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	<title>L&#039;estinto &#187; Paternalismo</title>
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	<description>I&#039;ll teach you differences</description>
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		<title>Diritto alla verità, dovere della bugia</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Mar 2011 15:48:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Paternalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Principio di precauzione]]></category>

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		<description><![CDATA[Immaginiamo di abitare non troppo lontani da una struttura potenzialmente rischiosa, ad esempio una centrale nucleare. Immaginiamo anche che un qualche evento infausto particolarmente grave, ad esempio un terremoto, abbia distrutto o gravemente danneggiato la località dove risiediamo. È un nostro diritto, morale se non legale, sapere esattamente quali sono i pericoli dovuti a malfunzionamenti [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/diritto-alla-verita-dovere-della-bugia/' addthis:title='Diritto alla verità, dovere della bugia' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Immaginiamo di abitare non troppo lontani da una struttura potenzialmente rischiosa, ad esempio una centrale nucleare. Immaginiamo anche che un qualche evento infausto particolarmente grave, ad esempio un terremoto, abbia distrutto o gravemente danneggiato la località dove risiediamo. È un nostro diritto, morale se non legale, sapere esattamente quali sono i pericoli dovuti a malfunzionamenti della struttura di cui sopra. Abbiamo diritto alla verità sulla situazione di pericolo.<span id="more-3103"></span></p>
<p>Adesso immaginiamo di essere i responsabili dell&#8217;autorità che gestisce la struttura. Ci sono dei problemi. Gli esperti valutano che questi problemi causeranno danni alla popolazione per circa 100.<sup><a href="http://www.lestinto.it/articoli/diritto-alla-verita-dovere-della-bugia/#footnote_0_3103" id="identifier_0_3103" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="100 cosa? Non lo so, ma presumo che esista una unit&agrave; di misura per questo genere di eventi. 100 mesi di vita persi complessivamente dalle persone, 100 milioni di dollari necessari a riparare o risarcire i danni, qualcosa del genere.">1</a></sup><br />
Il problema è che gli stessi esperti valutano i danni causati dalla diffusione delle notizia in circa 1000. Vuoi per il panico, vuoi per l&#8217;intralcio alle operazioni di contenimento danni, ad ammettere immediatamente i problemi che si sono verificati si fanno più danni che a mantenere momentaneamente il segreto.<br />
Abbiamo, io credo, il dovere di mentire, di negare o minimizzare quanto accaduto.</p>
<p>La mia fortuna è che tutto questo è, per me, solo un esperimento mentale. Posso quindi serenamente pensare che questo conflitto si possa risolvere privilegiando il dovere di mentire nel breve termine, il diritto alla verità nel lungo termine. Razionalmente mi sembra un buon bilanciamento. Ma se fossi in una delle due situazioni inizialmente immaginate, non so se troverei equilibrato questo bilanciamento.</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_3103" class="footnote">100 cosa? Non lo so, ma presumo che esista una unità di misura per questo genere di eventi. 100 mesi di vita persi complessivamente dalle persone, 100 milioni di dollari necessari a riparare o risarcire i danni, qualcosa del genere.</li></ol><img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=3103&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/diritto-alla-verita-dovere-della-bugia/' addthis:title='Diritto alla verità, dovere della bugia' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Dialogo sulla razionalità (3 di 3)</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 06:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerche filosofiche]]></category>
		<category><![CDATA[Paternalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Ragione]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Dialogo diviso in tre parti (vai alla prima parte; vai alla seconda parte). Alpha: A questo punto vorrei farti una domanda. Beta: Dimmi. Alpha: Dal momento che il metodo scientifico funziona, saresti d&#8217;accordo a proibire, o comunque a ostacolare, il ricorso a pratiche che il metodo scientifico ha dimostrato essere false? Beta: No, non sarei [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/dialogo-sulla-razionalita-3-di-3/' addthis:title='Dialogo sulla razionalità (3 di 3)' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dialogo diviso in tre parti (vai alla <a title="Dialogo sulla razionalità (1 di 3) - L'estinto" href="http://www.lestinto.it/articoli/dialogo-sulla-razionalita-1-di-3/">prima parte</a>; vai alla <a title="Dialogo sulla razionalità (2 di 3) - L'estinto" href="http://www.lestinto.it/articoli/dialogo-sulla-razionalita-2-di-3/">seconda parte</a>).</em><span id="more-2839"></span></p>
<p><strong>Alpha</strong>: A questo punto vorrei farti una domanda.</p>
<p><strong>Beta</strong>: Dimmi.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Dal momento che il metodo scientifico funziona, saresti d&#8217;accordo a proibire, o comunque a ostacolare, il ricorso a pratiche che il metodo scientifico ha dimostrato essere false?</p>
<p><strong>Beta</strong>: No, non sarei d&#8217;accordo. E per due motivi. Il primo è che è il metodo scientifico stesso a richiedere massima libertà, ivi compresa quella di sbagliare. In secondo luogo si tratterebbe di un atteggiamento paternalista che non si addice a uno stato liberale. Essere liberi di agire significa anche essere liberi di sbagliare, fermo restando la mia libertà di consigliare alle persone di lasciar perdere la medicina alternativa e andare da un vero medico.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Ottima risposta. Adesso però avrei una storia da raccontarti.</p>
<p><strong>Beta</strong>: Una storia?</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Sì, una storia, o un esempio, se preferisci. Una situazione per mettere alla prova le tue affermazioni.</p>
<p><strong>Beta</strong>: Va bene, inizia il racconto.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Stai passeggiando, di notte, vicino a un fiume. C&#8217;è una nebbia molto fitta: non si vede praticamente nulla. Riesci comunque a intravedere una persona che si incammina verso uno dei ponti. Il problema è che quel ponte è crollato la sera prima, e qualche vandalo ha distrutto i cartelli che segnalavano il pericolo. Cosa fai?</p>
<p><strong>Beta</strong>: Che domande! Cercherei di fermarlo!.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: E come cercheresti di avvisarlo?</p>
<p><strong>Beta</strong>: Beh, avvisandolo.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: E se lui non ti sentisse? O se non ci fosse il tempo di avvisarlo, perché è lì, sull&#8217;orlo del baratro?</p>
<p><strong>Beta</strong>: Lo afferrerei per la giacca, o per un braccio, in modo da evitargli la caduta.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Secondo te è un atto di paternalismo, questo?</p>
<p><strong>Beta</strong>: Assolutamente no.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: E perché no? Dopotutto, di tua iniziativa impedisci all&#8217;altro di fare quello che stava facendo, e lo fai in base a quello che secondo te è il suo bene. A me sembra paternalismo, un paternalismo benigno, perché se io fossi quel passante, gradirei molto questa tua intromissione, ma sempre di paternalismo si tratta.</p>
<p><strong>Beta</strong>: Lo ammetto: mi intrometto a fin di bene. Ma non impongo la mia volontà, anzi: a ben guardare, mi metto al servizio della volontà altrui. Il passante ha deciso di attraversare il ponte per andare dall&#8217;altra parte, ma ha preso questa decisione senza sapere che il ponte è crollato! Io mi intrometto, ma soltanto perché la sua è un scelta non informata. Se non intervenissi lui cadrebbe nel fiume, mentre grazie al mio intervento raggiungerà l&#8217;altra sponda, proprio come voleva.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Quindi è paternalismo soltanto se il tuo intervento impone la tua volontà, mentre non è paternalismo se il tuo intervento, per quanto non richiesto, va nella direzione della volontà dell&#8217;altro e se c&#8217;è il sospetto di un deficit di informazione.</p>
<p><strong>Beta</strong>: In linea di massima, sì.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Cosa intendi con “in linea di massima”?</p>
<p><strong>Beta</strong>: Intendo dire che è quello che hai appena enunciato non è un assioma dal quale puoi sperare di dedurre, quasi meccanicamente, se un certo intervento è o non è un atto di paternalismo. È una indicazione, una distinzione da tenere presente quando si giudica un certo atto. Lo dico perché voglio prevenire la tua obiezione: con questo criterio si possono giustificare anche le più bieche intromissioni nella vita privata degli altri, basta affermare che le persone non abbiano una chiara e precisa conoscenza di ciò che realmente vogliono.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: A dire il vero, non era questa l&#8217;obiezione che avevo in mente.</p>
<p><strong>Beta</strong>: E a cosa pensavi, allora?</p>
<p><strong>Alpha</strong>: È semplice: in base al tuo discorso, tu dovresti intrometterti nelle scelte curative delle altre persone, impedendo loro il ricorso alle cosiddette medicine alternative. Proprio quello che prima avevi definito atteggiamento paternalistico e illiberale!</p>
<p><strong>Beta</strong>: Perché dici che dovrei intromettermi?</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Perché chi ricorre alla medicina alternativa vuole guarire, ma ricorrendo a cristalli, soluzioni omeopatiche, tisane eccetera non guarisce, o comunque non migliora le proprie possibilità di guarigione. È come il passante che si dirige verso il ponte crollato: lui vuole passare dall&#8217;altra parte del fiume, ma percorrendo quella strada non ci arriverà mai e anzi rischia di annegare. Se fermare il passante non è un atto paternalistico, allora non lo è neppure fermare chi vuole curarsi tramite l&#8217;omeopatia. Come il primo non sa che il ponte è crollato, il secondo non sa che i pezzi di quarzo rosa, al più, sono oggetti d&#8217;arredamento.</p>
<p><strong>Beta</strong> &#8211; <em>esitante</em>: Quello che dici è vero, ma non mi piace per nulla l&#8217;idea di uno stato che si intrometta nelle scelte altrui costringendo le persone a curarsi come meglio crede&#8230;</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Non è esattamente così. Innanzitutto lo stato non obbligherebbe le persone a curarsi. Se tu non vuoi curare i tuoi malanni (e non vi è pericolo di contagio, ovviamente), non ci sono problemi: è una tua scelta sulla quale la collettività non può interferire. In secondo luogo, non è questione di credenza, ma di scienza. Ti ricordo che poco fa abbiamo concluso che la medicina alternativa non è vera medicina: non si tratta qui di scegliere tra due cure diverse, ma tra una cura vera e una falsa. Per tornare all&#8217;esempio del ponte crollato: non si tratta di una scelta tra due strade diverse ma ugualmente percorribili, ma della scelta tra un ponte ancora in piedi e uno che è crollato anche se il nostro passante non lo sa. Non è questione di opinione, ma di scienza. E questo discorso, ovviamente, non vale solo per le medicine alternative. Se una persone pensa di poter guarire ricorrendo unicamente alla preghiera, allora va fermata e ricoverata. Ti ricordo che, recentemente, una bambina è morta perché i genitori, invece di ricoverarla, si sono messi a pregare.</p>
<p><strong>Beta</strong>: Sì, l&#8217;ho letto anche io. Però, se ho capito bene il tuo discorso, nessuno impedirebbe a queste persone di pregare così, senza uno scopo preciso, esattamente come nessuno, spero, impedirebbe a me di tenere questo pezzo di quarzo rosa come oggetto di arredamento.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Esatto.</p>
<p><strong>Beta</strong>: Quindi, se una persona rifiuta le cure perché afferma di voler guarire attraverso la preghiera, tu la costringeresti ad andare dal dottore, ma se questa stessa persona affermasse di pregare così, tanto per passare il tempo, tu non avresti nulla da obiettare. Se quello che ho appena detto è giusto, rischia di essere un bel problema per il tuo progetto: come stabilire, infatti, quale sia l&#8217;intenzione di una persona quando prega?</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Sì, è un problema, ma non così grave: una persona può sostenere di avere un pezzo di quarzo rosa così, per bellezza, ma difficilmente può sostenere di assumere una soluzione omeopatica perché è buona e dissetante, oppure di andare dallo sciamano perché è una persona simpatica.</p>
<p><strong>Beta</strong>: Rimane il fatto che tutto questo discorso non mi piace. Nonostante tutti i tuoi ragionamenti, continuo a trovare vagamente ripugnante un simile atteggiamento.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Posso capirlo, ma preferisci fidarti del tuo istinto oppure della ragione?</p>
<p><strong>Beta</strong>: Non indovini la risposta?</p>
<p><strong>Alpha</strong>: No.</p>
<p><strong>Beta</strong>: Razionalmente, sento di dovermi fidare della ragione, ma istintivamente preferisco l&#8217;istinto.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: &#8230;</p>
<p><strong>Beta</strong>: &#8230;</p>
<p><strong>Alpha</strong>: È razionale una simile affermazione?</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=2839&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/dialogo-sulla-razionalita-3-di-3/' addthis:title='Dialogo sulla razionalità (3 di 3)' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Una dose di nulla</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 10:21:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Omeopatia]]></category>
		<category><![CDATA[Paternalismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra poco più di una settimana si terrà,  nel Regno Unito, una singolare protesta contro l&#8217;omeopatia: alcune persone (&#8220;più di trecento&#8221;, dichiarano gli organizzatori) ingurgiteranno una massiccia dose di farmaci omeopatici, dimostrando così la loro inutilità. Come verifica è perfettamente inutile: l&#8217;assenza di effetti collaterali è uno dei cavalli di battaglia dell&#8217;omeopatia, e il test [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/una-dose-di-nulla/' addthis:title='Una dose di nulla' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra poco più di una settimana si terrà,  nel Regno Unito, una singolare <a title="Homeopathy: There's nothing in it | The 10:23 Campaign | #ten23" href="http://www.1023.org.uk/">protesta contro l&#8217;omeopatia</a>: alcune persone (&#8220;più di trecento&#8221;, dichiarano gli organizzatori) ingurgiteranno una massiccia dose di farmaci omeopatici, dimostrando così la loro inutilità.</p>
<p>Come verifica è perfettamente inutile: l&#8217;assenza di effetti collaterali è uno dei cavalli di battaglia dell&#8217;omeopatia, e il test dell&#8217;overdose non verrebbe superato dalla vitamina C, i cui effetti per prevenire lo scorbuto non sono certo un placebo.<br />
Da un punto di vista retorico e politico la protesta potrebbe funzionare. Ma qui, appunto, si passa dalla scienza alla politica, e si possono muovere molte obiezioni, dal rapporto costi benefici di una simile iniziativa all&#8217;atteggiamento paternalistico di chi interferisce, a fin di bene, sulle scelte mediche (o pseudo-mediche) degli altri.</p>
<p>Sul rapporto costi benefici: credo che puntare sulla comprensione del metodo scientifico avrebbe effetti forse meno immediati, ma più duraturi e riguardanti anche altri aspetti delle umane superstizioni, ad esempio gli oroscopi  (la mia, ovviamente, è una opinione da non esperto in strategie di comunicazione).<br />
Sul paternalismo: ammesso che vi sia davvero un atteggiamento paternalista, non mi sembra grave, dal momento che ci si limita a sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica, non a imporre con divieti il ricorso all&#8217;omeopatia.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=2632&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/una-dose-di-nulla/' addthis:title='Una dose di nulla' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Chi fa il paternalista avvelena anche te, digli di smettere</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 15:14:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spilli]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Lottieri]]></category>
		<category><![CDATA[Paternalismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Grazie a Ethica scopro un interessante articolo di Carlo Lottieri contro il paternalismo: &#8221;Lo stato salutista? Fa male alla salute&#8221;. Il titolo è qualcosa di orribile, ma è colpa del quotidiano (Il Giornale, diretto da Vittorio Feltri – e poteva andare molto peggio), non dell&#8217;autore. Buona parte dell&#8217;articolo è dedicata alla descrizione dei danni che può [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/chi-fa-il-paternalista-avvelena-anche-te-digli-di-smettere/' addthis:title='Chi fa il paternalista avvelena anche te, digli di smettere' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie a <em><a title="Ethica » Blog Archive » C. Lottieri: “Lo stato salutista? Fa male alla salute”" href="http://blog.centrodietica.it/?p=1437">Ethica</a></em> scopro un interessante articolo di Carlo Lottieri contro il paternalismo: &#8221;Lo stato salutista? Fa male alla salute&#8221;.<br />
Il titolo è qualcosa di orribile, ma è colpa del quotidiano (<em>Il Giornale</em>, diretto da Vittorio Feltri – e poteva andare <em>molto</em> peggio), non dell&#8217;autore.</p>
<p>Buona parte dell&#8217;articolo è dedicata alla descrizione dei danni che può provocare un atteggiamento proibizionista, atteggiamento che viene assimilato al paternalismo, e mi sembra una descrizione molto convincente.<br />
Vi sono tuttavia due aspetti che mi lasciano perplesso.</p>
<p>Innanzitutto, Lottieri, molto probabilmente per problemi di lunghezza dell&#8217;articolo, dai danni del proibizionismo desume, senza ulteriori argomenti, la pericolosità generale del paternalismo, anche quando questo si limita a consigliare determinati atteggiamenti, invece di imporli (il così detto paternalismo libertario).<br />
Inoltre, la condanna del paternalismo e del proibizionismo sembra stare unicamente nella loro pericolosità. Se il proibizionismo si fosse dimostrato efficace diventerebbe allora un buon sistema politico e sociale? Non credo che Lottieri la pensi così, ma dall&#8217;articolo si potrebbe trarre questa conclusione.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=2462&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/chi-fa-il-paternalista-avvelena-anche-te-digli-di-smettere/' addthis:title='Chi fa il paternalista avvelena anche te, digli di smettere' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Paternalista per procura</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 20:40:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Omosessualità]]></category>
		<category><![CDATA[Paternalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Le mie conoscenze del mondo dello sport sono quasi nulle. Le mie conoscenze di quello che, secondo alcuni, non è neppur e uno sport, sono persino inferiori. Fino a pochi minuti fa non avevo mai sentito nominare Nelson Piquet, e adesso scopro che è un pilota di formula uno e che ha litigato con Flavio [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/paternalista-per-procura/' addthis:title='Paternalista per procura' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le mie conoscenze del mondo dello sport sono quasi nulle. Le mie conoscenze di quello che, secondo alcuni, non è neppur e uno sport, sono persino inferiori. Fino a pochi minuti fa non avevo mai sentito nominare Nelson Piquet, e adesso scopro che è un pilota di formula uno e che ha litigato con Flavio Briatore, il manager della sua (vecchia?) scuderia.<span id="more-2384"></span></p>
<p>Alle accuse di Piquet, Briatore così risponde secondo <a title="Briatore al contrattacco &quot;I Piquet ci hanno ricattati&quot; - Formula Uno - Sport - Repubblica.it" href="http://www.repubblica.it/2009/09/sport/formulauno/12gp-monza/renault-contrattacco/renault-contrattacco.html">Repubblica</a>:</p>
<blockquote><p><strong>MI CHIAMA &#8216;BOIA&#8217;, MA L&#8217;HO AIUTATO</strong> &#8211; &#8220;A Piquet, che mi ha anche criminalizzato sui giornali, io ho solo chiesto performance. C&#8217;era anche una clausola sul contratto. La realtà è che non è stato performante &#8211; aggiunge poi Briatore tornando nel merito del licenziamento. &#8220;Credo &#8211; ha detto &#8211; che abbiamo cercato in tutti modi di metterlo a suo agio. Abbiamo fatto di tutto. Abbiamo cercato anche un dottore che gli parlasse per la sua fragilità. Addirittura ho letto sui giornali che Piquet mi ha accusato di non avere fatto entrare un suo amico nel paddock definendomi il suo boia. Io ho allontanato il suo amico su suggerimento del padre. Questi due vivevano insieme. Non si capiva che relazione avessero. Io ho seguito il consiglio del padre. Ho fatto addirittura spostare Piquet di appartamento &#8211; ha aggiunto &#8211; e l&#8217;ho messo in un palazzo dove vivo io per tenerlo sotto controllo. Tutte queste accuse di Piquet sono gratuite&#8221;.</p></blockquote>
<p>Il ragionamento di Briatore è il seguente: Piquet non mi può rimproverare nulla, perché ho agito per il suo bene, secondo le indicazioni del padre. Il fatto che tutto ciò sia avvenuto contro la volontà di Piquet è del tutto trascurabile: lui evidentemente non sa cosa è meglio per lui, mentre il padre, e Briatore che ne fa le veci, sì.<br />
Certo, la fragilità può intendersi con una incapacità di intendere e di volere, ma ho il dubbio che &#8220;fragilità&#8221;, nel linguaggio di Briatore, sia un modo gentile per dire &#8220;culattone&#8221;.</p>
<p>Il fatto che, per alcuni, il ragionamento di Briatore sia perfettamente sensato, e la cosa interessante delle sue dichiarazioni sia l&#8217;allusione all&#8217;omosessualità di Piquet, mi preoccupa non poco.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=2384&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/paternalista-per-procura/' addthis:title='Paternalista per procura' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Paternalismo di Ulisse</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Aug 2009 20:23:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Beltrametti]]></category>
		<category><![CDATA[Paternalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Testamento biologico]]></category>

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		<description><![CDATA[Cercando risorse sul paternalismo libertario mi sono imbattuto in questo interessante testo di Luca Beltrametti: &#8220;Paternalismo e politica economica&#8221; (in La politica tra mercati e regole. Scritti in ricordo di Luciano Stella, Rubettino 2005). Nel testo viene descritto il cosiddetto paternalismo di Ulisse: Con &#8220;paternalismo di Ulisse&#8221; si intende una situazione nella quale un soggetto chiede nel [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/paternalismo-di-ulisse/' addthis:title='Paternalismo di Ulisse' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cercando risorse sul paternalismo libertario mi sono imbattuto in questo interessante testo di Luca Beltrametti: &#8220;<a title="La politica tra mercati e regole ... - Google Libri" href="http://books.google.com/books?id=5NhQMXgxaF4C&amp;lpg=PP1&amp;hl=it&amp;pg=PA103#v=onepage&amp;q=&amp;f=false">Paternalismo e politica economica</a>&#8221; (in <em>La politica tra mercati e regole. Scritti in ricordo di Luciano Stella</em>, Rubettino 2005).</p>
<p>Nel testo viene descritto il cosiddetto paternalismo di Ulisse:<span id="more-2306"></span></p>
<blockquote><p>Con &#8220;paternalismo di Ulisse&#8221; si intende una situazione nella quale un soggetto chiede nel proprio interesse che venga ridotta la propria libertà di scelta: il riferimento è ovviamente all’episodio dell’Odissea [canto XII] in cui Ulisse incontra le sirene. Come è noto, Ulisse ha due obiettivi che &#8211; in assenza di un aiuto esterno &#8211; sono incompatibili tra loro: nel breve periodo vuole ascoltare il canto delle sirene, nel medio periodo vuole tornare a Itaca. Il problema è che Ulisse medesimo si rende conto (egli crede alle parole di Circe che lo ha messo in guardia) che, una volta raggiunto il primo obiettivo, le sue proprie preferenze subiranno un cambiamento tale che gli sarà impossibile raggiungere l’obiettivo di tornare ad Itaca. Siamo quindi nella tipica situazione di incoerenza temporale.<br />
La soluzione adottata da Ulisse è ben nota: egli comanda ai compagni di legarlo all’albero della nave, ordina loro di non obbedirgli anche qualora egli successivamente ordinasse di scioglierlo prima di essersi allontanati dall’isola delle sirene e tappa loro le orecchie con la cera. Si tratta quindi di una rinuncia irreversibile (per un certo tempo) alla propria capacità di autodeterminazione.</p></blockquote>
<p>Non so quanto l&#8217;esempio sia pertinente (i compagni di Ulisse stanno semplicemente ubbidendo ai suoi ordini: non decidono al suo posto), ma l&#8217;idea è molto interessante.</p>
<p>La situazione descritta ricorda, per certi versi, il testamento biologico.<br />
I vari critici delle disposizioni di fine vita, evidentemente, slegherebbero Ulisse, accorciando non poco l&#8217;Odissea.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=2306&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/paternalismo-di-ulisse/' addthis:title='Paternalismo di Ulisse' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Paternalismo libertario</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Aug 2009 18:19:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri diversi]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Paternalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggendo Le Scienze di agosto scopro l&#8217;esistenza del paternalismo libertario. Arrivo in ritardo: il libro Nudge: Improving Decisions About Health, Wealth, and Happiness di Richard H. Thaler  e  Cass R. Sunstein è uscito nel 2008, mentre la traduzione italiana è nelle librerie da maggio; ne hanno inoltre parlato Roberto Casati e Simona Morini. L&#8217;idea è semplice: dal [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/paternalismo-libertario/' addthis:title='Paternalismo libertario' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggendo <em><a title="Agosto 2009, n. 492 | Le Scienze" href="http://lescienze.espresso.repubblica.it/edicola_mese/LE_SCIENZE/1339422">Le Scienze</a></em> di agosto scopro l&#8217;esistenza del paternalismo libertario.<br />
Arrivo in ritardo: il libro <em>Nudge: Improving Decisions About Health, Wealth, and Happiness</em> di Richard H. Thaler  e  Cass R. Sunstein è uscito nel 2008, mentre la traduzione italiana è nelle librerie da maggio; ne hanno inoltre parlato <a title="Paternalismo libertario - Il Sole 24 ORE" href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tempo%20libero%20e%20Cultura/2008/08/paternalismo-libertario.shtml?uuid=61a533be-705d-11dd-a1e6-015d01033f80&amp;DocRulesView=Libero">Roberto Casati</a> e <a title="Rescogitans" href="http://www.rescogitans.it/main.php?articleid=316">Simona Morini</a>.</p>
<p>L&#8217;idea è semplice: dal momento che l&#8217;uomo <em>non</em> è un essere razionale e spesso prende decisioni irrazionali e illogiche, è necessario aiutarlo. Secondo il paternalismo classico, questo aiuto consiste nel prendere le decisioni al suo posto; secondo il paternalismo libertario, basta <em>aiutarlo</em> a scegliere bene, fornendo tutte le informazioni necessarie nella forma più chiara possibile e ricorrendo ad alcune spinte (in inglese <em>Nudge</em>) per indirizzare le persone verso la scelta corretta.<br />
Si lascia la libertà di scelta ma si aiutano le persone a scegliere bene: ecco sciolto l&#8217;(apparente?) ossimoro.<span id="more-2300"></span></p>
<p>Ma la contrapposizione tra due atteggiamenti diversi rimane.<br />
Se l&#8217;aiuto si limita a informare al meglio, smascherando eventuali &#8220;abbagli&#8221; cognitivi, mi sembra pomposo scomodare il paternalismo: basterebbe riflettere sul concetto di libertà. Viceversa, se l&#8217;aiuto consiste nel decidere qual è la scelta migliore e nell&#8217;imporla con gentilezza (e in maniera nascosta), non capisco dove stia l&#8217;atteggiamento liberale.</p>
<p>Un esempio.<br />
La forma del bicchiere influenza la nostra percezione di quantità di liquido versato:</p>
<blockquote><p>Pare che le persone versino dal 20% al 30% di alcol <em>in più</em> nei bicchieri corti e larghi rispetto a quanto faccia in quelli stretti e lunghi dello stesso volume.<br />
(via <a title="La forma dei bicchieri e il sovradosaggio alcolico - Psicocafé" href="http://psicocafe.blogosfere.it/2009/08/la-forma-dei-bi.html">Psicocafé</a>)</p></blockquote>
<p>Come comportarsi?<br />
Tralasciando il paternalismo classico (ma qui sarebbe più corretto parlare di autoritarismo) che imporrebbe a tutti di non bere, o si obbligano tutti i bar a utilizzare a bicchieri stretti e lunghi senza dire niente a nessuno, oppure si interviene con bicchieri graduati e cartelli informativi su questa distorsione cognitiva.<br />
Mi sembrano due interventi radicalmente diversi, e fatico a capire come si possa tenerli insieme sotto la comune etichetta di &#8220;paternalismo libertario&#8221;.</p>
<p>Non è inoltre chiaro per quale motivo i governanti, che sono uomini irrazionali come tutti gli altri, dovrebbero compiere solo scelte razionali e ottimali.<br />
L&#8217;idea che mi sono fatto, in poche parole, è che il paternalismo libertario metta in evidenza un problema reale (l&#8217;irrazionalità dell&#8217;uomo) ma non si avvicini neppure a una soluzione davvero efficace.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=2300&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/paternalismo-libertario/' addthis:title='Paternalismo libertario' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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