorgio Israel durantela sua relazione a Norcia, intitolata <a href="http://www.magna-carta.it/node/1683" title="Il rapporto tra scienza e religione di fronte alle sfide della postmodernità | Fondazione Magna Carta">Il rapporto tra scienza e religione di fronte alle sfide della postmodernità</a>:</p>
<blockquote><p>Il tema del rapporto tra scienza e religione è sempre più materia di uno scontro non soltanto culturale ma addirittura politico che si manifesta in termini particolarmente accesi.</p></blockquote>
<p>Uno scontro che potrebbe tranquillamente diventare incontro, e questo può rasserenarci o preoccuparci, ma ancora una volta: perché la scienza e la religione devono entrare in contatto?  Non potrebbero tranquillamente ignorarsi come, chessò, l&#8217;astrofisica e l&#8217;urbanistica?</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=912&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/perche-incontrarci/' addthis:title='Perché incontrarci?' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lestinto.it/articoli/perche-incontrarci/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>13</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Recensione preventiva</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/recensione-preventiva/</link>
		<comments>http://www.lestinto.it/articoli/recensione-preventiva/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 May 2007 08:08:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Giancarlo Giardina]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Israel]]></category>
		<category><![CDATA[Piergiorgio Odifreddi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lestinto.it/articoli/recensione-preventiva/</guid>
		<description><![CDATA[Giorgio Israel pubblica sul suo blog la dotta recensione del prof. Giancarlo Giardina del &#8220;libro&#8221; di Odifreddi. Sono sei dense pagine che non ho ancora letto e mi limito, quindi, a due riflessioni preventive sull&#8217;uso delle virgolette. Per Giorgio Israel Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici) di Odifreddi non è un [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/recensione-preventiva/' addthis:title='Recensione preventiva' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giorgio Israel pubblica sul suo blog la dotta recensione del prof. Giancarlo Giardina del &#8220;libro&#8221; di Odifreddi.</p>
<p>Sono sei dense pagine che <strong>non</strong> ho ancora letto e mi limito, quindi, a due riflessioni preventive sull&#8217;uso delle virgolette.<br />
Per Giorgio Israel <em>Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici)</em> di Odifreddi <strong>non è un libro</strong> o, almeno, lo è solo se racchiudiamo il termine tra virgolette. Io non ho letto neppure questo testo, però l&#8217;ho visto in libreria, non dal pescivendolo, e aveva proprio l&#8217;aria di un libro: un insieme di fogli stampati delle stesse dimensioni cuciti insieme in un certo ordine e racchiusi da una copertina. Israel, evidentemente, ne sa più di me.</p>
<p>La recensione di Giardina, professore a Bologna, inizia con «Il &#8216;matematico&#8217; Piergiorgio Odifreddi firma un libro…». Perché quella virgolette? Odifreddi si è laureato in matematica ed è professore di logica matematica a Torino: se non è un matematico lui, chi lo è?<br />
Il libro (o &#8220;libro&#8221;) di Odifreddi non parla di matematica, ma di religione e si può tranquillamente affermare che è pieno di cavolate e imprecisioni senza per questo incidere sulle sue conoscenza matematiche.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=730&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/recensione-preventiva/' addthis:title='Recensione preventiva' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lestinto.it/articoli/recensione-preventiva/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Modelli e stereotipi</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/modelli-e-stereotipi/</link>
		<comments>http://www.lestinto.it/articoli/modelli-e-stereotipi/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Mar 2007 15:58:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri diversi]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Israel]]></category>
		<category><![CDATA[Linguaggio]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lestinto.it/articoli/modelli-e-stereotipi/</guid>
		<description><![CDATA[Il servizio sanitario nazionale della Scozia si è accorto che le lesbiche, i gay, i bisessuali e i transgender corrono un rischio significativo per la propria salute fisica, psicologica ed emotiva. Ne è nato LGBT Health Scotland. Tra le varie pubblicazioni, sta suscitando un certo scalpore Good LGBT Practice in the NHS: questo documento contiene [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/modelli-e-stereotipi/' addthis:title='Modelli e stereotipi' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il servizio sanitario nazionale della Scozia si è accorto che le lesbiche, i gay, i bisessuali e i transgender corrono un rischio significativo per la propria salute fisica, psicologica ed emotiva. Ne è nato <a href="http://www.lgbthealthscotland.org.uk/" title="LGBT Health Scotland"><abbr title="Lesbiche, Gay, Bisessuali, e Transgender">LGBT</abbr> Health Scotland</a>.<br />
Tra le varie <a href="http://www.lgbthealthscotland.org.uk/publications.htm" title="LGBT Health Scotland - publications">pubblicazioni</a>, sta suscitando un certo scalpore <em>Good LGBT Practice in the NHS</em>: questo documento contiene le linee guida per garantire alle persone <abbr title="Lesbiche, Gay, Bisessuali, e Transgender">LGBT</abbr> un equo accesso alle risorse del sistema sanitario. Particolare attenzione è riservata al linguaggio: il testo raccomanda in più occasioni di non usare espressioni discriminatorie. Occorre creare un ambiente il più possibile aperto e accogliente.<span id="more-659"></span></p>
<p>Dal momento che vi sono molte famiglie <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Omogenitorialità" title="Omogenitorialità - Wikipedia">omogenitoriali</a> (il fenomeno non riguarda <a href="http://www.famigliearcobaleno.org/" title="FAMIGLIE ARCOBALENO .:. Associazione Genitori Omosessuali">solo la Scozia</a>), anche le parole &#8220;madre&#8221; e &#8220;padre&#8221; potrebbero risultare discriminatorie o imbarazzanti, e pertanto è meglio ricorrere ad altre espressioni:</p>
<blockquote><p>Some children will have been born or adopted into heterosexual relationships before a parent had &#8216;come out&#8217; and some are born into same-sex relationships or adopted by an LGB individual. Individual circumstances lead to varied family structures and parenting arrangements. It is important to be aware of this. When talking to children, consider using &#8220;parents&#8221;, &#8220;carers&#8221; or &#8220;guardians&#8221; rather than &#8220;mother&#8221; or &#8220;father&#8221;.</p></blockquote>
<p>Lo stesso, banalmente, vale per &#8220;marito&#8221; e &#8220;moglie&#8221;.</p>
<p>Giorgio Israel ha <a href="http://gisrael.blogspot.com/2007/03/mulino-bianco-in-scozia.html" title="Blog di Giorgio Israel: Mulino Bianco in Scozia">commentato</a> così la notizia:</p>
<blockquote><p>Ci sarebbe da ridere per questa escalation di imbecillità del politicamente corretto, se non si trattasse di qualcosa che ormai attenta direttamente alle libertà personali.<br />
Propongo che il Family Day previsto per il 12 maggio venga denominato &#8220;Family Day of Mom and Dad&#8221;, ovvero &#8220;Giorno della famiglia di mamma e papà&#8221;. Sarà uno stimolo ulteriore a parteciparvi.</p></blockquote>
<p>Il  servizio sanitario nazionale della Scozia presenta un <em>modello</em> di tolleranza e rispetto. Forse il modello è sbagliato, estremo, ma è un modello: vi sono alcune persone che si possono offendere e si cerca di evitare tutto questo. È interessante notare che, per quanto riguarda le parole &#8220;mother&#8221; e &#8220;father&#8221;, il documento dica esplicitamente &#8220;When talking to children&#8221;, <em>parlando ai bambini</em>.<br />
Giorgio Israel, invece, propone uno stereotipo: le famiglie di mamma e papà.<br />
Le coppie senza figli <em>non</em> sono una famiglia, anche se quei figli, magari, li hanno disperatamente cercati. Un genitore rimasto vedovo <em>non</em> è una famiglia.</p>
<p>Quale è l&#8217;attentato alle libertà personali: il modello aperto e rispettoso, magari eccessivamente, o lo stereotipo chiuso e escludente?</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=659&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/modelli-e-stereotipi/' addthis:title='Modelli e stereotipi' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lestinto.it/articoli/modelli-e-stereotipi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Uomini e macchine</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/uomini-e-macchine/</link>
		<comments>http://www.lestinto.it/articoli/uomini-e-macchine/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 27 Aug 2006 22:56:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Israel]]></category>
		<category><![CDATA[Meeting CL]]></category>
		<category><![CDATA[Riduzionismo]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Uomo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lestinto.it/articoli/uomini-e-macchine/</guid>
		<description><![CDATA[Giorgio Israel è professore ordinario presso il Dipartimento di Matematica dell&#8217;Università di Roma &#8220;La Sapienza&#8221; non chè direttore del Centro di Ricerche in Metodologia della Scienza nella stessa università. Sul suo blog ha pubblicato l&#8217;intervento tenuto al Meeting di Comunione e Liberazione, nel quale paragona senza tanti problemi le biotecnologie non alla eugenetica nazista, che [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/uomini-e-macchine/' addthis:title='Uomini e macchine' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/g_israel_meeting_cl.jpg" title="Giorgio Israel al meeting di CL" id="image410" alt="Giorgio Israel al meeting di CL" style="padding: 0.5em" align="right" height="174" width="154" />Giorgio Israel è professore ordinario presso il Dipartimento di Matematica dell&#8217;Università di Roma &#8220;La Sapienza&#8221; non chè direttore del Centro di Ricerche in Metodologia della Scienza nella stessa università.<br />
Sul suo <a href="http://gisrael.blogspot.com/" title="Blog di Giorgio Israel">blog</a> ha pubblicato l&#8217;<a href="http://gisrael.blogspot.com/2006/08/la-bioetica-e-la-ricerca-della_27.html" title="Blog di Giorgio Israel: LA BIOETICA E LA RICERCA DELLA FELICITA'">intervento</a> tenuto al Meeting di Comunione e Liberazione, nel quale paragona senza tanti problemi le biotecnologie non alla eugenetica nazista, che evidentemente gli pareva troppo poco, ma addirittura allo sterminio di massa praticato da Hitler:</p>
<blockquote><p>Perché si dice tanto spesso che le biotecnologie contemporanee hanno un carattere disumano e addirittura si evoca il nazismo in relazione ad esse? Non è forse esagerato accostare pratiche che hanno come scopo dichiarato la felicità dell’uomo con le pratiche dello sterminio di massa? È vero, c’è un tratto di collegamento tra queste due pratiche.</p></blockquote>
<p>Leo Strauss, negli anni &#8217;50, ha introdotto il termine <em>reductio ad Hitlerum</em> per indicare i ragionamenti della forma &#8220;Hitler ha sostenuto e appoggiato X, quindi X è sbagliato e cattivo&#8221;. L&#8217;argomento è fallace per il semplice fatto che Hitler è cattivo perché ha fatto cose cattive, non il contrario, e anche perché, nella sua vita, il dittatore nazista ha fatto molte cose innocenti, come dipingere e possedere cani.<br />
Israel, da buon matematico quale è, non si limita ovviamente ad accostare biotecnologie e sterminio nazista, ma argomenta le, secondo lui pericolose, similitudini.<span id="more-406"></span></p>
<blockquote><p>Ebbene, potrà – a prima vista – sembrare un accostamento forzato, ma a me pare la questione cruciale. Il principio della disumanizzazione – da cui può derivare ogni sorta di deviazione e anche di nefandezza – si ha quando non si concepisce più l’uomo come qualcosa di unico, come una persona, ma quando lo si concepisce alla stregua di una macchina.</p></blockquote>
<p>Disumanizzare significa concepire l&#8217;uomo come una macchina, misconoscendone l&#8217;unicità.<br />
La scienza, continua Israel, ha raggiunto grandi risultati studiando le cose inanimate, e ha esteso i propri strumenti conoscitivi alle cose animate, studiando l&#8217;uomo come se fosse una cosa. La prima arte umana a cadere, a quanto pare, è la medicina.</p>
<blockquote><p>Della medicina si è a lungo detto che non è una scienza vera e propria, ma un’arte, perché coniuga l’applicazione di principi generali e regole di una certa uniformità a un ambito in cui l’aspetto individuale è ineliminabile. Ma da qualche tempo, la medicina è cominciata a divenire qualcos’altro, qualcosa di molto simile alla fisico-chimica e la sua pratica rassomiglia sempre di più a quella della riparazione delle macchine guaste.<br />
Eppure è facile constatare quanto questa china presa dalla medicina sia sbagliata, fuorviante e pericolosa.</p></blockquote>
<p>L&#8217;uomo non è una macchina, e questo i medici lo sanno bene. Forse sottovalutano il problema, ma credo si rendano perfettamente conto che un fegato non è un radiatore.<br />
Scherzi a aprte, i pazienti sono seguiti, nel complesso, <em>come persone</em>, non come oggetti: vi è un contatto umano, i ricoverati vengono ascoltati e seguiti anche da un punto di vista psicologico. Vi è probabilmente ancora molto da fare, ma non sembra esserci nessuna china sbagliata, fuorviante e pericolosa.<br />
Certamente, se il fegato non è un radiatore, è comunque vero che il cuore è come una pompa e può venir sostituito con un cuore artificiale, ossia una pompa vera e propria. Ma di questo tema ne discuteremo dopo. Proseguiamo con la lettura.</p>
<blockquote><p>La nostra conversazione ruota attorno al tema della felicità. E allora chiediamoci: che cos’è la felicità di una macchina? Per esempio della nostra automobile?</p></blockquote>
<p>Io direi che la mia automobile non è felice e non può neppur esserlo, almeno non nel senso proprio del termine, esattamente come i suoni non possono avere colori, sempre nel senso proprio del termine.</p>
<blockquote><p>È semplice: funzionare bene, secondo i parametri descritti nel libretto di garanzia e di manutenzione. Funzionare bene significa che il motore è efficiente in tutte le sue parti, che la carrozzeria non è sconnessa, che le ruote hanno una buona aderenza, e così via.</p></blockquote>
<p>Qui Israel usa il termine felicità in senso metaforico: è come se dicesse &#8220;se la macchina fosse una persona, un cambio dell&#8217;olio la farebbe felice&#8221;. In questo caso però non vi è un approccio meccanico che viene applicato all&#8217;uomo, ma il contrario: un discorso umano applicato, metaforicamente, alle macchine.</p>
<blockquote><p>La felicità di una persona umana non è uno stato definibile in termini strettamente oggettivi, tantomeno uniformi per ogni persona.<br />
Guardiamo, ad esempio, alla definizione di salute data dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Essa rappresenta un esempio plateale di contaminazione meccanicista. &#8220;Salute&#8221; – ci si dice – è uno «stato di completo benessere fisico, mentale e sociale». È perfino impietoso insistere sul carattere tautologico di questa definizione. Cos’è benessere? bisognerebbe chiedere… E quando una persona può dire di essere in uno stato di benessere fisico, mentale e sociale &#8220;completo&#8221;? Non è la vita un fluire di situazioni diverse, in cui uno stato di malessere fisico può accompagnarsi a uno stato intenso di appagamento emotivo? Non si tratta di un processo in cui continuamente ci assestiamo su nuovi equilibri, tutti instabili, che si succedono l’uno all’altro proponendo nuove situazioni inaspettate?</p></blockquote>
<p>Cosa ci sia di meccanicistico nel definire &#8220;salute&#8221; &#8220;stato di benessere fisico, mentale e sociale&#8221;, lo sa solo Israel. Le macchine non hanno benessere, ma funzionalità, e non hanno alcuna attività mentale o sociale. Certo, metaforicamente possiamo parlare di benessere, ma è un giochino quasi infantile: applico alle macchine, in senso traslato, alcuni termini umani e poi, quando qualcuno applica questi termini, nel significato loro proprio, alle persone, dico che le tratta come macchine.</p>
<blockquote><p>Ho letto in più luoghi delle definizioni di bambino profondamente indicative al riguardo. Un bambino sarebbe un &#8220;essere che non è ancora completo&#8221;, un essere &#8220;sulla via di&#8221;. Ne consegue che esisterebbe uno stato di completezza e maturità dell’individuo adulto cui il bambino tende, mentre, in quanto tale, esso è ancora un essere incompleto, qualcosa in via di formazione verso l’obbiettivo.</p></blockquote>
<p>Ne consegue secondo Israel, ovviamente, non secondo la logica e il buon senso. Affermare che il bambino è &#8220;sulla via di&#8221; non significa che io, adulto, sono già arrivato e completo, esattamente come affermare che una persona è &#8220;sulla via di Milano&#8221; non significa che i milanesi non possono andare da nessuna parte.</p>
<blockquote><p>Essere bambini non è vivere una vita menomata o parziale, in attesa di conseguire quella &#8220;vera&#8221; o, peggio ancora, vivere una vita che ha come funzione e scopo la costruzione della vita &#8220;vera&#8221;. Un bambino non è una macchina in costruzione.</p></blockquote>
<p>Stesso giochino di prima, questa volta inverso. Si paragona la crescita e lo sviluppo di una persona con la costruzione, metaforica, di qualcosa, ad esempio una macchina. E poi si dice che bambino non è una macchina in costruzione: giusto, ma lo hai detto tu, e te lo abbiamo concesso solo come paragone.</p>
<blockquote><p>Ed ecco che arriva la scienza meccanicista, e con la sua indiscussa e temibile autorità, spazza via tutto e restaura una visione autoritaria del ruolo dei genitori che fa impallidire i rigori della famiglia patriarcale, mentre il pedagogisti di cui sopra si genuflettono. L’ingegneria genetica e le scienze (si fa per dire) della procreazione programmata conferiscono ai nuovi genitori democratici la possibilità, tra mille carezze e baci democratici, di determinare i figli secondo il loro piacimento e le loro più segrete idiosincrasie: promette loro il potere assoluto di scegliere il sesso, di farli biondi e con gli occhi azzurri, robusti e simpatici, mai depressi e soprattutto felici. Senza curarci di quel che essi veramente vorranno e cosa sarà per loro il conseguimento della felicità.</p></blockquote>
<p><img src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/robot.jpg" title="Due uomini meccanici" id="image409" alt="Due uomini meccanici" style="padding: 0.5em" align="left" height="201" width="301" />Eccoci all&#8217;argomento finale di Israel: le biotecnologie ci permettono, o permetteranno, di scegliere <em>tutto</em> dei figli, come adesso per le automobili o i computer. Anzi, forse avremo addirittura più libertà di scelta: non posso comprarmi un computer con il monitor da 18,46 pollici e una tastiera con 423 tasti, mentre simili limiti, per la onnipotente biotecnologia, non dovrebbero esistere.<br />
Per il bambino, tuttavia, nulla dovrebbe cambiare: avrebbe comunque avuto gli occhi e i capelli di un certo colore, e che questo sia stato scelto dai genitori o dal caso non cambia nulla. Sulla simpatia, la depressione e, soprattutto, la felicità, Israel è l&#8217;ultimo a doversi preoccupare: metà dell&#8217;intervento l&#8217;ha passata a dimostrare, come se qualcuno lo mettesse in dubbio, che le qualità umane non sono riconducibili alla meccanica, e quindi i genitori potranno anche desiderare un figlio mai depresso, ma non ci riusciranno, almeno non con la genetica. A meno che la felicità non sia <em>davvero</em> riducibile ad una semplice equazione meccanica, però in questo caso tutto il discorso viene meno: cosa c&#8217;è di pericolo nel considerare l&#8217;uomo una macchina, se lo è?<br />
Per i genitori, invece, il discorso cambia: quello che per loro era casuale, un evento fortuito, diventa determinabile e programmabile. Un cambiamento sociale da non sottovalutare, ma difficilmente pericoloso.</p>
<p>Il resto dell&#8217;intervento è una appassionata difesa della trascendenza della felicità da ogni riduzione materialistica. Israel è forse un po&#8217; troppo disinvolto, ma condivisibile quando scrive, ad esempio che &#8220;l’autentica felicità tocca il tema del rapporto con l’infinito&#8221;.</p>
<p><img src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/ascensore.jpg" alt="Ascensore" id="image408" title="Ascensore" style="padding: 0.5em" align="right" height="282" width="144" />Per concludere, tornerei su quello che Israel sembra definire il &#8220;peccato originale&#8221; delle biotecnologie e delle scienze in generale: la riduzione dell&#8217;uomo a una macchina. La riduzione, effettivamente, c&#8217;è ed è inutile negarlo. Non è tuttavia totale, non è un annichilimento completo: la medicina tratta l&#8217;uomo come una macchina ma solo in parte, perché i medici stringono la mano e parlano con i pazienti, attività surreali se svolte da un meccanico o da un carrozziere.<br />
Del resto, i primi a commettere questo peccato originale credo siano stati gli ascensoristi. Quando salite su un ascensore potete leggete qualcosa del tipo &#8220;portata massima 320 Kg o 4 persone&#8221;: in questo caso la riduzione è particolarmente <em>aberrante</em>, dal momento che l&#8217;essere umano viene paragonato non ad una macchina, ma ad una massa inerte, a qualcosa tipo un masso o un sacco di cemento.<br />
I primi ascensori risalgono alla seconda metà dell&#8217;Ottocento: vuoi vedere che, zitto zitto quatto quatto, è stata questa semplice invenzione, con la sua implicita ed agghiacciante riduzione dell&#8217;uomo a oggetto, la causa degli orrori del XX secolo?</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=406&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/uomini-e-macchine/' addthis:title='Uomini e macchine' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lestinto.it/articoli/uomini-e-macchine/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

