Dammi i colori

«Dammi i colori!”: così il pittore Caravadossi al Sagrestano, nel primo atto della Tosca.
Caravadossi ignora che è possibile creare immagini a colori anche senza i colori, o meglio partendo da un solo colore (e dal grigio).

Lo scienziato e inventore Edwin H. Land presentò questo curioso effetto in un articolo del 1959 (“Color Vision and the Natural Image: Part I” in Proceedings of the National Academy of Sciences, Vol. 45, No. 1, pp. 115-129, gennaio 1959).

Il procedimento descritto da Land, grosso modo, è il seguente.
Si inizia scattando, con pellicola per diapositive in bianco e nero, due fotografie dello stesso oggetto, la prima con un filtro rosso posto davanti all’obiettivo, la seconda con un filtro verde. Le due fotografie, che sono in bianco e nero, hanno unicamente la componente rossa, la prima, e verde, la seconda, dell’immagine.
Poi si proiettano contemporaneamente le due fotografie su uno schermo, ponendo il filtro rosso davanti al proiettore della prima immagine, e lasciando il secondo proiettore senza filtro.
Il risultato dovrebbe essere una immagine con varie tonalità di rosso. In realtà, per quanto un po’ smorti, si vedono tutti i colori. Colori non presenti nell’immagine.

Una piccola dimostrazione.
Grazie alle meraviglie dell’informatica, possiamo fare tutto questo partendo da una immagine qualsiasi, ad esempio questa:
berlusconi-originale
Oppure questa:
pd-originale
Con un qualsiasi programma di fotoritocco, come Photoshop o Gimp, registriamo una copia dell’immagine con attivo unicamente il canale rosso:
berlusconi-rosso
pd-rosso
Stessa operazione con il canale verde:
berlusconi-verde
pd-verde
A questo punto occorre rimuovere il colore dall’immagine verde, convertendola in scala di grigi:
berlusconi-verde-grigio
pd-verde-grigio
E adesso sovrapponiamo quest’ultima immagine a quella rossa:
berlusconi-rosso-grigio
pd-rosso-grigio

Per quanto scoloriti e con una forte dominante rossa, i due manifesti sono appaiono a colori, nonostante siano in rosso e bianco.1
L’effetto è notevole, nonostante le immagini scelte non siano le migliori (l’ideale sarebbe usare immagini con molti colori ravvicinati, ad esempio un mazzo di fiori) e non mi sono impegnato più di tanto nel regolare l’intensità dei vari livelli. Cercando “Land effect” su internet si trovano altri esempi.

  1. Le immagini sono compresse in JPEG: la conversione potrebbe aver alterato leggermente i grigi, inserendovi un po’ di verde o di blu; questa alterazione, in ogni caso, avviene per mantenere le apparenze. []

Non è stato trovato nessun articolo sullo stesso argomento.

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Commenti

  1. 1
    7 maggio 2009, 14:45
    Weissbach

    Adesso purtroppo non ho tempo per dilungarmi,
    ma non è del tutto corretto dire che le immagini sono in “rosso e bianco”.
    Con un rosso e bianco, o un nero e bianco, avresti un canale solo (luminanza).

    In una immagine a toni di grigio sommata a una in toni di rosa ci sono due canali, e quindi ottieni comunque una variabile ortogonale di crominanza, anche se lo spazio è incompleto.

    La cosa interessante è che il cervello riesce a ricostruire un po’ tutti i colori, anche se il segnale ha due canali invece che tre.

    Del resto i led a luce bianca (non non quelli compositi RGB) riescono ad avere un CRI discreto anche con uno spettro di emissione con soli due picchi.

    Bel post!
    Ciao

    #

  2. 2
    7 maggio 2009, 15:02
    Ivo Silvestro

    @Weissbach: Ma come sei pignolo! ;-)
    Comunque, hai ragione: l’immagine finale non è “in rosso e bianco” – o meglio: lo è se pensiamo all’esperimento di Land, nel quale proiettava due fasci di luce, una bianca e una rossa, non lo è pensando agli inchiostri di stampa, dove effettivamente abbiamo un rosso e uno nero. Ecco, avvalendomi di questa interpretazione, non correggo il post!

    #

  3. 3
    7 maggio 2009, 15:02
    hronir

    E’ sorprendente, ma solo fino a un certo punto.

    L’immagine finale ha davvero due “colori”, due “canali”, il rosso (e sue gradazioni) e il nero/grigio/neutro/desaturato/come-altro-volete-chiamarlo. E infatti nelle immagini finali si riconoscono solo il rosso e un secondo colore che apparirà ambiguo fra verde e blu e che comunque non distingue tra i due (e.g. il verde nella bandiera tricolore nel logo tondo blu del PDL).

    L’effetto negli esempi che hai scelto è particolarmente accentuato, poi, perchè il manifesto PDL ha, oltre al rosso, essenzialmente solo il blu, mentre il manifesto PD ha, oltre al rosso, essenzialmente, solo il verde.

    #

  4. 4
    7 maggio 2009, 20:36
    Tommy David

    Conoscevo già questo trucco e la penso esattamente come hronir: nel grigio non sappiamo se vedere un blu o un verde. Sarebbe interessante provare con un test alla cieca, senza mostrare le immagini di partenza (tra l’altro in questo caso davvero poco significative, così povere di colore come sono…) e senza elementi esterni che possano influenzare la nostra percezione del colore (se vedo un cielo intuisco l’azzurro; ma che colore vedrei in un mosaico casuale di tinte?).

    #

  5. 5
    8 maggio 2009, 14:56
    Ivo Silvestro

    @hronir: Credo che ricostruire in maniera completa l’informazione assente sia semplicemente impossibile.
    La cosa interessante è che l’immagine, in teoria rossa e nera, viene vista anche con altri colori nella realtà assenti.

    @Tommy David: Una curiosità: come l’hai scoperto? Io dal libro di Andrea Frova Luce, colore, visione

    #

  6. 6
    8 maggio 2009, 15:19
    Tommy David

    Eh, proprio non ricordo. Credo in qualche sito americano, unitamente al “trucco” delle immagini in bianco e nero che appaiono colorate dopo aver guardato per parecchi secondi la stessa immagine, spesso anche sfocata, coi colori in negativo… (Persistenza della visione nella retina.)

    Poi, sempre a proposito della nostra visione basata soprattutto sul rosso e sul verde, c’era un altro inganno in cui si aggiungeva del rumore o del disturbo nel canale del blu, e l’immagine appariva ancora intatta, a differenza che sporcando i canali del rosso o del verde… (Se le ripesco linko entrambe le illusioni.) :-)

    #

  7. 7
    12 maggio 2009, 13:17
    il più Cattivo

    Ehi! Complimenti.
    Volevo segnalare il sito di Paola Bressan “il colore della luna” http://ilcoloredellaluna.wordpress.com/
    che tratta questi argomenti in modo eccellente (e assolutamente scientifico).

    #

  8. 8
    13 maggio 2009, 14:50
    Ivo Silvestro

    @Tommy David: L’ultima tua descrizione mi incuriosisce molto.

    @il più Cattivo: Non per fare il cattivo ( ;-) ), ma l’avevi già segnalato in un altro commento. E del (bellissimo) libro di Paola Bressan ho già scritto in passato.

    #

  9. 9
    13 maggio 2009, 16:34
    il più Cattivo

    Ehi la vecchiaia si misura anche nella mancanza di memoria a breve…. in ogni caso finche scrivo più volte il nome di Paola Bressan è secondo me solo lodevole.

    #

  10. 10
    13 maggio 2009, 19:34
    Tommy David

    @Ivo: eh, è mezz’ora che provo a cercarlo. Mi sa che faccio prima a elaborarne io una dimostrazione…

    #

  11. 11
    13 maggio 2009, 19:50
    Tommy David

    Ecco, prova tu. Apri in Photoshop qualsiasi immagine, meglio se molto colorata. Poi prova ad applicare selettivamente il filtro “Effetto Pixel > Mosaico” selettivamente prima al solo canale del rosso, poi solo al verde… e infine a quello blu soltanto. Confronta fra loro le tre immagini col canale pixellato… ;-)

    #

  12. 12
    14 maggio 2009, 14:27
    Tommy David

    #

  13. 13
    17 maggio 2009, 20:01
    Ivo Silvestro

    @il più Cattivo: Sui meriti de il colore della luna sono pienamente d’accordo. Sulla vecchiaia, ti saprò dire quando ci arriverò… se mi ricorderò!

    @Tommy David: Molto belle le immagini che hai preparato (e post molto interessante).

    #

Trackback

  1. 1
    14 maggio 2009, 14:15
    Ecco i colori - Tommy David

    [...] un commento a un post dell’Estinto tentavo di descrivere un paio di illusioni ottiche promettendo dei link per maggiori dettagli – e [...]

    #

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