A proposito di omofobia

Chiara Lalli, durante un convegno sul matrimonio omosessuale organizzato da Politeia e l’Università degli Studi di Milano, si è dichiarata liberale, talmente liberale da essere contraria alle leggi contro l’omofobia.1

Non c’è stato il tempo di approfondire il problema, ma immagino gli argomenti: un liberale è a favore della libertà di opinione e tollera quindi qualsiasi opinione, fino a che questa non diventa azione che danneggia gli altri (principio del danno, harm principle). Il disprezzo per l’omosessualità è una opinione ripugnante ma, da sola, non danneggia le persone e quindi non è sanzionabile dalla legge. Le aggressioni, originate o meno dall’omofobia, sono già punite, quindi una legge contro l’omofobia o non aggiunge niente, e complica inutilmente il quadro normativo, oppure sanziona le opinioni delle persone.

È possibile rispondere a queste critiche restando all’interno del pensiero liberale, senza cioè rinunciare al principio del danno?
A me vengono in mente tre possibili argomenti. Continua a leggere

  1. La memoria potrebbe ingannarmi e, più che contrarietà, potrebbe trattarsi di semplice perplessità. []

Se il codice civile prevale sulla Costituzione

Ora, affermare che il codice civile stabilisca la diversità di sesso degli sposi perché il matrimonio sia valido è perlomeno azzardato. Il codice civile, piuttosto, non esplicita mai la condizione necessaria della diversità di sesso per un valido matrimonio, tant’è che le decisioni giudiziarie esistenti in merito hanno sempre ricavato questo elemento da un lavoro interpretativo.

Ma anche se si volesse sorvolare su questo punto – in realtà il centro dell’intera questione – il ragionamento esplicitato dalla Corte si rivela un controsenso, perché sfocia nella sola conseguenza logica possibile di subordinare la Costituzione al codice civile. Che, per essere precisi, è proprio il contrario di quello che, invece, si fa a rigor di diritto: non interpreto un articolo della Costituzione alla luce del codice civile, ma viceversa.

Se così non fosse, infatti, non si capisce quale sarebbe il ruolo di una corte costituzionale, e quale tipo di censura potrebbe esercitare sul diritto ordinario, se quest’ultimo diviene lo strumento al quale la norma costituzionale deve guardare per ricevere significato.

Persio Tincani, “Matrimonio omosessuale, se il codice civile prevale sulla Costituzione“, Micromega

Contronatura

Morales OGM

Pare che il presidente boliviano Evo Morales abbia dichiarato che mangiare OGM causi calvizie e omosessualità.

OGM, calvizie, omosessualità: quale è il legame che tiene insieme tutto ciò? All’elenco potremmo aggiungere, seguendo un politico (geograficamente) più vicino a noi, la pillola del giorno dopo?

Io ho un sospetto: l’essere contronatura. Non avere capelli è contronatura. Essere omosessuali è contronatura. Modificare il dna è contronatura. Abortire è contronatura.
Mi inquieta non poco pensare che un principio così debole possa guidare davvero l’azione politica delle persone.

Corte costituzionale e matrimonio omosessuale: un commento

La Corte Costituzionale ha bocciato il matrimonio omosessuale o, per essere più precisi, ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità sollevata dal Tribunale di Venezia e dalla Corte di appello di Trento.

Ho letto la sentenza.
Potrei affermare di non essere d’accordo con quanto deciso dai giudici, ma la cosa non avrebbe molto senso: solo loro a dover interpretare la costituzione, non io. Per quanto possa essere favorevole al matrimonio omosessuale (ossia a estendere il matrimonio alle persone dello stesso sesso, non a creare qualche nuovo oggetto giuridico a loro riservato – per quanto già questo sarebbe un notevole passo in avanti), non è questa mia opinione ad avere validità giuridica. Continua a leggere