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	<title>L&#039;estinto &#187; Scienza</title>
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	<description>I&#039;ll teach you differences</description>
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		<title>Differenze di pensiero</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 14:13:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Rondoni]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Grazie a Marco Ferrari, scopro questo interessante intervento del poeta Davide Rondoni: Del resto ben prima che voi fisici ci faceste vedere che tutto è movimento ed energia, Dante parlava di “Amore che move ‘l sole e l’altre stelle” e per lui non era una metafora, ma un dato del reale conosciuto. Si tratta di [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/differenze-di-pensiero/' addthis:title='Differenze di pensiero' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright size-medium wp-image-3399" title="foto-davide-rondoni" src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/foto-davide-rondoni-300x241.jpg" alt="" width="300" height="241" /></p>
<p>Grazie a <a title="Leucophaea" href="http://leucophaea.blogspot.com/">Marco Ferrari</a>, scopro questo interessante intervento del poeta <a title="Rondoni: poesia e scienza non sono opposte « GruppoLocale.it" href="http://www.gruppolocale.it/2012/02/rondoni-poesia-e-scienza/">Davide Rondoni</a>:</p>
<blockquote><p>Del resto ben prima che voi fisici ci faceste vedere che tutto è movimento ed energia, Dante parlava di “Amore che move ‘l sole e l’altre stelle” e per lui non era una metafora, ma un dato del reale conosciuto. Si tratta di una differenza di velocità – le verità a cui il metodo poetico arriva sono quelle necessarie a un uomo per vivere, e la scienza per analizzare i fenomeni invece ha bisogno a volte di migliaia di anni.</p>
<p>Differenza di velocità e di metodo dunque (la poesia conosce per sintesi, per analogie, vivendo quello stato di conoscenza per stupore e illuminazione che nella scienza accade solo talvolta) ma non di percorso nè di scopo.</p></blockquote>
<p><span id="more-3400"></span><br />
Che cosa sia la conoscenza per sintesi e per analogia non mi è chiaro. Ho il sospetto che sia quella cosa per cui di fronte a un fenomeno complicato, uno dice una bella parola che suona bene, butta giù una metafora e un paio di similitudini e tu ti illudi di aver compreso il fenomeno complicato. Ma la mia è malafede, lo ammetto.</p>
<p>C&#8217;è una cosa interessante, in questo testo di Rondoni: scienza e poesia vanno a velocità diverse, hanno un metodo diverso, ma il percorso e lo scopo non sono diversi. Insomma, non c&#8217;è un&#8217;accusa alla scienza scientista che trascura l&#8217;essenza dell&#8217;uomo. Insomma, c&#8217;è spazio per il dialogo.<br />
Anche se sembra che la scienza sia la sorella scema della poesia, secondo me è una buona notizia. Ma sospetto che questa apertura sia legata al fatto che la scienza in questione sia la fisica: fosse stata la biologia, temo che il poeta avrebbe proposto ben altre sintesi. Ma la mia è malafede, lo ammetto.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=3400&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/differenze-di-pensiero/' addthis:title='Differenze di pensiero' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Che cosa è il metodo scientifico</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 07:39:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerche filosofiche]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Verità]]></category>
		<category><![CDATA[Wikipedia]]></category>

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		<description><![CDATA[Di solito scrivo il titolo alla fine, e lo faccio un po&#8217; per pigrizia (e il titolo è la parte più difficile), un po&#8217; perché magari non so bene che cosa scriverò. In questo caso, invece, lo so: scriverò – sto scrivendo – di metodo scientifico. Quindi il titolo non può non essere &#8220;che cosa [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/che-cosa-e-il-metodo-scientifico/' addthis:title='Che cosa è il metodo scientifico' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class=" wp-image-3389 alignright" title="Scienza, rovina tutto dal 1543" src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/science_large_large_large.jpg" alt="" width="346" height="268" /></p>
<p>Di solito scrivo il titolo alla fine, e lo faccio un po&#8217; per pigrizia (e il titolo è la parte più difficile), un po&#8217; perché magari non so bene che cosa scriverò.<br />
In questo caso, invece, lo so: scriverò – sto scrivendo – di metodo scientifico. Quindi il titolo non può non essere &#8220;che cosa è il metodo scientifico&#8221;&#8230; chiaro, immediato, sintetico. A dire il vero, il titolo potrebbe anche essere &#8220;che cosa è il metodo scientifico?&#8221;, con un bel punto interrogativo che, a un filosofo, si addice: in molti pensano che il compito del filosofo sia fare domande, non trovare risposte.<br />
È più umile fare domande che dare risposte. Ora, tralasciando il fatto che dopo Socrate per noi filosofi è da supponenti anche fare domande, io che cosa è il metodo scientifico lo so. E quindi lo scrivo. Immagino che qualche uomo di scienza si metterà le mani nei capelli, pensando al letterato che, sentendosi superiore, si mette a dare lezioni a chi la scienza la conosce sul serio.<span id="more-3388"></span></p>
<p>Condivido le preoccupazioni di quell&#8217;uomo di scienza. Per dire, penso grosso modo una cosa simile quando leggo cose tipo <a title="Perché Wikipedia è una minaccia al metodo scientifico" href="http://www.appuntidigitali.it/16777/wikipedia-minaccia-metodo-scientifico/">questa</a>:</p>
<blockquote><p>In generale il metodo scientifico presuppone competenza e richiede il consenso attorno ad un concetto fondamentale: la “verità” circa un determinato oggetto è storicamente determinata, nel senso che è legata a condizioni specifiche e comunque ad un preciso stadio dell’avanzamento della conoscenza come codificata. È perciò sempre e comunque relativa.</p></blockquote>
<p>Questa premessa è, mi sembra di capire, alla base di una critica a Wikipedia, accusata di minacciare il metodo scientifico. Ma di questo non mi voglio occupare, almeno non oggi (lo fa già <a title="Wikipedia e il metodo scientifico - Notiziole di .mau." href="http://xmau.com/notiziole/arch/201201/007667.html">qualcun altro</a>).<sup><a href="http://www.lestinto.it/articoli/che-cosa-e-il-metodo-scientifico/#footnote_0_3388" id="identifier_0_3388" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Ne ho sentite tante, di critiche a Wikipedia e di analisi sul perch&eacute; non &egrave; una vera enciclopedia. L&amp;#8217;unica che mi sembra sensata &egrave; quella che non ha, e non pu&ograve; avere, un progetto redazionale; proprio perch&eacute; mi sembra sensata, la sento raramente. Quanto siamo snob noi filosofi!">1</a></sup><br />
Voglio restare sul tema del metodo scientifico.</p>
<p>Che cosa è, dunque, il metodo scientifico?<br />
Semplicemente, <em>la voglia di mettere in discussione la propria tesi</em>.<br />
Questo è vero per i ricercatori del Cern come per chi ritiene di stare meglio con i pantaloni a vita bassa: entrambi hanno una tesi, se questa tesi viene semplicemente affermata e le critiche vengono ignorate, non c&#8217;è metodo scientifico. Se le critiche vengono prese in considerazione, c&#8217;è metodo scientifico.</p>
<p>Wikipedia, tra l&#8217;altro, è sommamente scientifica: dando a tutti la possibilità di correggere quanto riportato, si apre alle critiche.</p>
<p>Forse più che metodo sarebbe corretto chiamarlo atteggiamento scientifico, perché ancora non si dice nulla su come mettere in discussione la propria tesi. La fisica ha in effetti procedure che sono diverse da quelle della biologia e che divergono ancora di più da quelle della storia, per non parlare dei pantaloni a vita bassa. Non riesco a immaginare un controllo a doppio o triplo cieco per la velocità dei neutrini, e un protocollo di ricerca mi sembra un tantino sovradimensione per i pantaloni a vita bassa.<br />
Dovrei cambiare il titolo. Ma se lo faccio poi dovrei riscrivere parte dell&#8217;articolo. Facevo bene ad aspettare.</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_3388" class="footnote">Ne ho sentite tante, di critiche a Wikipedia e di analisi sul perché non è una vera enciclopedia. L&#8217;unica che mi sembra sensata è quella che non ha, e non può avere, un progetto redazionale; proprio perché mi sembra sensata, la sento raramente. Quanto siamo snob noi filosofi!</li></ol><img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=3388&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/che-cosa-e-il-metodo-scientifico/' addthis:title='Che cosa è il metodo scientifico' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>La realtà, la menzogna e Odifreddi</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Aug 2011 21:44:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Narrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Piergiorgio Odifreddi]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Piergiorgio Odifreddi se la prende con la narrativa, colpevole di allontanare dalla realtà. Se le accuse vi suonano familiare, è perché probabilmente vi ricordate la condanna che formulò Platone qualche secolo prima del nostro celebre matematico. Il filosofo ateniese aveva una imponente metafisica a sorreggere la sua condanna. Non credo che Odifreddi abbia una metafisica: [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/la-realta-la-menzogna-e-odifreddi/' addthis:title='La realtà, la menzogna e Odifreddi' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Piergiorgio Odifreddi se la prende con la <a href="http://odifreddi.blogautore.repubblica.it/2011/08/17/menzogne-letterarie-e-verita-scientifiche/" title="Menzogne letterarie e verità scientifiche » Il non-senso della vita - Blog - Repubblica.it">narrativa</a>, colpevole di allontanare dalla realtà.<br />
Se le accuse vi suonano familiare, è perché probabilmente vi ricordate la condanna che formulò Platone qualche secolo prima del nostro celebre matematico.<br />
Il filosofo ateniese aveva una imponente metafisica a sorreggere la sua condanna. Non credo che Odifreddi abbia una metafisica: oramai anche i filosofi ne fanno a meno, figuriamoci il nostro prolifico polemista. E allora su cosa si regge la sua condanna?<br />
Sulla scienza, cioè sulla tanto decantata realtà? Non direi: non si citano studi sociologici o psicologici,non si accenna neppure a un qualche esperimento per verificare la tesi portante del discorso. Direi che l&#8217;accusa di Odifreddi si basa su un&#8217;impressione, ossia su un pregiudizio. Roba da far quasi rimpiangere la metafisica.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=3307&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/la-realta-la-menzogna-e-odifreddi/' addthis:title='La realtà, la menzogna e Odifreddi' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Riflessioni omeopatiche</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Aug 2011 10:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Omeopatia]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Truffa]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;omeopatia è un imbroglio? Da filosofo,1 mi incaponisco sulle domande, le analizzo. Chiedersi se l&#8217;omeopatia sia un imbroglio è diverso da chiedersi se i &#8220;farmaci&#8221; omeopatici siano qualcosa di più di acqua e zucchero che funzionano grazie all&#8217;effetto placebo.2 Inizio da una premessa: la medicina non è una scienza nel senso proprio del termine. È [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/riflessioni-omeopatiche/' addthis:title='Riflessioni omeopatiche' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Momma" href="http://comics.com/momma/2011-05-22/"><img src="http://c0389161.cdn.cloudfiles.rackspacecloud.com/dyn/str_strip/365987.full.gif" alt="Momma" border="0" /></a></p>
<p>L&#8217;omeopatia è un imbroglio?<br />
Da filosofo,<sup><a href="http://www.lestinto.it/articoli/riflessioni-omeopatiche/#footnote_0_3087" id="identifier_0_3087" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Diciamo, pi&ugrave; modestamente, da laureato in filosofia">1</a></sup> mi incaponisco sulle domande, le analizzo. Chiedersi se l&#8217;omeopatia sia un imbroglio è diverso da chiedersi se i &#8220;farmaci&#8221; omeopatici siano qualcosa di più di acqua e zucchero che funzionano grazie all&#8217;effetto placebo.<sup><a href="http://www.lestinto.it/articoli/riflessioni-omeopatiche/#footnote_1_3087" id="identifier_1_3087" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="L&amp;#8217;omeopatia quella vera, basata sulla diluizione ripetuta di un principio attivo che, puro, avrebbe gli stessi effetti del male che si vuole curare. Curiosamente &amp;#8220;omeopatia&amp;#8221; &egrave; diventato termine generico per tutte le cure &amp;#8220;naturali&amp;#8221;, &amp;#8220;alternative&amp;#8221; e non previste dalla &amp;#8220;medicina tradizionale&amp;#8221;.">2</a></sup></p>
<p><span id="more-3087"></span>Inizio da una premessa: la medicina non è una scienza nel senso proprio del termine. È una pratica, non una teoria. E infatti un bravo medico è quello che fa guarire i pazienti, non quello che sa perché stanno male. È ovvio che una pratica non può che trarre benefici dalla conoscenza teorica, e quindi che il medico che scopre come mai i suoi pazienti stanno male è potenzialmente il medico che riuscirà anche a curarli; rimane tuttavia il fatto che medicina e biologia sono attività diverse, che valutiamo diversamente. Ripeto: andiamo dal medico per star meglio, non per sapere perché stiamo male.</p>
<p>Seconda premessa: la definizione di imbroglio non è così semplice come, a prima vista, potrebbe sembrare. L&#8217;imbroglio non di lascia semplicemente ricondurre alla falsità o all&#8217;inganno: è un fenomeno più elaborato.<br />
Prendiamo un gioco di carte: briscola, scopa, poker, quello che preferite. Quando un giocatore imbroglia l&#8217;altro? Ovviamente non quando inganna l&#8217;avversario: nascondere le proprie intenzioni, e le proprie carte, è caratteristica di praticamente tutti i giochi. Un imbroglio non è neppure una semplice violazione delle regole, perché se per distrazione commetto un errore, ad esempio pesco una carta quando toccherebbe al mio avversario farlo, non c&#8217;è imbroglio ma, appunto, solo distrazione.<br />
Un imbroglio, per essere tale, deve avere come fine il conseguimento di un vantaggio. Una violazione delle regole, e delle aspettative dell&#8217;avversario, per ottenere un qualche beneficio.</p>
<p>Torniamo alla domanda iniziale: l&#8217;omeopatia è un imbroglio?<br />
Dipende dall&#8217;omeopata.<br />
Il fumetto in apertura mostra una paziente, evidentemente ipocondriaca, che va in farmacia a ritirare un medicinale prescrittole dal medico di famiglia. la prescrizione recita: &#8220;dai a questa ipocondriaca qualcosa di innocuo ma saporito, così per un po&#8217; ci lascerà in pace&#8221;. Verosimilmente, il farmacista le ha fornito un qualche preparato omeopatico.<br />
Si tratta, indubbiamente, di un inganno. Ma è un imbroglio? Solo se la signora Hobbs non si aspetta nulla del genere. E possiamo benissimo immaginare che il rapporto di fiducia tra lei e il suo medico curante preveda anche qualche inganno a fin di bene. Dopotutto, la paziente si sentirà meglio prendendo la sostanza innocua ma saporita ritirata in farmacia, e la medicina, essendo una tecnica, va valutata in base al risultato ottenuto.<br />
Questa è ovviamente una supposizione: può essere che la signora Hobbs si arrabbi, come ci arrabbieremmo noi se scoprissimo che il nostro avversario ha mescolato le carte in modo da avere lui tutte le briscole. Ma non è detto.</p>
<p>L&#8217;omeopatia, come pratica, non necessariamente è un imbroglio.<br />
Lo diventa se c&#8217;è una trasgressione delle regole e delle aspettative delle persone. E possiamo immaginare tutto un sistema sanitario nel quale il ricorso all&#8217;omeopatia (o meglio a farmaci assolutamente inerti) sia previsto.<br />
Come scoprire, nella pratica, se queste regole e queste aspettative non vengono rispettate? La briscola ha regole decisamente più semplici di quelle del rapporto tra medico e paziente, o tra farmacia, e casa farmaceutica, e acquirente.</p>
<p>Un test potrebbe essere la pubblicità.<br />
Torniamo alle carte. Che un giocatore cerchi di disorientare l&#8217;avversario, magari facendogli credere di avere in mano picche mentre invece ha fiori i cuori, è comportamento lecito. Immaginate di essere voi questo giocatore: vi arrabbiereste se qualcuno, intromettendosi nel gioco, svelasse al vostro avversario che voi, a volte, non giocate la carta migliore per lasciar credere di avere brutte carte? Evidentemente no: è un comportamento lecito, una strategia di gioco perfettamente accettabile, che qualsiasi giocatore un po&#8217; esperto conosce e si aspetta. Come reagireste invece se qualcuno spifferasse che voi vi tenete il classico asso nella manica? Non cerchereste di mettere a tacere l&#8217;inopportuno scocciatore, con le buone (se l&#8217;asso nella manica non l&#8217;avete) o con le cattive (se l&#8217;asso effettivamente c&#8217;è, e non potete negarlo)?<br />
Ecco, se qualcuno, posto di fronte al fatto che i preparati omeopatici sono semplicemente acqua e zucchero, <a title="La BOIRON minaccia querela contro questo blog :B-log(0)" href="http://www.blogzero.it/2011/08/02/boiron-omeopatia-querela-denuncia-blog/">si arrabbia e minaccia azioni legali </a>— che sono decisamente cattive e non buone — a me viene il fortissimo dubbio che sia un imbroglione.</p>
<p>La Boiron, in base a questo ragionamento, imbroglia le persone. Ma questo è un ragionamento astratto, e la Boiron, azienda familiare e multinazionale, è sicuramente onesta.</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_3087" class="footnote">Diciamo, più modestamente, da laureato in filosofia</li><li id="footnote_1_3087" class="footnote">L&#8217;omeopatia quella vera, basata sulla diluizione ripetuta di un principio attivo che, puro, avrebbe gli stessi effetti del male che si vuole curare. Curiosamente &#8220;omeopatia&#8221; è diventato termine generico per tutte le cure &#8220;naturali&#8221;, &#8220;alternative&#8221; e non previste dalla &#8220;medicina tradizionale&#8221;.</li></ol><img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=3087&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/riflessioni-omeopatiche/' addthis:title='Riflessioni omeopatiche' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Se la pseudoscienza è meglio della scienza</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/se-la-pseudoscienza-e-meglio-della-scienza/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Jan 2011 23:47:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
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		<category><![CDATA[Beatrice Mautino]]></category>
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		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Bagnasco]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lestinto.it/?p=3069</guid>
		<description><![CDATA[Ho letto Sulla scena del mistero di Stefano Bagnasco, Andrea Ferrero e Beatrice Mautino. Un volume molto interessante, dedicato in buona parte a quello che i filosofi della scienza chiamano problema della demarcazione, ossia la differenza tra scienza e pseudoscienza. A pagina 17 viene esposto l&#8217;imperativo categorico di Hyman: Non cercare di spiegare qualcosa finché [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/se-la-pseudoscienza-e-meglio-della-scienza/' addthis:title='Se la pseudoscienza è meglio della scienza' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto <em><a title="More about Sulla scena del mistero" href="http://www.anobii.com/books/Sulla_scena_del_mistero/9788851801342/010385d715ae8b579f/">Sulla scena del mistero</a></em> di Stefano Bagnasco, Andrea Ferrero e Beatrice Mautino.<br />
Un volume molto interessante, dedicato in buona parte a quello che i filosofi della scienza chiamano problema della demarcazione, ossia la differenza tra scienza e pseudoscienza.</p>
<p>A pagina 17 viene esposto l&#8217;imperativo categorico di Hyman:</p>
<blockquote><p>Non cercare di spiegare qualcosa finché non sei sicuro che questo qualcosa esista.</p></blockquote>
<p>e se ne fornisce immediatamente un esempio pratico: il triangolo delle Bermuda.<br />
Lo scienziato, prima di lanciarsi in ipotesi, studia se davvero in quella zona dell&#8217;Oceano Atlantico siano avvenute scomparse inspiegabili. Nello specifico, Larry Kusche, consultando rapporti della Guardia costiera e vecchi giornali, scopre così che non è vero (quasi) nulla: si tratta di invenzioni o esagerazioni.<br />
E lo pseudoscienziato? Beh, Roberto Giacobbo, conduttore di <em>Voyager</em>, va alle Bermuda per indagare di persona sul mistero.</p>
<p>Ricapitolando: lo scienziato si chiude in biblioteca a consultare noiosi rapporti scritti da annoiati marinai alla fine del turno e vecchi giornali ammuffiti; lo pseudoscienziato si fa una settimana alle Bermuda senza cacciare un soldo, che paga tutto la Rai.</p>
<p>Io da grande voglio fare lo pseudoscienziato.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=3069&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/se-la-pseudoscienza-e-meglio-della-scienza/' addthis:title='Se la pseudoscienza è meglio della scienza' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Polemiche con i fiocchi (parte seconda)</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Dec 2010 13:11:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spilli]]></category>
		<category><![CDATA[Divulgazione scientifica]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Quasi un anno fa avevo ripreso una piccola polemica sulle punte dei fiocchi di neve: in genere sono sei, possono essere tre o dodici ma mai otto. Da allora ho occasionalmente controllato la correttezza scientifica delle immagini dei fiochi nelle quali mi sono imbattuto. Oggi ho trovato il mio iPhone pieno di fiocchi di neve [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/polemiche-con-i-fiocchi-parte-seconda/' addthis:title='Polemiche con i fiocchi (parte seconda)' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quasi un anno fa avevo ripreso una piccola polemica sulle <a title="Polemiche con i fiocchi - L'estinto" href="http://www.lestinto.it/articoli/polemiche-con-i-fiocchi/">punte dei fiocchi di neve</a>: in genere sono sei, possono essere tre o dodici ma mai otto.<br />
Da allora ho occasionalmente controllato la correttezza scientifica delle immagini dei fiochi nelle quali mi sono imbattuto.<br />
Oggi ho trovato il mio iPhone pieno di fiocchi di neve a otto punte.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.lestinto.it/wp-content/img/IMG_0444.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-3051" title="IMG_0444" src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/IMG_0444.png" alt="" width="448" height="645" /></a></p>
<p>Sto per scrivere una recensione negativa di questa app sviluppata da Apple.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=3050&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/polemiche-con-i-fiocchi-parte-seconda/' addthis:title='Polemiche con i fiocchi (parte seconda)' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Dialoghi tra culture</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/dialoghi-tra-culture/</link>
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		<pubDate>Thu, 14 Oct 2010 11:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri diversi]]></category>
		<category><![CDATA[Piergiorgio Odifreddi]]></category>
		<category><![CDATA[Premi Nobel]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[È difficile il dialogo tra quelle che, riprendendo la fortunata espressione di C. P. Snow, possiamo chiamare le due culture, quella umanistica e quella scientifica. Le difficoltà spesso nascono dall&#8217;ignoranza degli umanisti, convinti che la conoscenza scientifica sia arida, quando va bene, o pericolosa, quando va male — in entrambi i casi meglio tenersene a [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/dialoghi-tra-culture/' addthis:title='Dialoghi tra culture' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È difficile il dialogo tra quelle che, riprendendo la fortunata espressione di C. P. Snow, possiamo chiamare le due culture, quella umanistica e quella scientifica.<br />
Le difficoltà spesso nascono dall&#8217;ignoranza degli umanisti, convinti che la conoscenza scientifica sia arida, quando va bene, o pericolosa, quando va male — in entrambi i casi meglio tenersene a distanza, tanto non serve conoscere la scienza per scrivere saggi sul pensiero scientifico.<span id="more-2962"></span></p>
<p>A volte però le difficoltà arrivano dall&#8217;altra parte, dalla scienza.<br />
Ne è un bell&#8217;esempio il post di Piergiorgio Odifreddi sui premi Nobel:<sup><a href="http://www.lestinto.it/articoli/dialoghi-tra-culture/#footnote_0_2962" id="identifier_0_2962" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Il blog di Odifreddi ha come titolo Il non-senso della vita. Bel titolo, non fosse per quel trattino molto filosofico&amp;#8230;">1</a></sup> <a href="http://odifreddi.blogautore.repubblica.it/2010/10/08/nobel-a-iosa/" title="Nobel a Iosa » Il non-senso della vita - Blog - Repubblica.it">Nobel a Iosa</a>.<sup><a href="http://www.lestinto.it/articoli/dialoghi-tra-culture/#footnote_1_2962" id="identifier_1_2962" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Anche qui: perch&eacute; &amp;#8220;iosa&amp;#8221; ha l&amp;#8217;iniziale maiuscola? Odifreddi scrive come un idealista umorista tedesco del secolo scorso: iosa come Llosa (anche se la pronuncia non &egrave; proprio la stessa).">2</a></sup></p>
<p>Il prolifico autore (oramai in molte librerie le sue opere hanno una sezione tutta loro: ho visto con i miei occhi gli scaffali marcati &#8220;Odifreddi&#8221;) ha buon gioco a definire «circo scandinavo» la fondazione Nobel. Le decisioni legate ai premi per la letteratura e la pace sono &#8220;politiche&#8221;.<br />
«E che la cosa non può che essere cosí». Forse perché, almeno per quanto riguarda il premio per la pace, non capisco bene in base a quali altri criteri potrebbe venir assegnato? No, è troppo banale affermare che la pace è una faccenda politica; la questione è un altra: «dovunque mancano criteri oggettivi di scelta, non si può procedere che in maniera soggettiva».<br />
Va bene. Ma è un giudizio esclusivamente basato su allucinazioni soggettive affermare che Mario Vargas Llosa possiede abilità letterarie superiori a Moccia? Non ci sono argomenti oggettivi per affermare che Obama non meritava il Nobel per la Pace l&#8217;anno scorso?<br />
Concordo con Odifreddi sul poco spazio che la scienza trova nei giornali: è sicuramente un peccato che i premi Nobel scientifici trovino spazio in prima pagina solo se ci sono problemi etici di mezzo (magari con reazione di una qualche congregazione religiosa).<sup><a href="http://www.lestinto.it/articoli/dialoghi-tra-culture/#footnote_2_2962" id="identifier_2_2962" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="La letteratura e la filosofia trovano maggiore spazio; la qualit&agrave; &egrave; comunque molto bassa, roba da quasi invidiare il silenzio che riguarda le discipline scientifiche.">3</a></sup> Ma il fatto che la scienza meriti più spazio pubblico di quello che ha non significa che gli unici discorsi dotati di senso siano quelli scientifici (potrebbero essere gli unici discorsi a poter essere veri, ma temo solo ampliando non poco il metodo scientifico).</p>
<p>A me sembra che Odifreddi sia vittima di un pregiudizio nei confronti di tutti quei saperi che non sono sperimentalmente verificabili. Non riesco a spiegarmi diversamente l&#8217;affermazione sui premi per le discipline scientifiche che sarebbero «ben più significativi e oggettivi». Perché a me risultano polemiche anche su questi premi: l&#8217;elenco dei Nobel dimenticati è lungo sia per gli scienziati che per i letterati. Tutti i premi sono evidentemente soggettivi e politici; se c&#8217;è di mezzo la scienza per Odifreddi diventano improvvisamente oggettivi e significativi.</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_2962" class="footnote">Il blog di Odifreddi ha come titolo <em>Il non-senso della vita</em>. Bel titolo, non fosse per quel trattino molto filosofico&#8230;</li><li id="footnote_1_2962" class="footnote">Anche qui: perché &#8220;iosa&#8221; ha l&#8217;iniziale maiuscola? Odifreddi scrive come un <del datetime="2010-10-14T13:14:22+00:00">idealista</del> <ins datetime="2010-10-14T13:14:22+00:00">umorista</ins> tedesco del secolo scorso: iosa come Llosa (anche se la pronuncia non è proprio la stessa).</li><li id="footnote_2_2962" class="footnote">La letteratura e la filosofia trovano maggiore spazio; la qualità è comunque molto bassa, roba da quasi invidiare il silenzio che riguarda le discipline scientifiche.</li></ol><img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=2962&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/dialoghi-tra-culture/' addthis:title='Dialoghi tra culture' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Sto diventando uno scientista&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Sep 2010 06:10:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;altra sera ascoltavo la radio. Intorno a mezzanotte è iniziata la lettura dell&#8217;oroscopo, durata credi una ventina di minuti. Credo perché ho cambiato emittente: possibile che si dedichino tempo e denaro (l&#8217;oroscopo era firmato da quella che probabilmente è una nota astrologa, che immagino si faccia pagare la sua prestazione professionale) a queste fesserie? Anche [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/sto-diventando-uno-scientista/' addthis:title='Sto diventando uno scientista&#8230;' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;altra sera ascoltavo la radio.<br />
Intorno a mezzanotte è iniziata la lettura dell&#8217;oroscopo, durata credi una ventina di minuti. Credo perché ho cambiato emittente: possibile che si dedichino tempo e denaro (l&#8217;oroscopo era firmato da quella che probabilmente è una nota astrologa, che immagino si faccia pagare la sua prestazione professionale) a queste fesserie?</p>
<p>Anche l&#8217;altra emittente ha dedicato del tempo agli astri. Non per illuminare il pubblico sull&#8217;influenza di Giove nella vita di quelli nati in febbraio, ma per spiegare dove si trova questo pianeta nella volta celeste. Una rubrica fissa, almeno credo, sulle osservazioni astronomiche che si possono fare a occhio nudo.</p>
<p>Mi sono commosso.<br />
Sto diventando uno scientista.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=2944&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/sto-diventando-uno-scientista/' addthis:title='Sto diventando uno scientista&#8230;' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il bracciale dei miracoli</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/il-bracciale-dei-miracoli/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 Aug 2010 16:09:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Ragione]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Verità]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo definiscono &#8220;il braccialetto tormentone dell&#8217;estate&#8220;, e io mi sento subito fuori dal mondo1 perché non avevo mai sentito parlare del bracciale Power balance prima di oggi. Sembra la versione tecnologica dei bracciali di rame contro i reumatismi.2 Il rame è aumentato di prezzo, e allora ad avere proprietà curative è un ologramma che interagirebbe [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/il-bracciale-dei-miracoli/' addthis:title='Il bracciale dei miracoli' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo definiscono &#8220;<a title="Bracciale prodigio? Il «Power balance» finisce nel mirino dell'Antitrust - Corriere di Bologna" href="http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2010/3-agosto-2010/bracciale-prodigio-power-balance-finisce-mirino-antitrust-1703516716949.shtml">il braccialetto tormentone dell&#8217;estate</a>&#8220;, e io mi sento subito fuori dal mondo<sup><a href="http://www.lestinto.it/articoli/il-bracciale-dei-miracoli/#footnote_0_2887" id="identifier_0_2887" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Questo blog si intitola &amp;#8220;L&amp;#8217;estinto&amp;#8221; mica per caso.">1</a></sup> perché non avevo mai sentito parlare del bracciale <a title="About Us - Power Balance - Performance Technology" href="http://www.powerbalance.com/powerbalance">Power balance</a> prima di oggi.</p>
<p>Sembra la versione tecnologica dei bracciali di rame contro i reumatismi.<sup><a href="http://www.lestinto.it/articoli/il-bracciale-dei-miracoli/#footnote_1_2887" id="identifier_1_2887" class="footnote-link footnote-identifier-link" title="Per un certo periodo ho portato anche io un bracciale di rame &ndash; perch&eacute; mi piaceva. Ho smesso di indossarlo perch&eacute; stanco di sentirmi chiedere se soffrissi di reumatismi.">2</a></sup> Il rame è <a title="copper price - Wolfram|Alpha" href="http://www.wolframalpha.com/input/?i=copper+price">aumentato di prezzo</a>, e allora ad avere proprietà curative è un ologramma che interagirebbe con il campo energetico naturale del corpo umano.<span id="more-2887"></span></p>
<p>Comunque, la società che commercializza in Italia questo prodotto dovrà fornire prove sulla efficacia del bracciale – prove <em>scientifiche</em>: non basta il video con un tizio in equilibrio su un piede solo.</p>
<p>Se ho capito bene, ad essere sotto accusa <em>non è il prodotto in sé</em>, ma <em>le false affermazioni</em> sulle proprietà del prodotto. Il che mi sembra sensato: i bracciali in silicone e neoprene sono innocui e non causano danni, ma le false informazioni ingannano le persone.<br />
La volontà di ingannare, qui, è ininfluente: non si tratta di stabilire se c&#8217;è un intento doloso da sanzionare, ma solo se i potenziali acquirenti hanno tutte le informazioni necessarie per decidere se prendere o no quel bracciale.</p>
<p>Le difficoltà, secondo me, sono due.<br />
La prima è l&#8217;esistenza di uno standard comune di razionalità – un procedimento minimo, accettato da tutti, per distinguere il falso dal vero. Un procedimento minimo c&#8217;è: mettere alla prova le proprie teorie; ma non mi sembra essere accettato da tutti. Gli altri saranno <a title="Power Balance, la fiera dei gonzi" href="http://attivissimo.blogspot.com/2010/08/power-balance-la-fiera-dei-gonzi.html">gonzi</a>, ma cosa puoi farci, se non seguono questo standard minimo? Forse potrebbe essere una idea non lasciare loro la tessera elettorale, ma è un altro discorso.<br />
La seconda  difficoltà riguarda la verità: <em>non sempre è necessaria o importante</em>. Per usare un parolone, <em>non tutti i discorsi sono apofantici</em>, in particolare molta pubblicità non è apofantica. Per usare un linguaggio più semplice: molta pubblicità dice un sacco di cazzate che vengono riconosciute come tali da tutti, senza grossi problemi per nessuno. La pubblicità del Power balance non sembra essere uno di questi casi: qui le affermazioni sul campo energetico (purtroppo) pretendono di essere vere, ma in altri casi il gioco linguistico non prevede una verifica degli enunciati. Anche per questo credo che la proposta, <a title="Con il potere di Greyskull | Disma" href="http://www.disma.biz/?p=6119">avanzata da qualcuno</a>, di mettere sotto inchiesta anche alcune organizzazione religiose per affermazioni non scientificamente provate, non possa funzionare: non sono affermazioni apofantiche.</p>
<ol class="footnotes"><li id="footnote_0_2887" class="footnote">Questo blog si intitola &#8220;L&#8217;estinto&#8221; mica per caso.</li><li id="footnote_1_2887" class="footnote">Per un certo periodo ho portato anche io un bracciale di rame – perché mi piaceva. Ho smesso di indossarlo perché stanco di sentirmi chiedere se soffrissi di reumatismi.</li></ol><img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=2887&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/il-bracciale-dei-miracoli/' addthis:title='Il bracciale dei miracoli' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il problema non è il progetto intelligente</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/il-problema-non-e-il-progetto-intelligente/</link>
		<comments>http://www.lestinto.it/articoli/il-problema-non-e-il-progetto-intelligente/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 01 Aug 2010 10:35:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Divulgazione scientifica]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Forse il problema non è il progetto intelligente – forse il problema sono i racconti che, alla ricerca di facile fascino, ignorano la scienza. Eppure scrivere storie scientificamente corrette non dovrebbe essere poi così difficile…<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/il-problema-non-e-il-progetto-intelligente/' addthis:title='Il problema non è il progetto intelligente' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lestinto.it/wp-content/img/30484_540.jpg.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-2878" title="Evolution" src="http://www.lestinto.it/wp-content/img/30484_540.jpg.png" alt="Evolution" width="504" height="497" /></a><br />
Forse il problema non è il progetto intelligente – forse il problema sono i racconti che, alla ricerca di facile fascino, ignorano la scienza. Eppure scrivere storie scientificamente corrette non dovrebbe essere poi così difficile…</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=2877&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/il-problema-non-e-il-progetto-intelligente/' addthis:title='Il problema non è il progetto intelligente' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Dialogo sulla razionalità (3 di 3)</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 06:00:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerche filosofiche]]></category>
		<category><![CDATA[Paternalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Ragione]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Dialogo diviso in tre parti (vai alla prima parte; vai alla seconda parte). Alpha: A questo punto vorrei farti una domanda. Beta: Dimmi. Alpha: Dal momento che il metodo scientifico funziona, saresti d&#8217;accordo a proibire, o comunque a ostacolare, il ricorso a pratiche che il metodo scientifico ha dimostrato essere false? Beta: No, non sarei [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/dialogo-sulla-razionalita-3-di-3/' addthis:title='Dialogo sulla razionalità (3 di 3)' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dialogo diviso in tre parti (vai alla <a title="Dialogo sulla razionalità (1 di 3) - L'estinto" href="http://www.lestinto.it/articoli/dialogo-sulla-razionalita-1-di-3/">prima parte</a>; vai alla <a title="Dialogo sulla razionalità (2 di 3) - L'estinto" href="http://www.lestinto.it/articoli/dialogo-sulla-razionalita-2-di-3/">seconda parte</a>).</em><span id="more-2839"></span></p>
<p><strong>Alpha</strong>: A questo punto vorrei farti una domanda.</p>
<p><strong>Beta</strong>: Dimmi.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Dal momento che il metodo scientifico funziona, saresti d&#8217;accordo a proibire, o comunque a ostacolare, il ricorso a pratiche che il metodo scientifico ha dimostrato essere false?</p>
<p><strong>Beta</strong>: No, non sarei d&#8217;accordo. E per due motivi. Il primo è che è il metodo scientifico stesso a richiedere massima libertà, ivi compresa quella di sbagliare. In secondo luogo si tratterebbe di un atteggiamento paternalista che non si addice a uno stato liberale. Essere liberi di agire significa anche essere liberi di sbagliare, fermo restando la mia libertà di consigliare alle persone di lasciar perdere la medicina alternativa e andare da un vero medico.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Ottima risposta. Adesso però avrei una storia da raccontarti.</p>
<p><strong>Beta</strong>: Una storia?</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Sì, una storia, o un esempio, se preferisci. Una situazione per mettere alla prova le tue affermazioni.</p>
<p><strong>Beta</strong>: Va bene, inizia il racconto.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Stai passeggiando, di notte, vicino a un fiume. C&#8217;è una nebbia molto fitta: non si vede praticamente nulla. Riesci comunque a intravedere una persona che si incammina verso uno dei ponti. Il problema è che quel ponte è crollato la sera prima, e qualche vandalo ha distrutto i cartelli che segnalavano il pericolo. Cosa fai?</p>
<p><strong>Beta</strong>: Che domande! Cercherei di fermarlo!.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: E come cercheresti di avvisarlo?</p>
<p><strong>Beta</strong>: Beh, avvisandolo.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: E se lui non ti sentisse? O se non ci fosse il tempo di avvisarlo, perché è lì, sull&#8217;orlo del baratro?</p>
<p><strong>Beta</strong>: Lo afferrerei per la giacca, o per un braccio, in modo da evitargli la caduta.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Secondo te è un atto di paternalismo, questo?</p>
<p><strong>Beta</strong>: Assolutamente no.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: E perché no? Dopotutto, di tua iniziativa impedisci all&#8217;altro di fare quello che stava facendo, e lo fai in base a quello che secondo te è il suo bene. A me sembra paternalismo, un paternalismo benigno, perché se io fossi quel passante, gradirei molto questa tua intromissione, ma sempre di paternalismo si tratta.</p>
<p><strong>Beta</strong>: Lo ammetto: mi intrometto a fin di bene. Ma non impongo la mia volontà, anzi: a ben guardare, mi metto al servizio della volontà altrui. Il passante ha deciso di attraversare il ponte per andare dall&#8217;altra parte, ma ha preso questa decisione senza sapere che il ponte è crollato! Io mi intrometto, ma soltanto perché la sua è un scelta non informata. Se non intervenissi lui cadrebbe nel fiume, mentre grazie al mio intervento raggiungerà l&#8217;altra sponda, proprio come voleva.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Quindi è paternalismo soltanto se il tuo intervento impone la tua volontà, mentre non è paternalismo se il tuo intervento, per quanto non richiesto, va nella direzione della volontà dell&#8217;altro e se c&#8217;è il sospetto di un deficit di informazione.</p>
<p><strong>Beta</strong>: In linea di massima, sì.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Cosa intendi con “in linea di massima”?</p>
<p><strong>Beta</strong>: Intendo dire che è quello che hai appena enunciato non è un assioma dal quale puoi sperare di dedurre, quasi meccanicamente, se un certo intervento è o non è un atto di paternalismo. È una indicazione, una distinzione da tenere presente quando si giudica un certo atto. Lo dico perché voglio prevenire la tua obiezione: con questo criterio si possono giustificare anche le più bieche intromissioni nella vita privata degli altri, basta affermare che le persone non abbiano una chiara e precisa conoscenza di ciò che realmente vogliono.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: A dire il vero, non era questa l&#8217;obiezione che avevo in mente.</p>
<p><strong>Beta</strong>: E a cosa pensavi, allora?</p>
<p><strong>Alpha</strong>: È semplice: in base al tuo discorso, tu dovresti intrometterti nelle scelte curative delle altre persone, impedendo loro il ricorso alle cosiddette medicine alternative. Proprio quello che prima avevi definito atteggiamento paternalistico e illiberale!</p>
<p><strong>Beta</strong>: Perché dici che dovrei intromettermi?</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Perché chi ricorre alla medicina alternativa vuole guarire, ma ricorrendo a cristalli, soluzioni omeopatiche, tisane eccetera non guarisce, o comunque non migliora le proprie possibilità di guarigione. È come il passante che si dirige verso il ponte crollato: lui vuole passare dall&#8217;altra parte del fiume, ma percorrendo quella strada non ci arriverà mai e anzi rischia di annegare. Se fermare il passante non è un atto paternalistico, allora non lo è neppure fermare chi vuole curarsi tramite l&#8217;omeopatia. Come il primo non sa che il ponte è crollato, il secondo non sa che i pezzi di quarzo rosa, al più, sono oggetti d&#8217;arredamento.</p>
<p><strong>Beta</strong> &#8211; <em>esitante</em>: Quello che dici è vero, ma non mi piace per nulla l&#8217;idea di uno stato che si intrometta nelle scelte altrui costringendo le persone a curarsi come meglio crede&#8230;</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Non è esattamente così. Innanzitutto lo stato non obbligherebbe le persone a curarsi. Se tu non vuoi curare i tuoi malanni (e non vi è pericolo di contagio, ovviamente), non ci sono problemi: è una tua scelta sulla quale la collettività non può interferire. In secondo luogo, non è questione di credenza, ma di scienza. Ti ricordo che poco fa abbiamo concluso che la medicina alternativa non è vera medicina: non si tratta qui di scegliere tra due cure diverse, ma tra una cura vera e una falsa. Per tornare all&#8217;esempio del ponte crollato: non si tratta di una scelta tra due strade diverse ma ugualmente percorribili, ma della scelta tra un ponte ancora in piedi e uno che è crollato anche se il nostro passante non lo sa. Non è questione di opinione, ma di scienza. E questo discorso, ovviamente, non vale solo per le medicine alternative. Se una persone pensa di poter guarire ricorrendo unicamente alla preghiera, allora va fermata e ricoverata. Ti ricordo che, recentemente, una bambina è morta perché i genitori, invece di ricoverarla, si sono messi a pregare.</p>
<p><strong>Beta</strong>: Sì, l&#8217;ho letto anche io. Però, se ho capito bene il tuo discorso, nessuno impedirebbe a queste persone di pregare così, senza uno scopo preciso, esattamente come nessuno, spero, impedirebbe a me di tenere questo pezzo di quarzo rosa come oggetto di arredamento.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Esatto.</p>
<p><strong>Beta</strong>: Quindi, se una persona rifiuta le cure perché afferma di voler guarire attraverso la preghiera, tu la costringeresti ad andare dal dottore, ma se questa stessa persona affermasse di pregare così, tanto per passare il tempo, tu non avresti nulla da obiettare. Se quello che ho appena detto è giusto, rischia di essere un bel problema per il tuo progetto: come stabilire, infatti, quale sia l&#8217;intenzione di una persona quando prega?</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Sì, è un problema, ma non così grave: una persona può sostenere di avere un pezzo di quarzo rosa così, per bellezza, ma difficilmente può sostenere di assumere una soluzione omeopatica perché è buona e dissetante, oppure di andare dallo sciamano perché è una persona simpatica.</p>
<p><strong>Beta</strong>: Rimane il fatto che tutto questo discorso non mi piace. Nonostante tutti i tuoi ragionamenti, continuo a trovare vagamente ripugnante un simile atteggiamento.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Posso capirlo, ma preferisci fidarti del tuo istinto oppure della ragione?</p>
<p><strong>Beta</strong>: Non indovini la risposta?</p>
<p><strong>Alpha</strong>: No.</p>
<p><strong>Beta</strong>: Razionalmente, sento di dovermi fidare della ragione, ma istintivamente preferisco l&#8217;istinto.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: &#8230;</p>
<p><strong>Beta</strong>: &#8230;</p>
<p><strong>Alpha</strong>: È razionale una simile affermazione?</p>
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		<title>Dialogo sulla razionalità (2 di 3)</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 06:00:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerche filosofiche]]></category>
		<category><![CDATA[Ragione]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Dialogo diviso in tre parti (vai alla prima parte; vai alla terza parte). Alpha: Mi sembra di capire che la pensiamo alla stessa maniera. Beta: Mi sembra essere l&#8217;unico modo razionale di pensare. Alpha: L&#8217;uomo, evidentemente, è razionale solo a tratti. Beta: Se non sbaglio, la cosa ha una spiegazione, se mi passi il cortocircuito [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/dialogo-sulla-razionalita-2-di-3/' addthis:title='Dialogo sulla razionalità (2 di 3)' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dialogo diviso in tre parti (vai alla <a title="Dialogo sulla razionalità (1 di 3) - L'estinto" href="http://www.lestinto.it/articoli/dialogo-sulla-razionalita-1-di-3/">prima parte</a>; vai alla <a title="Dialogo sulla razionalità (3 di 3) - L'estinto" href="http://www.lestinto.it/articoli/dialogo-sulla-razionalita-3-di-3/">terza parte</a>).</em><span id="more-2836"></span></p>
<p><strong>Alpha</strong>: Mi sembra di capire che la pensiamo alla stessa maniera.</p>
<p><strong>Beta</strong>: Mi sembra essere l&#8217;unico modo razionale di pensare.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: L&#8217;uomo, evidentemente, è razionale solo a tratti.</p>
<p><strong>Beta</strong>: Se non sbaglio, la cosa ha una spiegazione, se mi passi il cortocircuito logico, razionale.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Cosa intendi dire? Che è razionale essere irrazionali?</p>
<p><strong>Beta</strong>: Immagina il seguente gioco: ti viene presentata una serie di calcoli, ad esempio 563&#215;5=2830 e 45+12=70, e devi dire se il risultato è corretto oppure sbagliato. Hai mezz&#8217;ora di tempo per dare più risposte possibili. Per ogni risposta giusta guadagni 10 €. Tutto chiaro?</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Sì</p>
<p><strong>Beta</strong>: Bene. Abbiamo due giocatori: A e B. Il primo esegue i calcoli, il secondo, invece, risponde istintivamente. Diciamo che A risponde correttamente nel 100% dei casi (sono generoso: qualche errore, dopo mezz&#8217;ora passata a fare calcoli, può capitare), mentre B, che non riflette ma agisce d&#8217;istinto, risponde correttamente nel 50% dei casi (anche qui sono generoso nei confronti del razionalista: affidarsi all&#8217;intuito non significa decidere casualmente).</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Inizio a capire dove vuoi arrivare.</p>
<p><strong>Beta</strong>: Diciamo che A impieghi, in media, un minuto per rispondere, mentre B solo 20 secondi. Alla fine del gioco chi avrà guadagnato di più?</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Dunque, A avrà risposto a 30 domande, guadagnando quindi 300€. B avrà risposto a 90 domande, indovinandone 45: per lui, la vincita è di 450€.</p>
<p><strong>Beta</strong>: Come vedi, ha guadagnato di più B. Se A è davvero una persona razionale, deciderà di cambiare tattica. In poche parole: in questo caso è razionale essere irrazionali, o è irrazionale essere razionali.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Però ti sei scelto delle regole molto particolari: se le risposte possibili fossero state più di due (magari introducendo la percentuale di errore), o se non ci fossero stati limiti di tempo, il risultato sarebbe stato molto diverso.</p>
<p><strong>Beta</strong>: Il mio voleva essere solo un esempio. Comunque, almeno per il tempo, non mi sembra così irrealistico avere i minuti contati. Purtroppo.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Questo è vero. Comunque, come applicheresti questo risultato al nostro caso della medicina alternativa?</p>
<p><strong>Beta</strong>: È semplice: immagina di avere l&#8217;influenza. Senza cure, o con le cure sbagliate, ti aspetta una settimana di febbre, mal di testa, stanchezza eccetera. Curandoti correttamente puoi ridurre la lunghezza della malattia da 7 a 5 giorni, guadagnando ben 2 giorni.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Conviene curarsi, quindi.</p>
<p><strong>Beta</strong>: Anche qui, dipende. Quanto ti costa acquisire la conoscenza per poter scegliere, con ragionevole sicurezza, quale è la cura migliore? Diciamo un paio di mesi di studio?</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Ho capito dove vuoi arrivare: per ammortizzare l&#8217;investimento fatto mi ci vorranno ben trenta anni. E probabilmente dopo appena una decina dovrò rimettermi a studiare per aggiornarmi.</p>
<p><strong>Beta</strong>: Esatto.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Però questo vale per il raffreddore: come la metti con le malattie più gravi? Questo tuo discorso vale anche per il diabete, che se non viene curato correttamente può portare alla morte?</p>
<p><strong>Beta</strong>: Nel caso del diabete questo mio calcolo non funziona. Eppure&#8230;</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Eppure?</p>
<p><strong>Beta</strong>: Quanti diabetici conosci che, per curarsi, si sono presi una laurea in medicina? O hanno comunque studiato <em>approfonditamente</em> il problema?</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Dipende da cosa intendi con approfonditamente. Non ho il diabete ma, come molte persone, ho problemi di vista e mi sono informato sulle varie tecniche per curare questo mio difetto: i pro e i contro dei vari tipi di lenti a contatto, le operazioni al laser, eccetera. Questo per te è studiare approfonditamente il problema? Il fatto che non sia diventato un oculista non implica certo che affidandomi alla tradizione popolare di mangiare tante carote avrei raggiunto lo stesso risultato!</p>
<p><strong>Beta</strong>: Un attimo: mi poni due domande che sono molto diverse. La prima è se considero il tuo non essere diventato oculista una mancanza. Per certi versi lo è: ti sei basato su notizie di seconda mano, senza avere gli strumenti per metterle alla prova.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Questo perché mi fido di chi mi ha dato quelle notizie: il mio oculista. E, prevengo la tua domanda, mi fido perché lui se la è guadagnata, perché mi ha dimostrato di essere persona capace.</p>
<p><strong>Beta</strong>: Può essere una soluzione. O, meglio, può essere una semplificazione.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Semplificazione?</p>
<p><strong>Beta</strong>: Sì. Semplifichi il problema, ma non è detto che lo risolvi, perché anche valutare la fiducia è una pratica che brucia risorse.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Capisco cosa vuoi dire: è più semplice acquisire le conoscenze per riconoscere un esperto rispetto a diventare io stesso un esperto, ma il costo potrebbe comunque superare il guadagno.</p>
<p><strong>Beta</strong>: Esattamente: è tutta una questione di valutare costi e benefici.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Quindi non consideri una mancanza la mia fiducia verso l&#8217;ottico.</p>
<p><strong>Beta</strong>: Esatto.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: E il secondo problema che avrei sollevato?</p>
<p><strong>Beta</strong>: Riguarda le carote.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Le carote?</p>
<p><strong>Beta</strong>: Le carote. Il fatto che, da un punto di vista razionale, non abbia senso diventare degli esperti e acquisire tutta la conoscenza disponibile su un certo argomento, non implica che tutto vada bene. Per la tua vista, le carote non hanno certo lo stesso effetto di un paio di occhiali nuovi. E il quarzo rosa è un bel soprammobile, ma per problemi di salute meglio andare dal medico – o prendersi una settimana di vacanza.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Posso essere sincero? Mentre ascoltavo il tuo discorso sulla razionalità avevo temuto tutt&#8217;altra conclusione.</p>
<p><strong>Beta</strong>: Se non ti conoscessi bene, questa tua mancanza di fiducia mi offenderebbe.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Non sarebbe la prima volta che ascolto, da te o da tuoi amici, critiche al metodo scientifico.</p>
<p><strong>Beta</strong>: Stai attento, perché adesso potrei davvero iniziare a offendermi. Non ho mai criticato il metodo scientifico, quando con metodo scientifico si intende l&#8217;essenziale abitudine a <em>mettere alla prova</em> le proprie idee e teorie.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: La tua definizione di metodo scientifico mi sembra forse un po&#8217; troppo generale, ma mi piace.</p>
<p><strong>Beta</strong>: Ne sono felice.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Dialogo sulla razionalità (1 di 3)</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/dialogo-sulla-razionalita-1-di-3/</link>
		<comments>http://www.lestinto.it/articoli/dialogo-sulla-razionalita-1-di-3/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 06:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerche filosofiche]]></category>
		<category><![CDATA[Omeopatia]]></category>
		<category><![CDATA[Ragione]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Dialogo diviso in tre parti (vai alla seconda parte; vai alla terza parte). Alpha: Scusa, ma che cosa è quello? Beta: Quello cosa? Alpha: Quella pietra vicino al computer: è un pezzo di quarzo rosa? Beta: Questo qui? Sì è un pezzo di quarzo rosa. Un regalo di un&#8217;amica. Alpha: Un regalo? Beta: Sì. Alpha: [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/dialogo-sulla-razionalita-1-di-3/' addthis:title='Dialogo sulla razionalità (1 di 3)' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dialogo diviso in tre parti (vai alla <a title="Dialogo sulla razionalità (2 di 3) - L'estinto" href="http://www.lestinto.it/articoli/dialogo-sulla-razionalita-2-di-3/">seconda parte</a>; vai alla <a title="Dialogo sulla razionalità (3 di 3) - L'estinto" href="http://www.lestinto.it/articoli/dialogo-sulla-razionalita-3-di-3/">terza parte</a>).</em><span id="more-2831"></span></p>
<p><strong>Alpha</strong>: Scusa, ma che cosa è quello?</p>
<p><strong>Beta</strong>: Quello cosa?</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Quella pietra vicino al computer: è un pezzo di quarzo rosa?</p>
<p><strong>Beta</strong>: Questo qui? Sì è un pezzo di quarzo rosa. Un regalo di un&#8217;amica.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Un regalo?</p>
<p><strong>Beta</strong>: Sì.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: E perché lo tieni vicino al tuo computer?</p>
<p><strong>Beta</strong>: Perché sta bene lì. All&#8217;inizio avevo pensato di metterlo in sala, ma non ero riuscito a trovare un ripiano libero (troppi libri), quindi ho pensato di appoggiarlo qui, sulla scrivania. Come mai sei così curioso?</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Niente niente. Solo&#8230;</p>
<p><strong>Beta</strong>: Solo?</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Niente, per un attimo ho temuto che ti fossi dato alla cristalloterapia. Sai, quelli che pensano di potersi curare con le pietre o che le utilizzano per assorbire gli influssi negativi&#8230;</p>
<p><strong>Beta</strong>: Sì, ho presente. Il quarzo rosa servirebbe, tra le varie cose, a prevenire gli effetti dell&#8217;età, in particolare le rughe.</p>
<p><strong>Alpha</strong> &#8211; <em>stupito</em>: Vedo che sei informato.</p>
<p><strong>Beta</strong>: In realtà l&#8217;ho scoperto, per puro caso, questa mattina. L&#8217;occhio mi è caduto sulla vetrina di un negozio di medicina alternativa.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Medicina alternativa?</p>
<p><strong>Beta</strong>: Credo si dica così.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Sì, credo anche io che si dica così. Si tratta, comunque, di una espressione curiosa. “Medicina alternativa”. Cosa significa? O funziona, e in questo caso è semplicemente medicina, oppure non funziona, e in questo caso è una truffa, non medicina alternativa.</p>
<p><strong>Beta</strong>: Credo che il concetto sia: funziona, ma la medicina ufficiale non lo vuole ammettere, per ignoranza, pregiudizio oppure per il solito complotto delle multinazionali farmaceutiche.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Già, le multinazionali&#8230;</p>
<p><strong>Beta</strong>: Se ci rifletti un attimo, non ci sono altre possibilità:deve per forza essere un complotto delle multinazionali, del governo o di entrambi. Se parti dal presupposto che la medicina alternativa funziona, solo un complotto può spiegare l&#8217;ostracismo.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: E perché dovrei partire dal presupposto che la medicina alternativa funziona?</p>
<p><strong>Beta</strong>: Semplicemente perché è così: leggi qui. &#8211; <em>gli porge il giornale</em> &#8211; Questa attrice si mantiene giovane grazie alle sanguisughe che, se non sbaglio, non fanno parte della farmacopea tradizionale.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: No, non risulta neppure a me,</p>
<p><strong>Beta</strong>: E sicuramente ti ricorderai di quell&#8217;uomo d&#8217;affari che si mantiene giovane grazie a non so più che intruglio di erbe amazzoniche o himalayane. E vogliamo parlare dei fiori di Bach? Un amico di mio cugino soffriva il mal di mare, e adesso grazie ai fiori di Bach è sempre in crociera.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: Gli è passata la nausea con i fiori di Bach?</p>
<p><strong>Beta</strong>: No: quel problema l&#8217;ha risolto viaggiando su navi molto grandi, che beccheggiano poco. I fiori di Bach gli permettono di pagarsi la crociera: ha aperto un&#8217;erboristeria.</p>
<p><strong>Alpha</strong>: &#8230;</p>
<p><strong>Beta</strong>: &#8230;</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=2831&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/dialogo-sulla-razionalita-1-di-3/' addthis:title='Dialogo sulla razionalità (1 di 3)' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Darwin e Platone</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 20:51:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Charles Darwin]]></category>
		<category><![CDATA[George Levine]]></category>
		<category><![CDATA[Platone]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[C&#8217;è qualcosa di anti-platonico nella teoria dell&#8217;evoluzione. Richard Dawkins, in proposito, parladella morta mano di Platone, ma la stessa tesi è sostenuta, conespressione meno forte, da Stephen J. Gould (credo che entrambi sirifacciano a Ernst Mayr).Questo qualcosa di anti-platonico è il rifiuto dell&#8217;essenzialismo: non esiste l&#8217;essenza di una specie vivente, qualcosa di unico e caratteristico di quella [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/darwin-e-platone/' addthis:title='Darwin e Platone' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è qualcosa di anti-platonico nella teoria dell&#8217;evoluzione.</p>
<p>Richard Dawkins, in proposito, parladella morta mano di Platone, ma la stessa tesi è sostenuta, conespressione meno forte, da Stephen J. Gould (credo che entrambi sirifacciano a Ernst Mayr).Questo qualcosa di anti-platonico è il rifiuto dell&#8217;essenzialismo: non esiste l&#8217;essenza di una specie vivente, qualcosa di unico e caratteristico di quella specie che la differenzia da tutte le altre. Tutti gli esseri viventi hanno un antenato comune, dal quale si sono differenziati per continue, piccole modifiche.<span id="more-2817"></span></p>
<p style="margin-bottom: 0in;">Leggendo il già citato <em>Darwin Loves You</em> di George Levine ho scoperto che, se l&#8217;evoluzione è anti-platonica, Darwin fu almeno in una cosa profondamente platonico.</p>
<p style="margin-bottom: 0in;">Darwin, da giovane, apprezzava molto la poesia, ma con il passare degli anni questo interesse venne meno. C&#8217;è chi parlò di insensibilità, di <em>anestesia</em> nel senso di perdita delle sensazioni che la poesia sa infondere. Una dimostrazione che il sapere scientifico descrive il mondo, ma non sa dargli colore, lo rende freddo, oggettivo, meccanico.<br />
Secondo Levine questo <em>non </em>è vero: Darwin perse interesse per la poesia perché scoprì le meraviglie della natura:</p>
<blockquote><p>It was nature that, finally, replaced Shakespeare and the poets in his estheic responses.</p></blockquote>
<p style="margin-bottom: 0in; font-style: normal;">Ricorda un po&#8217; la famosa condanna platonica: dedicarsi all&#8217;arte è una perdita di tempo perché, in quanto imitazione della natura, allontana dal vero sapere.</p>
<p style="margin-bottom: 0in; font-style: normal;">Darwin è più liberale di Platone (non mi risultano sue proposte di proibire la poesia o l&#8217;arte in generale), ma l&#8217;approccio rimane lo stesso: c&#8217;è qualcosa di meraviglioso nella natura ed è nostro dovere cogliere questa meraviglia.<br />
Platone coglieva essenze eterne, Darwin mutamenti, ma la meraviglia e la curiosità sono le stesse.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=2817&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/darwin-e-platone/' addthis:title='Darwin e Platone' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>A proposito di una vignetta</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 10:37:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri inutili]]></category>
		<category><![CDATA[Divulgazione scientifica]]></category>
		<category><![CDATA[Fumetti]]></category>
		<category><![CDATA[Lisa Benson]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Una infreddolita signora, costretta dalle basse temperature a vestire il suo adorato chihuahua con un delizioso golfino, si difende dal freddo bruciando alcuni libri sul riscaldamento globale, primo fra tutti Una scomoda verità (An Inconvenient Truth) di Al Gore. L&#8217;unico testo scampato è Il vecchio almanacco del contadino (The Old Farmer&#8217;s Almanac). Confondere il clima, [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/a-proposito-di-una-vignetta/' addthis:title='A proposito di una vignetta' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://comics.com/lisa_benson/2010-01-11/" title="Lisa Benson"><img src="http://c0389161.cdn.cloudfiles.rackspacecloud.com/dyn/str_strip/307437.full.gif" border="0" alt="Lisa Benson" /></a><br />
Una infreddolita signora, costretta dalle basse temperature a vestire il suo adorato chihuahua con un delizioso golfino, si difende dal freddo bruciando alcuni libri sul riscaldamento globale, primo fra tutti <em>Una scomoda verità</em> (<em>An Inconvenient Truth</em>) di Al Gore.<span id="more-2611"></span></p>
<p>L&#8217;unico testo scampato è <em>Il vecchio almanacco del contadino</em> (<em>The Old Farmer&#8217;s Almanac</em>).</p>
<p>Confondere il clima, fenomeno complesso e globale, con le condizioni meteorologiche di una stagione (o addirittura di una giornata) è un vecchio errore – talmente vecchio che non scommetterei più sulla buona fede di chi  vi incappa. Oramai non è più un errore da correggere, ma un trucco retorico da smascherare con altra retorica: neghi l&#8217;aumento globale delle temperature perché fa freddo? Bene, sappi che io nego la crisi economica perché poco fa ho trovato una moneta da 2 € per terra. E nego la fame nel mondo perché questa mattina ho fatto una abbondante colazione.</p>
<p>Due parole sull&#8217;almanacco del contadino.<br />
Probabilmente vale più questo almanacco di alcuni dei libri che l&#8217;infreddolita signora mette nel camino. Al Gore non è uno scienziato, ma un politico: e i politici rischiano di saperne ancora meno di giornalisti e filosofi.<br />
Ma l&#8217;idea dietro questa vignetta non è che è bene adottare un approccio saggiamente scettico nei confronti di chi fa divulgazione, ma che è meglio la tradizione popolare della scienza. E questa mi sembra una idea pericolosa. Non perché la tradizione popolare abbia sempre torto e la scienza sempre ragione, ma perché quando ha torto la tradizione popolare persevera nell&#8217;errore, mentre la scienza, prima o poi, riesce a correggersi.</p>
<img src="http://www.lestinto.it/?ak_action=api_record_view&id=2611&type=feed" alt="" /><div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='http://www.lestinto.it/articoli/a-proposito-di-una-vignetta/' addthis:title='A proposito di una vignetta' ><a class="addthis_button_google"></a><a class="addthis_button_google_plusone"></a><a class="addthis_button_facebook"></a><a class="addthis_button_facebook_like"></a><a class="addthis_button_friendfeed"></a><a class="addthis_button_twitter"></a><a class="addthis_button_"></a><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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