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	<title>L&#039;estinto &#187; Joseph Ratzinger (Benedetto XVI)</title>
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	<description>I&#039;ll teach you differences</description>
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		<title>Naturalmente famiglia</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 21:46:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Joseph Ratzinger (Benedetto XVI)]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<category><![CDATA[Omosessualità]]></category>

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		<description><![CDATA[La Convenzione [ONU sui diritti dell’infanzia], nel preambolo, indica la famiglia &#8220;quale ambiente naturale per la crescita e il benessere di tutti i suoi membri e in particolare dei fanciulli&#8221;. Ebbene, è proprio la famiglia, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, l’aiuto più grande che si possa offrire ai bambini. Così Benedetto [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/naturalmente-famiglia/' addthis:title='Naturalmente famiglia' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>La Convenzione [ONU sui diritti dell’infanzia], nel preambolo, indica la famiglia &#8220;quale ambiente naturale per la crescita e il benessere di tutti i suoi membri e in particolare dei fanciulli&#8221;. Ebbene, è proprio la famiglia, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, l’aiuto più grande che si possa offrire ai bambini.</p></blockquote>
<p>Così <a title="Ai partecipanti alla XIX Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio per la Famiglia, 8 febbraio 2010 - Benedetto XVI" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2010/february/documents/hf_ben-xvi_spe_20100208_pc-family_it.html">Benedetto XVI</a> ai partecipanti alla XIX Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio per la Famiglia.<br />
L&#8217;aiuto più grande per un bambino è una famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna. È l&#8217;ambiente <em>naturale</em>, qualsiasi cosa il termine naturale, qui, voglia dire. L&#8217;uomo è un animale <em>naturalmente culturale</em>: contrapporre natura e cultura non ha molto senso. Non ha quindi molto senso neppure l&#8217;accostamento tra le parole del papa e la <a title="Albatros lesbiche neomamme - Lesbo Blog" href="http://www.lesboblog.it/blog/2010/02/09/albatros-lesbiche-neomamme/">notizia</a> nella quale mi sono imbattuto oggi:</p>
<blockquote><p>Una coppia di albatros femmine, hanno fatto schiudere con successo un uovo nella colonia neozelandese del Royal Albatross Centre.<br />
Il padre appartiene alla colonia degli albatros reali, ma non si sa esattamante chi sia.<br />
Certamente ora le due mamme si prenderanno cura del loro pulcino.<br />
Lyndon Perriman del Dipartimento di conservazione della Nuova Zelanda, ha detto che per i prossimi sei mesi i genitori si alterneranno, scambiandosi i ruoli ogni due giorni: uno proteggerà il figlio dai predatori, mentre l’altro andrà a cacciare in mare.</p></blockquote>
<p>Non è detto che quello che accade agli albatros abbia una qualche importanza per &#8220;l&#8217;ambiente naturale per la crescita e il benessere&#8221; degli esseri umani. Certo è interessante pensare che, forse, come uomini potremmo avere più possibilità di quelle di cui dispongono gli albatros.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=2655&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/naturalmente-famiglia/' addthis:title='Naturalmente famiglia' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Ricette naturali</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 06:23:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerche filosofiche]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia del diritto]]></category>
		<category><![CDATA[Joseph Ratzinger (Benedetto XVI)]]></category>
		<category><![CDATA[Legge naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Naturale]]></category>

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		<description><![CDATA[Una premessa doverosa: non ho letto l&#8217;enciclica Caritas in veritate di Benedetto XVI. Ho anche ignorato tutti i commenti che sono apparsi un po&#8217; ovunque.1 Insomma, non so praticamente nulla di questo testo, se non che parla diffusamente di natura. Rispettare la natura Natura anche (soprattutto?) nel senso di legge naturale: In tutte le culture ci [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/ricette-naturali/' addthis:title='Ricette naturali' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una premessa doverosa: <em>non</em> ho letto l&#8217;enciclica <a title="Caritas in veritate - Lettera Enciclica, Benedetto XVI" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/encyclicals/documents/hf_ben-xvi_enc_20090629_caritas-in-veritate_it.html"><em>Caritas in veritate</em></a> di Benedetto XVI. Ho anche ignorato tutti i commenti che sono apparsi un po&#8217; ovunque.<sup><a href="http://www.lestinto.it/articoli/ricette-naturali/#footnote_0_2203" id="identifier_0_2203" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Quasi tutti:&nbsp;Weissbach &egrave; riuscito a farsi leggere grazie a un esergo che a tutto faceva pensare, tranne che a una riflessione sull&amp;#8217;enciclica papale.">1</a></sup></p>
<p>Insomma, non so praticamente nulla di questo testo, se non che parla diffusamente di natura.<span id="more-2203"></span></p>
<h3>Rispettare la natura</h3>
<p>Natura anche (soprattutto?) nel senso di legge naturale:</p>
<blockquote><p>In tutte le culture ci sono singolari e molteplici convergenze etiche, espressione della medesima natura umana, voluta dal Creatore, e che la sapienza etica dell&#8217;umanità chiama legge naturale. Una tale legge morale universale è saldo fondamento di ogni dialogo culturale, religioso e politico e consente al multiforme pluralismo delle varie culture di non staccarsi dalla comune ricerca del vero, del bene e di Dio.</p></blockquote>
<p>Tralasciamo, per il momento, il riferimento alle convergenze etiche e al pluralismo delle culture. Per Benedetto XVI la legge morale naturale coincide con la natura umana, ovviamente voluta dal Creatore. Coincide, ovviamente, solo se l&#8217;uomo non si lascia corrompere e riconosce ciò che il Signore ha inscritto nel suo cuore.<br />
Non rispettare la legge morale naturale significa non rispettare la propria natura e, in definitiva, non rispettare <em>tout court</em> la natura:</p>
<blockquote><p>Se non si rispetta il diritto alla vita e alla morte naturale, se si rende artificiale il concepimento, la gestazione e la nascita dell&#8217;uomo, se si sacrificano embrioni umani alla ricerca, la coscienza comune finisce per perdere il concetto di ecologia umana e, con esso, quello di ecologia ambientale. È una contraddizione chiedere alle nuove generazioni il rispetto dell&#8217;ambiente naturale, quando l&#8217;educazione e le leggi non le aiutano a rispettare se stesse. Il libro della natura è uno e indivisibile, sul versante dell&#8217;ambiente come sul versante della vita, della sessualità, del matrimonio, della famiglia, delle relazioni sociali, in una parola dello sviluppo umano integrale. I doveri che abbiamo verso l&#8217;ambiente si collegano con i doveri che abbiamo verso la persona considerata in se stessa e in relazione con gli altri. Non si possono esigere gli uni e conculcare gli altri.</p></blockquote>
<p>Notevole il parallelismo tra natura nel senso di ambiente e natura nel senso di legge morale naturale. Il vero ecologista è contrario all&#8217;aborto, al sesso a fini non riproduttivi eccetera, perché così vuole la natura, e il vero ecologista rispetta <em>sempre</em> la natura.<br />
<em>Sempre</em>? Un ecologista, per essere un vero ecologista, si deve rifiutare di spegnere un incendio se questo è provocato da un naturalissimo fulmine? Deve viceversa spegnere gli incendi controllati che periodicamente vengono appiccati dall&#8217;uomo?</p>
<p>Più seriamente: il ragionamento regge unicamente se teniamo per buono che il Creatore in questione esista e sia buono. Senza un simile Creatore che faccia da garante per la moralità dell&#8217;esistente, tutto crolla come un castello di carte in una giornata ventosa.</p>
<h3>Gastronomia naturale</h3>
<p>C&#8217;è un altro punto debole nel ragionamento di Benedetto XVI: la straordinaria precisione della legge naturale che egli trae dalla natura umana. Non ci sono incertezze sul contenuto di questa legge: da una breve scorsa all&#8217;enciclica risultano non in accordo con la natura umana la fecondazione in vitro, la ricerca sugli embrioni, la clonazione e l&#8217;ibridazione umana, l&#8217;aborto, la pianificazione delle nascite, l&#8217;eutanasia e alcune attività finanziarie.</p>
<p>Se vi è qualcosa di naturale<sup><a href="http://www.lestinto.it/articoli/ricette-naturali/#footnote_1_2203" id="identifier_1_2203" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Naturale nel senso di non culturale.">2</a></sup> nelle leggi morali degli uomini, si tratta di un qualcosa di vago e di aperto. Una campo di possibilità.<br />
Le convergenze etiche che si riscontrano nelle varie culture appartengono a questo campo di possibilità e non permettono di costruire una morale chiusa e definita come invece sembra aspettarsi Benedetto XVI.</p>
<p>Un po&#8217; come la cucina: la commestibilità dei vari alimenti, la loro capacità di conservarsi inalterati eccetera costituiscono un campo di possibilità dal quale non si può uscire (per capirci: niente ricette a base di funghi velenosi e il latte non si può conservare inalterato a lungo) ma che lascia ampi margini di libertà, e infatti ogni regione ha le proprie tradizioni culinarie e ogni persona le proprie abitudini. Non esiste una gastronomia naturale che prescriva quanto burro spalmare sulle fette biscottate.</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_2203" class="footnote">Quasi tutti: <a title="Il papa parla di ambiente: posso invocare il NOMA?" href="http://www.weissbach.it/blog/?p=2859">Weissbach</a> è riuscito a farsi leggere grazie a un esergo che a tutto faceva pensare, tranne che a una riflessione sull&#8217;enciclica papale.</li><li id="footnote_1_2203" class="footnote">Naturale nel senso di non culturale.</li></ol><img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=2203&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/ricette-naturali/' addthis:title='Ricette naturali' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Anima e corpo</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jul 2009 08:25:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Anima]]></category>
		<category><![CDATA[Joseph Ratzinger (Benedetto XVI)]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Ricciardi]]></category>

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		<description><![CDATA[Mario Ricciardi, su Il Riformista di qualche giorno fa (&#8220;Anima e Corpo&#8220;, 30 giugno), dedica la propria attenzione a una recente omelia di Benedetto XVI, omelia che affronta uno degli scandali (nel senso etimologico di inciampo) del cattolicesimo: il rapporto tra anima e corpo. Scrive Ricciardi: Se l’idea aristotelica di un’unita indissolubile non è necessariamente [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/anima-e-corpo/' addthis:title='Anima e corpo' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mario Ricciardi, su <em>Il Riformista</em> di qualche giorno fa (&#8220;<a href="http://brideshead.ilcannocchiale.it/post/2286912.html">Anima e Corpo</a>&#8220;, 30 giugno), dedica la propria attenzione a una recente omelia di Benedetto XVI, omelia che affronta uno degli scandali (nel senso etimologico di inciampo) del cattolicesimo: il rapporto tra anima e corpo.<span id="more-2179"></span></p>
<p>Scrive Ricciardi:</p>
<blockquote><p>Se l’idea aristotelica di un’unita indissolubile non è necessariamente incompatibile con quel che sappiamo della biologia umana, quella cristiana di una separazione momentanea – e di una sussistenza autonoma dell’anima mentre il corpo si decompone – risulta incomprensibile. Tuttavia, ciò non rende il discorso di Benedetto XVI irrilevante dal punto di vista di chi segue la ragione ma non ha la fede.</p></blockquote>
<p>Affermazione curiosa: la separazione tra anima e corpo è <em>incomprensibile</em>, non <em>errata</em>, <em>sbagliata</em> o <em>semplicistica</em>, ma proprio <em>incomprensibile</em>: una idea che non si può comprendere, insensata.<br />
Cosa c&#8217;è di incomprensibile in un&#8217;anima separata dal corpo? Direi: proprio nulla! Mi pare una idea perfettamente comprensibile e chiara. Una idea che la biologia umana ha dimostrato, o sta dimostrando, falsa. Ma non incomprensibile o insensata. Se mai il contrario: alcuni studi, sulla cui serietà non sono in grado di pronunciarmi, sembrano mostrare come la credenza in un&#8217;anima separata dal corpo sia una esigenza dell&#8217;evoluzione della mente.</p>
<p>Incomprensibile è, se mai, la scelta di Benedetto XVI di parlare di tentare un ricupero di questa idea. L&#8217;interpretazione che propone Ricciardi è interessante, anche se mi pare un poco forzata:</p>
<blockquote><p>Le parole del Papa sono anche un atto di accusa nei confronti di una cultura che per sfuggire alla paura della morte, e del decadimento fisico che la preannuncia, si è progressivamente costruita una religione del corpo concepito non più come ciò che rende possibile l’interazione con il mondo – e con gli altri esseri umani – ma come un feticcio. Un simulacro da preservare per poterne far mostra e compiacersene come si gode di un oggetto.[…]<br />
Parlare dell’anima al tempo delle escort non è un modo per eludere le ingiunzioni del mondo. Al contrario, potrebbe essere il modo più appropriato per andare al fondo di quel che siamo e di ciò che corriamo il rischio diventare.</p></blockquote>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=2179&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/anima-e-corpo/' addthis:title='Anima e corpo' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Fatti e interpretazioni</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Oct 2008 15:55:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[André Glucksmann]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Israel]]></category>
		<category><![CDATA[Interpretazione]]></category>
		<category><![CDATA[Joseph Ratzinger (Benedetto XVI)]]></category>

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		<description><![CDATA[André&#160;Glucksmann, sul Corriere della Sera di un mese fa, fornisce una interessante lettura realista della crisi economica: &#8220;Il post-moderno debutta in economia&#8221;. Una bolla speculativa si regge su una scommessa che si conferma da sé. È «performativa », secondo il linguista Austin. Per lo speculatore, accordare crediti significa far esistere. «La seduta è aperta!», proclama [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/fatti-e-interpretazioni/' addthis:title='Fatti e interpretazioni' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>André&nbsp;Glucksmann, sul <em>Corriere della Sera</em> di un mese fa, fornisce una interessante lettura realista della crisi economica: &#8220;<a title="Il post-moderno debutta in economia - Corriere della Sera" href="http://www.corriere.it/economia/08_settembre_30/il_post_moderno_debutta_in_economia_b9b3a8e4-8eb5-11dd-8a6d-00144f02aabc.shtml">Il post-moderno debutta in economia&#8221;</a>.</p>
<blockquote><p>Una bolla speculativa si regge su una scommessa che si conferma da sé. È «performativa », secondo il linguista Austin. Per lo speculatore, accordare crediti significa far esistere. «La seduta è aperta!», proclama il presidente di un&#8217; assemblea—è vero per il solo fatto che lo dice —: la realtà si regola sul dire, mentre nei casi ordinari il dire, che non è più performativo ma indicativo, si regola sulla realtà. La bolla finanziaria accumula crediti su crediti e si arricchisce della propria auto-affermazione. Si rinchiude in un rapporto autoreferenziale e progressivamente abolisce il principio di realtà: sono effettivi soltanto i prodotti finanziari che i miei investimenti inventano.</p></blockquote>
<p><span id="more-1430"></span>Quello che&nbsp;Glucksmann&nbsp;non dice, immagino per questioni di spazio, è che il denaro è un oggetto sociale, e come tale non può che nascere da un performativo, che poi è il famoso &#8220;pagabile a vista al portatore&#8221; (un tempo) riportato su molte banconote.&nbsp;Ad essere performativa non è la bolla speculativa, ma l&#8217;intera economia, e l&#8217;unico modo per porvi rimedio è tornare al baratto: immagino che, per coerenza,&nbsp;Glucksmann&nbsp;si sia fatto pagare in frutta e verdura.<br />
Più che l&#8217;ideologia performativa, il problema è l&#8217;aver dimenticato che le promesse, prima o poi, vanno mantenute.</p>
<p>L&#8217;articolo si conclude con un «pio desiderio»: che «il brivido anticipatore di una crisi universale ci offra l&#8217;occasione di uscire dalla bolla mentale post moderna». Più che un desiderio, una illusione: quella di Glucksmann non è l&#8217;unica interpretazione dell&#8217;attuale crisi finanziaria, anzi.<br />
Oltre alle prevedibili &#8220;Marx aveva ragione&#8221; e &#8220;tutta colpa degli interventi statali in economia&#8221;, sono degne di nota l&#8217;interpretazione di<a title="Meditazione nel corso della prima Congregazione Generale della XII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, Congregazione Generale, 6 ottobre 2008 mattina - Benedetto XVI" href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2008/october/documents/hf_ben-xvi_spe_20081006_sinodo_it.html"> Benedetto XVI</a>:</p>
<blockquote><p>Sulla sabbia costruisce chi costruisce solo sulle cose visibili e tangibili, sul successo, sulla carriera, sui soldi. Apparentemente queste sono le vere realtà. Ma tutto questo un giorno passerà. Lo vediamo adesso nel crollo delle grandi banche: questi soldi scompaiono, sono niente. E così tutte queste cose, che sembrano la vera realtà sulla quale contare, sono realtà di secondo ordine. […] Solo la Parola di Dio è fondamento di tutta la realtà […]. Quindi dobbiamo cambiare il nostro concetto di realismo.</p></blockquote>
<p>e quella proposta da Giorgio Israel:</p>
<blockquote><p>Ormai molti ammettono che la drammatica crisi finanziaria in corso ha origine nell’uso di modelli matematici che da più di un trentennio hanno consolidato la convinzione che i mercati finanziari siano perfettamente controllabili. La radice ideologica di questa convinzione sta nella teoria delle cosiddette “aspettative razionali”.<br />
[…]&nbsp;Insomma, sta crollando un paradigma scientista: l’idea delirante di organizzare la società umana come il mondo fisico, anche se neppure questo è perfettamente prevedibile. Ma è vano illudersi. I suoi fanatici fautori non demorderanno, a costo di affogarci in un mare di rovine.</p></blockquote>
<p>I fatti esistono: sarebbe stupido (e pericoloso) negarlo. Tuttavia, esistono anche le interpretazioni, e in numero (molto) superiore ai fatti.</p>
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		<title>La logica è meglio del sesso</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/la-logica-e-meglio-del-sesso/</link>
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		<pubDate>Sun, 10 Feb 2008 14:07:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spilli]]></category>
		<category><![CDATA[Achille Varzi]]></category>
		<category><![CDATA[Fallacie logiche]]></category>
		<category><![CDATA[Joseph Ratzinger (Benedetto XVI)]]></category>
		<category><![CDATA[Logica]]></category>

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		<description><![CDATA[Fonti affidabili1 riportano che Achille Varzi, professore alla Columbia University, si presenti alla prima lezione di logica indossando una maglietta con la seguente scritta (ovviamente in inglese): Niente è meglio del sesso. La logica è meglio di niente. Quindi la logica è meglio del sesso. Pare che Varzi dedichi la prima lezione a spiegare l&#8217;errore: [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/la-logica-e-meglio-del-sesso/' addthis:title='La logica è meglio del sesso' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fonti affidabili<sup><a href="http://www.lestinto.it/articoli/la-logica-e-meglio-del-sesso/#footnote_0_1030" id="identifier_0_1030" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="&Egrave; lo stesso Varzi ad averlo detto, durante una conferenza.">1</a></sup> riportano che Achille Varzi, professore alla Columbia University, si presenti alla prima lezione di logica indossando una maglietta con la seguente scritta (ovviamente in inglese):</p>
<blockquote><p>Niente è meglio del sesso.<br />
La logica è meglio di niente.<br />
Quindi la logica è meglio del sesso.</p></blockquote>
<p>Pare che Varzi dedichi la prima lezione a spiegare l&#8217;errore: &#8220;niente&#8221; non è una cosa, e se la si considera come tale ci si imbatte in simili errori. I filosofi parlano, in questo caso, di ipostatizzazione.</p>
<p>Mi viene il dubbio che un simile errore venga commesso anche da Joseph Ratzinger <a title="Il Tempo - Servizi - Flash di AdnKronos" href="http://www.iltempo.it/adnkronos/?q=YToxOntzOjEyOiJ4bWxfZmlsZW5hbWUiO3M6MjE6IkFETjIwMDgwMjEwMTIwNDEzLnhtbCI7fQ==">quando spiega</a> cosa significa entrare in quaresima:</p>
<blockquote><p>Significa iniziare un tempo di particolare impegno nel combattimento spirituale che ci oppone al male presente nel mondo, in ognuno di noi e intorno a noi. Vuol dire guardare il male in faccia e disporsi a lottare contro i suoi effetti, soprattutto contro le sue cause, fino alla causa ultima, che è satana.</p></blockquote>
<p>In questa affermazione, il male è una cosa solo in senso retorico o anche in senso metafisico?</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_1030" class="footnote">È lo stesso Varzi ad averlo detto, durante una conferenza.</li></ol><img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=1030&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/la-logica-e-meglio-del-sesso/' addthis:title='La logica è meglio del sesso' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>La divina dittatura</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Dec 2007 22:47:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Mastrofini]]></category>
		<category><![CDATA[Joseph Ratzinger (Benedetto XVI)]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà di opinione]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mondo è cambiato. Da questa affermazione, banale e proprio per questo fondamentale, parte Fabrizio Mastrofini nella sua analisi del papato di Benedetto XVI: il mondo è cambiato e il Papa si trova a dover affrontare una nuova evangelizzazione. Il titolo del libro, Ratzinger per non credenti, si riferisce appunto a questa importante sfida: la [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/la-divina-dittatura/' addthis:title='La divina dittatura' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lestinto.it/wp-content/img/ratzingerpernoncredenti.jpeg" rel="lightbox[pics967]" title="Fabrizio Mastrofini, Ratzinger per non credenti"><img src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/ratzingerpernoncredenti.thumbnail.jpeg" alt="Fabrizio Mastrofini, Ratzinger per non credenti" align="right" height="219" width="134" /></a>Il mondo è cambiato. Da questa affermazione, banale e proprio per questo fondamentale, parte Fabrizio Mastrofini nella sua analisi del papato di Benedetto XVI: il mondo è cambiato e il Papa si trova a dover affrontare una nuova evangelizzazione.<br />
Il titolo del libro, <em>Ratzinger per non credenti</em>, si riferisce appunto a questa importante sfida: la necessità del dialogo con i non credenti.</p>
<p>L&#8217;impressione che si coglie, o meglio che <em>io</em> ho colto, dalla lettura di questo interessante e ben scritto saggio, è che Joseph Ratzinger non sia assolutamente in grado di raccogliere questa sfida.<br />
La finestra che si affaccia in piazza San Pietro, «simbolo dell&#8217;apertura del pontificato al mondo», assume le forme della centrale di una polizia segreta di una qualche dittatura prossima alla fine.<span id="more-967"></span></p>
<p>Non mi interessa qui proporre il tema dell&#8217;ostilità della religione cattolica nei confronti della democrazia, e neppure accusare il Vaticano di essere l&#8217;unica monarchia assoluta d&#8217;Europa o evocare, come nei vecchi manifesti elettorali della DC, i cavalli che si abbeverano in piazza San Pietro.<br />
Tutto quello che voglio fare è lasciare spazio ad alcune suggestioni emerse durante la lettura: un discorso volutamente limitato, che legge gli avvenimenti unicamente in chiave politica e che non tocca, ad esempio, il tema del rapporto tra fede e ragione, tanto caro a Ratzinger e al quale, giustamente, Mastrofini dedica ampio spazio.<br />
In poche parole, mi propongo di dimenticare momentaneamente che il cattolicesimo è una religione e provare a interpretare le gesta di Benedetto XVI così, come un non credente che ignora persino cosa siano la fede e la religione.</p>
<h3>Niente critiche</h3>
<p><a href="http://www.lestinto.it/wp-content/img/ratzingertazza.jpg" rel="lightbox[pics967]" title="Tazza Papa"><img src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/ratzingertazza.jpg" alt="Tazza Papa" align="left" height="124" width="124" /></a>Il primo dovere di un dittatore è controllare le critiche: solo ciò che è autorizzato può venire pubblicamente discusso:</p>
<blockquote><p>Il ruolo di guida spetta ai vescovi e al papa, dunque al &#8220;magistero&#8221;, che deve tutelare il &#8220;popolo&#8221; cristiano da confusioni ed errori, come quelli che potrebbero derivare da una conoscenza superficiale o da una affrettata comunicazione di teorie non sufficientemente giudicate e valutate prima.<br />
p. 58</p></blockquote>
<h3>Libertà di ricerca</h3>
<p>La libertà di ricerca è, necessariamente, una libertà <em>limitata</em> e <em>sorvegliata</em>, anche se è meglio non darlo troppo a vedere e dirsi paladini della libertà:</p>
<blockquote><p>La libertà di ricerca, che giustamente sta a cuore alla comunità degli uomini di scienza come uno dei suoi beni più preziosi, significa disponibilità ad accogliere la verità così come essa si presenta, al termine di una ricerca, nella quale non sia intervenuto alcun elemento estraneo alle esigenze di un metodo che corrisponda all&#8217;oggetto studiato. In teologia questa libertà di ricerca si iscrive all&#8217;interno di un sapere razionale il cui oggetto è dato dalla rivelazione, trasmessa e interpretata nella Chiesa sotto l&#8217;autorità del magistero, e accolta dalla fede.</p>
<p><em>Donum veritatis</em>, Libreria Editrice Vaticana, 1990, par. 12 (cit. a p. 57)</p></blockquote>
<p>Se da una parte si riconosce, e si esalta, la libertà di ricerca, dall&#8217;altra la si limita, stabilendo che la teologia non può che sottomettersi all&#8217;autorità del magistero: «la libertà di ricerca è ammessa in via teorica mentre in pratica è soggetta a regole che ne determinano i confini» (p. 59).</p>
<p>Si percepisce una vera e propria <em>paura della libera discussione</em>:</p>
<blockquote><p>Gli enunciati della fede non risultano da una ricerca puramente individuale e da una libera critica della parola di Dio, ma costituiscono un&#8217;eredità ecclesiale.</p>
<p><em>Donum veritatis</em>, par. 38 (cit. a p. 60)</p></blockquote>
<p>e ancora:</p>
<blockquote><p>Così sull&#8217;ordinazione delle donne, come sul celibato sacerdotale o sui temi dell&#8217;eutanasia e della bioetica, si sono adoperate formule impegnative per far capire che nessuno più aveva il diritto di discuterne […] (p. 66-67).</p></blockquote>
<h3>L&#8217;amore per il popolo</h3>
<p><a href="http://www.lestinto.it/wp-content/img/papstbier.jpg" rel="lightbox[pics967]" title="Birra del papa"><img src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/papstbier.thumbnail.jpg" alt="Birra del papa" align="right" height="236" width="156" /></a>Ma un dittatore non può fare tutto questo per semplice egoismo. Il suo è amore: verso il popolo, che deve venire protetto, e verso coloro che sbagliano, che devono venire corretti:</p>
<blockquote><p>Non c&#8217;è dubbio che l&#8217;azione di vaglio censorio di scritti e pubblicazioni e le misure concrete contro teologi e teologhe scaturiscano dallo stesso atteggiamento di amore verso la Chiesa: segnalare agli studiosi i loro errori, invitarli a rivedere le loro posizioni, punirli anche allo scopo di farli riflettere, per mettere fine allo scandalo della divisione, dunque per amore verso la Chiesa stessa e per il bene dei protagonisti (p. 104).</p></blockquote>
<h3>Conclusioni?</h3>
<p>Dubito fortemente che sia possibile trarre delle conclusioni sensate da questa parziale lettura del libro di Mastrofini e del papato di Benedetto XVI.<br />
Certo è che se il cattolicesimo non fosse una religione ma un movimento politico, avrebbe oramai fatto il proprio tempo. Per fortuna <em>non</em> è un movimento politico.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=967&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/la-divina-dittatura/' addthis:title='La divina dittatura' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Non è garantita in modo automatico</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Nov 2007 10:29:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spilli]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Mastrofini]]></category>
		<category><![CDATA[Joseph Ratzinger (Benedetto XVI)]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Il libro di Fabrizio Mastrofini Ratzinger per non credenti (Laterza 2007) è, per chi non ha la pazienza e la costanza di Malvino, una interessante fonte di citazioni papali. Due passaggi di una intervista realizzata il 5 agosto 2006 per Radio Vaticana1 sono indubbiamente degni di nota: Vale quindi anche per il cristianesimo, considerato come [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/non-e-garantita-in-modo-automatico/' addthis:title='Non è garantita in modo automatico' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il libro di Fabrizio Mastrofini <a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788842083856/mastrofini-fabrizio/ratzinger-per-non.html" title="Libro - IBS - Ratzinger per non credenti - Mastrofini Fabrizio"><em>Ratzinger per non credenti</em></a> (Laterza 2007) è, per chi non ha la pazienza e la costanza di <a href="http://malvino.ilcannocchiale.it" title="Malvino">Malvino</a>, una interessante fonte di citazioni papali.</p>
<p>Due passaggi di una intervista realizzata il 5 agosto 2006 per Radio Vaticana<sup><a href="http://www.lestinto.it/articoli/non-e-garantita-in-modo-automatico/#footnote_0_930" id="identifier_0_930" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="come riporta Mastrofini: &laquo;RadioGiornale&raquo;, edizione delle 14 sul sito www.radiovaticana.org">1</a></sup><br />
sono indubbiamente degni di nota:</p>
<blockquote><p>Vale quindi anche per il cristianesimo, considerato come una delle realtà vissute dall&#8217;uomo, la legge della imperfezione e della minaccia. La sua influenza politica positiva non è garantita in modo automatico. Questa promessa non gli è stata proprio fatta e gli uomini di Chiesa, nelle loro attività politiche, non dovrebbero mai dimenticarlo.<br />
(cit. a p. 25)</p></blockquote>
<p>In altre parole: anche i papi possono sbagliare.<br />
La seconda citazione vuole essere una esemplificazione della prima:</p>
<blockquote><p>Ma se si diffonde solo <em>know-how</em>, se si insegna solo come si costruiscono e usano le macchine, e come si impiegano i mezzi di contraccezione, allora non bisogna poi meravigliarsi che alla fine ci si ritrovi con le guerre e con le epidemie di Aids.<br />
(cit. a p. 21)</p></blockquote>
<p>Certo, se con &#8220;mezzi di contraccezione&#8221; si intende l&#8217;astinenza, le epidemie di Aids non sorprendono.</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_930" class="footnote">come riporta Mastrofini: «RadioGiornale», edizione delle 14 sul sito <a href="http://www.radiovaticana.org" title="Radio Vaticana">www.radiovaticana.org</a></li></ol><img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=930&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/non-e-garantita-in-modo-automatico/' addthis:title='Non è garantita in modo automatico' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Stranamente su questa teoria son d&#8217;accordo col Papa</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Sep 2007 20:03:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Eutanasia]]></category>
		<category><![CDATA[Joseph Ratzinger (Benedetto XVI)]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>

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		<description><![CDATA[Sua santità Benedetto XVI, durante l&#8217;Incontro con le autorità e il corpo diplomatico di Vienna (7 settembre 2007) ha dichiarato: Una grande preoccupazione costituisce per me anche il dibattito sul cosiddetto &#8220;attivo aiuto a morire&#8221;. C’è da temere che un giorno possa essere esercitata una pressione non dichiarata o anche esplicita sulle persone gravemente malate [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/stranamente-su-questa-teoria-son-daccordo-col-papa/' addthis:title='Stranamente su questa teoria son d&#8217;accordo col Papa' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sua santità Benedetto XVI, durante l&#8217;<a href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2007/september/documents/hf_ben-xvi_spe_20070907_hofburg-wien_it.html" title="Incontro con le autorità e con il corpo diplomatico di Vienna">Incontro con le autorità e il corpo diplomatico di Vienna</a> (7 settembre 2007) ha dichiarato:</p>
<blockquote><p>Una grande preoccupazione costituisce per me anche il dibattito sul cosiddetto &#8220;attivo aiuto a morire&#8221;. C’è da temere che un giorno possa essere esercitata una pressione non dichiarata o anche esplicita sulle persone gravemente malate o anziane, perché chiedano la morte o se la diano da sé.</p></blockquote>
<p>Come cantava Giorgio Gaber (<em>Il corrotto</em>), «stranamente su questa teoria son d&#8217;accordo col Papa». La preoccupazione di Joseph Ratzinger è condivisibile: chi crede nella libertà, ossia nella autodeterminazione delle persone, deve prestare particolare attenzione alle pressioni che, se particolarmente invasive, possono di fatto costituire una limitazione della libertà individuale.<span id="more-856"></span></p>
<p>Una cosa simile può accadere anche con il matrimonio e le conversioni religiose.<br />
Può benissimo accadere che una persona decida di sposarsi non per libera scelta, ma per le pressioni dei parenti o sociali: una madre che ripete ogni cinque minuti «ma quando ti sposi?» o un sussidio negato in quanto single potrebbero, in determinate situazioni, costringere qualcuno a sposarsi senza che ne abbia realmente voglia.<br />
Che dire poi di una persona che non crede in Dio, conosce a malapena il credo niceno ma, per convenienza o per paura delle minacce islamiche e scientiste, si definisce cattolico, convinto che solo il cristianesimo possa arginare il nemico musulmano e l&#8217;arroganza di una scienza che ha perso il senso del limite?</p>
<p>Curiosamente, Ratzinger propone la proibizione come rimedio agli eventuali abusi solo per l&#8217;eutanasia, lasciando da parte i matrimoni e le conversioni religiose. Sembra di capire che, per questi ultimi casi, sia sufficiente un semplice accertamento delle reali intenzioni della persona coinvolta.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=856&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/stranamente-su-questa-teoria-son-daccordo-col-papa/' addthis:title='Stranamente su questa teoria son d&#8217;accordo col Papa' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Una artificiosa barriera</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jun 2007 14:51:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Avvenire]]></category>
		<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Joseph Ratzinger (Benedetto XVI)]]></category>

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		<description><![CDATA[La ricerca scientifica va giustamente incoraggiata e promossa sempre che non avvenga a scapito di altri esseri umani la cui dignità è intangibile fin dai primi stadi dell&#8217;esistenza. Così Benedetto XVI nel suo saluto a un congresso romano sulle cellule staminali adulte. Ne parla, ovviamente su Avvenire, Carlo Bellieni, che così riassume il ruolo del [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/una-artificiosa-barriera/' addthis:title='Una artificiosa barriera' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>La ricerca scientifica va giustamente incoraggiata e promossa sempre che non avvenga a scapito di altri esseri umani la cui dignità è intangibile fin dai primi stadi dell&#8217;esistenza.</p></blockquote>
<p>Così Benedetto XVI nel suo saluto a un congresso romano sulle cellule staminali adulte. Ne parla, ovviamente su <a href="http://www.db.avvenire.it/avvenire/edizione_2007_06_28/articolo_768273.html" title="Avvenire on line">Avvenire</a>, Carlo Bellieni, che così riassume il ruolo del netto limite tracciato dal Papa:</p>
<blockquote><p> Il limite alla ricerca infatti non è un&#8217;artificiosa barriera ma l&#8217;argine che il fiume costruisce per poter marciare sereno e portare lontano le sue acque.</p></blockquote>
<p>La metafora usata da Bellieni è bella, ma non se ne capisce l&#8217;utilità. Il limite tracciato da Benedetto XVI è la <em>dignità umana</em>: anche se fosse un artificioso argine che rallenta l&#8217;avanzare della conoscenza scientifica, sarebbe comunque <strong>giusto</strong> costruire questo argine.<br />
Questo precisare che i limiti non costituiscono un vero ostacolo, ma anzi possono diventare una preziosa opportunità, è inutile. È come se dicessero: non sparare alle persone perché le uccidiamo, e comunque sparando alle persone si rischia di diventare sordi per il rumore&#8230;</p>
<p>Nota marginale <em>vagamente</em> più seria: va bene la dignità, ma come stabilire quando questa dignità viene violata? È il soggetto presunto violato a poterlo stabilire?</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=780&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/una-artificiosa-barriera/' addthis:title='Una artificiosa barriera' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Un pensiero particolare</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/un-pensiero-particolare/</link>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2007 07:26:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spilli]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Joseph Ratzinger (Benedetto XVI)]]></category>

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		<description><![CDATA[Aioros propone il dialogo ideale tra Benedetto XVI e Lula: Papa: &#8211; E la famiglia? Lula: &#8211; Bene, grazie. In effetti, a Joseph Ratzinger interessano anche le famiglie concrete e particolari oppure solo quella universale e naturale fondamento della società? (Su un tema simile, anche Yoshi)<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/un-pensiero-particolare/' addthis:title='Un pensiero particolare' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://aiorosblog.splinder.com/post/12130931" title="L'altro blog era piu' bello">Aioros</a> propone il dialogo ideale tra Benedetto XVI e Lula:</p>
<blockquote><p>Papa: &#8211; E la famiglia?<br />
Lula: &#8211; Bene, grazie.</p></blockquote>
<p>In effetti, a Joseph Ratzinger interessano anche le famiglie concrete e particolari oppure solo quella universale e naturale fondamento della società?</p>
<p>(Su un tema simile, anche <a href="http://www.burakudream.net/public/index.php?entry=entry070509-233143" title="Buraku Dream">Yoshi</a>)</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=717&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/un-pensiero-particolare/' addthis:title='Un pensiero particolare' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Limite di ragionevolezza</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Apr 2007 10:45:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerche filosofiche]]></category>
		<category><![CDATA[Albert Einstein]]></category>
		<category><![CDATA[Fede]]></category>
		<category><![CDATA[Joseph Ratzinger (Benedetto XVI)]]></category>
		<category><![CDATA[Ragione]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel 1941 Albert Einstein partecipò ad un convegno su scienza, filosofia e religione nel loro rapporto con la democrazia. Secondo il grande scienziato, scienza e religione hanno campi (realms) nettamente distinti, tuttavia esistono forti relazioni e, soprattutto, reciproche dipendenze: la religione deve imparare dalla scienza, ma la scienza non vi sarebbe se gli scienziati non [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/limite-di-ragionevolezza/' addthis:title='Limite di ragionevolezza' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1941 Albert Einstein partecipò ad un convegno su scienza, filosofia e religione nel loro rapporto con la democrazia. Secondo il grande scienziato, scienza e religione hanno campi (<em>realms</em>) nettamente distinti, tuttavia esistono forti relazioni e, soprattutto, reciproche dipendenze: la religione deve imparare dalla scienza, ma la scienza non vi sarebbe se gli scienziati non fossero mossi da una sorta di sentimento religioso.<br />
Nel corso della sua relazione, il cui testo è stato successivamente pubblicato in <em>Ideas and Opinions</em> ed è disponibile su <a href="http://www.sacred-texts.com/aor/einstein/einsci.htm#TWO" title="Albert Einstein: Religion and Science">Internet Sacred Text Archive</a>, Einstein riassunse il suo pensiero con una immagine:</p>
<blockquote><p>La scienza senza religione è zoppa e la religione senza scienza è cieca.</p></blockquote>
<p>Questa affermazione ricalca una celebre frase di Kant nella quale, però, non vi erano scienza e religione bensì sensibilità e intelletto, e quest&#8217;ultima era vuota, non semplicemente zoppa.<br />
La posizione di Kant sul rapporto tra religione e scienza era infatti ben diversa da quella di Einstein: la religione viene di fatto &#8220;ridotta&#8221; alla moralità razionalmente indagata.<br />
Se prendiamo Einstein e Kant come due estremi della riflessione sui rapporti tra fede e ragione, non ci sono dubbi: Joseph Ratzinger è sicuramente più vicino al primo che al secondo.</p>
<p>Non mi risultano pubblici apprezzamenti della posizione di Einstein, però Benedetto XVI ha in più occasioni criticato la concezione kantiana della religione, ad esempio nel <a href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2005/december/documents/hf_ben_xvi_spe_20051222_roman-curia_it.html" title="Discorso ai Membri della Curia e della Prelatura Romana per la presentazione degli auguri natalizi">Discorso ai Membri della Curia e della Prelatura Romana per la presentazione degli auguri natalizi</a> del 2005, quando cita esplicitamente Kant come <strong>momento di totale rottura</strong> del rapporto tra Chiesa ed età moderna (per un paragone: il processo a Galileo, conclusosi con l&#8217;abiura, è stato semplicemente &#8220;un inizio molto problematico&#8221;).</p>
<p>Dal momento che Ratzinger viene spesso chiamato &#8220;il papa teologo&#8221;, studiare più da vicino le sue idee non può che essere interessante.<span id="more-544"></span></p>
<h3>Di cosa si sta parlando</h3>
<p><a href="http://www.lestinto.it/wp-content/img/benedetto_xvi.jpg" rel="lightbox[pics544]" title="Benedetto XVI"><img src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/benedetto_xvi.jpg" title="Benedetto XVI" alt="Benedetto XVI" class="imageframe" align="left" height="234" width="165" /></a>Sul sito della <a href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/index_it.htm" title="La Santa Sede - Il Santo Padre - Benedetto XVI">Santa Sede</a> è possibile accedere ai vari discorsi, omelie, lettere e messaggi di Benedetto XVI. La prima impressione, leggendo i principali documenti nei quali viene affrontato il tema del rapporto tra fede e ragione, è di <strong>ambiguità</strong>: Ratzinger usa i termini <em>fede</em>, <em>religione</em> e <em>Chiesa</em> (con la maiuscola, presumibilmente riferendosi alla sola Chiesa Cattolica) come se fossero perfetti sinonimi, e lo stesso accade per <em>scienza</em>, <em>tecnica</em> ed <em>età moderna</em>.<br />
Questa ambiguità è sicuramente dovuta alla natura dei testi, rivolti al grande pubblico e non ad altri esperti: è difficile ammettere che un teologo confonda la fede con la religione oppure creda che dal seicento in poi vi siano stati solo scienziati.<br />
Rimane comunque la perplessità per una simile scelta: Ratzinger è evidentemente più pontefice che teologo, dal momento che preferisce correre il rischio di farsi fraintendere per aver semplificato troppo, piuttosto che quello di non farsi capire per non aver semplificato abbastanza.</p>
<h3>Dio</h3>
<p>Se a parlare è il papa, il punto di partenza del discorso su razionalità e fede non può che essere Dio.</p>
<p>Sulla natura di Dio il titolo della prima enciclica di Benedetto XVI lascia pochi dubbi: <em>Deus Caritas Est</em>, Dio è amore. Ma, oltre ad essere amore, Dio è anche <em>logos</em>, ragione primordiale, «sorgente originaria di ogni essere», «principio creativo di tutte le cose» (<em>Deus Caritas Est</em>, 10).<br />
È bene evidenziare come amore e ragione <em>non siano attributi</em> di Dio ma sue <em>essenze</em>. In altre parole, per Ratzinger non esistono la razionalità e l&#8217;amore come concetti autonomi e indipendenti da Dio che, più o meno necessariamente, possiede razionalità e amore: dalle parole dell&#8217;enciclica si evince l&#8217;esatto contrario, ossia che Dio è l&#8217;amore e la razionalità. Questi concetti vengono definiti a partire da Dio, non Dio a partire da questi concetti.</p>
<p>In questa ottica è quindi privo di senso affermare che Dio possa essere non razionale, possa agire non solo <em>contro</em> la ragione, ma anche semplicemente <em>oltre</em> la ragione.</p>
<h3>La natura dell&#8217;uomo</h3>
<p><a href="http://www.lestinto.it/wp-content/img/creazione_uomo.jpg" rel="lightbox[pics544]" title="Michelangelo - Creazione dell’uomo"><img src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/creazione_uomo.jpg" title="Michelangelo - Creazione dell’uomo" alt="Michelangelo - Creazione dell’uomo" class="imageframe" align="right" height="211" width="403" /></a>L&#8217;uomo è immagine di Dio e quindi, banalmente, anche l&#8217;uomo è razionale.<br />
Tuttavia, e su questo non ha dubbi nemmeno Ratzinger, l&#8217;uomo si comporta, spesso e volentieri , in maniera <em>irrazionale</em>. Come è possibile che un essere razionale si comporti, contro la propria natura, in maniera irrazionale?</p>
<p>Da un punto di vista logico non vi sono particolari difficoltà: la ragione è solo <em>una caratteristica</em> dell&#8217;uomo, non l&#8217;essenza, come invece avviene per Dio. Rimane invece la difficoltà di fatto: <em>come</em> accade questa irrazionalità, come accade che l&#8217;uomo si contraddica? Se si è concluso che l&#8217;uomo è <em>per natura</em> razionale, occorre poter spiegare perché a volte agisce contro la ragione, ossia contro la sua stessa natura.<br />
Per un ateo è vero il problema contrario: la domanda che l&#8217;ateo deve affrontare è come sia possibile la razionalità dell&#8217;uomo, domanda alla quale la teoria dell&#8217;evoluzione fornisce una ottima risposta.</p>
<h3>Equilibrio</h3>
<p>Anche Ratzinger ha una buona risposta al suo problema: l&#8217;uomo agisce innaturalmente quando vi è uno <em>squilibrio</em> tra le diverse componenti della sua natura. Nella già citata enciclica, ad esempio, l&#8217;eros senza agape è <strong>disumanizzante</strong> (<em>Deus Caritas Est</em>, 5), priva l&#8217;uomo della propria natura.<br />
A quale equilibrio si riferisce Ratzinger, quando parla del rapporto scienza e fede?</p>
<p>Il 19 gennaio 2004, presso la Katholische Akademie di Monaco,  l&#8217;allora cardinale Joseph Ratzinger discusse di democrazia e religione con il filosofo Jürgen Habermas. Il testo delle relazioni è stato pubblicato, con il titolo <em>Ragione e fede in dialogo</em>, nel 2005 da Marsilio ed è disponibile sul sito di <a href="http://www.caffeeuropa.it/pensareeuropa/276ratzinger.html" title="Caffe&#039; Europa - Ragione e fede, scambio reciproco">Caffè Europa</a>.<br />
Nel corso del suo intervento da Ratzinger espone alcune caratteristiche del discorso scientifico:</p>
<blockquote><p>Ora, mi sembra evidente che la scienza come tale non può produrre un&#8217;etica e dunque una rinnovata consapevolezza etica non si realizza come prodotto di dibattiti scientifici. […]<br />
A tale riguardo, esiste però una responsabilità della scienza nei confronti dell&#8217;essere umano in quanto tale, e soprattutto una responsabilità della filosofia nell&#8217;accompagnare criticamente lo sviluppo delle singole scienze e […] mantenere lo sguardo sull&#8217;insieme, sulle altre dimensioni della realtà umana, di cui nella scienza si possono mostrare solo aspetti parziali.</p></blockquote>
<p>La scienza è <strong>parziale</strong>, <strong>incompleta</strong> ma <strong>responsabile</strong>.<br />
Anche la religione, tuttavia, ha i suoi limiti:</p>
<blockquote><p>[…] se il terrorismo è alimentato dal fanatismo religioso, come è, la religione è salvifica e risanatrice, o non piuttosto un potere arcaico e pericoloso, che crea falsi universalismi e perciò non induce all&#8217;intolleranza e al terrorismo? La religione non deve pertanto essere posta sotto la tutela della ragione e attentamente delimitata?</p></blockquote>
<p>La conclusione di Ratzinger è, viste le premesse, scontata:</p>
<blockquote><p>O forse religione e ragione dovrebbero limitarsi a vicenda e ciascuna mettere l&#8217;altra al suo posto e condurla sulla propria via positiva?</p></blockquote>
<p>Ci sono due possibili interpretazioni di questa tesi. La prima assume ragione e scienza come <em>sinonimi</em>, come effettivamente Ratzinger sembra fare. In questo caso si hanno la fede-religione e la ragione-scienza che in un dialogo costruttivo si limitano a vicenda, con la filosofia, sembra, nel ruolo di arbitro.<br />
La seconda interpretazione, invece, separa scienza e ragione, e in questo caso la fede limita la ragione, la ragione limita la fede mentre la scienza, pare di capire, viene limitata da entrambe ma non limita niente.</p>
<p>È comunque difficile districarsi nelle ambiguità lessicali di Ratzinger, e forse nessuna delle due interpretazione è corretta.</p>
<h3>La ragione dell&#8217;uomo</h3>
<p><a href="http://www.lestinto.it/wp-content/img/giotto_fede.jpg" rel="lightbox[pics544]" title="Giotto - La fede (Cappelle degli Scrovegni)"><img src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/giotto_fede.jpg" title="Giotto - La fede (Cappelle degli Scrovegni)" alt="Giotto - La fede (Cappelle degli Scrovegni)" class="imageframe" align="right" height="369" width="140" /></a>L&#8217;irrazionalità umana nasce dunque da uno squilibrio, da un <em>eccesso</em> di ragione<em>.</em> E già qui viene qualche dubbio: come è possibile che l&#8217;irrazionalità, ossia il comportarsi <em>contro</em> ragione, derivi dall&#8217;usare la ragione?<br />
O gli ictus che colpirono tempo fa Joseph Ratzinger non furono così piccoli come si dice, oppure ancora una volta è necessario scavare dietro le ambiguità terminologiche.</p>
<p>L&#8217;uomo è immagine di Dio, e ogni immagine è <em>diversa</em> dall&#8217;originale. La ragione umana non è dunque la ragione divina. Non può che essere così: Dio può comprendere cose che per l&#8217;uomo sono incomprensibili, ad esempio l&#8217;eucarestia, definita «una realtà che supera ogni comprensione umana» (<a href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/apost_exhortations/documents/hf_ben-xvi_exh_20070222_sacramentum-caritatis_it.html" title="Esortazione Apostolica Post-sinodale Sacramentum Caritatis">Esortazione Apostolica Post-sinodale Sacramentum Caritatis</a>). Comprensione <em>umana</em>, non divina (per quanto l&#8217;idea di un Dio perplesso si fronte al pane che si trasforma in carne solleticherebbe non poco la fantasia di molti protestanti).<br />
L&#8217;irrazionalità umana nascerebbe quindi dall&#8217;affidarsi esclusivamente alla ragione umana, trascurando la ragione divina, ragione che ovviamente <em>non</em> possiamo conoscere, almeno direttamente. Con ogni probabilità sono la <strong>fede</strong> e la <strong>religione</strong> a portare agli uomini questa <em>razionalità divina</em>.</p>
<p>L&#8217;equilibrio è dunque tra ragione divina (conosciuta attraverso la fede e la religione) e ragione umana scientifica.</p>
<h3> Limiti</h3>
<p>La ragione scientifica, di fronte ad alcuni temi forti, che coinvolgono l&#8217;uomo, dovrebbe quindi fermarsi. Non è chiaro se il limite venga stabilito <em>dall&#8217;alto</em>, ossia dalla ragione divina e quindi dalla fede, oppure <em>dal basso</em>, ad esempio dalla filosofia se non dalla scienza stessa. Quando la scienza e più in generale la razionalità supera questo limite e cerca di comprendere realtà che non le competono, si ha l&#8217;irrazionalità.<br />
È la tanto citata <em>hybris</em> della ragione:</p>
<blockquote><p>Ma nelle nostre riflessioni si è anche mostrato che esistono patologie anche nella ragione (cosa che all’umanità oggi non è altrettanto nota): una hybris della ragione, che non è meno pericolosa, ma a causa della sua                            potenziale efficacia è ancora più minacciosa: la bomba atomica, l’uomo visto come un prodotto.</p></blockquote>
<p>È ovvio che lo scienziato abbia delle responsabilità, anche se sarebbe più corretto dire che la responsabilità, più che degli scienziati, è della <em>società</em> con le sue esigenze e i suoi investimenti. La responsabilità, inoltre, riguarda sia quello che scienza e società <strong>fanno</strong>, ad esempio la bomba atomica ma anche i vaccini, sia quello che <strong>non fanno</strong> o che fanno parzialmente, ad esempio lo sviluppo di fonti energetiche rinnovabili oppure la ricerca sulle cellule staminali embrionali (il <a href="http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p3s1c1a8_it.htm" title="Catechismo della Chiesa Cattolica - Il peccato">Catechismo</a> della Chiesa Cattolica parla appunto di «peccati di pensiero, di parola, di azione e di <em>omissione</em>»).<br />
I limiti che questa responsabilità comporta possono comunque essere valutati solo dal basso, dalla scienza e dalla società, in maniera razionale, valutando i pro e i contro di ogni scelta.</p>
<p>Per quanto riguarda la parzialità della scienza, non si capisce quale sia il problema. La scienza è parziale, e  con questo? A parte il fatto che in questa parzialità vi è una <em>pluralità</em> di punti di vista che Benedetto XVI sottovaluta, ad esempio quando afferma (<a href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2006/june/documents/hf_ben-xvi_spe_20060605_convegno-diocesano_it.html" title="Discorso ai partecipanti al Convegno Ecclesiale della Diocesi di Roma">Discorso ai partecipanti al Convegno Ecclesiale della Diocesi di Roma ha affermato</a>):</p>
<blockquote><p>[…] iniziamo a liberare la  ragione da quei limiti troppo angusti entro i quali essa viene confinata quando  si considera razionale soltanto ciò che può essere oggetto di esperimento e di  calcolo.</p></blockquote>
<p><a href="http://www.lestinto.it/wp-content/img/goya.jpg" rel="lightbox[pics544]" title="Francisco Goya - Il sonno della ragione genera mostri"><img src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/goya.jpg" title="Francisco Goya - Il sonno della ragione genera mostri" alt="Francisco Goya - Il sonno della ragione genera mostri" class="imageframe" align="left" height="318" width="236" /></a><em>Esperimento</em> e <em>calcolo</em>: una immagine <strong>stereotipata</strong> della scienza. Teniamo comunque per buona questa immagine: gli scienziati compiono esperimenti e scrivono lunghe e complicate equazioni. Ci si potrebbe chiedere: quando la scienza pretende di avere il <em>monopolio</em> della razionalità? Quando la scienza avrebbe stabilito che una poesia, un quadro, una preghiera, un romanzo, un matrimonio, una canzone, una chiacchierata con gli amici, un caffè, una partita di calcio sono <em>privi di senso</em>?<br />
Forse qualche scienziato ha espresso questa opinione, ma uno scienziato non è la scienza (e il Papa non è Dio, ma questo è un altro discorso).</p>
<p>Questo discorso sui limiti della razionalità scientifica assomiglia un po&#8217; ad una scenetta comica. Si immagini un amante della montagna che discute con un amante del mare. «Questa estate vado in vacanza a Tolmezzo!» dice il primo. Il secondo, invece di affermare semplicemente la sua preferenza per la Maremma,  ribatte: «La tua visione impoverisce la ricchezza paesaggistica italiana e mondiale, il tuo voler ridurre le mete turistiche a paesaggi verticali e lunghe passeggiate priva l&#8217;uomo dell&#8217;importanza dell&#8217;orizzontalità e del nuoto. Per il tuo bene, è meglio che il tuo atteggiamento limitante e avvilente venga limitato dal mio amore per il mare, altrimenti le potenzialità dell&#8217;essere umano verranno irrimediabilmente compromesse!».</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=544&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/limite-di-ragionevolezza/' addthis:title='Limite di ragionevolezza' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Una realtà che supera ogni comprensione umana</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Mar 2007 00:34:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Immagine]]></category>
		<category><![CDATA[Joseph Ratzinger (Benedetto XVI)]]></category>
		<category><![CDATA[Natura]]></category>
		<category><![CDATA[Naturale]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>

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		<description><![CDATA[Inizio con una confessione: non ho letto la Esortazione Apostolica Post-sinodale Sacramentum Caritatis del Santo Padre Benedetto XVI all&#8217;episcopato, al clero alle persone consacrate e ai fedeli laici sull&#8217;eucaristia fonte e culmine della vita e della missione della chiesa, per il semplice motivo che il testo sembra essere ancora più lungo e noioso del titolo. [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/una-realta-che-supera-ogni-comprensione-umana/' addthis:title='Una realtà che supera ogni comprensione umana' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Inizio con una confessione: <em>non</em> ho letto la <a href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/apost_exhortations/documents/hf_ben-xvi_exh_20070222_sacramentum-caritatis_it.html" title="Esortazione Apostolica Post-sinodale Sacramentum Caritatis"><em>Esortazione Apostolica Post-sinodale Sacramentum Caritatis del Santo Padre Benedetto XVI all&#8217;episcopato, al clero alle persone consacrate e ai fedeli laici sull&#8217;eucaristia fonte e culmine della vita e della missione della chiesa</em></a>, per il semplice motivo che il testo sembra essere ancora più lungo e noioso del titolo. Questa non è una critica, per quanto si potrebbe obiettare che una <em>esortazione</em>, per sua natura, dovrebbe <em>esortare</em>, ossia convincere delle persone, e un testo di 196291 battute (le ha contate il sempre attento <a href="http://malvino.ilcannocchiale.it/" title="Poi viene il dopo, e prima c'è il prima (Trittico su una esortazione) ">Malvino</a>) non è proprio il massimo per convincere le persone.</p>
<p>Non ho letto tutto il testo, sono andato direttamente alle parti più citate e interessanti. Il Papa desidera che venga «valorizzato il canto gregoriano» (§42), riconferma, anche se con alcune cautele, «la prassi della chiesa di non ammettere ai Sacramenti i divorziati risposati» (§29), raccomanda che «per meglio esprimere l&#8217;unità e l&#8217;universalità della Chiesa […] è bene che [le] celebrazioni siano in lingua latina», escludendo ovviamente l&#8217;omelia, le letture e la preghiera dei fedeli (§62). Il tutto, come ripetuto più volte, nello spirito del Concilio Vaticano II.<span id="more-648"></span></p>
<p>Ma veniamo alle parti (filosoficamente) più interessanti:</p>
<blockquote><p>57. Partecipazione attraverso i mezzi di comunicazione</p>
<p>[…] Infine, quanto al valore della partecipazione alla santa Messa resa possibile dai mezzi di comunicazione, chi assiste a tali trasmissioni deve sapere che, in condizioni normali, non adempie al precetto festivo. Infatti, il linguaggio dell&#8217;immagine rappresenta la realtà, ma non la riproduce in se stessa. Se è assai lodevole che anziani e malati partecipino alla santa Messa festiva attraverso le trasmissioni radiotelevisive, non altrettanto potrebbe dirsi di chi, mediante tali trasmissioni, volesse dispensarsi dall&#8217;andare in chiesa per partecipare alla Celebrazione eucaristica nell&#8217;assemblea della Chiesa viva.</p></blockquote>
<p>Il cristianesimo ha sempre avuto un rapporto ambiguo con le immagini, arrivando persino a <a href="http://www.lestinto.it/articoli/limmagine-di-dio/" title="L’immagine di Dio">riscrivere</a> i  dieci comandamenti. Qui Benedetto XVI dice esplicitamente che l&#8217;immagine <em>rappresenta</em> ma non <em>riproduce</em>.<br />
Confrontiamo la messa televisiva, immagine somigliante che <em>non</em> ha valore, con il pane e il vino dell&#8217;eucarestia, che non somigliano al corpo e al sangue di Cristo, eppure lo <em>sono</em> grazie «conversione sostanziale» (§6). Il confronto è, ovviamente, impari: da una parte un fenomeno tutto sommato normale come una trasmissione televisiva, dall&#8217;altra un «mistero della fede», «una realtà che supera ogni comprensione umana», tuttavia rende bene l&#8217;idea di quello che l&#8217;immagine può e non può fare.<br />
Benedetto XVI non dice <em>come</em> l&#8217;immagine possa rappresentare la realtà: per somiglianza, forse? Ma l&#8217;uomo è creato a <em>immagine</em> e <em>somiglianza</em> di Dio, e quella congiunzione ci lascia pensare che l&#8217;uomo poteva, ad esempio, essere immagine non somigliante, oppure somigliare senza essere immagine. Lascerei comunque perdere queste ipotesi per evitare la scomunica.<br />
Inoltre, il pane e il vino , eppure avviene quella  Il pane <em>non</em> può chiaramente essere immagine del corpo, dal momento che riproduce la realtà.</p>
<p>L&#8217;esortazione del Santo Padre è lunga e puntigliosa, e riguarda in massima parte aspetti <em>teologici</em> e di <em>dottrina della fede</em>, alla faccia dei critici che lamentano l&#8217;eccessiva attenzione della chiesa su temi sociali e politici (secondo loro) non propriamente attinenti al magistero.<br />
Benedetto XVI, tuttavia, non vuole deludere nessuno:</p>
<blockquote><p>83. Coerenza eucaristica<br />
È importante rilevare ciò che i Padri sinodali hanno qualificato come coerenza eucaristica, a cui la nostra esistenza è oggettivamente chiamata. Il culto gradito a Dio, infatti, non è mai atto meramente privato, senza conseguenze sulle nostre relazioni sociali: esso richiede la pubblica testimonianza della propria fede. Ciò vale ovviamente per tutti i battezzati, ma si impone con particolare urgenza nei confronti di coloro che, per la posizione sociale o politica che occupano, devono prendere decisioni a proposito di valori fondamentali, come il rispetto e la difesa della vita umana, dal concepimento fino alla morte naturale, la famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna, la libertà di educazione dei figli e la promozione del bene comune in tutte le sue forme. Tali valori non sono negoziabili. Pertanto, i politici e i legislatori cattolici, consapevoli della loro grave responsabilità sociale, devono sentirsi particolarmente interpellati dalla loro coscienza, rettamente formata, a presentare e sostenere leggi ispirate ai valori fondati nella natura umana. Ciò ha peraltro un nesso obiettivo con l&#8217;Eucaristia. I Vescovi sono tenuti a richiamare costantemente tali valori; ciò fa parte della loro responsabilità nei confronti del gregge loro affidato.</p></blockquote>
<p>Uno potrebbe chiedersi quale sia il nesso tra «i valori fondati nella natura umana» e l&#8217;Eucarestia, poco fa definita «una realtà che supera ogni comprensione umana».<br />
La natura umana supera forse la comprensione umana?<br />
Può essere. Qualcuno si è giustamente cheisto se «non è più innaturale la castità di una convivenza senza il sacro vincolo del matrimonio?» (<a href="http://bioetiche.blogspot.com/2007/03/ah-la-natura-umana.html" title="Bioetica: Ah, la natura umana!">Bioetica</a>). Qualcun altro, invece, ha argomentato che, in base a questo appello, «i parlamentari cattolici dovrebbero mobilitarsi per mettere fuori legge anche i voli aerei, i computer, i forni a microonde, le automobili, gli anestetici e le operazioni chirurgiche, i grattacieli e gli ascensori, i cibi cotti e i surgelati, il denaro e le banche» (<a href="http://cadavrexquis.typepad.com/cadavrexquis/2007/03/la_natura_di_ra.html" title="cadavrexquis: La natura di Ratzinger">cadavrexquis</a>).</p>
<p>Il riferimento alla natura umana è scivoloso: l&#8217;uomo, per natura, è un animale culturale e si comporta, quindi, contro natura. Ammesso, ovviamente, che sia lecito separare natura e cultura (dopotutto, è la cultura a creare, in retrospettiva, quella cosa astratta che chiamiamo natura).</p>
<p>La soluzione, comunque, c&#8217;è: «… loro coscienza, <em>rettamente formata</em>, …».<br />
Qualcuno sa chi può dare la giusta forma alle coscienze?</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=648&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/una-realta-che-supera-ogni-comprensione-umana/' addthis:title='Una realtà che supera ogni comprensione umana' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;essere del nulla: dai pacs ai dico</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Feb 2007 22:59:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerche filosofiche]]></category>
		<category><![CDATA[Avvenire]]></category>
		<category><![CDATA[Joseph Ratzinger (Benedetto XVI)]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Ferraris]]></category>
		<category><![CDATA[Ontologia sociale]]></category>
		<category><![CDATA[PACS]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Casati]]></category>
		<category><![CDATA[Testualismo debole]]></category>

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		<description><![CDATA[Una riflessione filosofica sulla recente legge italiana sulle unioni civili. Premessa prima: un abbozzo di ontologia sociale L&#8217;ontologia è quella disciplina filosofica che si occupa di descrivere come esiste ciò che esiste, lasciando da parte la questione su come conosciamo ciò che esiste, domanda riservata alla gnoseologia. Dal momento che, oltre a oggetti materiali come [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/lessere-del-nulla-dai-pacs-ai-dico/' addthis:title='L&#8217;essere del nulla: dai pacs ai dico' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una riflessione filosofica sulla recente legge italiana sulle unioni civili.</p>
<h3>Premessa prima: un abbozzo di ontologia sociale</h3>
<p>L&#8217;ontologia è quella disciplina filosofica che si occupa di descrivere <em>come esiste</em> ciò che esiste, lasciando da parte la questione su <em>come conosciamo</em> ciò che esiste, domanda riservata alla gnoseologia.<br />
Dal momento che, oltre a oggetti materiali come sassi e case, esistono cose come i governi e i contratti di affitto, occorre studiare anche l&#8217;esistenza di questi strani oggetti sociali: di questo si occupa l&#8217;<em>ontologia sociale</em>.</p>
<p>Ebbene, <em>come</em> esiste un oggetto sociale, ad esempio un contratto di affitto? È ovvio che la sua esistenza è in un certo qual modo <em>separata</em> da quella dell&#8217;edificio: i danni alla costruzione provocati, ad esempio, da un incendio non equivalgono a danni al contratto, e anche in caso di <em>completa distruzione</em> dell&#8217;immobile il contratto, semplicemente, è da considerare <em>rescisso</em>, non distrutto.<br />
Secondo Maurizio Ferraris l&#8217;esistenza degli oggetti sociali è determinata dall&#8217;esistenza di <em>registrazioni</em>: è il testualismo debole, gli oggetti sociali esistono all&#8217;interno di un <em>testo</em>. Semplificando, il contratto di affitto esiste perché esistono i notai.<span id="more-609"></span></p>
<h3>Premessa seconda: oggetti strani</h3>
<p>Alcuni oggetti sono normali. Un sasso, ad esempio, è un oggetto normale: è relativamente facile descrivere un sasso, determinarne il volume, il peso e la posizione.<br />
Le difficoltà che si possono incontrare nel descrivere gli oggetti normali sono <em>contingenti</em>: se lancio il sasso sul fondo di un lago, dovrò quantomeno procurarmi l&#8217;attrezzatura da sommozzatore per scoprire <em>dove</em> si trova il sasso.</p>
<p><a href="http://www.lestinto.it/wp-content/img/ombre.gif" rel="lightbox"><img src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/ombre.gif" title="Dove si trova C?" alt="Dove si trova C?" align="right" height="253" width="278" /></a>Esistono tuttavia anche oggetti strani, per i quali la descrizione risulta (quasi) <em>sempre</em> problematica. I buchi e le ombre sono esempi di oggetti strani. Che le ombre e i buchi esistano, è fuori discussione: se i buchi non esistessero, sarebbe praticamente impossibile appendere i quadri alle pareti. Se non ne siete convinti, provate a descrivere la forma di una ciambella <em>senza</em> usare la parola &#8220;buco&#8221;, oppure a spiegare le fasi lunari senza la parola &#8220;ombra&#8221; (ovviamente non è valido ricorrere a sinonimi).<br />
Eppure le ombre sono oggetti strani.</p>
<p>Prendiamo un esempio tratto da <em>La scoperta dell&#8217;ombra</em> di Robero Casati (Mondadori 2000). Guardando i tre oggetti nella figura, proviamo a chiederci se C si trova nell&#8217;ombra di A o di B.<br />
Non può trovarsi nell&#8217;ombra di A, dal momento che c&#8217;è B in mezzo; d&#8217;altra parte non può nemmeno trovarsi nell&#8217;ombra di B, dal momento che B non riceve luce. Eppure C è in ombra. Chi proietta quindi l&#8217;ombra su C?</p>
<h3>Le para-famiglie</h3>
<p>Con unione civile si intende «quella forma di convivenza fra due persone, legate da vincoli affettivi ed economici, che non accedono volontariamente all&#8217;istituto giuridico del matrimonio, o che sono impossibilitate a contrarlo, alla quale gli ordinamenti giuridici abbiano dato rilevanza o alla quale abbiano riconosciuto uno status giuridico» (tratto da <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Unione_civile" title="Unione civile - Wikipedia">wikipedia</a>).</p>
<p>L&#8217;oggetto sociale dell&#8217;unione civile si confronta quindi con l&#8217;altro oggetto sociale del matrimonio. In alcune nazioni, come il Belgio, i due oggetti sociali hanno status giuridico quasi identico, implicano cioè i medesimi diritti e doveri, mentre in altre, come la Francia e la Germania, vi sono alcune differenze.<br />
In entrambi i casi si tratta comunque di oggetti sociali ben definiti, che costituiscono una alternativa di <em>pari dignità ontologica</em> ai matrimoni.</p>
<p>Benedetto XVI, nell&#8217;<a href="http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/angelus/2007/documents/hf_ben-xvi_ang_20070204_it.html" title="Angelus 4 febbraio 2007"><em>Angelus</em></a> di domenica 4 febbraio 2007, ha ribadito il valore della famiglia con queste parole:</p>
<blockquote><p>Occorre pertanto difendere [la famiglia], aiutarla, tutelarla e valorizzarla nella sua unicità irripetibile.</p></blockquote>
<p>Non ci interessa stabilire se questa affermazione costituisca una verità antropologica oppure di fede: non è importante capire se il fondamento di queste parole sia la legge naturale o la rivelazione. Per il nostro discorso, l&#8217;unica cosa importante è che per il pontefice la famiglia è una istituzione <em>unica</em> e <em>irripetibile</em>.<br />
Se è possibile <em>un solo</em> modello di famiglia, si tratterà ovviamente di quella basata sul matrimonio: le unioni civili, in base alla definizione sopra esposta, costituiscono un <em>modello alternativo</em> da evitare. Non vi devono essere oggetti sociali che possano sostituire la famiglia (nota a margine: occorrerebbe specificare meglio <em>cosa</em> si debba intendere con famiglia: il matrimonio è infatti un <em>contratto</em>, e interpretando restrittivamente le parole del Papa si potrebbe arrivare a sostenere, ad esempio, la non liceità delle società per azioni).</p>
<h3>I DICO</h3>
<p>Il dibattito italiano sulle unioni civili ha partorito i cosiddetti DICO, i <em>diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi</em>. Perché questo curioso termine, quando tutti avevano preso confidenza con il termina Pacs, <em>Patto Civile di Solidarietà</em>?<br />
Per capire questa conclusione occorre partire dall&#8217;inizio, in questo caso il <a href="http://www.unioneweb.it/wp-content/uploads/documents/programma_def_unione.pdf" title="Per il bene dell'Italia - Programma di governo 2006-2011">programma di governo</a> dell&#8217;Unione:</p>
<blockquote><p>L&#8217;Unione proporrà il riconoscimento giuridico di diritti, prerogative e facoltà alle persone che fanno parte delle  unioni di fatto. Al fine di definire natura e qualità di un&#8217;unione di fatto, non è dirimente il genere dei conviventi né il loro orientamento sessuale. Va considerato piuttosto, quale criterio qualificante, il sistema di relazioni (sentimentali, assistenziali e di solidarietà), la loro stabilità e volontarietà.</p></blockquote>
<p>Per quanto l&#8217;affermazione possa risultare vaga, i diritti, le prerogative e le facoltà (?) si riferiscono chiaramente alle <em>persone</em>, non all&#8217;<em>unione di fatto</em>. Niente Pacs, quindi, perché in questo caso ci sarebbe il riferimento alla convivenza, non ai singoli: nella legge vi dovranno essere solo le persone coinvolte. Poco male, verrebbe da dire: anche le norme del codice civile che regolano il matrimonio si riferiscono quasi esclusivamente ai diritti e ai doveri <em>dei coniugi</em>, citando solo accessoriamente la famiglia (basta leggere il <a href="http://it.wikisource.org/wiki/Codice_Civile_-_Libro_Primo/Titolo_VI#Capo_IV:_Dei_diritti_e_dei_doveri_che_nascono_dal_matrimonio" title="Codice Civile - Libro Primo/Titolo VI - Wikisource">Capo IV del Libro I &#8211; titolo VI</a> <em>Dei diritti e dei doveri che nascono dal matrimonio</em> per rendersene conto).</p>
<h3>La registrazione</h3>
<p>Il testo del programma di governo è stata richiamato dal quotidiano <em>Avvenire</em> in un interessante editoriale, dal significativo titolo &#8220;Il perché del nostro leale &#8216;non possumus&#8217;&#8221;, pubblicato a commento di una bozza di legge apparsa su <em>Repubblica</em>:</p>
<blockquote><p>Era possibile domandarsi quali soluzioni potessero essere adottate per dare attuazione a quel capitolo del programma dell&#8217;Unione (qui senza l&#8217;Udeur) che prevede il «riconoscimento giuridico di diritti, prerogative e facoltà delle persone che fanno parte delle unioni di fatto». Formula questa che &#8211; secondo logica &#8211; individua come oggetto del riconoscimento che si vuole introdurre i diritti dei singoli e non la convivenza in quanto tale.</p></blockquote>
<p>Le conclusioni sono tuttavia molto più nette: non è sufficiente citare solo i diritti e i doveri dei conviventi per evitare di creare un nuovo oggetto sociale. I vescovi, evidentemente, hanno studiato il testualismo debole di Maurizio Ferraris:</p>
<blockquote><p>[…] qualsiasi modello di registrazione, certificazione o attestazione della convivenza, ad esempio di tipo anagrafico, alla quale venisse collegata l&#8217;attribuzione di diritti e di doveri dei soggetti che ne fanno parte, sarebbe del tutto gratuita, e finirebbe per riconoscere legalmente una realtà di tipo para-familiare, determinandola anzi come un nuovo status.<br />
[…] Se a qualcuno queste sembrano questioni di lana caprina, si ricreda. Un conto è riconoscere alcuni diritti a persone che hanno dato liberamente origine a una situazione di fatto che rimane tale, e tutt&#8217;altro è dare a tale condizione una rilevanza giuridica che ne fa, appunto, la fonte di diritti e doveri assai simili a quelli previsti per la famiglia fondata sul matrimonio.</p></blockquote>
<p>Qualsiasi modello di registrazione comporterebbe un riconoscimento legale di una realtà, ossia creerebbe <em>un nuovo oggetto sociale</em>.</p>
<h3>Strani oggetti sociali</h3>
<p>L&#8217;equazione registrazione = oggetto sociale non è tuttavia corretta.</p>
<p>Escludendo gli oggetti sociali <em>privi</em> di registrazione nel senso classico del termine (le promesse, ad esempio), ci sono diversi tipi di registrazioni. Ben quattro articoli del codice civile relativi al matrimonio (130, 131, 132, e 133) sono dedicati alle prove della celebrazione del matrimonio, segno questo che <em>non tutte le registrazioni</em> sono valide. Non è possibile &#8220;reclamare il titolo di coniuge&#8221; se si ha solo una fotografia delle nozze, per quanto quella fotografia possa valere come prova in un tribunale, ma in questo caso è la sentenza a fare da registrazione probante il matrimonio.</p>
<p>Una fotografia, quindi, non è sufficiente a circoscrivere l&#8217;oggetto sociale del matrimonio. In presenza della sola fotografia, quindi, si avrebbe un oggetto sociale particolare: per alcuni aspetti, ad esempio affettivi, solido e ben definito, per altri, ad esempio legali, inesistente.</p>
<p>La &#8220;registrazione di tipo anagrafico&#8221; paventata da <em>Avvenire</em> è più simile all&#8217;atto di celebrazione del matrimonio oppure alla fotografia? Indubbiamente al primo, eppure per numerosi aspetti <em>non ne ha la solidità</em>. In altre parole, i DICO sono oggetti sociali strani, nello stesso senso nel quale si erano definite strane le ombre.<br />
Esiste la registrazione, ma questa può essere effettuata <em>da un solo</em> convivente, che ha l&#8217;onere di avvisare l&#8217;altro tramite raccomandata. Non esiste possibilità di annullare la registrazione, se non interrompendo la convivenza, interruzione che comunque non sembra venire registrata da nessuna parte.</p>
<p>I DICO non sono, per usare una espressione spesso utilizzata nel dibattito sulle unioni civili, una para-famiglia. Sono un para-oggetto sociale, per affine alle ombre e ai buchi: esiste, per certi versi si comporta come gli altri oggetti sociali, per altri no.</p>
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		<title>Après l’orage, l’éclaircie</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Dec 2006 08:58:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spilli]]></category>
		<category><![CDATA[Joseph Ratzinger (Benedetto XVI)]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo la tempesta, la schiarita Mustapha Chérif, filosofo algerino, ha così riassunto la visita del Papa in Turchia. (e io ho forse finalmente capito perché Benedetto XVI vi è andato, anche grazie anche a Marco). Due i passaggi notevoli del testo di Chérif: Le dialogue et la sagesse sont des chemins salutaires. La vision de [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/apres-l%e2%80%99orage-l%e2%80%99eclaircie/' addthis:title='Après l’orage, l’éclaircie' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Dopo la tempesta, la schiarita</p></blockquote>
<p>Mustapha Chérif, filosofo algerino, ha così <a href="http://www.mustaphacherif.com/2006/12/01/apres-l’orage-l’eclaircie/" title="Mustapha Chérif » Après l’orage, l’éclaircie">riassunto</a>  la visita del Papa in Turchia. (e io ho forse finalmente capito perché Benedetto XVI vi è andato, anche grazie anche a <a href="http://miaotze.wordpress.com/" title="Piove con il sole">Marco</a>).</p>
<p>Due i passaggi notevoli del testo di Chérif:</p>
<blockquote><p>Le dialogue et la sagesse sont des chemins salutaires.</p></blockquote>
<blockquote><p>La vision de l’Islam au sujet du monde est totale. L’Islam est religion et monde, excluant toute forme de confusion et de totalitarisme. Le Pape a toujours critiqué les dérives déshumanisantes du laïcisme, produits de la séparation outrancière et de la marginalisation des valeurs spirituelles. l’Islam, n’ayant pas d’Eglise, soucieux de liberté responsable de chacun, et tenant à préserver la religion de toutes les formes d’exploitations, confie à l’Etat le soin de gérer les espaces et les questions communes, comme secteur public.</p></blockquote>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=517&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/apres-l%e2%80%99orage-l%e2%80%99eclaircie/' addthis:title='Après l’orage, l’éclaircie' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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