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	<title>L&#039;estinto &#187; Religione</title>
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	<description>I&#039;ll teach you differences</description>
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		<title>Quante cose da sapere</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Nov 2011 14:34:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Giorni fa qualcuno mi sono imbattuto in una gustosa immagine: un invitante pezzo di prosciutto sullo scaffale di un supermercato, consigliato come leccornia per Hanukkah. Un errore madornale, così madornale da far pensare a un fotomontaggio; come magari in effetti è. Però, a rifletterci, non è così impensabile, come errrore. Non sono poche le conoscenze [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/quante-cose-da-sapere/' addthis:title='Quante cose da sapere' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Giorni fa qualcuno mi sono imbattuto in una gustosa immagine: un invitante pezzo di prosciutto sullo scaffale di un supermercato, consigliato come leccornia per Hanukkah.<span id="more-3332"></span></p>
<p><a href="http://www.lestinto.it/wp-content/img/20111114-113149.jpg"><img src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/20111114-113149.jpg" alt="20111114-113149.jpg" class="alignnone size-full" /></a></p>
<p>Un errore madornale, così madornale  da far pensare a un fotomontaggio; come magari in effetti è. Però, a rifletterci, non è così impensabile, come errrore. Non sono poche le conoscenze necessarie a cogliere l&#8217;inadeguatezza del prosciutto per Hanukkah.</p>
<p>Innanzitutto, bisogna sapere che <em>ham</em> è carne di maiale. Un qualsiasi parlante competente dovrebbe saperlo, ma non è detto che l&#8217;addetto alle confezioni di un supermercato lo sia: la sua lingua madre potrebbe non essere l&#8217;inglese, potrebbe essere convinto che la parola <em>ham</em> indica la carne essiccatata in generale (io, quando al supermercato dico a mia moglie di gradire del prosciutto, spesso intendo riferirmi agli affettati in generale: mortadella, bresaola eccetera).<br />
Poi, bisogna sapere che Hanukkah è una festa ebraica. E che gli ebrei non mangiano carne di maiale. Conoscenze  forse banali per chi ha avuto qualche contatto con le comunità ebraiche, ma che mi sembra perfettamente lecito ignorare se non si vive vicini a una sinagoga e non si leggono romanzi o guardano film ambientati in contesti ebraici.</p>
<p>Del resto, a me non viene in mente il nome di nessuna festività indù, e non so neppure se i fedeli di questa religione possano mangiare la bresaola.<br />
Ed è sconfortante constatare quante cose occorra sapere, oggi, per evitare gaffe imbarazzanti.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=3332&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/quante-cose-da-sapere/' addthis:title='Quante cose da sapere' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Cristiani nel mondo</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Nov 2010 08:46:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri diversi]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà di opinione]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Formigoni]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Caro Roberto Formigoni, questa mattina ho perso il treno in stazione centrale a Milano. Altri treni in partenza da lì non ce n&#8217;erano, e così mi sono diretto, a piedi, verso la stazione del passante. Ma non è per lamentarmi dei trasporti regionali che scrivo questa inutile lettera aperta (anche se, già che ci sono: [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/cristiani-nel-mondo/' addthis:title='Cristiani nel mondo' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lestinto.it/wp-content/img/Photo-nov-20-2-33-28-p.-15-02-02.jpg"><img class="alignright size-large wp-image-3011" title="Appello Pirellone" src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/Photo-nov-20-2-33-28-p.-15-02-02-764x1024.jpg" alt="Appello Pirellone" width="256" height="344" /></a>Caro Roberto Formigoni,<br />
questa mattina ho perso il treno in stazione centrale a Milano. Altri treni in partenza da lì non ce n&#8217;erano, e così mi sono diretto, a piedi, verso la stazione del passante.<br />
Ma non è per lamentarmi dei trasporti regionali che scrivo questa inutile lettera aperta (anche se, già che ci sono: fai qualcosa per la linea Milano-Chiasso che è un disastro!).<br />
Quando mi ritrovo davanti alla stazione centrale, mi fermo sempre un attimo ad ammirare il Pirellone, che è proprio un gran bell&#8217;edificio. E così ho fatto anche questa mattina e ho notato, in mezzo alla facciata, una enorme scritta su sfondo rosso: &#8220;Salviamo la vita dei cristiani in Iraq e nel mondo&#8221;.<span id="more-3008"></span></p>
<p>Lodevole iniziativa: salvare delle vite umane! Non capisco bene come possa una scritta di quattrocento metri quadri in centro a Milano salvare la vita di un cristiano maronita a qualche migliaio di chilometri di distanza, ma sono sicuro che la regione Lombardia sta facendo molto altro per aiutare i cristiani nel mondo.<br />
Ed eccoci arrivati al problema. Perché salvare le vite <em>dei cristiani</em>? Forse che un musulmano, un ateo o un animista che rischia la vita, in Iraq o altrove, non merita la nostra attenzione? Perché dovrei sentire più vicina la sorte di un cristiano che quella di un buddista? Il fatto che entrambi crediamo in Cristo (ammesso e non concesso che io ci creda) non mi sembra molto pertinente: non stiamo scegliendo una persona con cui pregare o discutere di teologia, stiamo cercando di salvare vite umane.</p>
<p>Mi dirai: i cristiani rischiano la vita per la loro fede, l&#8217;impegno per salvare la loro vita non può prescindere dalla religione in cui credono. È vero: rischiano la vita perché cristiani. Non capisco perché sia meglio aiutare un cristiano perseguitato in quanto cristiano rispetto a un omosessuale perseguitato in quanto omosessuale, o a un tizio qualunque perseguitato semplicemente perché nato sulla sponda destra del fiume invece che su quella sinistra.<br />
Caro Roberto, non vogliamo provare ad allargare un po&#8217; gli orizzonti? E capire che quei cristiani sono in pericolo anche perché c&#8217;è una forma mentis che li qualifica come cristiani prima che come persone? Così un uomo, prima di essere un ubriacone, un instancabile lavoratore, un buon padre di famiglia o un assassino è un cristiano, e non interessa sapere altro. Con l&#8217;appello &#8220;Salviamo la vita dei cristiani in Iraq e nel mondo&#8221; non si fa altro che perpetuare questo schema di pensiero che vede una società costituita non da persone, alle quali accordare la massima libertà possibile, ma da comunità chiuse e distinte.<br />
È un peccato, perché a me piacerebbe aiutare quelle persone mettendo un bello stendardo fuori da casa mia, ma con questo slogan proprio non ci riesco.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=3008&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/cristiani-nel-mondo/' addthis:title='Cristiani nel mondo' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Spazio fondato sui valori</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/spazio-fondato-sui-valori/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Sep 2010 23:57:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Muammar Gheddafi]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>

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		<description><![CDATA[Il dittatore libico Muammar Gheddafi, durante la visita al suo omologo italiano (omologo per quanto riguarda il ruolo istituzionale di capo dello stato: su altre somiglianze tra i due capo di stato non mi pronuncio), ha dichiarato qualcosa del tipo &#8220;è tempo che l&#8217;Europa diventa islamica&#8221;. La portavoce della Commissione Europea Angela Filote ha risposto [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/spazio-fondato-sui-valori/' addthis:title='Spazio fondato sui valori' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il dittatore libico Muammar Gheddafi, durante la visita al suo omologo italiano (omologo per quanto riguarda il ruolo istituzionale di capo dello stato: su altre somiglianze tra i due capo di stato non mi pronuncio), ha dichiarato qualcosa del tipo &#8220;è tempo che l&#8217;Europa diventa islamica&#8221;.<br />
La portavoce della Commissione Europea Angela Filote <a href="http://www.uaar.it/news/2010/08/31/caso-gheddafi-la-ue-siamo-uno-spazio-fondato-sui-valori-non-sulla-religione/">ha risposto</a> a Gheddafi sottolineando che l’Unione Europea &#8220;non è uno spazio fondato sulla religione ma sui valori&#8221;.<br />
Una risposta interessante, sicuramente più interessante della riscoperta delle radici cristiane dell&#8217;Europa o degli inviti alla conversione al cattolicesimo, magari con accenti preconciliari.</p>
<p>Tuttavia c&#8217;è qualcosa che mi lascia perplesso in questa risposta.</p>
<p>Fondare uno spazio pubblico sulla religione non è una grande idea non solo per il sorgere di conflitti religiosi: anche ammettendo che tutte le persone coinvolte abbiano la stessa fede, rimane il problema dell&#8217;eccessiva rigidità di una simile società. Sarebbero numerosi i temi sottratti alla discussione pubblica, temi sui quali sarebbe difficile trovare un accordo in caso di conflitto, mediando tra i vari interessi in campo.<br />
Sostituite alla religione i valori non mi sembra risolvere questi problemi. Certo, i valori si possono definire con maggiore precisione, il che potrebbe aiutare a limitare i contrasti, ma rimane la sostanziale incapacità di affrontate i conflitti cercando di conciliare i vari punti di vista. Il che, in alcune circostanze, potrebbe anche andare bene: se di alcuni interlocutori ho scarsa fiducia, potrei voler evitare il dialogo, e probabilmente Gheddafi è uno di questi interlocutori. </p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=2926&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/spazio-fondato-sui-valori/' addthis:title='Spazio fondato sui valori' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Offese culinarie</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/offese-culinarie/</link>
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		<pubDate>Sun, 11 Jul 2010 19:23:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Javier Krahe]]></category>
		<category><![CDATA[Libertà di opinione]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>

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		<description><![CDATA[I cattolici hanno l&#8217;abitudine di mangiare, una volta la settimana, quello che per loro è il vero corpo di Cristo. La transustanziazione ha causato numerose dispute teologiche e innumerevoli canzonature varie.1 Ma non è questa miracolosa trasformazione del pane in carne ad interessarmi: mi incuriosisce di più come delle persone convinte di mangiare Cristo si [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/offese-culinarie/' addthis:title='Offese culinarie' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I cattolici hanno l&#8217;abitudine di mangiare, una volta la settimana, quello che per loro è il <em>vero</em> corpo di Cristo.<br />
La transustanziazione ha causato numerose dispute teologiche e innumerevoli canzonature varie.<sup><a href="http://www.lestinto.it/articoli/offese-culinarie/#footnote_0_2824" id="identifier_0_2824" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Se la memoria non mi inganna, quando Charles Sanders Peirce fa un esempio di idea massimamente assurda eppure realmente sostenuta, cita appunto la transustanziazione.">1</a></sup></p>
<p>Ma non è questa miracolosa trasformazione del pane in carne ad interessarmi: mi incuriosisce di più come delle persone convinte di <em>mangiare</em> Cristo si possano offendere di fronte alla prospettiva di <em>cucinare</em> Cristo.<br />
Ecco un video che spiega come cucinare Cristo; ricetta lunga ma semplice: tre giorni in forno, ma poi esce da solo.<span id="more-2824"></span></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="640" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/1bTFn-T85Xw&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xd0d0d0&amp;hl=en_GB&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="640" height="385" src="http://www.youtube.com/v/1bTFn-T85Xw&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xd0d0d0&amp;hl=en_GB&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Il filmato è opera del cantante Javier Krahe, che lo ha girato nel 1978.<br />
Nel 2004 (ventisei anni dopo!), durante una intervista a Krahe, è stato trasmesso in televisione. Qualcuno si è offeso, e adesso Krahe, insieme all&#8217;emittente che ha trasmesso il filmato, rischia di venire condannato per violazione dell&#8217;<a title="Ley Orgánica 10/1995, de 23 de noviembre, del Código Penal." href="http://noticias.juridicas.com/base_datos/Penal/lo10-1995.l2t21.html#">articolo 525</a> del codice penale spagnolo:</p>
<blockquote><p>1. Incurrirán en la pena de multa de ocho a doce meses los que, para ofender los sentimientos de los miembros de una confesión religiosa, hagan públicamente, de palabra, por escrito o mediante cualquier tipo de documento, escarnio de sus dogmas, creencias, ritos o ceremonias, o vejen, también públicamente, a quienes los profesan o practican.</p>
<p>2. En las mismas penas incurrirán los que hagan públicamente escarnio, de palabra o por escrito, de quienes no profesan religión o creencia alguna.</p></blockquote>
<p>Ci sono argomenti sui quali non si può scherzare – e a stabilirlo è addirittura il codice <em>penale</em>.<br />
Sono portato a non sottovalutare le offese: le parole possono danneggiare quanto gli atti. La formulazione dell&#8217;articolo, però, mi sembra troppo generosa nel riconoscere questo potere: pare che qualsiasi offesa, se riguarda i sentimenti religiosi, è un danno da punire.</p>
<p>Curioso come nel 1978, quando fu girato il cortometraggio, nessuno si offese (o, almeno, nessuno si offese a tal punto da denunciare Javier Krahe) – ma forse il filmato ebbe minore diffusione dell&#8217;intervista del 2004.</p>
<p>Per protestare in favore della libertà di espressione si è inventata la &#8220;Giornata del Cristo cucinato&#8221; (<em>Everybody Bake Jesus Day</em>). Qui alcune delle <a title="Slideshow: Celebrating Everybody Bake Jesus Day Around The World | Nirmukta" href="http://nirmukta.com/2010/07/09/slideshow-celebrating-everybody-bake-jesus-day-around-the-world/">creazioni culinarie</a>.</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_2824" class="footnote">Se la memoria non mi inganna, quando Charles Sanders Peirce fa un esempio di idea massimamente assurda eppure realmente sostenuta, cita appunto la transustanziazione.</li></ol><img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=2824&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/offese-culinarie/' addthis:title='Offese culinarie' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Di riti e di dei</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/di-riti-e-di-dei/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 21:08:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Ateismo]]></category>
		<category><![CDATA[Neil Gaiman]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa ho finito di leggere American Gods di Neil Gaiman. Un passaggio mi ha incuriosito: The Widow Paris’s husband, Jacques […], had told Marie a little about the gods of St. Domingo, but she did not care. Power came from the rituals, not from the gods. Il marito della vedova Paris, Jacques […], [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/di-riti-e-di-dei/' addthis:title='Di riti e di dei' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa ho finito di leggere <em>American Gods</em> di Neil Gaiman.<span id="more-2825"></span></p>
<p>Un passaggio mi ha incuriosito:</p>
<blockquote><p>The Widow Paris’s husband, Jacques […], had told Marie a little about the gods of St. Domingo, but she did not care. Power came from the rituals, not from the gods.</p>
<p>Il marito della vedova Paris, Jacques […], aveva raccontato a Maria un po&#8217; sugli dei di S. Domingo, ma a lei non importava. Il potere viene dai rituali, non dagli dei.</p></blockquote>
<p>Il potere viene dai rituali, non dagli dei.<br />
Il che significa, dal mio punto di vista, che il problema non è credere in dio o negli dei, ma affidarsi ciecamente ai riti.<br />
All&#8217;ateismo e all&#8217;agnosticismo andrebbe affiancato un movimento di scetticismo nei confronti dei riti.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=2825&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/di-riti-e-di-dei/' addthis:title='Di riti e di dei' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Dialogo sulla razionalità (3 di 3)</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/dialogo-sulla-razionalita-3-di-3/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 06:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerche filosofiche]]></category>
		<category><![CDATA[Paternalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Ragione]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lestinto.it/?p=2839</guid>
		<description><![CDATA[Dialogo diviso in tre parti (vai alla prima parte; vai alla seconda parte). Alpha: A questo punto vorrei farti una domanda. Beta: Dimmi. Alpha: Dal momento che il metodo scientifico funziona, saresti d&#8217;accordo a proibire, o comunque a ostacolare, il ricorso a pratiche che il metodo scientifico ha dimostrato essere false? Beta: No, non sarei [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/dialogo-sulla-razionalita-3-di-3/' addthis:title='Dialogo sulla razionalità (3 di 3)' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dialogo diviso in tre parti (vai alla <a title="Dialogo sulla razionalità (1 di 3) - L'estinto" href="http://www.lestinto.it/articoli/dialogo-sulla-razionalita-1-di-3/">prima parte</a>; vai alla <a title="Dialogo sulla razionalità (2 di 3) - L'estinto" href="http://www.lestinto.it/articoli/dialogo-sulla-razionalita-2-di-3/">seconda parte</a>).</em><span id="more-2839"></span></p>
<p><strong>Alpha</strong>: A questo punto vorrei farti una domanda.</p>
<p><strong>Beta</strong>: Dimmi.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Dal momento che il metodo scientifico funziona, saresti d&#8217;accordo a proibire, o comunque a ostacolare, il ricorso a pratiche che il metodo scientifico ha dimostrato essere false?</p>
<p><strong>Beta</strong>: No, non sarei d&#8217;accordo. E per due motivi. Il primo è che è il metodo scientifico stesso a richiedere massima libertà, ivi compresa quella di sbagliare. In secondo luogo si tratterebbe di un atteggiamento paternalista che non si addice a uno stato liberale. Essere liberi di agire significa anche essere liberi di sbagliare, fermo restando la mia libertà di consigliare alle persone di lasciar perdere la medicina alternativa e andare da un vero medico.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Ottima risposta. Adesso però avrei una storia da raccontarti.</p>
<p><strong>Beta</strong>: Una storia?</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Sì, una storia, o un esempio, se preferisci. Una situazione per mettere alla prova le tue affermazioni.</p>
<p><strong>Beta</strong>: Va bene, inizia il racconto.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Stai passeggiando, di notte, vicino a un fiume. C&#8217;è una nebbia molto fitta: non si vede praticamente nulla. Riesci comunque a intravedere una persona che si incammina verso uno dei ponti. Il problema è che quel ponte è crollato la sera prima, e qualche vandalo ha distrutto i cartelli che segnalavano il pericolo. Cosa fai?</p>
<p><strong>Beta</strong>: Che domande! Cercherei di fermarlo!.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: E come cercheresti di avvisarlo?</p>
<p><strong>Beta</strong>: Beh, avvisandolo.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: E se lui non ti sentisse? O se non ci fosse il tempo di avvisarlo, perché è lì, sull&#8217;orlo del baratro?</p>
<p><strong>Beta</strong>: Lo afferrerei per la giacca, o per un braccio, in modo da evitargli la caduta.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Secondo te è un atto di paternalismo, questo?</p>
<p><strong>Beta</strong>: Assolutamente no.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: E perché no? Dopotutto, di tua iniziativa impedisci all&#8217;altro di fare quello che stava facendo, e lo fai in base a quello che secondo te è il suo bene. A me sembra paternalismo, un paternalismo benigno, perché se io fossi quel passante, gradirei molto questa tua intromissione, ma sempre di paternalismo si tratta.</p>
<p><strong>Beta</strong>: Lo ammetto: mi intrometto a fin di bene. Ma non impongo la mia volontà, anzi: a ben guardare, mi metto al servizio della volontà altrui. Il passante ha deciso di attraversare il ponte per andare dall&#8217;altra parte, ma ha preso questa decisione senza sapere che il ponte è crollato! Io mi intrometto, ma soltanto perché la sua è un scelta non informata. Se non intervenissi lui cadrebbe nel fiume, mentre grazie al mio intervento raggiungerà l&#8217;altra sponda, proprio come voleva.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Quindi è paternalismo soltanto se il tuo intervento impone la tua volontà, mentre non è paternalismo se il tuo intervento, per quanto non richiesto, va nella direzione della volontà dell&#8217;altro e se c&#8217;è il sospetto di un deficit di informazione.</p>
<p><strong>Beta</strong>: In linea di massima, sì.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Cosa intendi con “in linea di massima”?</p>
<p><strong>Beta</strong>: Intendo dire che è quello che hai appena enunciato non è un assioma dal quale puoi sperare di dedurre, quasi meccanicamente, se un certo intervento è o non è un atto di paternalismo. È una indicazione, una distinzione da tenere presente quando si giudica un certo atto. Lo dico perché voglio prevenire la tua obiezione: con questo criterio si possono giustificare anche le più bieche intromissioni nella vita privata degli altri, basta affermare che le persone non abbiano una chiara e precisa conoscenza di ciò che realmente vogliono.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: A dire il vero, non era questa l&#8217;obiezione che avevo in mente.</p>
<p><strong>Beta</strong>: E a cosa pensavi, allora?</p>
<p><strong>Alpha</strong>: È semplice: in base al tuo discorso, tu dovresti intrometterti nelle scelte curative delle altre persone, impedendo loro il ricorso alle cosiddette medicine alternative. Proprio quello che prima avevi definito atteggiamento paternalistico e illiberale!</p>
<p><strong>Beta</strong>: Perché dici che dovrei intromettermi?</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Perché chi ricorre alla medicina alternativa vuole guarire, ma ricorrendo a cristalli, soluzioni omeopatiche, tisane eccetera non guarisce, o comunque non migliora le proprie possibilità di guarigione. È come il passante che si dirige verso il ponte crollato: lui vuole passare dall&#8217;altra parte del fiume, ma percorrendo quella strada non ci arriverà mai e anzi rischia di annegare. Se fermare il passante non è un atto paternalistico, allora non lo è neppure fermare chi vuole curarsi tramite l&#8217;omeopatia. Come il primo non sa che il ponte è crollato, il secondo non sa che i pezzi di quarzo rosa, al più, sono oggetti d&#8217;arredamento.</p>
<p><strong>Beta</strong> &#8211; <em>esitante</em>: Quello che dici è vero, ma non mi piace per nulla l&#8217;idea di uno stato che si intrometta nelle scelte altrui costringendo le persone a curarsi come meglio crede&#8230;</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Non è esattamente così. Innanzitutto lo stato non obbligherebbe le persone a curarsi. Se tu non vuoi curare i tuoi malanni (e non vi è pericolo di contagio, ovviamente), non ci sono problemi: è una tua scelta sulla quale la collettività non può interferire. In secondo luogo, non è questione di credenza, ma di scienza. Ti ricordo che poco fa abbiamo concluso che la medicina alternativa non è vera medicina: non si tratta qui di scegliere tra due cure diverse, ma tra una cura vera e una falsa. Per tornare all&#8217;esempio del ponte crollato: non si tratta di una scelta tra due strade diverse ma ugualmente percorribili, ma della scelta tra un ponte ancora in piedi e uno che è crollato anche se il nostro passante non lo sa. Non è questione di opinione, ma di scienza. E questo discorso, ovviamente, non vale solo per le medicine alternative. Se una persone pensa di poter guarire ricorrendo unicamente alla preghiera, allora va fermata e ricoverata. Ti ricordo che, recentemente, una bambina è morta perché i genitori, invece di ricoverarla, si sono messi a pregare.</p>
<p><strong>Beta</strong>: Sì, l&#8217;ho letto anche io. Però, se ho capito bene il tuo discorso, nessuno impedirebbe a queste persone di pregare così, senza uno scopo preciso, esattamente come nessuno, spero, impedirebbe a me di tenere questo pezzo di quarzo rosa come oggetto di arredamento.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Esatto.</p>
<p><strong>Beta</strong>: Quindi, se una persona rifiuta le cure perché afferma di voler guarire attraverso la preghiera, tu la costringeresti ad andare dal dottore, ma se questa stessa persona affermasse di pregare così, tanto per passare il tempo, tu non avresti nulla da obiettare. Se quello che ho appena detto è giusto, rischia di essere un bel problema per il tuo progetto: come stabilire, infatti, quale sia l&#8217;intenzione di una persona quando prega?</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Sì, è un problema, ma non così grave: una persona può sostenere di avere un pezzo di quarzo rosa così, per bellezza, ma difficilmente può sostenere di assumere una soluzione omeopatica perché è buona e dissetante, oppure di andare dallo sciamano perché è una persona simpatica.</p>
<p><strong>Beta</strong>: Rimane il fatto che tutto questo discorso non mi piace. Nonostante tutti i tuoi ragionamenti, continuo a trovare vagamente ripugnante un simile atteggiamento.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Posso capirlo, ma preferisci fidarti del tuo istinto oppure della ragione?</p>
<p><strong>Beta</strong>: Non indovini la risposta?</p>
<p><strong>Alpha</strong>: No.</p>
<p><strong>Beta</strong>: Razionalmente, sento di dovermi fidare della ragione, ma istintivamente preferisco l&#8217;istinto.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: &#8230;</p>
<p><strong>Beta</strong>: &#8230;</p>
<p><strong>Alpha</strong>: È razionale una simile affermazione?</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=2839&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/dialogo-sulla-razionalita-3-di-3/' addthis:title='Dialogo sulla razionalità (3 di 3)' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Il viagra morale è scaduto</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/il-viagra-morale-e-scaduto/</link>
		<comments>http://www.lestinto.it/articoli/il-viagra-morale-e-scaduto/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 22:27:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Daniel Dennett]]></category>
		<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Viagra morale&#8221; è una notevole espressione coniata, se non sbaglio, da Daniel Dennett per riferirsi alle teorie che vedono nella religione il fondamento ultimo dell&#8217;etica. Se è vero che la religione migliora il nostro senso morale, allora la credenza in Dio è una sorta di viagra morale. Ma è poi vero che credere in Dio [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/il-viagra-morale-e-scaduto/' addthis:title='Il viagra morale è scaduto' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Viagra morale&#8221; è una notevole espressione coniata, se non sbaglio, da Daniel Dennett per riferirsi alle teorie che vedono nella religione il fondamento ultimo dell&#8217;etica. Se è vero che la religione migliora il nostro senso morale, allora la credenza in Dio è una sorta di viagra morale.</p>
<p>Ma è poi vero che credere in Dio rende le persone più buone?<br />
Senza nessuna pretesa di scientificità, ho scoperto che tra i prestatori di <a title="Kiva - Loans that change lives" href="http://www.kiva.org/">Kiva</a>, il sito che si occupa di micro credito, il gruppo degli <a title="Kiva - Kiva Lending Team: Atheists, Agnostics, Skeptics, Freethinkers, Secular Humanists and the Non-Religious" href="http://www.kiva.org/team/atheists">Atei, Agnostici, Scettici, Liberi pensatori, umanisti e non religiosi</a> ha prestato soldi per 1,649,075 dollari, mentre i <a title="Kiva - Kiva Lending Team: Kiva Christians" href="http://www.kiva.org/team/christians">Cristiani</a> per appena 1,003,800.<br />
Il numero di prestiti per persona è in realtà più alto per i cristiani, e Kiva non costituisce che un piccolo spazio nel quale manifestare la propria moralità. Ugualmente, credo che si possa comunque affermare che i non religiosi sono morali quanto i religiosi. Insomma, il viagra è scaduto e non funziona.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=2680&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/il-viagra-morale-e-scaduto/' addthis:title='Il viagra morale è scaduto' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Una definizione possibile, ma poco lusinghiera</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/una-definizione-possibile-ma-poco-lusinghiera/</link>
		<comments>http://www.lestinto.it/articoli/una-definizione-possibile-ma-poco-lusinghiera/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 19 Dec 2009 19:46:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Israel]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>

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		<description><![CDATA[Che cosa è il libero arbitrio? Paopasc risponde così: Per me un organismo può dirsi dotato di libero arbitrio quando ciò che prova e ciò che dice o fa possono non essere la stessa cosa. La mancata rispondenza tra atto, che è l&#8217;insieme dei comportamenti attuati da un movimento muscolare, mimica facciale, gestualità, atteggiamento, tono [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/una-definizione-possibile-ma-poco-lusinghiera/' addthis:title='Una definizione possibile, ma poco lusinghiera' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che cosa è il libero arbitrio?<br />
<a title="Il libero arbitrio: una definizione possibile : Questione della decisione" href="http://questionedelladecisione.myblog.it/archive/2009/12/19/il-libero-arbitrio-una-definizione-possibile.html"> Paopasc</a> risponde così:</p>
<blockquote><p>Per me un organismo può dirsi dotato di libero arbitrio quando ciò che prova e ciò che dice o fa possono non essere la stessa cosa. La mancata rispondenza tra atto, che è l&#8217;insieme dei comportamenti attuati da un movimento muscolare, mimica facciale, gestualità, atteggiamento, tono della voce, e così via, e intenzione, che è il bersaglio che l&#8217;individuo vuol raggiungere con i suoi atti, è la prova dell&#8217;elasticità del mezzo espressivo.</p></blockquote>
<p>La definizione mi pare sensata.<sup><a href="http://www.lestinto.it/articoli/una-definizione-possibile-ma-poco-lusinghiera/#footnote_0_2578" id="identifier_0_2578" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Anche se, pi&ugrave; che una definizione di libero arbitrio, sembra un metodo empirico per accertarsi della sua presenza.">1</a></sup><br />
Il libero arbitrio è <em>autocontrollo</em>. Ma è anche <em>inganno</em>, <em>frode</em>, <em>imbroglio</em>.<span id="more-2578"></span><br />
Il libero arbitrio, così concepito, non è certo una gran cosa: la capacità di imbrogliare il prossimo. Ovviamente, in quanto possibilità di essere disonesti, il libero arbitrio è anche possibilità di essere onesti, ma questa considerazione sembra tanto un premio di consolazione.</p>
<p>Forse ha ragione <a title="Blog di Giorgio Israel: Occhio alla metafisica travestita da scienza" href="http://gisrael.blogspot.com/2009/12/occhio-alla-metafisica-travestita-da.html">Giorgio Israel</a>:</p>
<blockquote><p>Nessun pensiero religioso vivo può convivere con il naturalismo, che ne costituisce la negazione radicale. Il naturalismo ha come progetto la riduzione del pensiero e dell’anima […]. Entro questa riduzione i temi della libertà, della finalità, della morale si dissolvono.</p></blockquote>
<p>A questo punto, aspetto con una certa impazienza la dissoluzione della visione religiosa dei temi della libertà, della finalità e della morale.</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_2578" class="footnote">Anche se, più che una definizione di libero arbitrio, sembra un metodo empirico per accertarsi della sua presenza.</li></ol><img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=2578&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/una-definizione-possibile-ma-poco-lusinghiera/' addthis:title='Una definizione possibile, ma poco lusinghiera' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Curiosità costituzionali</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/curiosita-costituzionali/</link>
		<comments>http://www.lestinto.it/articoli/curiosita-costituzionali/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 20:48:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spilli]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[Svizzera]]></category>

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		<description><![CDATA[Curiosa la storia recente dell&#8217;articolo 72 della costituzione federale svizzera. Iniziamo dai primi due capoversi: 1. Il disciplinamento dei rapporti tra Chiesa e Stato compete ai Cantoni. 2. Nell’ambito delle loro competenze, la Confederazione e i Cantoni possono prendere provvedimenti per preservare la pace pubblica fra gli aderenti alle diverse comunità religiose. Fino al 2001 [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/curiosita-costituzionali/' addthis:title='Curiosità costituzionali' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Curiosa la storia recente dell&#8217;articolo 72 della costituzione federale svizzera.<br />
Iniziamo dai primi due capoversi:</p>
<blockquote><p>1. Il disciplinamento dei rapporti tra Chiesa e Stato compete ai Cantoni.<br />
2. Nell’ambito delle loro competenze, la Confederazione e i Cantoni possono prendere provvedimenti per preservare la pace pubblica fra gli aderenti alle diverse comunità religiose.</p></blockquote>
<p>Fino al 2001 l&#8217;articolo aveva un terzo capoverso:<sup><a href="http://www.lestinto.it/articoli/curiosita-costituzionali/#footnote_0_2535" id="identifier_0_2535" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="L&amp;#8217;articolo &egrave; stato abrogato nella votazione popolare del 10 giugno 2001.">1</a></sup></p>
<blockquote><p>3. L’istituzione di diocesi sottostà all’approvazione della Confederazione.</p></blockquote>
<p>Si sa, meglio non fidarsi dei cattolici.</p>
<p>Per circa otto anni l&#8217;articolo 72 è rimasto di soli due capoversi. Con la votazione popolare di ieri, 29 novembre 2009, si è tornati a tre capoversi:<sup><a href="http://www.lestinto.it/articoli/curiosita-costituzionali/#footnote_1_2535" id="identifier_1_2535" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Pu&ograve; un articolo sulla religione non essere uno e trino?">2</a></sup></p>
<blockquote><p>3. L’edificazione di minareti è vietata.</p></blockquote>
<p>Si sa, meglio non fidarsi dei musulmani.</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_2535" class="footnote">L&#8217;articolo è stato abrogato nella votazione popolare del 10 giugno 2001.</li><li id="footnote_1_2535" class="footnote">Può un articolo sulla religione non essere uno e trino?</li></ol><img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=2535&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/curiosita-costituzionali/' addthis:title='Curiosità costituzionali' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Del valore della tradizione</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/del-valore-della-tradizione/</link>
		<comments>http://www.lestinto.it/articoli/del-valore-della-tradizione/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 08:09:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[Tradizione]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcune persone hanno giustificato la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche in quanto tradizione. Non mi è chiaro se la tradizione sia il cristianesimo, il crocifisso o la presenza del crocifisso in un&#8217;aula scolastica, ma poco importa. In molti hanno criticato questo argomento sostenendo che l&#8217;appello alla tradizione non è un argomento. Io credo sia [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/del-valore-della-tradizione/' addthis:title='Del valore della tradizione' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alcune persone hanno giustificato la presenza del crocifisso nelle aule scolastiche in quanto tradizione. Non mi è chiaro se la tradizione sia il cristianesimo, il crocifisso o la presenza del crocifisso in un&#8217;aula scolastica, ma poco importa.</p>
<p>In molti hanno criticato questo argomento sostenendo che l&#8217;appello alla tradizione <em>non</em> è un argomento.<br />
Io credo sia più corretto dire che l&#8217;appello alla tradizione sia un <em>argomento incompleto</em>.<span id="more-2525"></span></p>
<p>Tralasciando il valore simbolico e affettivo che una tradizione può avere (tralasciamo perché una novità può avere un valore simile, anche se credo sia un fenomeno più raro), una tradizione è una pratica che esiste da molto tempo.<sup><a href="http://www.lestinto.it/articoli/del-valore-della-tradizione/#footnote_0_2525" id="identifier_0_2525" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Quanto tempo? Non credo si possa identificare un valore preciso: molto dipende dal contesto nel quale si sviluppa la pratica che aspira a diventare tradizione. Bastano pochi giorni perch&eacute; bere il caff&egrave; in un determinato bar diventi una tradizione, mentre per un evento pi&ugrave; elaborato occorrono anni se non decenni.">1</a></sup><br />
Il fatto che qualcosa esista da molto tempo significa che è da molto tempo che questa pratica è se non la migliore disponibile, quantomeno tra le migliori alternative disponibili. Se non lo fosse, verosimilmente sarebbe già stata sostituita da altre pratiche più adatte.</p>
<p>Difendere una pratica in quanto tradizione è quindi un argomento accettabile. Se si soddisfano le seguenti condizioni: a) non conosciamo con precisione il funzionamento del contesto nel quale si inserisce quella pratica (la tradizione è una sorta di esperimento senza laboratorio: se ho modo di condurre esperimenti in laboratorio, oppure se già conosco il fenomeno, l&#8217;appello alla tradizione non ha più senso); b) il contesto sociale è rimasto relativamente costante; c) non si sono sviluppate nuove pratiche.</p>
<p>Al lettore capire quali di questi requisiti soddisfa la tradizione del crocifisso nelle aule scolastiche.</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_2525" class="footnote">Quanto tempo? Non credo si possa identificare un valore preciso: molto dipende dal contesto nel quale si sviluppa la pratica che aspira a diventare tradizione. Bastano pochi giorni perché bere il caffè in un determinato bar diventi una tradizione, mentre per un evento più elaborato occorrono anni se non decenni.</li></ol><img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=2525&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/del-valore-della-tradizione/' addthis:title='Del valore della tradizione' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Laici, furiosi e non</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 09:55:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerche filosofiche]]></category>
		<category><![CDATA[Giancarlo Bosetti]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>

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		<description><![CDATA[Il supplemento culturale de Il Sole 24 ore di domenica 20 settembre ha dedicato ampio spazio al tema della laicità – dilungandosi su alcuni testi, tra cui il libro di Giancarlo Bosetti Il fallimento dei laici furiosi di cui ho già scritto.1 Conviene forse spendere qualche parola ancora sui laici non furiosi. La tesi di [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/laici-furiosi-e-non/' addthis:title='Laici, furiosi e non' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il supplemento culturale de <em>Il Sole 24 ore</em> di domenica 20 settembre ha dedicato ampio spazio al tema della laicità – dilungandosi su alcuni testi, tra cui il libro di Giancarlo Bosetti <em>Il fallimento dei laici furiosi</em> di cui <a title="Le brioches di Maria Antonietta - L'estinto" href="http://www.lestinto.it/articoli/le-brioches-di-maria-antonietta/">ho già scritto</a>.<sup><a href="http://www.lestinto.it/articoli/laici-furiosi-e-non/#footnote_0_2409" id="identifier_0_2409" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Gli altri testi citati sono Claudia Mancina,&nbsp;La laicit&agrave; al tempo della bioetica; Ignazio Marino,&nbsp;Nelle tue mani; Martha C. Nussbaum, Libert&agrave; di coscienza e religione e Paolo Vineis e Roberto Satolli,&nbsp;I due dogmi. Oggettivit&agrave; della scienza e integralismo etico. Non avendo letto nessuno di libri mi limito a citarli qui in nota.">1</a></sup> Conviene forse spendere qualche parola ancora sui laici non furiosi.<span id="more-2409"></span></p>
<p>La tesi di Bosetti sembra essere abbastanza semplice: le religioni<sup><a href="http://www.lestinto.it/articoli/laici-furiosi-e-non/#footnote_1_2409" id="identifier_1_2409" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="non la religione, ma le religioni: il contesto pluralista sembra essere una delle poche differenze tra la tesi di Bosetti e quella dell&amp;#8217;ateo devoto Ferrara">2</a></sup> hanno un elevato valore sociale cui lo stato laico non può rinunciare. I laici furiosi vogliono invece eliminare la religione dallo spazio pubblico, e questo sarebbe un grave errore.<br />
Bosetti dedica due capitoli (forse i più interessanti del libro) a definire i vari significati di laicità e di secolarismo. Non dedica alcuno spazio alla definizione di pubblico: che cosa è questo spazio pubblico dal quale i laici furiosi vogliono scacciare la religione mentre i laici non furiosi vogliono pieno di religioni? Le istituzioni? La politica? La società civile? È chiaro che eliminare la religione dalla società civile è una cosa diversa dal cancellarla dalle istituzioni.<br />
Anche molti laici furiosi confondono questi livelli, ma non è un buon motivo per non distinguerli.</p>
<p>Un altro aspetto non molto chiaro è lo spazio pubblico che dovrebbe avere l&#8217;ateismo: nel tessere le lodi della religiosità come indispensabile ingrediente sociale sembra (ma sono sicuro che sia una impressione errata) che l&#8217;ateo, mancandogli tutto questo, non dia alcun contributo alla società, rappresentando quindi un problema.</p>
<p>L&#8217;approccio di Bosetti, includente e conciliante nei confronti della religione, ha ricevuto le lodi di Riccardo Chiaberge. Ma, in pratica, in cosa consiste questo approccio e in cosa si distingue da quello dei tanto criticati laici furiosi?<br />
La mia impressione è che le differenze siano più apparenti che sostanziali. Un po&#8217; come H. L. A. Hart a proposito della disputa tra giusnaturalismo e positivismo giuridico: grandi divergenze teoriche, ma poi l&#8217;unica reale differenza è che per il primo le leggi del regime nazista non sono vere leggi, mentre per il secondo sono leggi infami.<sup><a href="http://www.lestinto.it/articoli/laici-furiosi-e-non/#footnote_2_2409" id="identifier_2_2409" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="In H. L. A. Hart, Il concetto di diritto, cito a memoria.">3</a></sup></p>
<p>Bosetti, ad esempio, auspica che i laici applichino un agnosticismo metodologico rispetto a un ateismo metodologico:</p>
<blockquote><p>[L'ateismo metodologico} contiene pretese di verità troppo onerose per costituire un punto di incontro nella ricerca di etiche condivise. Vale a dire che invece di disputare se sia meglio cercare un'aetica condivisa procedendo come se Dio ci fosse (<em>etsi Deus daretur</em>, Ratzinger) o come se Dio non ci fosse (<em>etsi Deus non daretur</em>, molti laici<sup><a href="http://www.lestinto.it/articoli/laici-furiosi-e-non/#footnote_3_2409" id="identifier_3_2409" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Nota mia: molti laici, compreso uno dei padri del diritto naturale, Grozio &ndash; un laico furioso anche lui?">4</a></sup>), la prospettiva dell&#8217;agnosticismo metodologico è quella che immagina che si possa continuare la discussione, come se la discussione sull&#8217;esserci o non esserci di Dio fosse sospesa (<em>etsi disputatio de Dei existentia non daretur</em>).<br />
pp. 173-173</p></blockquote>
<p>La differenza appare enorme: da una parte uno che dice &#8220;Dio non esite&#8221;, dall&#8217;altra uno che dice &#8220;Lasciamo perdere&#8221;. Ma la conclusione è la stessa: alla fine ci si comporterà ugualmente come se Dio non ci fosse.</p>
<p>Il laico furioso dirà che la religione è un fatto privato e personale. Il laico non furioso afferma invece che le religioni devono avere uno spazio pubblico, devono poter dare il loro contributo alla società. Ma a una condizione:</p>
<blockquote><p><em>Possono valere nell&#8217;ambito delle pubbliche deliberazioni soltanto  quelle aree di una dottrina religiosa che convergono in una comune visione umanistica con altre religioni e con i ragionevoli punti di convergenza di una discussione libera e aperta tra cittadini eguali in diritti.</em> E gli argomenti religiosi devono venir «tradotti» dal linguaggio della fede in quello della ragione pubblica in modo da poter essere capiti ed eventualmente condivisi.<br />
p. 126</p></blockquote>
<p>Anche qui la differenza appare enorme: da una parte uno che dice &#8220;Via la religione dalla discussione pubblica&#8221;, dall&#8217;altra uno che dice &#8220;La religione è la benvenuta&#8221;. Ma è benvenuta se il suo apporto è condivisibile con tutte le altre religioni e persino con chi una religione non la professa: la conclusione è la stessa: niente argomenti di origine religiosa.</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_2409" class="footnote">Gli altri testi citati sono Claudia Mancina, <em><a title="More about La laicità al tempo della bioetica" href="http://www.anobii.com/books/La_laicità_al_tempo_della_bioetica/9788815132741/01edb9cba79b0f31a3/">La laicità al tempo della bioetica</a>;</em> Ignazio Marino, <em><a title="More about Nelle tue mani" href="http://www.anobii.com/books/Nelle_tue_mani/9788806198121/01509c3e68f698def0/">Nelle tue mani</a></em>; Martha C. Nussbaum, <em><a title="More about Libertà di coscienza e religione" href="http://www.anobii.com/books/Libertà_di_coscienza_e_religione/9788815132772/01c1e87c1eba8e7159/">Libertà di coscienza e religione</a></em> e Paolo Vineis e Roberto Satolli<em>, <a title="More about I due dogmi. Oggettività della scienza e integralismo etico" href="http://www.anobii.com/books/I_due_dogmi._Oggettività_della_scienza_e_integralismo_etico/9788807104497/0127b0f518586d7d53/">I due dogmi. Oggettività della scienza e integralismo etico</a></em>. Non avendo letto nessuno di libri mi limito a citarli qui in nota.</li><li id="footnote_1_2409" class="footnote">non la religione, ma le religioni: il contesto pluralista sembra essere una delle poche differenze tra la tesi di Bosetti e quella dell&#8217;ateo devoto Ferrara</li><li id="footnote_2_2409" class="footnote">In H. L. A. Hart, <em><a title="More about Il concetto di diritto" href="http://www.anobii.com/books/Il_concetto_di_diritto/9788806163112/01739cbd56b53fbda4/">Il concetto di diritto</a></em>, cito a memoria.</li><li id="footnote_3_2409" class="footnote">Nota mia: molti laici, compreso uno dei padri del diritto naturale, Grozio – un laico furioso anche lui?</li></ol><img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=2409&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/laici-furiosi-e-non/' addthis:title='Laici, furiosi e non' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Le brioches di Maria Antonietta</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 14:48:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Giancarlo Bosetti]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>

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		<description><![CDATA[Maria Antonietta, in realtà, non affermò mai che i contadini affamati, in assenza di pane, avrebbero dovuto mangiare delle brioches. La frase, tuttavia, è diventata ugualmente simbolo dell&#8217;incapacità di rendersi conto della realtà, e così la usa Giancarlo Bosetti in un suo recente saggio: Domande urgenti e drammatiche sorgono nella mente degli individui a causa [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/le-brioches-di-maria-antonietta/' addthis:title='Le brioches di Maria Antonietta' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Maria Antonietta, in realtà, non affermò mai che i contadini affamati, in assenza di pane, avrebbero dovuto mangiare delle brioches. La frase, tuttavia, è diventata ugualmente simbolo dell&#8217;incapacità di rendersi conto della realtà, e così la usa Giancarlo Bosetti in un suo recente saggio:<span id="more-2403"></span></p>
<blockquote><p>Domande urgenti e drammatiche sorgono nella mente degli individui a causa di povertà, violenza, ignoranza, umiliazioni. Rispondere a queste difficoltà con una lista di diritti individuali – il diritto a rifiutare le cure non desiderate in caso di coma irreversibile, il diritto di adottare bambini da parte di una coppia gay – equivale spesso a cambiare discorso. Ricorda le brioches di Maria Antonietta.</p>
<p>Giancarlo Bosetti, <a title="More about Il fallimento dei laici furiosi. Come stanno perdendo le scommessa contro Dio" href="http://www.anobii.com/books/Il_fallimento_dei_laici_furiosi._Come_stanno_perdendo_le_scommessa_contro_Dio/9788817034302/014c8133f980dd364a/"><em>Il fallimento dei laici furiosi. Come stanno perdendo le scommessa contro Dio</em></a>, p. 81</p></blockquote>
<p>È vero, parlare del diritto individuale a rifiutare le cure non desiderate quando qualcuno è preoccupato della povertà o della violenza è cambiare discorso. Non credo però che i laici furiosi<sup><a href="http://www.lestinto.it/articoli/le-brioches-di-maria-antonietta/#footnote_0_2403" id="identifier_0_2403" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Almeno nel titolo Bosetti evita il termine laicisti &ndash; che comunque utilizza nel corso del testo.">1</a></sup> pensino ai diritti individuali come a una risposta a questi problemi.</p>
<p>Mi lascia quantomeno perplesso l&#8217;accostare i diritti alle brioches, lasciando intendere che i primi siano superflui quanto le seconde.<br />
Gli appelli di Bosetti alla ricerca di un punto di incontro tra laici e cattolici mi vedono d&#8217;accordo, ma non capisco se i diritti devono far parte di questa ricerca di un punto d&#8217;incontro. Se, in altre parole, sia possibile, e giusto, venire a compromessi sui diritti, rinunciare, in tutto o in parte, al diritto di rinunciare alle cure non desiderate per cercare un punto di incontro con i credenti di una qualche fede perché quella fede, forse, è in grado di rispondere alle domande generate da povertà, violenza, eccetera.</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_2403" class="footnote">Almeno nel titolo Bosetti evita il termine <em>laicisti</em> – che comunque utilizza nel corso del testo.</li></ol><img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=2403&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/le-brioches-di-maria-antonietta/' addthis:title='Le brioches di Maria Antonietta' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Va bene, mi avete trovato</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 19:41:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Bertrand Russell]]></category>
		<category><![CDATA[Dio]]></category>
		<category><![CDATA[Fede]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>

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		<description><![CDATA[«Supponga che lei si sia sbagliato riguardo all&#8217;esistenza di Dio. Supponga che l&#8217;intera storia sia vera e che lei giunga ai cancelli del paradiso per venire ammesso da san Pietro. Avengo negato l&#8217;esistenza di Dio per tutta la vita, che cosa direbbe a… Lui?». Questa domanda venne posta a Bertrand Russell durante una cena della [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/va-bene-mi-avete-trovato/' addthis:title='Va bene, mi avete trovato' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«Supponga che lei si sia sbagliato riguardo all&#8217;esistenza di Dio. Supponga che l&#8217;intera storia sia vera e che lei giunga ai cancelli del paradiso per venire ammesso da san Pietro. Avengo negato l&#8217;esistenza di Dio per tutta la vita, che cosa direbbe a… Lui?». Questa domanda venne posta a Bertrand Russell durante una cena della Voltaire Society<sup><a href="http://www.lestinto.it/articoli/va-bene-mi-avete-trovato/#footnote_0_2210" id="identifier_0_2210" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Cos&igrave; riporta John Searle in Mente, linguaggio, societ&agrave;, Raffaello Cortina editore, 2000, p. 41.">1</a></sup>. Il filosofo rispose: «Bene, andrei da Lui e gli direi: &#8216;non ci hai dato sufficiente evidenza!&#8217;».<span id="more-2210"></span> <a title="La prova scientifica dell'esistenza di Dio | Berlicche" href="http://berlicche.splinder.com/post/20964060/La+prova+scientifica+dell%27esis">Berlicche</a> immagina che questa evidenza arrivi:</p>
<blockquote><p>[V]i pongo questa domanda: e se ci fosse? Se sulle cellule un nuovo microscopio rinvenisse il copyright stilato in caratteri monoatomici ? Se scrutando il cielo con l&#8217;ultimissimo satellite si scoprisse la sua mano intenta a tracciare scritta &#8220;Va bene, mi avete trovato&#8221; in lettere alte tre anni luce? Se il nuovo telescopio a neutrini di Higgs risalendo indietro nel tempo confermasse i racconti evangelici fino all&#8217;ultima virgola, resurrezione compresa?</p></blockquote>
<p>E, giustamente, chiede: «per voi, cosa cambierebbe?»  Non ho problemi a rispondere: mi convertirei o, per essere più precisi, mi comporterei in accordo alla nuova immagine del mondo che la scoperta scientifica mi impone (e dubito fortemente che in questa immagine ci stiano tutti i dogmi e precetti morali della religione cattolica, ma questo è un dettaglio).  Mi sembra lecito, a questo punto, chiedere a Berlicche: se questo telescopio a neutrini di Higgs confermasse invece il racconto di Piergiorgio Odifreddi?</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_2210" class="footnote">Così riporta John Searle in <em><a title="More about Mente, linguaggio, società" href="http://www.anobii.com/books/Mente,_linguaggio,_società/9788870786354/01b500530e97902cbb/">Mente, linguaggio, società</a></em>, Raffaello Cortina editore, 2000, p. 41.</li></ol><img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=2210&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/va-bene-mi-avete-trovato/' addthis:title='Va bene, mi avete trovato' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>O mia bela Madunina</title>
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		<pubDate>Fri, 15 May 2009 15:37:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[UAAR]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggo sul sito dell&#8217;UAAR: Fino alla costruzione del grattacielo Pirelli, la Madonnina collocata sulla guglia più alta del Duomo di Milano rappresentava il punto più alto della città: 108,5 metri. Nel 1960, tuttavia, il grattacielo Pirelli la superò, dall’alto dei suoi 127,40 metri: ma una miniatura della Madonnina fu comunque collocata in cima. La stessa [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/o-mia-bela-madunina/' addthis:title='O mia bela Madunina' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggo sul sito dell&#8217;<abbr title="Unione degli Atei e Agnostici Razionalisti"><a title="UAAR Ultimissime » Archivio » Milano, la Madonnina continua a essere il punto più alto. Sul grattacielo della Regione" href="http://www.uaar.it/news/2009/05/10/milano-madonnina-continua-essere-punto-piu-alto-sul-grattacielo-della-regione/">UAAR</a></abbr>:</p>
<blockquote><p>Fino alla costruzione del grattacielo Pirelli, la Madonnina collocata sulla guglia più alta del Duomo di Milano rappresentava il punto più alto della città: 108,5 metri. Nel 1960, tuttavia, il grattacielo Pirelli la superò, dall’alto dei suoi 127,40 metri: ma una miniatura della Madonnina fu comunque collocata in cima. La stessa cosa è accaduta ora per il Pirellone-bis, seconda sede della Regione Lombardia, destinato a raggiungere i 161 metri d’altezza: l’altro ieri, quando la costruzione ha raggiunto il trentacinquesimo piano, il presidente della Regione, Roberto Formigoni, ha collocato una targa che ricorda l’altezza (e quindi il superamento) del grattacielo Pirelli. E non ha trascurato di collocare anche lì una piccola riproduzione della Madonnina, che sarà costantemente spostata verso l’alto man mano che la costruzione procederà verso i 161 metri. Secondo Formigoni, la Madonnina è un &#8220;simbolo religioso e civile di Milano e della Lombardia&#8221;. Il circolo UAAR di Milano ne ha già chiesto la rimozione, in quanto &#8220;la sua presenza in un edificio amministrativo della Regione Lombardia è uno schiaffo al principio della laicità dello Stato&#8221;.</p></blockquote>
<p><span id="more-2062"></span><br />
Sarò sincero: non mi dispiace l&#8217;idea che la Madonnina continui a dominare e proteggere Milano e dubito che la laicità dello Stato sia messa in pericolo dalla presenza di una statua.<br />
Trovo comunque curioso che Roberto Formigoni si sia sentito in dovere di collocare la statua a grattacielo non ultimato. Sembra quasi che per il presidente della regione la protezione della Madonna non sia solo simbolica ma ci sia davvero un intervento divino a salvaguardia della città, intervento talmente potente che una interruzione anche di pochi mesi avrebbe conseguenze tragiche.<br />
Sono peraltro convinto che sia un vero atto di crudeltà lasciare lì la Madonnina, in mezzo agli operai del cantiere: in maggioranza nordafricani, gli unici cattolici saranno i bergamaschi, per i quali la bestemmia è una valida alternativa a congiunzioni e preposizioni.</p>
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		<title>Ma se ti senti male rivolgiti al signore</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 07:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>

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		<description><![CDATA[Francesco Facchinetti, conosciuto anche come DJ Francesco e Mister X Factor, si fa intervistare da Oggi (n. 16 del 15/4/2009).Inevitabilmente (siamo in Italia, dopo tutto), l&#8217;intervista inizia con il doveroso omaggio a Gesù: Ci sono tre-quattro minuti prima di salire sul palco di X-Factor, quando nessuno mi vede, in cui mi chiedo &#8220;Ma chi me [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/ma-se-ti-senti-male-rivolgiti-al-signore/' addthis:title='Ma se ti senti male rivolgiti al signore' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Francesco Facchinetti, conosciuto anche come DJ Francesco e Mister X Factor, si fa intervistare da <i>Oggi</i> (n. 16 del 15/4/2009).<br />Inevitabilmente (siamo in Italia, dopo tutto), l&#8217;intervista inizia con il doveroso omaggio a Gesù:<br />
<blockquote>Ci sono tre-quattro minuti prima di salire sul palco di X-Factor, quando nessuno mi vede, in cui mi chiedo &#8220;Ma chi me lo fa fare? Ora me ne torno a casa&#8221;. È un attimo, poi ringrazio Gesù per la bella cosa che mi sta facendo fare. Mi arriva una sferzata d&#8217;adrenalina fortissima, il gelo diventa fuoco e bum, entro in scena.</p></blockquote>
<p>A parte ringraziarlo per la bella cosa che gli sta facendo fare (adombrando un problema teologico mica da ridere: Dio onnipotente non ferma le guerre ma ci fa dono di X-Factor, roba che Giobbe, al confronto, era un privilegiato), quale è il rapporto di F. F., che ci informa essere un ex-catechista, con la religione?<br />
<blockquote>Ma io con la religione ho un rapporto personale, che spesso non passa per la Chiesa. Pregare non vuol dire solo recitare il <i>Padre nostro</i>, ma parlare con Gesù in ogni momento, anche quando sei in macchina nel traffico e gli dici: &#8220;Gesù, ma che casino c&#8217;è?&#8221;</p></blockquote>
<p>Non credo che Mister X-Factor sia l&#8217;unico a rivolgersi a Gesù (o a sua madre o a qualche altro santo) quando si ritrova imbottigliato nel traffico. Temo però che sia l&#8217;unico a considerare ciò un momento di preghiera.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=1970&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/ma-se-ti-senti-male-rivolgiti-al-signore/' addthis:title='Ma se ti senti male rivolgiti al signore' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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