Morte giuridica, morte effettiva

“Domanda degli studenti sulla dottrina della scomparsa: In che cosa consiste la differenza tra un morto apparente, un vivo apparente e uno scomparso?

Risposta dell’insegnante: Finché dura la sua morte appartente, il morto apparente viene considerato definitivamente morto, ma invece è vivo. Da fuori il vivo apparente viene annoverato tra i vivi, mentre dentro è morto. Lo scomparso può essere considerato morto ed essere invece vivo oppure essere considerato vivo ed essere già morto. Nella terra di nessuno tra la vita e la morte egli rappresenta la sintesi delle possibilità del morto apparente e del vivo apparente.

Al riguardo occorre tenere presente quanto segue: giuridicamente lo scomparso viene dichiarato morto senza che si possa dimostrarne la morte reale o biologica. Nel caso in cui continui a vegetare in un’assenza priva di notizie, egli muore di due morti: una giuridica e una effettiva. Anche il morto apparente muore di due morti, a meno che non venga salvato: una apparente, che porta al cessare del battito del polso, e una morte segreta e orribile nella tomba. Al contrario, il vivo apparente non muore di nessuna morte, perché una vita che non è mai stata vera non può sfociare in una morte reale. Per la precisione, in un momento indefinibile, egli muore di una morte interiore che per definitività non è in alcun modo inferiore alla morte medica, il vero e proprio exitus, ma che dai suoi simili non viene riconosciuta né per legge né in alcun altro modo. D’altro canto, questo vale per tutti e tre i casi. Tutti hanno una cosa in comune: la morte principale – se metaforicamente vogliamo distinguere tra loro morte principale e morte secondaria – non viene percepita, dall’esterno, nel momento in cui si verifica, ma o troppo presto, nel caso del morto apparente, o troppo tardi, nel caso del vivo apparente, oppure sia troppo presto che troppo tardi, nel caso dello scomparso.

Ho risposto in maniera esauriente alla vostra domanda?”

Hermann Burger, da Schilten. Schulbericht zuhanden der Inspektorenkonferenz (Schilten. Rapporto scolastico all’attenzione della Conferenza degli Ispettori).
Estratto tradotto da cadavrexquis.

Un’enorme ontologia invisibile

Grazie a Roberto Chibbaro ho scoperto l’esistenza de Il Minottino, Manuale di sopravvivenza giuridica ad uso del blogger scritto da Daniele Minotti, avvocato.
Alcuni aspetti giuridici mi sono sembrati sensati (tutto ciò mi preoccupa non poco: o la legge è sensata, e di questo ne dubito, oppure il mio buon senso è contorto quanto quello dei giuristi). L’aspetto più interessante del libro è comunque la domanda centrale che tiene un po’ le fila di tutto il discorso: il web è stampa? Continua a leggere

Oggetti giuridici

Il problema dell’ontologia sociale (che è poi il problema dell’esistenza degli oggetti sociali) è affrontabile da due punti di vista diversi. Continua a leggere

Nascita di una nazione

Il 17 febbraio 2008 il Kosovo1 ha dichiarato la propria indipendenza dalla Serbia.
La Serbia non è d’accordo, e si considera ancora sovrana sul territorio del Kosovo.

Tutto questo rappresenta un grosso problema politico e un piccolo problema filosofico.
La mia riflessione politica si limita a un generico augurio che la questione non venga risolta militarmente; da un punto di vista filosofico, questa strana indipendenza parziale può essere un buon esempio per valutare, anche se sommariamente, alcune teorie sulla realtà sociale. Continua a leggere

  1. Oppure Kossovo, o ancora Cossovo: ho trovato utilizzate tutte e tre le grafie []

L’uomo non separi ciò che Dio ha unito

Il matrimonio è, insieme alle multe e ai tassi di interesse, un oggetto sociale: un oggetto che esiste ma che, per esistere, ha bisogno di tracce e di uomini che le sappiano leggere. Una multa esiste: basta non pagarla per accorgersene, però basta riuscire a cancellare tutte le copie e le registrazioni di questa multa perché essa cessi di esistere.

L’ultimo esempio è ovviamente inverosimile: è difficile cancellare tutte le tracce, e in ogni caso rimarranno quelle tracce molto particolari che sono la memoria dei protagonisti. Maurizio Ferraris è infatti costretto a ricorrere a una fantasiosa società di smemorati: il matrimonio è realmente avvenuto se tutti, sposi compresi, si dimenticano completamente della cerimonia e non vi sono firme o altro sui registri? Continua a leggere