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	<title>L&#039;estinto &#187; Giovannino Guareschi</title>
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		<title>Prima classe</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jun 2007 18:28:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Giovannino Guareschi]]></category>
		<category><![CDATA[Lotta di classe]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/quarto_stato.jpg" title="Pellizza da Volpedo, Quarto Stato" alt="Pellizza da Volpedo, Quarto Stato" height="240" width="475" /></p>
<p>Come al solito, salgo su una delle ultime carrozze del treno, così a Milano Lambrate trovo subito il sottopasso che mi porta alla fermata del tram: trucchi da pendolare, si risparmiano anche cinque minuti. Ma questa mattina non devo scendere a Lambrate: la mia stazione sarà Milano Centrale, ed è meglio andare in una delle carrozze in testa al treno.<br />
Inizio ad attraversare il convoglio: alcune carrozze di seconda classe, un paio di prima e poi tutta seconda classe fino al locomotore.<span id="more-748"></span></p>
<p>In prima non ci sono né stranieri né valigie. Ma, a parte questo, non ci sono molte differenze tra i passeggeri di prima e quelli di seconda classe. Le facce sono le stesse: nelle due classi si alternano barbe incolte e volti perfettamente rasati, visi imbellettati dal trucco e naturali, pettinature perfette e ciuffi ribelli. Anche l&#8217;abbigliamento è identico: qualcuno è in giacca è e cravatta, la maggior parte ha vestiti leggeri, quelli usciti di casa quando c&#8217;era ancora il fresco della notte una giacca. Borse, borsette, ventiquattrore in pelle e zaini sono ugualmente diffusi nelle due classi e lo stesso vale per scarpe da ginnastica, mocassini e sandali.<br />
Sia in prima che in seconda classe si sonnecchia, si leggono libri e giornali, qualcuno usa il computer portatile.</p>
<p>Un giorno Giovannino Guareschi prese un treno per Brescello. Biglietto di prima classe, ovviamente. Se non erro, indossava  un paio di pantaloni di tela, dei sandali e una camicia mezze maniche: nel vederlo vestito così gli altri passeggeri pensavano a una carrozza declassata oppure a un passeggero di seconda o terza classe imboscato.<br />
Il viaggio di ritorno avvenne sempre in prima classe ma, siccome la moglie gli impose tutt&#8217;altro abbigliamento, nessuno ebbe da ridire, nonostante il biglietto acquistato fosse, per un malinteso, di seconda classe.</p>
<p>Oggi Guareschi non potrebbe più raccontare nulla di simile: i passeggeri di prima classe sono come quelli di seconda, prezzo del biglietto a parte.<br />
Forse è una vittoria dei trinariciuti comunisti: niente più differenze tra classi. Più probabilmente, chi viaggiava in prima classe ai tempi di Guareschi oggi non prende più il treno.<br />
Vale la pena evidenziare un paio di dettagli: i quotidiani della prima classe, a parte gli onnipresenti Corriere e Repubblica, sono <em>Il Sole 24 ore</em> e <em>Il Giornale</em>, quelli della seconda <em>Il Manifesto</em> e  <em>L&#8217;Unità</em>; il portatile in seconda classe serve per lavorare, in prima per guardare film e giocare. Qualcosa vorrà dire.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=748&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/prima-classe/' addthis:title='Prima classe' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il nome della bimba mai nata</title>
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		<pubDate>Tue, 29 May 2007 08:25:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri diversi]]></category>
		<category><![CDATA[Giovannino Guareschi]]></category>
		<category><![CDATA[Il Giornale]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Brambilla]]></category>
		<category><![CDATA[Persona]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Una delle accuse che si rivolgono agli antiabortisti è quella di essere contro i diritti delle donne. Secondo me è una accusa infondata: non necessariamente essere contrari all&#8217;aborto significa avere poca o nulla considerazione per le donne, non necessariamente chi vede negli embrioni dei soggetti portatori di diritti svaluta per questo i diritti delle donne. [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/il-nome-della-bimba-mai-nata/' addthis:title='Il nome della bimba mai nata' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una delle accuse che si rivolgono agli antiabortisti è quella di essere contro i diritti delle donne. Secondo me è una accusa infondata: non necessariamente essere contrari all&#8217;aborto significa avere poca o nulla considerazione per le donne, non necessariamente chi vede negli embrioni dei soggetti portatori di diritti svaluta per questo i diritti delle donne.</p>
<p>Chiarito questo, sarebbe gradita una maggiore attenzione da parte di chi, legittimamente, manifesta le proprie opinioni sui diritti degli embrioni. Michele Brambilla, ad esempio, avrebbe dovuto rileggere meglio il suo articolo per <em>Il Giornale</em> sul <a href="http://www.repubblica.it/2007/05/sezioni/cronaca/rapina-villa/rapina-villa/rapina-villa.html" title="Perugia, donna incinta uccisa durante una rapina in villa - cronaca - Repubblica.it">tragico omicidio</a> di Barbara Cicioni: <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=180839" title="ilGiornale.it - Il nome della bimba mai nata - n. 124 del 27-05-2007">Il nome della bimba mai nata</a>.<span id="more-742"></span></p>
<p>È bene leggere integralmente il finale dell&#8217;articolo:</p>
<blockquote><p>Viene in mente un racconto che Giovannino Guareschi scrisse nel 1967, un anno prima di morire. Si intitolava L&#8217;embrione, e ora è raccolto nel volume Baffo racconta. Parla di un uomo il quale, sospettando che la moglie lo tradisse, la uccise. Al processo venne riconosciuta l&#8217;attenuante del delitto d&#8217;onore, e l&#8217;uxoricida tornò in libertà, non senza gli applausi del pubblico. E però, un&#8217;ora dopo la fine dell&#8217;udienza, il giudice era nel suo ufficio e «sentì qualcuno tirargli l&#8217;orlo della toga». Chinatosi, il magistrato «vide che si trattava di un bambino piccolo piccolo, che pareva fatto d&#8217;aria». «Che cerchi?», domandò il giudice. «Cerco giustizia», rispose il piccolino. «Io sono il figlio dell&#8217;Esterina. Ammazzando mia madre, mio padre ha ammazzato anche me. E di questo si doveva pure tener conto!». «No, ragazzino. Non si può uccidere chi non è nato. Se un individuo non è nato, legalmente non esiste. Il codice parla chiaro: la capacità giuridica si acquista dal momento della nascita (&#8230;) Tu non hai nessun diritto da accampare perché non sei una persona fisica, tanto è vero che non sei nato!». «Però sono morto!». «E come può morire chi non è nato?». Il piccolino concluse sconsolato: «Visto in che razza di mondo avrei dovuto vivere, direi che mio padre mi ha reso un buon servizio».<br />
Così sarà anche per la povera piccola senza nome di Perugia: nessuno pagherà per la sua morte perché per il mondo dei nati i quasi nati non esistono, la «ragione» dice che una placenta e una pancia li escludono dalla realtà.<br />
Non ci sarà per lei un funerale, né una bara con un nome. Quel nome che solo se c&#8217;è un Dio le verrà restituito: «Il Signore dal seno materno mi ha chiamato, fino dal grembo di mia madre ha pronunziato il mio nome».</p></blockquote>
<p>Non voglio giudicare il racconto di Guareschi da questo breve riassunto, però la morale è aberrante: passi il delitto d&#8217;onore, passi uccidere una donna, ma l&#8217;embrione no, questo non si può tollerare! Nessuno pagherà per la morte della bambina senza nome solo se nessuno pagherà per la morte di Barbara, che mi sembra un evento sufficientemente grave. Sicuramente Brambilla intendeva <em>aggiungere</em> orrore all&#8217;orrore, riprovazione alla riprovazione. Però la citazione sembra, e sottolineo <em>sembra</em>, andare proprio lì: hanno ucciso una donna, va bene, capita, però era incinta di otto mesi, diamine, chi ha ucciso quella donna ha ucciso anche un bambino! Non può passarla liscia!</p>
<p>Curiosamente, mentre Michele Brambilla si affidava a Dio per dare un nome alla bimba, il <a href="http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/05_Maggio/28/donna_uccisa_feto_bimbo.shtml" title="«Viola è una bimba, non un feto. Deve stare tra le braccia della madre» - Corriere della Sera">Corriere della Sera</a> informava che la famiglia, più pragmaticamente, si è rivolta al giudice per poter celebrare un doppio funerale e poter seppellire la bimba senza nome, che in realtà un nome lo ha: Viola, vicino alla madre.<br />
Vale la pena leggere l&#8217;inizio dell&#8217;articolo di Brambilla: «<span class="xtesto_notizie">Invano sfogliando i giornali di ieri abbiamo cercato un nome: quello della bimba che Barbara Cicioni portava in grembo</span>». Ecco, bastava aspettare un altro giorno, e avrebbe trovato quel nome.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=742&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/il-nome-della-bimba-mai-nata/' addthis:title='Il nome della bimba mai nata' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Contrordine compagni!</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2007 12:26:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spilli]]></category>
		<category><![CDATA[Giovannino Guareschi]]></category>
		<category><![CDATA[L'Unità]]></category>
		<category><![CDATA[Memoria]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando i comunisti facevano davvero comunisti e non i presidenti della camera, Giovannino Guareschi si divertiva, sulle pagine di Candido, a prendere in giro la loro «obbedienza cieca pronta assoluta» al partito. Le vignette della serie &#8220;contrordine compagni&#8221; rappresentano le surreali conseguenze di chi obbedisce ciecamente a quello che legge su l&#8217;Unità. I correttori di [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/contrordine-compagni/' addthis:title='Contrordine compagni!' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando i comunisti facevano davvero comunisti e non i presidenti della camera, Giovannino Guareschi si divertiva, sulle pagine di <em>Candido</em>, a prendere in giro la loro «obbedienza cieca pronta assoluta» al partito.</p>
<p>Le vignette della serie &#8220;contrordine compagni&#8221; rappresentano le surreali conseguenze di chi obbedisce ciecamente a quello che legge su <em>l&#8217;Unità</em>. I correttori di bozze non sono sempre vigili, e può capitare che un &#8220;asilo infantile&#8221; si trasformi in &#8220;<strong>asino</strong> infantile&#8221;:</p>
<p><img src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/guareschi.jpg" style="width: 419px; height: 278px" alt="Contrordine compagni!" class="imageframe" /></p>
<blockquote><p>Contrordine compagni! La frase pubblicata sull&#8217;Unità: &#8220;Per controbattere la delittuosa propaganda clericale, ogni sezione provveda a creare un asino infantile&#8221;, contiene un errore di stampa e pertanto va letta: &#8220;&#8230;provveda a creare un asilo infantile&#8221;.</p></blockquote>
<p>Mi sono venute in mente queste vignette di Guareschi mentre leggevo i <a href="http://psicocafe.blogosfere.it/2007/03/la-posizione-del-corpo-nello-spazio-aiuta-a-ricordare.html" title="Psicocafé - La posizione del corpo nello spazio aiuta a ricordare.">risultati</a> di una ricerca effettuata presso la Florida State University: <strong>le posizioni del corpo possono influenzare i processi mnemonici</strong>.</p>
<p>Ma come, i neuroscienziati non erano tutti convinti che l&#8217;uomo si identificasse con il <a href="http://www.lestinto.it/articoli/coscienza-e-emozioni/" title="L’estinto » Coscienza e emozioni">cervello</a>, imponendo così una visione semplificata dell&#8217;uomo?<br />
Contrordine, compagni filosofi?</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=673&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/contrordine-compagni/' addthis:title='Contrordine compagni!' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il discorso di Giuseppe Bottazzi</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jul 2006 20:54:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Giovannino Guareschi]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Il nome di Giuseppe Bottazzi, ai più, potrebbe non dire nulla, e allora meglio chiamarlo con il soprannome che lo ha reso celebre: Peppone. Nel film Don Camillo e l&#8217;onorevole Peppone, il sindaco comunista di Brescello si candida come deputato alle imminenti elezioni. Una delle scene migliori del film è il discorso conclusivo della campagna [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/il-discorso-di-giuseppe-bottazzi/' addthis:title='Il discorso di Giuseppe Bottazzi' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nome di Giuseppe Bottazzi, ai più, potrebbe non dire nulla, e allora meglio chiamarlo con il soprannome che lo ha reso celebre: Peppone.<br />
Nel film <em>Don Camillo e l&#8217;onorevole Peppone</em>, il sindaco comunista di Brescello si candida come deputato alle imminenti elezioni.<br />
Una delle scene migliori del film è il discorso conclusivo della campagna elettorale, ovviamente intralciato dal perfido don Camillo, che decide di sabotare l&#8217;intervento di Peppone.<span id="more-343"></span></p>
<blockquote><p>Cittadini lavoratori! (<em>applausi</em>)</p>
<p>Prima di presentarvi il compagno indipendente avvocato Cerratini (<em>applausi</em>) voglio dire due parole alla reazione clericale, atlantica e guerrafondaia che tutti ben conosciamo (<em>applausi</em>), a quegli sporchi corvi neri che parlano di patria, di sacri confini minacciati e di altre balle nazionaliste che la Patria siamo noi, la Patria è il Popolo!</p>
<p>E questo popolo non combatterà mai contro il glorioso Paese del socialismo che porterà al nostro proletariato oppresso la libertà e la giustizia! (<em>applausi</em>)<br />
E voi giovani che andate nelle barbare caserme, direte a coloro che tentano di armarvi e di usarvi per i loro sporchi interessi, direte a coloro che diffamavo i lavoratori…<br />
(<em>Dal campanile della chiesa di Don Camillo si levano le note della </em><em>Canzone del Piave</em>)<br />
…direte ai calunniatori del Popolo, direte che i vostri padri…<br />
(<em>Gli occhi di Peppone iniziano a farsi lucidi</em>)<br />
…hanno difeso la Patria dal barbaro invasore che minacciava i sacri confini e che noi del ’99 che abbiamo combattuto sul Monte Grappa, sulle pietraie del Carso e sul Piave saremo sempre quelli di allora e che quando tuona il cannone è la voce della Patri che chiama e noi risponderemo &#8220;Presente!&#8221;.<br />
(<em>Don Camillo dalla torre campanaria si mette sull’attenti e sussurra &#8220;Presente!&#8221;</em>)<br />
Noi vecchi che abbiamo sul petto le medaglie al valore conquistate sul campo di battaglia ci troveremo come allora a fianco dei giovani e combatteremo sempre ed ovunque, getteremo l’anima oltre l’ostacolo e difenderemo i sacri confini d’Italia contro qualsiasi nemico, dell’Occidente e dell’Oriente, per la difesa del Paese e al solo scopo del bene indissolubile del Re e della Patria!<br />
Viva la Repubblica, viva l’Esercito! (<em>applausi</em>)</p></blockquote>
<p>Cosa è successo?<br />
La <em>Canzone del Piave</em> ha risvegliato in Peppone l&#8217;amore per la Patria (la maiuscola, in questo caso, è d&#8217;obbligo) e per i Sacri Confini da difendere &#8220;gettando l&#8217;anima oltre l&#8217;ostacolo&#8221;.<br />
Retorica a parte, don Camillo, con la <em>canzone del Piave</em>, ha cancellato, almeno provvisoriamente, le differenze e le diffidenze: ha unito grazie alla paura del nemico, da combattere sempre, che venga da Occidente oppure da Oriente, che sia ideologicamente vicino oppure lontano.<br />
È questo l&#8217;enorme <em>potere aggregativo</em> che ha la figura del nemico.</p>
<p>Guareschi evoca questo immenso potere ricorrendo semplicemente alle note di una canzone.<br />
<img src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/doncamillopeppone.jpg" style="padding: 0.5em; float: left" alt="Don Camillo e Peppone" id="image345" height="153" width="114" /> E se il nemico, lo straniero, avesse <em>veramente</em> invaso la Patria? Se la minaccia fosse <em>reale</em>, se le città fossero <em>davvero</em> bombardate dal nemico?<br />
È facile immaginare la risposta: Peppone non si sarebbe limitato ad un discorso retorico, e i suoi compagni non si sarebbero limitati ad applaudire. Armi in pugno, si sarebbero uniti ai vecchi rivali, ai democristiani, ai monarchici, forse persino ai fascisti, per fronteggiare la nuova minaccia, per lottare contro il nuovo nemico.<br />
Comprensibile.</p>
<p>Missili e bombe hanno anche questo effetto: allontanare chi è ideologicamente vicino a noi, avvicinare che è ideologicamente lontano.<br />
Tutto ciò è conosciuto da coloro che aprono le ostilità verso una nazione straniera?<br />
Hezbollah e l&#8217;esercito israeliano conoscono questo semplice, e potente, meccanismo?</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=343&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/il-discorso-di-giuseppe-bottazzi/' addthis:title='Il discorso di Giuseppe Bottazzi' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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