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	<title>L&#039;estinto &#187; Giuliano Ferrara</title>
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		<title>Big Bigotto</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 11:27:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spilli]]></category>
		<category><![CDATA[Giuliano Ferrara]]></category>
		<category><![CDATA[Sylvie Coyaud]]></category>

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		<description><![CDATA[La vulcanica (dopo averla vista al Festival della Scienza di Genova non so come altro definirla) Sylvie Coyaud a proposito della Lista per la vita di Giuliano Ferrara: Sempre in tema di sofferenza, ammiro il programma elettorale di Giuliano Ferrara: no all’aborto, al preservativo, agli anticoncezionali, a ogni posizione che non sia del missionario. Però [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/big-bigotto/' addthis:title='Big Bigotto' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La vulcanica (dopo averla vista al Festival della Scienza di Genova non so come altro definirla) <a href="http://ocasapiens.blog.dweb.repubblica.it/2008/02/13/preghiera-laica-battaglia-cristiana/" title="Dweb | Blog » Preghiera laica, battaglia cristiana">Sylvie Coyaud</a> a proposito della <a href="http://www.corriere.it/politica/08_febbraio_12/ferrara_elezioni_832b3460-d932-11dc-8c3c-0003ba99c667.shtml" title="Ferrara: mi candido con la Lista per la vita E corro anche da solo Corriere della Sera">Lista per la vita</a> di Giuliano Ferrara:</p>
<blockquote><p>Sempre in tema di sofferenza, ammiro il programma elettorale di Giuliano Ferrara: no all’aborto, al preservativo, agli anticoncezionali, a ogni posizione che non sia del missionario. Però nella sua, aggiungerei un no ai test di paternità. Un 8% di elettori misogini e sessuofobi si trovano di sicuro, ma tutti milionari?</p></blockquote>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=1035&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/big-bigotto/' addthis:title='Big Bigotto' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Dimenticare lo stato</title>
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		<pubDate>Sat, 22 Dec 2007 23:33:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri diversi]]></category>
		<category><![CDATA[Aborto]]></category>
		<category><![CDATA[Bioetica]]></category>
		<category><![CDATA[Giuliano Ferrara]]></category>
		<category><![CDATA[Pena di morte]]></category>

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		<description><![CDATA[Giuliano Ferrara ha deciso di proporre una moratoria per l&#8217;aborto: Questo è un appello alle buone coscienze che gioiscono per la moratoria sulla pena di morte nel mondo, votata ieri all&#8217;Onu da 104 paesi. Rallegriamoci, e facciamo una moratoria per gli aborti. Infatti per ogni pena di morte comminata a un essere umano vivente ci [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/dimenticare-lo-stato/' addthis:title='Dimenticare lo stato' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.la7.it/blog/post_dettaglio.asp?idblog=GIULIANO_FERRARA_-_Gli_editoriali_11&amp;id=1521" title="Appello, ora la moratoria per l’aborto - GIULIANO FERRARA - Gli editoriali - blog LA7.it">Giuliano Ferrara</a> ha deciso di proporre una moratoria per l&#8217;aborto:</p>
<blockquote><p>Questo è un appello alle buone coscienze che gioiscono per la moratoria sulla pena di morte nel mondo, votata ieri all&#8217;Onu da 104 paesi. Rallegriamoci, e facciamo una moratoria per gli aborti. Infatti per ogni pena di morte comminata a un essere umano vivente ci sono mille, diecimila, centomila, milioni di aborti comminati a esseri umani viventi […].</p></blockquote>
<p>Il discorso di Ferrara si basa quasi integralmente sul parallelismo tra la pena di morte e quella che, riprendendo <a href="http://www.fratelloembrione.it/moratoria/" title="MORATORIA UNIVERSALE PER L’ABOLIZIONE DELLA PENA DI ABORTO">una proposta simile</a>, potremmo chiamare <strong>pena di aborto</strong>. Una analogia che sembra presentare più di un problema.<span id="more-974"></span></p>
<p><a href="http://www.lestinto.it/wp-content/img/camera-a-gas.jpg" rel="lightbox[pics-1198362163]" title="Camera a gas"><img src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/camera-a-gas.thumbnail.jpg" alt="Camera a gas" align="right" height="300" width="203" /></a>Innanzitutto un simile confronto ha senso <em>unicamente se l&#8217;embrione è una persona</em>. Ferrara, ovviamente, la pensa così, ed è liberissimo di farlo, anche se così si ritrova costretto ad accennare a un anacronistico determinismo genetico (quando tira in ballo «la propria struttura cromosomica»). Tuttavia, dal momento che questa è una posizione non condivisa da tutti, sarebbe stato più corretto riconoscerlo fin dall&#8217;inizio: «se l&#8217;embrione è una persona, e per alcuni non lo è, eccetera».<br />
Questa è ovviamente una questione di forma, non di sostanza, e la si può quindi tranquillamente ignorare.</p>
<p>Più problematica è la seconda obiezione: la pena di morte è una punizione comminata, legalmente, da uno stato, mentre l&#8217;aborto è una possibilità lasciata ai cittadini.<br />
Ferrara sembra dimenticarsi del diverso ruolo dello stato nei due casi: nel primo lo stato dispone in prima persona della vita di alcuni cittadini, nel secondo, ovviamente sempre ammettendo che l&#8217;embrione sia una persona come le altre, lascia ad alcuni soggetti ben definiti, le donne durante la gravidanza, possano uccidere l&#8217;embrione che ospitano (ammesso che abbia senso considerare il corpo della donna uno spazio pubblico, come fa <a href="http://malvino.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1725333" title="malvino.ilcannocchiale.it  - Album">giustamente notare Malvino</a>).<br />
Per Ferrara non c&#8217;è differenza tra un uomo che entra in una camera a gas e una donna che entra in una sala operatoria per abortire: il fatto che nel primo caso sia lo stato a condannare l&#8217;uomo alla pena capitale, mentre nel secondo caso si tratti di una libera scelta della donna, è evidentemente una circostanza trascurabile.</p>
<p>Se proprio vogliamo tracciare un parallelo per l&#8217;aborto, non è alla pena di morte che occorrerebbe rivolgersi, ma alla <em>legittima difesa</em>: in entrambi i casi lo stato permette che un cittadino ne uccida un altro, eventualmente agevolando questo evento, ad esempio ponendo poche limitazioni al possesso di armi da fuoco.</p>
<p>Proporre una moratoria per l&#8217;aborto subito dopo la moratoria per la pena di morte mi sembra essere soltanto una mossa retorica e <strong>potenzialmente pericolosa</strong> in quanto sembra completamente dimenticare la differenza tra una azione, per quanto sbagliata possa essere, liberamente scelta da un cittadino e una azione imposta dallo stato.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=974&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/dimenticare-lo-stato/' addthis:title='Dimenticare lo stato' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Dubbi incomprensibili</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Aug 2006 09:32:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri diversi]]></category>
		<category><![CDATA[Dubbio]]></category>
		<category><![CDATA[Fede]]></category>
		<category><![CDATA[Giuliano Ferrara]]></category>
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		<description><![CDATA[Giuliano Ferrara, il noto giornalista italiano, è stato invitato al Meeting di Comunione e Liberazione del 2005. L&#8217;editore Solfanelli pubblica adesso il testo del suo intervento, insieme ad altri due saggi intitolati Noi &#8220;atei devoti&#8221; insofferenti del laicismo e In che senso e perché adesso Machiavelli deve convertirsi. Il titolo del libricino è Non dubitare [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/dubbi-incomprensibili/' addthis:title='Dubbi incomprensibili' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giuliano Ferrara, il noto giornalista italiano, è stato invitato al Meeting di Comunione e Liberazione del 2005. L&#8217;editore Solfanelli pubblica adesso il testo del suo intervento, insieme ad altri due saggi intitolati <em>Noi &#8220;atei devoti&#8221; insofferenti del laicismo</em> e <em>In che senso e perché adesso Machiavelli deve convertirsi</em>.</p>
<p>Il titolo del libricino è <em>Non dubitare contro la religione laicista</em>, in riferimento ad uno dei temi dell&#8217;ultimo capitolo: la necessitò di rinunciare al dubbio sistematico tipico dell&#8217;etica laica.<br />
Questo è comunque solo uno degli aspetti della complicata analisi di Ferrara, il cui nodo principale è una lunga e accalorata critica a quello che si può chiamare <em>laicismo ideologico</em>.</p>
<p><span id="more-384"></span></p>
<h3>Laicismo ideologico</h3>
<p>Cosa è il laicismo ideologico?<br />
Vediamo come lo caratterizza Ferrara in alcuni passaggi del testo:</p>
<blockquote><p>[…] La riduzione del liberalismo moderno a ideologia unidimensionale, al secolarismo non come neutralità tra le religioni e le filosofie dell&#8217;esistenza bensì come separazione e conflitto tra etica pubblica e religione privata. […] La libertà civile negata dal secolarismo postmoderno fattosi ideologia, storicismo radicale, relativismo assoluto e pensiero unico desiderante, linguaggio e metodo che sostituiscono la realtà e la sua riflessione razionale […] (pag. 11).</p>
<p>[…] La ragione strumentale, la ragione che non è più nutrita, non di religione, non di rivelazione, ma nemmeno di un senso metafisico, ontologico, filosofico, di ciò che siamo e di ciò che significhiamo […] (pag. 25).</p></blockquote>
<h3><img src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/nondubitare.jpg" alt="Giuliano Ferrara, Non dubitare" id="image383" title="Giuliano Ferrara, Non dubitare" style="padding: 0.5em" align="right" /></h3>
<p>Qui si può ammirare appieno la prosa di Ferrara: una rapida sequenza di parole tutt&#8217;altro che coerente il cui scopo è dare una parvenza di argomentazione.<br />
&#8220;Secolarismo postmoderno desiderante&#8221;, &#8220;ideologia unidimensionale&#8221; e &#8220;relativismo assoluto&#8221; sono bellissimi termini che ricordano le improbabili armi dei cartoni animati giapponesi, come la &#8220;alabarda spaziale&#8221;, i &#8220;boomerang elettronici&#8221; e il &#8220;tuono spaziale&#8221;.</p>
<p>Dietro queste parole, comunque, una argomentazione c&#8217;è, anche se ben nascosta, che si può così sintetizzare: lo stato laico ha espulso la dimensione religiosa; uno stato non può sopravvivere senza valori; per sopravvivere, lo stato laico diventa laicista erigendo il relativismo a valore religioso (il relativismo assoluto); il laicismo tende a sostituire la religione e a limitare la libertà.<br />
La cura proposta da Ferrara è semplice: rinunciare al relativismo assoluto, limitare il dubbio abbracciando i valori religiosi o almeno assegnando loro uno spazio importante all&#8217;interno della società civile.</p>
<h3>Fede, dubbio e laicità</h3>
<p>L&#8217;indole relativista porterebbe a pensare che, forse, su temi come il rapporto tra fede e dubbio e tra religione e società laica i vari partecipanti al meeting di CL ne sanno più dell&#8217;autore andando, con umiltà, a mettere in discussione le proprie certezze sull&#8217;argomento.  Ma non si vuole cedere a questa pericolosa deriva relativista e pertanto, a malincuore, si afferma con decisione: &#8220;Ferrara non ha capito un cazzo! E neppure i partecipanti all&#8217;incontro, a meno che non abbiano taciuto per cortesia&#8221;.<br />
Ma andiamo con ordine.</p>
<p>Ferrara presume che chi ha fede non conosce il dubbio. È semmai vero il contrario: <em>chi non conosce il dubbio non può avere fede</em>.<br />
Senza dubbio la fede è in realtà semplice quieto vivere: la fede richiede tribolazione e quindi dubbio. Nei Vangeli Pietro dubita non poco, rimediando anche figure barbine: ad esempio quando, spaventato dalla tempesta, non riesce a camminare sulle acque (Mt 14, 28-31). E questo San Pietro, non un Giuliano Ferrara qualunque, con rispetto parlando.<br />
Se non è messa in discussione con sincerità, e ovviamente riaffermata con la stessa sincerità, non è vera fede.</p>
<p>Nel discorso di Ferrara vi è un&#8217;altra confusione imbarazzante: quella tra regole del gioco e svolgimento del gioco (grosso modo, ma molto grosso, è anche la differenza tra stato e società).<br />
La distinzione, come tutte le distinzioni, è labile e mutevole ma, per quanto <em>di fatto</em> possa risultarne difficile l&#8217;applicazione, rimane comunque valida <em>di principio</em> ed è quindi errato non tenerne conto.</p>
<p>Come non è un problema che le regole del gioco non contengano indicazioni sulla strategia da seguire (le regole degli scacchi non prescrivono <em>quando</em> effettuare un arrocco, le regole del calcio non prevedono se sia meglio la marcatura a uomo o a zona), così non è un problema che lo stato laico sia privo di valori.<br />
Le regole, è persino banale dirlo, <em>regolano</em> il gioco, non lo determinano. Similmente, lo stato non deve e non può determinare la società, ma semplicemente regolarne lo svolgimento.<br />
Se, come sembra sostenere Ferrara, lo stato ha abbracciato alcuni valori, o addirittura ne ha costruiti di nuovi, la soluzione non è un ritorno alla tradizione della chiesa e della religione: lo stato deve vivere <em>senza valori</em>.</p>
<p>La distinzione, si è detto, è labile, ed è inoltre possibile che alcuni comportamenti, pur non essendo esplicitamente contro le regole, mettano in pericolo l&#8217;esistenza del gioco. In questo caso è ovviamente necessario cambiare le regole, tuttavia tenendo sempre presente il principio di neutralità sopra espresso.<br />
I matrimoni omosessuali, l&#8217;aborto e la genetica sono tre &#8220;campi di battaglia&#8221; proposti da Ferrara, tre temi sui quali il relativismo assoluto desiderante mette in pericolo la società. È indubbio che su questi temi sia in corso una trasformazione della società ma, se per Ferrara si vanno affermando dei comportamenti dannosi e ne vuole proporre la limitazione o la proibizione, dovrebbe prima di tutto <em>dimostrare</em> la dannosità di questi comportamenti al di là di qualsiasi dubbio ragionevole, non limitarsi a sostenerne la incompatibilità con alcuni valori o punti di vista privilegiati (oltretutto sulla genetica Ferrara sembra avere le idee abbastanza confuse su cosa sia realmente possibile e quali effetti possa realmente avere sull&#8217;uomo, ma questo è un altro discorso).</p>
<h3>Disegno intelligente</h3>
<p>Vediamo una delle manifestazioni del laicismo ideologico: Darwin eletto a idolo e l&#8217;evoluzionismo a nuova religione.</p>
<blockquote><p>Oggi c&#8217;è una grande discussione sul darwinismo, sull&#8217;evoluzionismo, e molta gente, anche molto colta, istruita, scientificamente molto preparata, sostiene che a occhio e croce nel modo in cui esiste e gira il mondo da noi conosciuto si vede la traccia di un disegno intelligente.<br />
Per esempio questo nostro stare insieme qui, aver scelto di vederci, di parlarci, di esercitare la funzione e la libertà del linguaggio, per dirci delle cose, per comunicarci delle cose, ha un senso, un significato, è un elemento della realtà; ed ha un senso ed un significato perché è parte di una funzione, vocazione, posizione, degli uomini, delle donne, dei ragazzi, che non è riducibile al caso, né tanto meno alla necessità.</p></blockquote>
<p>Commuove il fatto che gente molto colta e scientificamente molto preparata sostenga qualcosa &#8220;a occhio e croce&#8221;, ma non è certo questo il punto  centrale dell&#8217;argomentazione di Ferrara, che si riassume così: &#8220;il meeting di CL e, soprattutto, la mia presenza al meeting sono qualcosa di inspiegabile secondo Darwin: può essere stato solo Dio a farmi così intelligente&#8221;.<br />
Di fronte a una simile argomentazione, non vale nemmeno la pena osservare che un conto è la descrizione (&#8220;gli occhiali si appoggiano al naso&#8221;) e un altro è la spiegazione causale (&#8220;il naso è stato creato perché vi si appoggino gli occhiali&#8221;). Inezie.</p>
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