<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>L&#039;estinto &#187; Guerra</title>
	<atom:link href="http://www.lestinto.it/archivi/argomenti/guerra/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.lestinto.it</link>
	<description>I&#039;ll teach you differences</description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 Feb 2012 14:13:05 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Di uova e di frittate</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/di-uova-e-di-frittate/</link>
		<comments>http://www.lestinto.it/articoli/di-uova-e-di-frittate/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 01 May 2011 21:07:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spilli]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lestinto.it/articoli/di-uova-e-di-frittate/</guid>
		<description><![CDATA[Non si possono fare le frittate senza rompere le uova. I tre nipotini di Gheddafi, forse rimasti uccisi insieme a uno dei figli del rais, sono delle uova che ad alcuni dispiacerà veder rotte, ma era prevedibile. Se vuoi la frittata, devi rompere le uova. Non puoi sorprenderti se vedi il cuoco armeggiare con i [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/di-uova-e-di-frittate/' addthis:title='Di uova e di frittate' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non si possono fare le frittate senza rompere le uova.</p>
<p>I tre nipotini di Gheddafi, forse rimasti uccisi insieme a uno dei figli del rais, sono delle uova che ad alcuni dispiacerà veder rotte, ma era prevedibile.<br />
Se vuoi la frittata, devi rompere le uova. Non puoi sorprenderti se vedi il cuoco armeggiare con i gusci.</p>
<p>La colpa, insomma, non è di chi sta bombardando: loro fanno quello che è stato chiesto loro di fare. Fanno il loro lavoro.<br />
La colpa, se mai, è di chi sostiene che gli effetti collaterali siano evitabili. Questi raccontano che si possono cucinare le frittate lasciando intatte le uova, e lo fanno non perché ci credono, ma perché così, di fronte ai gusci rotti, possono dire che loro non ne sapevano nulla.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=3131&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/di-uova-e-di-frittate/' addthis:title='Di uova e di frittate' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lestinto.it/articoli/di-uova-e-di-frittate/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fuoco amico</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/fuoco-amico/</link>
		<comments>http://www.lestinto.it/articoli/fuoco-amico/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 14:30:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Adam Smith]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lestinto.it/?p=2421</guid>
		<description><![CDATA[Alcuni giorni fa alcuni soldati italiani sono rimasti uccisi in Afghanistan: funerali di stato, lutto nazionale, numerose manifestazioni di cordoglio. Queste manifestazioni hanno un curioso effetto collaterale. Il primo ad accorgersene, se non erro, fu Adam Smith. Nel suo La ricchezza delle nazioni scrive: Ciò che un soldato semplice può perdere è abbastanza ovvio. Nonostante [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/fuoco-amico/' addthis:title='Fuoco amico' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni giorni fa alcuni soldati italiani sono rimasti uccisi in Afghanistan: funerali di stato, lutto nazionale, numerose manifestazioni di cordoglio.</p>
<p>Queste manifestazioni hanno un curioso effetto collaterale.<span id="more-2421"></span><br />
Il primo ad accorgersene, se non erro, fu Adam Smith. Nel suo <em>La ricchezza delle nazioni</em> scrive:</p>
<blockquote><p>Ciò che un soldato semplice può perdere è abbastanza ovvio. Nonostante il pericolo, tuttavia, i giovani volontari non si arruolano così numerosi come all&#8217;inizio di una nuova guerra; e anche se le possibilità di avanzamento sono scarse, essi si immaginano, nelle loro fantasie, mille occasioni per guadagnare gloria e distinguersi, occasioni che non si verificheranno mai. Queste romantiche speranze coprono l&#8217;intero prezzo del loro sangue. La loro retribuzione è inferiore di quella degli operai comuni, mentre le loro fatiche sono decisamente maggiori.</p>
<p>What a common soldier may lose is obvious enough. Without regarding the danger, however, young volunteers never enlist so readily as at the beginning of a new war; and though they have scarce any chance of preferment, they figure to themselves, in their youthful fancies, a thousand occasions of acquiring honour and distinction which never occur. These romantic hopes make the whole price of their blood. Their pay is less than that of common labourers, and in actual service their fatigues are much greater.</p>
<p>Adam Smith, <em>La ricchezza delle nazioni</em>, Libro I, Capitolo V, traduzione (pessima) mia.</p></blockquote>
<p>In poche parole, tributare molto onore ai soldati caduti in battaglia equivale ad abbassare loro lo stipendio, in quanto l&#8217;onore guadagnato in battaglia ha un valore che viene, per un processo &#8220;a mano invisibile&#8221;, sottratto dalle paghe dei soldati.</p>
<p>Fosse per me, i soldati guadagnerebbero almeno il doppio.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=2421&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/fuoco-amico/' addthis:title='Fuoco amico' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lestinto.it/articoli/fuoco-amico/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sempre meglio che bombardarli</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/sempre-meglio-che-bombardarli/</link>
		<comments>http://www.lestinto.it/articoli/sempre-meglio-che-bombardarli/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 25 Aug 2008 16:30:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dialoghi filosofici]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[Cox & Forkum]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Olimpiadi 2008]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lestinto.it/?p=1256</guid>
		<description><![CDATA[Alpha -leggendo il giornale: È una vergogna! Beta: Sono d&#8217;accordo, è una vergogna! Alpha: &#8230; Beta: Di preciso, cosa è una vergogna? Alpha: Questa storia delle Cina: siccome sono una nazione potenzialmente ricca, allora non facciamo nulla, non protestiamo per il Tibet, facciamo finta di nulla sulle violazioni dei diritti umani, quando ci parlano di [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/sempre-meglio-che-bombardarli/' addthis:title='Sempre meglio che bombardarli' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Alpha</strong> -<em>leggendo il giornale</em>: È una vergogna!</p>
<p><strong>Beta</strong>: Sono d&#8217;accordo, è una vergogna!</p>
<p><strong>Alpha</strong>: &#8230;</p>
<p><strong>Beta</strong>: Di preciso, <em>cosa</em> è una vergogna?</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Questa storia delle Cina: siccome sono una nazione potenzialmente ricca, allora non facciamo nulla, non protestiamo per il Tibet, facciamo finta di nulla sulle violazioni dei diritti umani, quando ci parlano di campi di prigionia cinesi, i terribili laogai che nulla hanno da invidiare ai gulag sovietici, giriamo la testa dall&#8217;altra parte&#8230;</p>
<p><strong>Beta</strong>: E immagino che le Olimpiadi siano un altro motivo di arrabbiatura.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Sì, certo. Mi ricordano tanto le Olimpiadi di Berlino.<span id="more-1256"></span></p>
<p><strong>Beta</strong>: &#8230;</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Cosa c&#8217;è, non sei d&#8217;accordo? Sei uno di quelli che, per un po&#8217; di soldi, è disposto a chiudere un occhio, se non tutti e due?</p>
<p><strong>Beta</strong>: No no, stavo solo pensando ai due paralleli che hai appena tracciato.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Quali paralleli?</p>
<p><strong>Beta</strong>: Beh, tra la Cina di oggi e la Germania nazista, da una parte, e l&#8217;Unione Sovietica, dall&#8217;altra.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Erano entrambe nazioni nemiche della libertà e della democrazia, come la Cina di oggi.</p>
<p><strong>Beta</strong>: &#8230;</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Sei anche tu un nemico della libertà e della democrazia?</p>
<p><strong>Beta</strong>: Tranquillo: anche se lo fossi, non essendo una potenza economica o militare, potresti tranquillamente bombardarmi.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: &#8230;</p>
<p><strong>Beta</strong>: Sto scherzando.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Ah.</p>
<p><strong>Beta</strong>: Più seriamente, stavo pensando a quale sia la tattica migliore.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: La tattica migliore per cosa?</p>
<p><strong>Beta</strong>: Per sconfiggere quelli che chiami nemici della libertà e della democrazia. Adesso, lasciando da parte tutte le differenze (storiche, sociali, politiche, geografiche, eccetera) tra Germania nazista, Unione Sovietica e Cina e considerando tutte e tre queste nazioni dei nemici da sconfiggere, mi stavo appunto chiedendo quale sia il metodo migliore.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Il dialogo no di sicuro: dialogare con Hitler non mi sembra abbia avuto molto successo.</p>
<p><strong>Beta</strong>: Mentre la guerra avrebbe funzionato.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: &#8220;Ha&#8221;, non &#8220;avrebbe&#8221;. Direi che è innegabile,</p>
<p><strong>Beta</strong>: È anche innegabile che ci sono stati sessanta milioni di morti. E un intero continente distrutto.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: La libertà e la democrazia valgono molto di più.</p>
<p><strong>Beta</strong>: Trovo difficile pensare alla libertà o alla democrazia come qualcosa con un prezzo, soprattutto se la valuta sono le vite umane.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: &#8230;</p>
<p><strong>Beta</strong>: Comunque, anche ammettendo che 60 milioni di morti valgano la libertà e la democrazia, credo sia comunque sensato chiedersi se non ci siano offerte più economiche.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: ?</p>
<p><strong>Beta</strong>: Sto pensando ad altri sistemi, più economici, per far trionfare la libertà e la democrazia.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Ad esempio?</p>
<p><strong>Beta</strong>: Il Cremlino non è stato bombardato. L&#8217;Unione Sovietica è stata distrutta economicamente, non fisicamente.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Con la Cina non si sta facendo neppure questo.</p>
<p><strong>Beta</strong>: Forse perché anche questo sistema ha i suoi difetti. Meno morti (ma bisognerebbe contare i conflitti periferici: la Corea, il Vietnam, l&#8217;Afghanistan&#8230;), ma molto più tempo: dai sei anni della seconda guerra mondiale, agli oltre quaranta della guerra fredda. E una soluzione meno stabile: la crisi tra Russia e Georgia non mi ricorda molto la libertà e la democrazia.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Quindi?</p>
<p><strong>Beta</strong>: Forse con la Cina è il caso di provare un&#8217;altra strada.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Quale strada? Dargli tanti soldi?</p>
<p><strong>Beta</strong>: Guarda un po&#8217; questa vignetta:</p>
<div id="attachment_1255" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://www.lestinto.it/wp-content/img/051117breached-x.gif"><img class="size-full wp-image-1255" title="Cox &amp; Forkum: Breached" src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/051117breached-x.gif" alt="Cox &amp; Forkum: Breached" width="500" height="374" /></a><p class="wp-caption-text">Cox &amp; Forkum: Breached</p></div>
<p><strong>Alpha</strong>: Ehi, ma è di <a title="Cox &amp; Forkum: Breached" href="http://www.coxandforkum.com/archives/000715.html">Cox &amp; Forkum</a>, sono due autori di destra!</p>
<p><strong>Beta</strong>: Sì, credo si possano definire così. Ma lascia perdere i due autori, e guarda bene la vignetta. Forse la mia lettura è di parte, ma io ci leggo che la ricchezza è legata alla libertà economica ed entrambe lo sono alla libertà politica.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Arricchiamoli così, magari, forse, un giorno, chissà, diventeranno una democrazia?</p>
<p><strong>Beta</strong>: Sempre meglio che bombardarli. No?</p>
<p><strong>Alpha</strong>: &#8230;</p>
<p><strong>Beta</strong>: &#8230;</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Torno a leggere il mio giornale.</p>
<p><strong>Beta</strong>: Buona lettura.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=1256&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/sempre-meglio-che-bombardarli/' addthis:title='Sempre meglio che bombardarli' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lestinto.it/articoli/sempre-meglio-che-bombardarli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Problemi di complessità</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/problemi-di-complessita/</link>
		<comments>http://www.lestinto.it/articoli/problemi-di-complessita/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Apr 2007 21:35:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Complessità]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lestinto.it/articoli/problemi-di-complessita/</guid>
		<description><![CDATA[Il battito d’ali di una farfalla in Brasile può provocare un uragano in Texas. A volte la farfalla è a Pechino e l&#8217;uragano a New York, ma poco cambia: i fenomeni atmosferici sono complessi e quindi imprevedibili. Le ali della farfalla, comunque, non provocano nulla: non è la farfalla la causa dell&#8217;uragano, semplicemente non ha [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/problemi-di-complessita/' addthis:title='Problemi di complessità' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il battito d’ali di una farfalla in Brasile può provocare un uragano in Texas. A volte la farfalla è a Pechino e l&#8217;uragano a New York, ma poco cambia: i fenomeni atmosferici sono <em>complessi</em> e quindi imprevedibili. Le ali della farfalla, comunque, <a href="http://ecoalfabeta.blogosfere.it/2006/06/farfalle-uragan.html" title="Eco alfabeta - Farfalle uragani e matematica">non provocano nulla</a>: non è la farfalla la causa dell&#8217;uragano, semplicemente non ha senso parlare di causa per i fenomeni complessi.</p>
<p><a href="http://www.lestinto.it/wp-content/img/montegrappa.jpg" rel="lightbox[pics694]" title="Ossario di Cima Grappa"><img src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/montegrappa.jpg" title="Ossario di Cima Grappa" alt="Ossario di Cima Grappa" class="imageframe" align="right" height="220" width="292" /></a>È strano che, per esemplificare i fenomeni complessi, si tirino in ballo farfalle e uragani. Vi sono esempi decisamente più trasparenti e comprensibili.</p>
<p>Il battito d&#8217;ali: il 28 giugno del 1914 l&#8217;arciduca Francesco Ferdinando d&#8217;Austria, per avere un aspetto più marziale, si fece cucire addosso la divisa. Superfluo aggiungere che, in caso di ferita da arma da fuoco, una divisa aderente e praticamente impossibile da togliere non è d&#8217;aiuto per i primi soccorsi.<br />
L&#8217;uragano: i circa quindici milioni di morti della Grande Guerra, senza contare che i circa 50 milioni di morti causati dall&#8217;influenza spagnola, indubbiamente favorita dalla guerra.</p>
<p>L&#8217;uomo è molto più complesso degli uragani. Non è detto che sia un bene.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=694&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/problemi-di-complessita/' addthis:title='Problemi di complessità' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lestinto.it/articoli/problemi-di-complessita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il mondo in una mano</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/il-mondo-in-una-mano/</link>
		<comments>http://www.lestinto.it/articoli/il-mondo-in-una-mano/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Apr 2007 21:02:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spilli]]></category>
		<category><![CDATA[Darfur]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[Google Earth]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lestinto.it/articoli/il-mondo-in-una-mano/</guid>
		<description><![CDATA[Il bello di Google Earth è che permette l&#8217;impossibile. Questo geniale software realizza almeno un paio di assurdi filosofici. Innanzitutto permette di visualizzare il mondo come un oggetto. E non è poco: tutti a parlare del mondo come orizzonte di senso, come sfondo che mai diventa proscenio eccetera, arriva google e ti permette di vedere [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/il-mondo-in-una-mano/' addthis:title='Il mondo in una mano' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il bello di Google Earth è che permette l&#8217;impossibile.</p>
<p>Questo geniale software realizza almeno un paio di assurdi filosofici.<br />
Innanzitutto permette di visualizzare il mondo come un oggetto. E non è poco: tutti a parlare del mondo come orizzonte di senso, come sfondo che mai diventa proscenio eccetera, arriva google e ti permette di vedere il mondo davanti a te, due click del mouse e passi, senza soluzioni di continuità, dal mondo a casa tua.<br />
Google Earth è inoltre la famosa mappa dell&#8217;impero in scala 1:1, l&#8217;impossibile mappa grande quando ciò che rappresenta.</p>
<p>Vedo il mondo, dunque. E vedo anche quello che accade nel mondo. Apprendo da <a href="http://passineldeserto.blogosfere.it/2007/04/google-earth-svela-il-genocidio-del-darfur-quando-internet-puo-fare-vera-politica.html" title="Passi nel deserto - Google Earth svela il genocidio del Darfur: quando internet può fare ">Passi nel deserto</a> che da oggi nel cuore del mondo si <em>vede</em> una ferita aperta. Si vede, non semplicemente si sa, si conosce, si legge, si sente. Ed è uno strano vedere.</p>
<p>Lo sguardo può spingersi fino al singolo villaggio. E cercando maggiori informazioni, ci si imbatte in un curioso <em>No Name Available</em>. L&#8217;occhio può giustamente vedere anche quello che non ha un nome, che non ha ancora o più un nome.<span id="more-686"></span></p>
<p><a href="http://www.lestinto.it/wp-content/img/mondo-ferito.jpg" rel="lightbox[pics-1176407361]" title="La ferita nel mondo"><img src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/mondo-ferito.jpg" alt="La ferita nel mondo" class="imageframe imgalignleft" height="520" width="527" /></a></p>
<p><a href="http://www.lestinto.it/wp-content/img/darfur.jpg" rel="lightbox[pics-1176407361]" title="Darfur"><img src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/darfur.jpg" alt="Darfur" class="imageframe" height="418" width="527" /></a></p>
<p><a href="http://www.lestinto.it/wp-content/img/villaggio-senza-nome.jpg" rel="lightbox[pics-1176407361]" title="Villaggio senza nome"><img src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/villaggio-senza-nome.jpg" alt="Villaggio senza nome" class="imageframe" height="530" width="527" /></a></p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=686&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/il-mondo-in-una-mano/' addthis:title='Il mondo in una mano' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lestinto.it/articoli/il-mondo-in-una-mano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Guerre non convenzionali</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/guerre-non-convenzionali/</link>
		<comments>http://www.lestinto.it/articoli/guerre-non-convenzionali/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 25 Mar 2007 21:22:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri diversi]]></category>
		<category><![CDATA[Charles Sanders Peirce]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[John Wayne]]></category>
		<category><![CDATA[Linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Sherlock Holmes]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lestinto.it/articoli/guerre-non-convenzionali/</guid>
		<description><![CDATA[Max H. Fisch definì Charles Sanders Peirce &#8220;l&#8217;intellettuale più originale e più versatile che l&#8217;America abbia mai prodotto&#8221; (citato sul sito Charles S. Peirce Studies). I suoi interessi furono effettivamente molteplici e non stupisce troppo scoprire che si improvvisò, con ottimi risultati, detective. A raccontare tutto ciò sono Thomas A. Sebeok e Jean Umiker-Sebeok in [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/guerre-non-convenzionali/' addthis:title='Guerre non convenzionali' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Max H. Fisch definì Charles Sanders Peirce &#8220;l&#8217;intellettuale più originale e più versatile che l&#8217;America abbia mai prodotto&#8221; (citato sul sito <a href="http://www.peirce.org/life.html" title="Charles S. Peirce (1839-1914)">Charles S. Peirce Studies</a>).<br />
I suoi interessi furono effettivamente molteplici e non stupisce troppo scoprire che si improvvisò, con ottimi risultati, detective. A raccontare tutto ciò sono Thomas A. Sebeok e Jean Umiker-Sebeok in <em>&#8220;Voi conoscete il mio metodo&#8221;: un confronto fra Charles S. Peirce e Sherlock Holmes</em> (in U. Eco e T. A. Sebeok (a cura di); <em>Il segno dei tre</em>; Bompiani 1983).</p>
<p><img src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/peirce1.jpg" title="Charles Sanders Peirce" alt="Charles Sanders Peirce" class="imageframe" align="left" height="206" width="167" />Nel 1979 Peirce si imbarcò su un piroscafo per raggiungere New York. Sceso a terra in seguito ad un leggero malora, si accorse di aver lasciato in cabina il soprabito e un costoso orologio Tiffany, che ovviamente non trovò più al suo ritorno.<br />
Peirce si rivolse alla celebre agenzia investigativa Pinkerton che ricuperò, ad un banco di pegni, l&#8217;orologio senza la catena ma non riuscì a identificare il colpevole e neppure a trovare il soprabito.<span id="more-654"></span><br />
Peirce decise quindi di fare da solo, e si recò nell&#8217;abitazione del cameriere di colore che, affidandosi all&#8217;istinto, aveva fin da subito identificato come il ladro. È Peirce stesso, citato da Sebeok, a descrivere l&#8217;accaduto:</p>
<blockquote><p>Salii tre rampe di scale e bussai alla porta dell&#8217;appartamento. Venne ad aprire una donna di razza gialla; un&#8217;altra più o meno della stessa carnagione stava proprio dietro di lei, ed era senza cappello.<br />
Entrai e dissi: &#8220;Vostro marito finirà a Sing Sing per il furto del mio orologio. Ho saputo che la mia catena e il mio soprabito, anch&#8217;essi rubati, sono qui, e vado a prenderli.&#8221; Al che le due donne cominciarono a fare un gran baccano e minacciarono di andare a chiamare subito la polizia. Non ricordo con precisione cosa dissi, so soltanto che ero assolutamente calmo e dissi loro che si stavano sbagliando se pensavano di chiamare la polizia, perché ciò avrebbe peggiorato la situazione per l&#8217;uomo. Inoltre, siccome sapevo benissimo dov&#8217;erano la catena e il soprabito, li avrei presi prima che arrivasse la polizia… non vedevo nessun posto in quella stanza dove avrebbe potuto trovarsi la catena, e mi infilai in un&#8217;altra stanza. C&#8217;era poco mobilio, oltre a un letto matrimoniale e un baule di legno dall&#8217;altra parte del letto. Dissi: &#8220;La mia catena è in fondo a quel baule sotto i vestiti, e adesso la prendo…&#8221; Mi chinai e fortunatamente la serrature del baule era aperta.<br />
Tirati fuori i vestiti […] rinvenni […] la catena. Subito la attaccai al mio orologio, e nel farlo notai che la seconda donna (quella senza cappello) era scomparsa, nonostante il vivo interesse con cui aveva seguito tutti i miei gesti. &#8220;Adesso,&#8221; dissi, &#8220;resta solo da trovare il mio soprabito leggero.&#8221;[…] La donna allargò le braccia e disse: &#8220;Favorite pure e guardate dove vi pare…&#8221; Dissi io: &#8220;Vi sono grato, signora, perché lo straordinario cambiamento del vostro tono rispetto a quando cominciai a frugare nel baule, mi assicura che il cappotto non è qui…&#8221; Così uscii dall&#8217;appartamento e subito notai che ce n0era un altro sullo stesso pianerottolo:<br />
Anche se non ricordo con certezza, probabilmente ero convinto che la scomparsa dell&#8217;altra donna fosse collegata con la mia evidente determinazione di cercare il soprabito nell&#8217;appartamento da cui ero appena uscito. Di sicuro pensavo che l&#8217;altra dona non doveva abitare lontano. Tanto per cominciare bussai alla porta dell&#8217;altro appartamento. Vennero ad aprire due ragazze di razza gialle o simile. Alle loro spalle vidi un salotto dall&#8217;apparenza rispettabile con un bel pianoforte. E sul pianoforte c&#8217;era un bel pacco proprio della grandezza e della forma adatte a contenere il mio soprabito. Dissi: &#8220;Ho bussato perché c&#8217;è un pacco, qui, che mi appartiene; oh ecco, è quello là, lo prendo subito.&#8221; Così, gentilmente le spinsi da parte, presi il pacco, lo aprii, trovai il mio soprabito e lo indossai.</p></blockquote>
<p><img src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/livanov.jpg" title="Sherlock Holmes (Vasily Livanov)" alt="Sherlock Holmes (Vasily Livanov)" class="imageframe imgalignleft" align="right" height="244" width="174" />È difficile, nel leggere questa impresa di Peirce, non pensare a Sherlock Holmes, anche senza l&#8217;aiuto del titolo dell&#8217;articolo di Sebeok.<br />
Vi è una affinità tra il metodo investigativo e la semiotica: è quello che Carlo Ginzburg chiama <em>paradigma indiziario</em>, la capacità di leggere i segni, di formulare ipotesi, di scoprire le cause a partire dagli effetti.<br />
Il paradigma indiziario non riguarda solo la semiotica e l&#8217;investigazione criminale: secondo Ginzburg i primi ad occuparsi di indizi furono i cacciatori, seguiti dai <em>medici</em>. Gli indizi, i segni da leggere, sono in questo caso i sintomi, la conclusione è la diagnosi.</p>
<p>Non è un caso se Sir Arthur Conan Doyle, il creatore di Sherlock Holmes, si laureò in medicina.<br />
Peirce aveva anche lui una ottima conoscenza medica, tanto da semplificare il lavoro del suo dottore G. Alto Pobe:</p>
<blockquote><p>Quando arrivavo, spesso mi diceva tutti i suoi sintomi e la diagnosi della malattia. Poi mi diceva l&#8217;intera storia del trattamento medico di quella malattia. E poi mi diceva che cosa bisognava prescrivere a quel punto. Non si sbagliava mai.</p></blockquote>
<p>La semiotica, la medicina e le investigazioni criminali condividono lo stesso metodo, forse perché il segno, la malattia e il crimine sono eventi, in una qualche maniera, singoli e irripetibili, irrimediabilmente particolari e mai universali.</p>
<p>Da alcuni anni la medicina ha tuttavia cambiato metodo, o almeno linguaggio, appropriandosi della terminologia bellica. Già nel 1934 il British Medical Journal iniziò a parlare di guerra contro il cancro, lanciata poi in grande stile da Nixon nel 1971.<br />
<img src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/john_wayne1.jpg" title="Mike Kirby (John Wayne)" alt="Mike Kirby (John Wayne)" class="imageframe imgalignleft" align="left" height="245" width="191" /> La medicina è passata dal volto di Vasily Livanov, uno dei più noti interpreti di Holmes, a quello di John Wayne, il colonnello Mike Kirby di <em>Berretti Verdi</em>.<br />
Si tratta di semplici metafore, è chiaro. Tuttavia il linguaggio utilizzato influenza non poco la percezione dei fenomeni: costruisce un quadro dal quale è ovviamente possibile uscire, ma che comunque tende a guidare una determinata lettura degli eventi.</p>
<p>Il cambiamento di paradigma, di per sè, potrebbe non essere una cattiva idea: nonostante l&#8217;abilità di Sherlock Holmes, le statistiche dei crimini insoluti non sono confrontabili, ad esempio, con i successi bellici degli Stati Uniti fino alla seconda guerra mondiale. Ci sono pochi dubbi su quale sia il modello vincente.<br />
Non stupisce quindi sentire Richard James, direttore di un centro di ricerche sui batteri resistenti agli antibiotici, parlare dei suoi laboratori come di «un luogo dove verranno sviluppate bombe intelligenti contro bersagli molecolari in modo da potersi difendere dal nemico invisibile».</p>
<p><img src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/dresden1945-2.jpg" title="Dresda dopo il bombardamento" alt="Dresda dopo il bombardamento" class="imageframe imgalignright" align="right" height="213" width="301" />Bisogna tuttavia capire se l&#8217;approccio bellico si adatta bene alle vicende mediche.<br />
Il colonnello Mike Kirby perse <em>due</em> guerre: sia quella del Vietnam, sia quella contro il cancro (John Wayne morì nel 1979 in seguito ad un tumore allo stomaco). In altre parole: se il nemico è la morte, la situazione è ancora più disperata che in Vietnam: non ci sono possibilità di vittoria.<br />
Inoltre, il paziente rischia di trasformarsi in un <em>campo di battaglia</em>. E, per quanto Hitler sia stato sconfitto, credo che a nessuno piacerebbe ritrovarsi sano come la città di Dresda il 16 febbraio 1945.</p>
<p>(La citazione di Richard James è tratta da <a href="http://test.cybermed.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=12830&amp;Itemid=134" title="www.cybermed.it - Salute - Medicina - Benessere - Le metafore belliche in medicina">www.cybermed.it</a>, scoperto grazie ad <a href="http://azioneparallela.splinder.com/1172242389" title="Azioneparallela - A la guerre comme à la guerre">Azioneparallela</a>.)</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=654&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/guerre-non-convenzionali/' addthis:title='Guerre non convenzionali' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lestinto.it/articoli/guerre-non-convenzionali/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un ottimo lavoro</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/un-ottimo-lavoro/</link>
		<comments>http://www.lestinto.it/articoli/un-ottimo-lavoro/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 02 Feb 2007 00:26:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spilli]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lestinto.it/articoli/un-ottimo-lavoro/</guid>
		<description><![CDATA[Il 20 marzo 2003 una coalizione guidata dagli Stati Uniti ha invaso l&#8217;Iraq. Le motivazioni della guerra sono oggetto di controverse discussioni; lasciando da parte le questioni geopolitiche (l&#8217;Iraq si trova tra Israele e l&#8217;Iran) ed energetiche (l&#8217;Iraq è ricco di petrolio), possiamo anche ammettere che l&#8217;Iraq sia stato invaso per portare la democrazia nel [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/un-ottimo-lavoro/' addthis:title='Un ottimo lavoro' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/198px-freedom_house.png" title="Freedom House" alt="Freedom House" align="right" height="305" width="101" />Il 20 marzo 2003 una coalizione guidata dagli Stati Uniti ha invaso l&#8217;Iraq.<br />
Le motivazioni della guerra sono oggetto di controverse discussioni; lasciando da parte le questioni geopolitiche (l&#8217;Iraq si trova tra Israele e l&#8217;Iran) ed energetiche (l&#8217;Iraq è ricco di petrolio), possiamo anche ammettere che l&#8217;Iraq sia stato invaso per <em>portare la democrazia nel paese</em>.</p>
<p><a href="http://www.freedomhouse.org/" title="freedomhouse.org: Home">Freedom House</a> pubblica ogni anno un <a href="http://www.freedomhouse.org/template.cfm?page=15&amp;year=2006" title="freedomhouse.org: Freedom in the World">rapporto sulla libertà nel mondo</a>. Ad ogni nazione viene assegnato un punteggio da 1 (risultato migliore) a 7 (risultato peggiore). Dal 2003 ad oggi l&#8217;indice della libertà civile in Iraq è passato da 7 a 5, mentre l&#8217;indice dei diritti politici da 7 a 6.</p>
<p>Secondo il sito <a href="http://www.iraqbodycount.org/" title="Iraq Body Count">Iraq Body Count</a> sono morti, in seguito ad azioni militari, almeno 55373 civili. Possiamo dubitare della fonte e dimezzare il numero, limitandoci a circa 25000 civili uccisi.<br />
Almeno 25000 persone uccise per guadagnare <em>due punti</em> di libertà civile e <em>un punto</em> di diritti politici. Un successo.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=596&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/un-ottimo-lavoro/' addthis:title='Un ottimo lavoro' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lestinto.it/articoli/un-ottimo-lavoro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Per la pace perpetua</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/per-la-pace-perpetua/</link>
		<comments>http://www.lestinto.it/articoli/per-la-pace-perpetua/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 22 Sep 2006 13:14:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri diversi]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Immanuel Kant]]></category>
		<category><![CDATA[Luigi Carnovale]]></category>
		<category><![CDATA[Pace]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lestinto.it/articoli/per-la-pace-perpetua/</guid>
		<description><![CDATA[Intorno alla fine del diciottesimo secolo, un oste olandese, particolarmente dotato di spirito, fece dipingere un cimitero sull&#8217;insegna della propria locanda e vi aggiunse la scritta &#8220;La pace perpetua&#8221;. L&#8217;eco di questo esercizio di satira politica arrivò, non si sa bene come, fino a Königsberg e Kant ne scrisse un breve saggio intitolato, appunto Per [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/per-la-pace-perpetua/' addthis:title='Per la pace perpetua' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Intorno alla fine del diciottesimo secolo, un oste olandese, particolarmente dotato di spirito, fece dipingere un cimitero sull&#8217;insegna della propria locanda e vi aggiunse la scritta &#8220;La pace perpetua&#8221;.<br />
L&#8217;eco di questo esercizio di satira politica arrivò, non si sa bene come, fino a Königsberg e Kant ne scrisse un breve saggio intitolato, appunto <em>Per la pace perpetua</em> (<em>Zum ewigen Frieden</em>).</p>
<p>Le idee di Kant sulla pace perpetua sono abbastanza note e ampiamente commentate: affinché possa davvero esistere la pace perpetua, tutti gli stati devono essere repubblicani e devono unirsi in una lega e federazione di nazioni.<br />
Meno note sono le idee che, sullo stesso argomento, aveva il calabrese Luigi Carnovale, autore di un testo intitolato <em>Il nuovo vangelo</em>, pubblicato negli anni &#8217;20 del secolo scorso.<span id="more-388"></span></p>
<h3>Il nuovo vangelo di Carnovale</h3>
<p><img width="210" height="166" align="right" style="padding: 0.5em" alt="Pablo Picasso, Colomba della pace" id="image463" title="Pablo Picasso, Colomba della pace" src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/picasso_pace.jpg" />Il progetto di Carnovale per la pace perenne è più semplice di quello kantiano sotto numerosi aspetti, il primo dei quali è sicuramente il numero di nazioni che è necessario coinvolgere: è sufficiente la partecipazione degli Stati Uniti d&#8217;America, l&#8217;adesione di tutte le altre nazioni è raccomandabile ma non necessaria.<br />
Come è scritto a pagina 16, è possibile impedire tutte le guerre</p>
<blockquote><p><em>senza bisogno</em> d&#8217;una Lega di Nazioni e d&#8217;una Corte Permanente di Giustizia Internazionale;</p>
<p><em>senza bisogno</em> di trattati d&#8217;alleanza o d&#8217;obblighi di sorta da parte d&#8217;essi Stati Uniti d&#8217;America con le nazioni d&#8217;Europa e con le nazioni delle altre parti del mondo;</p>
<p><em>senza bisogno</em> d&#8217;un disarmo parziale o totale delle nazioni;</p>
<p><em>senza bisogno</em> d&#8217;eliminare le cause delle guerre;</p>
<p><em>senza bisogno</em> d&#8217;insistere sulla Dottrina di Monroe.</p></blockquote>
<p>La faccenda si fa interessante: cosa devono fare gli Stati Uniti per determinare &#8220;l&#8217;avvento pratico della pace universale perpetua&#8221;?</p>
<h3>Abolizione della neutralità</h3>
<p>La risposta di Carnovale è: l&#8217;abolizione della neutralità.<br />
Ma cosa si intende con &#8220;abolizione della neutralità&#8221;? Ci viene spiegato alle pagine 18 e 19:</p>
<blockquote><p>È l&#8217;opposto dell&#8217;indifferentismo ignorante bestiale – in una controversia tra due nazioni – dei popoli non involti nella controversia.</p>
<p>È l&#8217;opposto dell&#8217;astensionismo egoista delittuoso – quando la controversia degenera in guerra – dei popoli non coinvolti nella guerra.</p>
<p>È l&#8217;interessamento fraterno vivo ansioso – in una controversia tra due nazioni – dei popoli non involti nella controversia.</p>
<p>È l&#8217;intervento pronto generoso eroico – quando la controversia degenera in guerra – dei popoli non coinvolti nella guerra.</p>
<p>È lo spirito purissimo della solidarietà umana, com&#8217;esso è naturalmente sentito e praticato dagl&#8217;Italiani.</p></blockquote>
<p>In pratica, Carnovale propone di trasformare ogni scaramuccia in una guerra mondiale. E dire che il discorso era iniziato con un netto rifiuto della guerra: «le guerre sono il peggiore dei mali, il più infernale elemento d&#8217;odio e di morte tra gli uomini».</p>
<h3>Offesa e difesa</h3>
<p>Carnovale distingue tra guerre offensive, «volute e provocate da uomini cattivi e prepotenti», e guerre difensive, giuste e lecite. L&#8217;abbandono della neutralità riguarda soltanto queste ultime: gli Stati Uniti dovranno quindi intervenire esclusivamente <em>in difesa</em> di una nazione ingiustamente attaccata.<br />
Più nel dettaglio, ecco la formulazione precisa del principio di abolizione della neutralità, che Carnovale espone a pagina 20 e che si augura venga ben presto inserito nella costituzione degli Stati Uniti e di tutti i paesi:</p>
<blockquote><p>Quando tra due nazioni di qualunque parte del mondo sorge una controversia (a parole), gli Stati Uniti d&#8217;America e tutte l&#8217;altre nazioni non involte nella sorta controversia, invece di starsene indifferenti, ossia neutrali, debbono immediatamente e ufficialmente simpatizzare per la nazione debole che nella sorta controversia si trova dalla parte della ragione, e, nel contempo, stigmatizzare la nazione forte che, nella sorta controversia, si trova dalla parte del torto.<br />
Se, dalle parole, le due nazioni in controversia passano ai fatti, ossia alla guerra, allora gli Stati Uniti d&#8217;America e tutte l&#8217;altre nazioni neutrali debbono senz&#8217;altro intervenire con tali forze armate di terra di mare d&#8217;aria, e con tali forze finanziarie, commerciali e simili, da poter fulmineamente e definitivamente battere sconfiggere schiacciare militarmente ed economicamente la nazione forte che ha torto e ha provocato la guerra.</p></blockquote>
<p>L&#8217;idea di Carnovale non è niente male: di fronte alla prospettiva di ritrovarsi a combattere contro gli Stati Uniti d&#8217;America, quale nazione oserà mai attaccarne un&#8217;altra?</p>
<h3>Forti e deboli</h3>
<p><img width="330" height="278" align="left" style="padding: 0.5em" alt="Pablo Picasso, Guernica (particolare)" id="image464" title="Pablo Picasso, Guernica (particolare)" src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/picasso_guernica.jpg" />Carnovale ipotizza che vi siano una nazione forte e  una debole, che la prima attacchi la seconda e, soprattutto, che la prima si trovi dalla parte del torto e la seconda da quella della ragione. Vi è una identificazione, da una parte, tra ragione, debolezza e difesa e, dall&#8217;altra parte, tra torto, forza e attacco. È facile riconoscere che «l&#8217;agnello non può provocare, non può aggredire il lupo», più difficile accettare che il lupo abbia sempre torto e l&#8217;agnello sempre ragione: nonostante la dubbia fama del lupo, si deve ammettere l&#8217;eventualità che sia lui a trovarsi dalla parte della ragione, e non l&#8217;agnello. Inoltre, vi possono essere conflitti tra nazioni di eguale potenza.<br />
Tra i tre criteri, l&#8217;avere ragione, l&#8217;essere debole e il venire attaccato, a prevalere deve essere,per Carnovale, quello di essere nel giusto, come si può leggere a pagina 21:</p>
<blockquote><p>Insomma, gli Stati Uniti d&#8217;America e tutte l&#8217;altre nazioni neutrali debbono sempre intervenire in una guerra a difesa della nazione che ha ragione, sia questa nazione la più debole o la più forte.</p></blockquote>
<p>Come stabilire tuttavia chi ha ragione e chi ha torto?</p>
<h3>Torti e ragioni</h3>
<p>Carnovale, mostrando una attenta attitudine filosofica, prima di chiedersi come giudicare quale nazione abbia ragione e quale torto, si domanda come sia possibile, il generale, stabilire cosa sia la ragione e cosa sia il torto? Siamo sicuri che queste due espressioni abbiano un significato?</p>
<p>Tutti gli uomini, purtroppo, conoscono bene i conflitti individuali e collettivi, e si sono così formati una chiara conoscenza delle cause delle guerre.<br />
È proprio da questa conoscenza che nascono le idee di ragione e torto (pag. 22):</p>
<blockquote><p>Fu appunto in conseguenza di tale conoscenza, frutto tristissimo delle dette lotte fratricide millenarie, ch&#8217;essi – gli uomini d&#8217;ogni parte del mondo – riuscirono a formarsi un&#8217;idea chiara e precisa dell&#8217;essenza morale contenuta nelle due opposte parole <em>ragione</em> e <em>torto</em>.</p></blockquote>
<p>L&#8217;idea di Carnovale è molto interessante e, per certi versi, anticipa alcuni temi della filosofia del linguaggio del novecento: il significato dei concetti di torto e di ragione è chiaro e preciso, dotato dalle umane esperienze di «una concretezza positiva ben definita».</p>
<p>È sempre questa concretezza positiva dei concetti di torto e di ragione a garantire un facile e rapido giudizio su chi abbia ragione e chi abbia torto (pag. 23). Ma su questo tema è utile una non marginale precisazione.</p>
<h3>Potere al popolo</h3>
<p>Per Carnovale <em>non</em> devono essere <em>i governi</em> a giudicare torti e ragioni, <em>bensì il popolo</em> o, meglio, <em>i popoli</em> (pag. 24).</p>
<blockquote><p>Perché i popoli sono imparziali, e i governi non lo sono.</p>
<p>Il popolo d&#8217;una nazione (per popolo intendo non solo la parte infime della popolazione, la «bestia varia e grossa che ignora la sua forza», descritta dal Campanella, ma intendo anche, e specialmente, la parte intelligente intellettuale cosciente della popolazione), preso in massa, non appartiene a nessun gruppo privilegiato nazionale. Esso è libero e, come tale, non ha interessi partigiani da sostenere: non ha che un solo interesse d&#8217;indole generale da sostenere: il proprio benessere e la propria felicità, e il benessere e la felicità degli altri popoli.</p>
<p>[…] Il popolo d&#8217;una nazione, perciò, giudica sempre con perfetta equità.</p></blockquote>
<p>Carnovale non nutre alcun dubbio in proposito: i popoli non possono errare. <em>Vox populi, vox dei</em>: credere che il popolo possa sbagliare significa pensare che Dio possa errare: una bestemmia (pag. 25).<br />
Pragmaticamente, Carnovale osserva che, anche in caso di errore, si raggiungerebbe ugualmente lo scopo supremo: il raggiungimento della pace perenne.</p>
<p>Il popolo ha inoltre la responsabilità di spingere i governi a sostenere, militarmente ed economicamente, la nazione debole e dalla parte della ragione. Per quanto solidi possano essere i motivi che spingono alla neutralità un governo, il popolo avrà sempre la possibilità di imporsi (pag. 30).</p>
<h3>Alternative inutili</h3>
<p>Secondo Carnovale, unicamente l&#8217;abolizione della neutralità può impedire le guerre e imporre la pace perenne: non vi sono alternative.</p>
<p>La Lega delle nazioni è semplicemente un trattato tra governi, e nessun trattato di pace o accordo internazionale è mai riuscito a impedire le guerre (pag. 33).<br />
Neppure la riduzione delle armi può avere effetti: le armi non sono la causa della guerra (pagg. 34-35), e lo stesso vale per la predicazione della pace (pagg. 36-38).<br />
Soltanto l&#8217;eliminazione delle cause delle guerre potrebbe funzionare e imporre la pace perenne. Purtroppo un simile obiettivo è irraggiungibile (pagg. 38-39).</p>
<h3>Tempi moderni</h3>
<p>Proviamo ad applicare il progetto di Carnovale alla attuale situazione internazionale.<br />
Gli Stati Uniti d&#8217;America dovrebbe dichiarare guerra, per aver ingiustamente attaccato una nazione più debole e quindi dalla parte della ragione, a… gli Stati Uniti d&#8217;America medesimi, per aver i conflitti in Iraq ed in Afghanistan.</p>
<p>Qualcosa non quadra. Riproviamo.<br />
Gli Stati Uniti d&#8217;America dovrebbe dichiarare guerra, per aver ingiustamente attaccato una nazione più debole e quindi dalla parte della ragione, a Israele per aver invaso il Libano. Però è stato il Libano, o meglio gli Hezbollah libanesi, a provocare Israele. Chi ha iniziato? Carnovale, per banali questioni cronologiche, non ha affrontato il problema del terrorismo.<br />
Riproviamo ancora una volta.<br />
Gli Stati Uniti d&#8217;America dovrebbe dichiarare guerra, per aver ingiustamente attaccato una nazione più debole e quindi dalla parte della ragione, all&#8217;Iran per le minacce a Israele, paese più debole… ma Israele è davvero più debole dell&#8217;Iran? Dopotutto, il primo paese ha la bomba atomica, il secondo no.</p>
<p>Non è semplice giudicare chi ha ragione e chi ha torto. Ci si può affidare al giudizio del popolo, che su tutte le vicende sopraelencate si divide tra favorevoli e contrari in quasi egual misura.</p>
<p>Com&#8217;era, la storia di Kant sugli stati repubblicani?</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=388&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/per-la-pace-perpetua/' addthis:title='Per la pace perpetua' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lestinto.it/articoli/per-la-pace-perpetua/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>9</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ottimismo e pessimismo</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/ottimismo-e-pessimismo/</link>
		<comments>http://www.lestinto.it/articoli/ottimismo-e-pessimismo/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Aug 2006 19:09:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spilli]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Ottimismo]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Umberto Galimberti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lestinto.it/articoli/376/</guid>
		<description><![CDATA[Come tramonta, l&#8217;Occidente? Non certo attraverso una contrapposizione di eserciti (perché noi occidentali siamo i più forti), quanto attraverso operazioni terroristiche. Israele muove uno degli eserciti più attrezzati del mondo, contro la povertà più disperata del mondo, quella palestinese. Eppure l&#8217;uno si trova nelle mani dell&#8217;altro da cinquant&#8217;anni, senza riuscire a cavare un ragno dal [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/ottimismo-e-pessimismo/' addthis:title='Ottimismo e pessimismo' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Come tramonta, l&#8217;Occidente? Non certo attraverso una contrapposizione di eserciti (perché noi occidentali siamo i più forti), quanto attraverso operazioni terroristiche. Israele muove uno degli eserciti più attrezzati del mondo, contro la povertà più disperata del mondo, quella palestinese. Eppure l&#8217;uno si trova nelle mani dell&#8217;altro da cinquant&#8217;anni, senza riuscire a cavare un ragno dal buco! La sanguinosa storia d&#8217;Israele e dei palestinesi ci sta dunque raccontando il futuro: o siamo capaci di leggerlo, o faremo diventare mondiale quello che, per ora, è solamente un conflitto locale.</p></blockquote>
<p>Umberto Galimberti, &#8220;Terrorismo, Guerra santa e scontro di civiltà&#8221; in <em>La lampada di psiche</em>, Casagrande Editore, 2001</p>
<p>Umberto Galimberti è sostanzialmente un pessimista: le sue previsioni sono cupe, quasi apocalittiche. <em>Pessimismo della ragione</em>, al quale andrebbe sempre affiancato l&#8217;<em>ottimismo della volontà</em>.<br />
Nella speranza che, dei due, non sia il secondo a rivelarsi illusione.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=376&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/ottimismo-e-pessimismo/' addthis:title='Ottimismo e pessimismo' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lestinto.it/articoli/ottimismo-e-pessimismo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il marito infedele e la moglie gelosa</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/il-marito-infedele-e-la-moglie-gelosa/</link>
		<comments>http://www.lestinto.it/articoli/il-marito-infedele-e-la-moglie-gelosa/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 30 Jul 2006 09:38:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri diversi]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Mass media]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lestinto.it/articoli/il-marito-infedele-e-la-moglie-gelosa/</guid>
		<description><![CDATA[Per quale motivo un marito non dovrebbe tradire la propria moglie? Sarebbe bello se la domanda non avesse senso e se ci si potesse limitare alla domanda opposta: &#8220;perché mai un marito dovrebbe tradire la propria moglie?&#8221;. Purtroppo non è così: il mondo è pieno di fedifraghi. Torniamo dunque alla domanda originale: per quale motivo [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/il-marito-infedele-e-la-moglie-gelosa/' addthis:title='Il marito infedele e la moglie gelosa' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per quale motivo un marito non dovrebbe tradire la propria moglie?<br />
Sarebbe bello se la domanda non avesse senso e se ci si potesse limitare alla domanda opposta: &#8220;perché mai un marito dovrebbe tradire la propria moglie?&#8221;. Purtroppo non è così: il mondo è pieno di fedifraghi.<br />
Torniamo dunque alla domanda originale: per quale motivo una persona è fedele? Per amore e per rispetto, innanzitutto, ma, siamo realisti, anche per paura delle conseguenze e del giudizio altrui.<span id="more-364"></span></p>
<p>Cosa accade dunque se la moglie è terribilmente gelosa e accuserà <em>sempre e comunque</em> il marito, a prescindere dalla sua fedeltà? E cosa accadrà se, oltre alla moglie, anche una metà di parenti e amici accuserà di tradimento il marito, mentre l&#8217;altra metà lo riconoscerà innocente, sempre a prescindere dal reale comportamento dell&#8217;uomo.<br />
Semplicemente, la fedeltà del marito dipenderà esclusivamente dalla sua integrità morale, e  non dal timore per il giudizio altrui: che tradisca la moglie o le resti fedele, sarà comunque giudicato da metà delle persone colpevole e dall&#8217;altra metà innocente. Non proverà neppure a giustificare un ritardo o la classica macchia di rossetto sul colletto della camicia: che senso ha raccontare la verità o una frottola, se la cosa non avrà la minima conseguenza?</p>
<p>Un fenomeno molto simile sembra accadere in medio oriente. Israele è, per metà dell&#8217;opinione pubblica mondiale, innocente: la guerra con il Libano è giusta e sacrosanta, una risposta necessaria e per nulla esagerata, nella quale l&#8217;esercito israeliano si comporta in maniera ineccepibile. Per l&#8217;altra metà dell&#8217;opinione pubblica mondiale, invece, Israele è colpevole: colpevole di aver provocato con astuzia gli attacchi di hezbollah per giustificare i bombardamenti, colpevole di vari crimini di guerra, della morte di innocenti.<br />
Hezbollah, similmente, è innocente e colpevole di atti di terrorismo, di resistenza all&#8217;invasore, di usare i civili come scudi umani o di soccorrerli.<br />
Innocenza e colpevolezza sono <em>per principio</em>, a prescindere dalla realtà: sono in pochi a discutere, a valutare, ad accertarsi e, soprattutto, a sospendere il giudizio in attesa di maggiori informazioni.</p>
<p>Cosa significa tutto ciò? Come per il marito fedifrago, la correttezza del loro comportamento dipenderà esclusivamente dalla rettitudine morale, concetto che in guerra vale meno di una moneta fuori corso.<br />
<em>L&#8217;opinione pubblica mondiale vale meno di niente.</em><br />
E questo non perché non si faccia sentire, bensì proprio per il contrario: perché si fa sentire troppo, ma sempre con gli stessi discorsi: innocente e colpevole.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=364&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/il-marito-infedele-e-la-moglie-gelosa/' addthis:title='Il marito infedele e la moglie gelosa' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lestinto.it/articoli/il-marito-infedele-e-la-moglie-gelosa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>The Fletcher Memorial Home</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/the-fletcher-memorial-home/</link>
		<comments>http://www.lestinto.it/articoli/the-fletcher-memorial-home/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 22 Jul 2006 22:13:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spilli]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lestinto.it/articoli/the-fletcher-memorial-home/</guid>
		<description><![CDATA[Take all your overgrown infants away somewhere And build them a home, a little place of their own. The Fletcher Memorial Home for Incurable Tyrants and Kings. And they can appear to themselves every day On closed circuit T.V. To make sure they&#8217;re still real. It&#8217;s the only connection they feel. &#8220;Ladies and gentlemen, please [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/the-fletcher-memorial-home/' addthis:title='The Fletcher Memorial Home' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Take all your overgrown infants away somewhere<br />
And build them a home, a little place of their own.<br />
The Fletcher Memorial Home<br />
for Incurable Tyrants and Kings.</p>
<p>And they can appear to themselves every day<br />
On closed circuit T.V.<br />
To make sure they&#8217;re still real.<br />
It&#8217;s the only connection they feel.<br />
&#8220;Ladies and gentlemen, please welcome, Reagan and Haig,<br />
Mr. Begin and friend, Mrs. Thatcher, and Paisly,<br />
&#8220;Hello Maggie!&#8221;<br />
Mr. Brezhnev and party.<br />
&#8220;Scusi dov&#8217;è il bar?&#8221;<br />
The ghost of McCarthy,<br />
The memories of Nixon.<br />
&#8220;Who&#8217;s the bald chap?&#8221;<br />
&#8220;Good-bye!&#8221;<br />
And now, adding colour, a group of anonymous latin-<br />
American meat packing glitterati.</p>
<p>Did they expect us to treat them with any respect?<br />
They can polish their medals and sharpen their<br />
Smiles, and amuse themselves playing games for awhile.<br />
Boom boom, bang bang, lie down you&#8217;re dead.</p>
<p>Safe in the permanent gaze of a cold glass eye<br />
With their favorite toys<br />
They&#8217;ll be good girls and boys<br />
In the Fletcher Memorial Home for colonial<br />
Wasters of life and limb.</p>
<p>Is everyone in?<br />
Are you having a nice time?<br />
Now the final solution can be applied.</p>
<p>Roger Waters, <em>The Fletcher Memorial Home</em> in Pink Floyd, <em>The Final Cut</em>, 1983</p></blockquote>
<p>Traduzione infedele ed incompleta:</p>
<blockquote><p>Portate tutti questi bambini troppo cresciuti da qualche parte<br />
E costruite loro una casa, un piccolo spazio a loro disposizione.<br />
La Fletcher Memorial Home<br />
per re e tiranni incurabili.</p>
<p>E loro potranno apparire a loro stessi tutti i giorni<br />
in una televisione a circuito chiuso<br />
per rassicurarsi di essere ancora reali.<br />
È l&#8217;unica relazione che gradiscono.<br />
&#8220;Signore e signori, date il benvenuto a Reagan e Haig,<br />
Mr. Begin, Mrs. Thatcher, e Paisly,<br />
&#8220;Ciao Maggie!&#8221;<br />
Mr. Brezhnev e partito.<br />
&#8220;Scusi dov&#8217;è il bar?&#8221;<br />
Il fantasma di McCarthy,<br />
I ricordi di Nixon.<br />
&#8220;Chi è quel tipo pelato?&#8221;<br />
&#8220;Addio!&#8221;<br />
E ora, a metterci pepe, un gruppo di anonimi finocchi latino americani imbrillantinati.</p>
<p>Si aspettano che li trattiano con rispetto?<br />
Loro possono pulire le loro medaglie e affilare i loro<br />
sorrisi, e divertirsi giocando per un po&#8217;.<br />
Boom boom, bang bang, buttati a terra sei morto.</p>
<p>Sicuri nei loro sguardi con l&#8217;occhio di vetro<br />
Con i loro giocattoli preferiti<br />
Diventano tutti bravi ragazzi e ragazze.<br />
Nella Fletcher Memorial Home per<br />
Svenditori coloniali di vite e arti.</p>
<p>Siete tutti dentro?<br />
Vi state divertendo?<br />
Adesso è possibile attuare la soluzione finale.</p></blockquote>
<p>Sono ben accetti consigli su come migliorare o completare la traduzione.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=354&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/the-fletcher-memorial-home/' addthis:title='The Fletcher Memorial Home' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lestinto.it/articoli/the-fletcher-memorial-home/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il discorso di Giuseppe Bottazzi</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/il-discorso-di-giuseppe-bottazzi/</link>
		<comments>http://www.lestinto.it/articoli/il-discorso-di-giuseppe-bottazzi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 18 Jul 2006 20:54:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Giovannino Guareschi]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lestinto.it/articoli/il-discorso-di-giuseppe-bottazzi/</guid>
		<description><![CDATA[Il nome di Giuseppe Bottazzi, ai più, potrebbe non dire nulla, e allora meglio chiamarlo con il soprannome che lo ha reso celebre: Peppone. Nel film Don Camillo e l&#8217;onorevole Peppone, il sindaco comunista di Brescello si candida come deputato alle imminenti elezioni. Una delle scene migliori del film è il discorso conclusivo della campagna [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/il-discorso-di-giuseppe-bottazzi/' addthis:title='Il discorso di Giuseppe Bottazzi' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nome di Giuseppe Bottazzi, ai più, potrebbe non dire nulla, e allora meglio chiamarlo con il soprannome che lo ha reso celebre: Peppone.<br />
Nel film <em>Don Camillo e l&#8217;onorevole Peppone</em>, il sindaco comunista di Brescello si candida come deputato alle imminenti elezioni.<br />
Una delle scene migliori del film è il discorso conclusivo della campagna elettorale, ovviamente intralciato dal perfido don Camillo, che decide di sabotare l&#8217;intervento di Peppone.<span id="more-343"></span></p>
<blockquote><p>Cittadini lavoratori! (<em>applausi</em>)</p>
<p>Prima di presentarvi il compagno indipendente avvocato Cerratini (<em>applausi</em>) voglio dire due parole alla reazione clericale, atlantica e guerrafondaia che tutti ben conosciamo (<em>applausi</em>), a quegli sporchi corvi neri che parlano di patria, di sacri confini minacciati e di altre balle nazionaliste che la Patria siamo noi, la Patria è il Popolo!</p>
<p>E questo popolo non combatterà mai contro il glorioso Paese del socialismo che porterà al nostro proletariato oppresso la libertà e la giustizia! (<em>applausi</em>)<br />
E voi giovani che andate nelle barbare caserme, direte a coloro che tentano di armarvi e di usarvi per i loro sporchi interessi, direte a coloro che diffamavo i lavoratori…<br />
(<em>Dal campanile della chiesa di Don Camillo si levano le note della </em><em>Canzone del Piave</em>)<br />
…direte ai calunniatori del Popolo, direte che i vostri padri…<br />
(<em>Gli occhi di Peppone iniziano a farsi lucidi</em>)<br />
…hanno difeso la Patria dal barbaro invasore che minacciava i sacri confini e che noi del ’99 che abbiamo combattuto sul Monte Grappa, sulle pietraie del Carso e sul Piave saremo sempre quelli di allora e che quando tuona il cannone è la voce della Patri che chiama e noi risponderemo &#8220;Presente!&#8221;.<br />
(<em>Don Camillo dalla torre campanaria si mette sull’attenti e sussurra &#8220;Presente!&#8221;</em>)<br />
Noi vecchi che abbiamo sul petto le medaglie al valore conquistate sul campo di battaglia ci troveremo come allora a fianco dei giovani e combatteremo sempre ed ovunque, getteremo l’anima oltre l’ostacolo e difenderemo i sacri confini d’Italia contro qualsiasi nemico, dell’Occidente e dell’Oriente, per la difesa del Paese e al solo scopo del bene indissolubile del Re e della Patria!<br />
Viva la Repubblica, viva l’Esercito! (<em>applausi</em>)</p></blockquote>
<p>Cosa è successo?<br />
La <em>Canzone del Piave</em> ha risvegliato in Peppone l&#8217;amore per la Patria (la maiuscola, in questo caso, è d&#8217;obbligo) e per i Sacri Confini da difendere &#8220;gettando l&#8217;anima oltre l&#8217;ostacolo&#8221;.<br />
Retorica a parte, don Camillo, con la <em>canzone del Piave</em>, ha cancellato, almeno provvisoriamente, le differenze e le diffidenze: ha unito grazie alla paura del nemico, da combattere sempre, che venga da Occidente oppure da Oriente, che sia ideologicamente vicino oppure lontano.<br />
È questo l&#8217;enorme <em>potere aggregativo</em> che ha la figura del nemico.</p>
<p>Guareschi evoca questo immenso potere ricorrendo semplicemente alle note di una canzone.<br />
<img src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/doncamillopeppone.jpg" style="padding: 0.5em; float: left" alt="Don Camillo e Peppone" id="image345" height="153" width="114" /> E se il nemico, lo straniero, avesse <em>veramente</em> invaso la Patria? Se la minaccia fosse <em>reale</em>, se le città fossero <em>davvero</em> bombardate dal nemico?<br />
È facile immaginare la risposta: Peppone non si sarebbe limitato ad un discorso retorico, e i suoi compagni non si sarebbero limitati ad applaudire. Armi in pugno, si sarebbero uniti ai vecchi rivali, ai democristiani, ai monarchici, forse persino ai fascisti, per fronteggiare la nuova minaccia, per lottare contro il nuovo nemico.<br />
Comprensibile.</p>
<p>Missili e bombe hanno anche questo effetto: allontanare chi è ideologicamente vicino a noi, avvicinare che è ideologicamente lontano.<br />
Tutto ciò è conosciuto da coloro che aprono le ostilità verso una nazione straniera?<br />
Hezbollah e l&#8217;esercito israeliano conoscono questo semplice, e potente, meccanismo?</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=343&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/il-discorso-di-giuseppe-bottazzi/' addthis:title='Il discorso di Giuseppe Bottazzi' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lestinto.it/articoli/il-discorso-di-giuseppe-bottazzi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>11</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un motivo in più per essere pacifisti</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/un-motivo-in-piu-per-essere-pacifisti/</link>
		<comments>http://www.lestinto.it/articoli/un-motivo-in-piu-per-essere-pacifisti/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 17 Jul 2006 11:53:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spilli]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lestinto.it/articoli/un-motivo-in-piu-per-essere-pacifisti/</guid>
		<description><![CDATA[In una interessante, anche se decisamente poco equivicina, analisi del conflitto tra Israele e Libano si ha modo di leggere: Ora è arrivato il momento della definizione degli schieramenti perché la guerra guerreggiata è cominciata e non c’è più tempo, non c’è possibilità di restare neutrali. In guerra vige la ferrea logica aristotelica: A oppure [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/un-motivo-in-piu-per-essere-pacifisti/' addthis:title='Un motivo in più per essere pacifisti' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In una interessante, anche se decisamente poco <a title="Centro Italiano per la Pace in Medio Oriente" href="http://www.cipmo.org/leggi.php?tid=1089">equivicina</a>, analisi del <a title="Cantor: Crisi medio orientale: nessuno è più ipocrita degli europei" href="http://www.cantorblog.net/2006/07/14/crisi-medio-orientale-nessuno-e-piu-ipocrita-degli-europei/it/#more-279">conflitto</a> tra Israele e Libano si ha modo di leggere:</p>
<blockquote><p>Ora è arrivato il momento della <strong>definizione degli schieramenti</strong> perché la guerra guerreggiata è cominciata e non c’è più tempo, non c’è possibilità di <em>restare neutrali</em>.</p></blockquote>
<p>In guerra vige la ferrea logica aristotelica: A oppure non A, <em>tertium non datur</em>. Con noi oppure contro di noi: non è possibile restare neutrali, non è possibile non avere una opinione, riflettere, discutere, valutare i pro e i contro.<br />
<em>La guerra è iniziata e non c&#8217;è tempo</em>, non c&#8217;è tempo neppure per approfittare della nostra piccola e immeritata fortuna: quella di non abitare in Libano o in Israele, di non doverci preoccupare dei missili e di poter riflettere.</p>
<p>Un motivo in più per essere pacifisti: avere il tempo per pensare.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=342&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/un-motivo-in-piu-per-essere-pacifisti/' addthis:title='Un motivo in più per essere pacifisti' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lestinto.it/articoli/un-motivo-in-piu-per-essere-pacifisti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Riflessioni ontologiche: squadre di calcio e conflitti armati</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/riflessioni-ontologiche-squadre-di-calcio-e-conflitti-armati/</link>
		<comments>http://www.lestinto.it/articoli/riflessioni-ontologiche-squadre-di-calcio-e-conflitti-armati/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 16 Jul 2006 19:48:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerche filosofiche]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[John Searle]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Ferraris]]></category>
		<category><![CDATA[Ontologia]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lestinto.it/articoli/riflessioni-ontologiche-squadre-di-calcio-e-conflitti-armati/</guid>
		<description><![CDATA[Ieri sera, al teatro Dal Verme, si è sentito parlare John Searle, Barry Smith, Stefano Rodotà e Maurizio Ferraris (Hernando de Soto, purtroppo, era assente giustificato). I temi andavano dalla ontologia sociale alla scrittura alla protezione e gestione delle scritture, nel senso di dati personali registrati negli archivi. Dopo aver ascoltato le relazioni di questi [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/riflessioni-ontologiche-squadre-di-calcio-e-conflitti-armati/' addthis:title='Riflessioni ontologiche: squadre di calcio e conflitti armati' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Mobile: Gigantic Philosophical Event" href="http://www.lestinto.it/articoli/mobile-gigantic-philosophical-event/">Ieri sera</a>, al teatro Dal Verme, si è sentito parlare John Searle, Barry Smith, Stefano Rodotà e Maurizio Ferraris (Hernando de Soto, purtroppo, era assente giustificato). I temi andavano dalla ontologia sociale alla scrittura alla protezione e gestione delle scritture, nel senso di dati personali registrati negli archivi.</p>
<p>Dopo aver ascoltato le relazioni di questi filosofi, dopo il gioioso (non c&#8217;è altra maniera di descriverlo) concerto di Nicola Arigliano e dopo aver letto, nell&#8217;attesa che l&#8217;evento avesse inizio, il <em>Corriere della Sera</em>, si impongono alcune riflessioni ontologiche su recenti eventi.<span id="more-339"></span></p>
<h3>Cosa è una squadra di calcio?</h3>
<p><img width="212" height="256" style="padding: 0.5em; float: right" alt="Campo di calcio" id="image340" src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/Calcio.jpg" />Juventus, Lazio e Fiorentina forse inizieranno il prossimo campionato in serie B con, rispettivamente, 30, 12 e 7 punti di penalizzazione, mentre il Milan resterà in seria A ma con 15 punti di penalizzazione: queste le sanzioni decise dalla Commissione di Appello Federale della Federazione Italiana Giuoco Calcio (il CAF della FIGC, per chi è pratico) per frode sportiva.<br />
Le reazioni, doviziosamente narrate dal Corriere in varie pagine della cronaca nazionale e locale, si possono riassumere quasi tutte nel ragionamento &#8220;È giusto punire i dirigenti che hanno sbagliato, ma colpendo le squadre si puniscono i tifosi che non hanno fatto nulla di male&#8221;.</p>
<p>Secondo questo ragionamento, una squadra di calcio è composta dai tifosi, e pertanto gli errori (o le azioni illegali) dei dirigenti non riguardano la società. Secondo la giustizia sportiva, che parla di responsabilità oggettiva, una squadra di calcio è invece composta dai dirigenti, e pertanto è giusto che le sanzioni colpiscano anche la squadra.</p>
<h3>Cosa è la guerra?</h3>
<p><img width="258" height="188" style="padding: 0.5em; float: left" alt="Cannone" id="image341" src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/Cannone.jpg" />Israele è in guerra al Libano. Anche se il rito delle dichiarazioni di guerra consegnate dall&#8217;ambasciatore è da tempo caduto in disuso, le attuali operazioni dell&#8217;esercito israeliano non sono una semplice <em>azione di polizia</em> contro il terrorismo, bensì <em>azioni di guerra</em> contro un&#8217;altra nazione. L&#8217;argomento usato è il seguente: &#8220;L&#8217;attacco subito dal nostro esercito vicino al confine con il Libano è riconducile al governo libanese, ed è quindi una azione di guerra compiuta da una nazione, non un atto di terrorismo.&#8221;</p>
<p>La distinzione tra terrorismo e guerra non riguarda quindi i <em>metodi</em> o i <em>fini</em> (colpire obiettivi militari oppure civili, sconfiggere un esercito oppure destabilizzare politicamente ed economicamente un popolo), ma lo <em>status giuridico e sociale</em> degli autori: se si tratta di una nazione è una guerra, altrimenti un atto terroristico.</p>
<h3>Ontologia frattale</h3>
<p>La cosa interessante è che non c&#8217;è una risposta valida definitiva: a costituire una squadra di calcio sono certamente i dirigenti ma anche i tifosi, oppure i tifosi ma anche i dirigenti; la differenza tra una azione di guerra e un atto terroristico passa indubbiamente dai metodi ma anche dalla natura degli autori.<br />
La situazione è complessa, molto più di quanto Searle e Ferraris suggeriscano.<br />
La ontologia sociale ha natura frattale: un oggetto sociale, contrariamente agli oggetti fisici, può essere diverso da se stesso e uguale ad un altro oggetto sociale.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=339&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/riflessioni-ontologiche-squadre-di-calcio-e-conflitti-armati/' addthis:title='Riflessioni ontologiche: squadre di calcio e conflitti armati' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lestinto.it/articoli/riflessioni-ontologiche-squadre-di-calcio-e-conflitti-armati/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La guerra del futuro, il futuro senza guerra</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/guerra-del-futuro/</link>
		<comments>http://www.lestinto.it/articoli/guerra-del-futuro/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Jun 2005 18:30:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Ecologisti]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Soldati]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lestinto.it/articoli/la-guerra-del-futuro-il-futuro-senza-guerra/</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;idea di utilizzare robot al posto dei soldati durante le battaglie è davvero una ottima idea. Innanzitutto per i costi: per quanto dispendiosa possa essere la fase iniziale di ricerca, una volta prodotto su larga scala anche il più sofisticato automa da combattimento costerà sicuramente meno dei diversi anni di addestramento necessari per ottenere un [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/guerra-del-futuro/' addthis:title='La guerra del futuro, il futuro senza guerra' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;idea di utilizzare robot al posto dei soldati durante le battaglie è davvero una ottima idea.<br />
Innanzitutto per i costi: per quanto dispendiosa possa essere la fase iniziale di ricerca, una volta prodotto su larga scala anche il più sofisticato automa da combattimento costerà sicuramente meno dei diversi anni di addestramento necessari per ottenere un buon soldato. E questo anche senza considerare tutti i risparmi legati alla logistica: la realizzazione di un campo per duemila uomini è indubbiamente più complicata rispetto a quella di una officina per duemila robot.&lt;!&#8211;more&#8211;&gt;<br />
Se vi aggiungiamo che i robot irreparabilmente danneggiati si possono tranquillamente distruggere, mentre lo stesso non è purtroppo possibile con i disabili di guerra, che necessitano di cure e sussidi, il vantaggio diventa ancora più evidente.<br />
Con i robot è anche in parte risolto il grosso problema della propaganda interna.<br />
I soldati, si sa, in combattimento tendono a morire o comunque ferirsi più o meno gravemente. Questa incresciosa situazione potrebbe portare al malcontento degli elettori e, all&#8217;avvicinarsi delle elezioni, a pressioni politiche affinché la guerra finisca presto. L&#8217;unica soluzione possibile, finora, era cercare di convincere il maggior numero possibile di persone che l&#8217;invio di soldati al fronte è una scelta dolorosa ma necessaria per il bene della patria e dell&#8217;umanità. L&#8217;operazione può anche riuscire nel breve periodo, ma tende immancabilmente a fallire con il crescere dei morti e dei feriti.<br />
L&#8217;impiego di automi ridurrebbe drasticamente il malcontento: nessuno si preoccupa troppo della distruzione o del danneggiamento di quelle che sono, alla fine, delle semplici macchine.</p>
<p>Una volta valutati questi indubbi vantaggi, appare ovvio che, appena la tecnologia lo permetterà, tutti gli eserciti si doteranno di robot soldati che combatteranno al posto degli uomini. A questo punto, l&#8217;unica &#8220;vittima&#8221; della guerra sarà l&#8217;ambiente, devastato dai combattimenti e dai rottami dei robot, che difficilmente saranno realizzati con materiali non inquinanti.<br />
Questo problema ecologico non va tuttavia sottovalutato.<br />
Come insegna il nuovo romanzo di Michael Crichton, gli ecologisti sono una lobby molto potente, e molto probabilmente lo saranno ancora di più con il venire meno dei pacifisti per motivi umanitari: c&#8217;è il rischio di ritrovarsi con gli stessi problemi di prima e di dover nuovamente affrontare spese di propaganda.<br />
Vi è poi un&#8217;ulteriore controindicazione. L&#8217;obiettivo principale di una guerra è il controllo territoriale, e, a meno che non ci si voglia limitare a voler impedire al nemico qualsiasi forma di sfruttamento, è chiaro che il vincitore dovrà occuparsi della bonifica del terreno di battaglia. Che senso ha combattere per impadronirsi di un giacimento di petrolio, o una sorgente d&#8217;acqua, se questi alla fine non saranno sfruttabili? Che senso ha liberare una zona in posizione strategica se non è possibile costruirvi alcunché?<br />
Alla fine, non si potrà che giungere alla conclusione che la cosa migliore è limitarsi a combattere per un territorio, ma non nel territorio per il quale si combatte. Molto meglio, per entrambe le parti, stabilire un campo di battaglia neutro, una qualche zona desertica possibilmente remota nella quale potersi confrontare militarmente senza alcun pericolo del territorio.<br />
Il difficile sarà trovarle, queste zone desertiche: con l&#8217;aumentare della popolazione mondiale, le zone abitate si espanderanno sempre più. Per ovviare a questa ultima difficoltà, non resta che abbandonare anche il campo di battaglia, e costruirne uno simulato al computer, in una sorta di immenso videogioco il cui scopo non è l&#8217;intrattenimento, bensì la conquista di risorse territoriali vitali.<br />
Per vincere queste nuove battaglie i militari saranno sempre meno uomini d&#8217;azione e sempre più intellettuali. E allora non sarà così assurdo sperare che, un giorno lontano, questi nuovi generali e colonnelli cesseranno del tutto di fare la guerra, anche se virtuale, per mettersi attorno ad un tavolo e discutere. Si avrà la diplomazia come proseguimento della guerra.</p>
<p>Ben vengano i soldati robot. È, forse, l&#8217;inizio della fine.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=27&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/guerra-del-futuro/' addthis:title='La guerra del futuro, il futuro senza guerra' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lestinto.it/articoli/guerra-del-futuro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

