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	<title>Commenti a: Del valore della tradizione</title>
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	<description>I&#039;ll teach you differences</description>
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		<title>Di: Tradizione o Valori? &#124; EcletticaMente</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/del-valore-della-tradizione/#comment-74910</link>
		<dc:creator>Tradizione o Valori? &#124; EcletticaMente</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 11:51:55 +0000</pubDate>
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		<description>[...] recente articolo apparso su L&#8217;Estinto dal titolo &#8220;Del Valore della Tradizione&#8221; ha sollevato un&#8217;interessantissima discussione sul valore che viene affidato, in Italia [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] recente articolo apparso su L&#8217;Estinto dal titolo &#8220;Del Valore della Tradizione&#8221; ha sollevato un&#8217;interessantissima discussione sul valore che viene affidato, in Italia [...]</p>
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		<title>Di: il più Cattivo</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/del-valore-della-tradizione/#comment-74904</link>
		<dc:creator>il più Cattivo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 09:51:27 +0000</pubDate>
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		<description>@ Ivo: &lt;b&gt;PROVOCAZIONE&lt;/b&gt;
A proposito di tradizioni... ma, la Svizzera non era un paese per tradizione tollerante (1) :-D 8-)   :oops: . Come inquadri l&#039;esito del referendum sui minareti?

Un Sorriso

1) Adesso e qui non mi sembra il caso di elencare pro e contro di questa affermzione, ma magari potresti pensarci in un altro post!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Ivo: <b>PROVOCAZIONE</b><br />
A proposito di tradizioni&#8230; ma, la Svizzera non era un paese per tradizione tollerante (1) <img src='http://www.lestinto.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' />  <img src='http://www.lestinto.it/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8-)' class='wp-smiley' />   <img src='http://www.lestinto.it/wp-includes/images/smilies/icon_redface.gif' alt=':oops:' class='wp-smiley' />  . Come inquadri l&#8217;esito del referendum sui minareti?</p>
<p>Un Sorriso</p>
<p>1) Adesso e qui non mi sembra il caso di elencare pro e contro di questa affermzione, ma magari potresti pensarci in un altro post!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Lorenzo</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/del-valore-della-tradizione/#comment-74903</link>
		<dc:creator>Lorenzo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 09:04:50 +0000</pubDate>
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		<description>Per fortuna, Ivo. ;-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per fortuna, Ivo. <img src='http://www.lestinto.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: Ivo Silvestro</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/del-valore-della-tradizione/#comment-74900</link>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 09:35:56 +0000</pubDate>
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		<description>@&lt;strong&gt;Lorenzo&lt;/strong&gt;: Ma io non intendo affatto difendere il crocifisso!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@<strong>Lorenzo</strong>: Ma io non intendo affatto difendere il crocifisso!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Lorenzo</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/del-valore-della-tradizione/#comment-74894</link>
		<dc:creator>Lorenzo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 07:05:27 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;C’è sempre la possibilità di trasformare il crocifisso in simbolo non religioso ma culturale.&quot;

Che il crocifisso abbia un significato *anche* culturale (e anche politico, e anche sportivo, se è per quello) è indubbio. Che il crocifisso abbia un significato *prevalentemente* religioso, anche.

&quot;E poi due terzi del parlamento, per il crocifisso, si trovano!&quot;

Questo è tutto da vedere (e poi bisognerebbe anche modifcare anche altre leggi, che puniscono *penalmente* le discriminazioni religiose), e in ogni caso *non* è questo il punto. Il punto è che, *con la nostra vigente Costituzione*, le leggi che prevedono l&#039;esposizione del crocifisso nei luoghi pubblici non sono valide, perché, appunto, incostituzionali.

Esiste, nel nostro stato di diritto, il principio della &quot;gerarchia delle fonti&quot;: in particolare, sono le leggi che devono adeguarsi alla Costituzione, non viceversa.

Caro Ivo, le tue argomentazioni a favore del crocifisso mi sembrano queste:
1. E&#039; un simbolo della nostra tradizione
2. E&#039; un simbolo culturale, non religioso.
3. Eventualmente, modifichiamo la Costituzione.

Se devo essere sincero, mi sembrano delle ragioni molto fragili. La 1. è irrilevante (nel nostro stato di diritto, la tradizione non fa giurisprudenza). La 2. è una arrampicata sugli specchi che suona ridicola, prima che sbagliata. La 3. è un&#039;ipotesi (la Costituzione è quella, che senso ha ragionare con il &quot;se&quot;?).

Se valesse la 3., Henry potrebbe difendersi dall&#039;accusa di antisportività mossagli per aver fatto un clamoroso, decisivo fallo di mano in Francia-Eire dicendo: &quot;Eh, quante storie, in fondo basta cambiare le regole del calcio e permettere una toccatina di mano in area ogni tanto&quot;.

Una sciocchezza, ovviamente.

Ripeto, la tua dialettica questa volta mi sa molto da arrampicata sugli specchi!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;C’è sempre la possibilità di trasformare il crocifisso in simbolo non religioso ma culturale.&#8221;</p>
<p>Che il crocifisso abbia un significato *anche* culturale (e anche politico, e anche sportivo, se è per quello) è indubbio. Che il crocifisso abbia un significato *prevalentemente* religioso, anche.</p>
<p>&#8220;E poi due terzi del parlamento, per il crocifisso, si trovano!&#8221;</p>
<p>Questo è tutto da vedere (e poi bisognerebbe anche modifcare anche altre leggi, che puniscono *penalmente* le discriminazioni religiose), e in ogni caso *non* è questo il punto. Il punto è che, *con la nostra vigente Costituzione*, le leggi che prevedono l&#8217;esposizione del crocifisso nei luoghi pubblici non sono valide, perché, appunto, incostituzionali.</p>
<p>Esiste, nel nostro stato di diritto, il principio della &#8220;gerarchia delle fonti&#8221;: in particolare, sono le leggi che devono adeguarsi alla Costituzione, non viceversa.</p>
<p>Caro Ivo, le tue argomentazioni a favore del crocifisso mi sembrano queste:<br />
1. E&#8217; un simbolo della nostra tradizione<br />
2. E&#8217; un simbolo culturale, non religioso.<br />
3. Eventualmente, modifichiamo la Costituzione.</p>
<p>Se devo essere sincero, mi sembrano delle ragioni molto fragili. La 1. è irrilevante (nel nostro stato di diritto, la tradizione non fa giurisprudenza). La 2. è una arrampicata sugli specchi che suona ridicola, prima che sbagliata. La 3. è un&#8217;ipotesi (la Costituzione è quella, che senso ha ragionare con il &#8220;se&#8221;?).</p>
<p>Se valesse la 3., Henry potrebbe difendersi dall&#8217;accusa di antisportività mossagli per aver fatto un clamoroso, decisivo fallo di mano in Francia-Eire dicendo: &#8220;Eh, quante storie, in fondo basta cambiare le regole del calcio e permettere una toccatina di mano in area ogni tanto&#8221;.</p>
<p>Una sciocchezza, ovviamente.</p>
<p>Ripeto, la tua dialettica questa volta mi sa molto da arrampicata sugli specchi!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Sirjoe</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/del-valore-della-tradizione/#comment-74884</link>
		<dc:creator>Sirjoe</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 09:58:58 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;strong&gt;@Lorenzo&lt;/strong&gt;: si vero, i regi decreti esistono, ma sono appunto dell&#039;epoca fascista. Lo Statuto Albertino effettivamente aveva eletto la religione cattolica come religione di Stato. La legge Casati voleva, nel 1859, prevenire quel fatto. Fu la Chiesa, dopo Porta Pia a &quot;distaccarsi&quot; dallo stato e a causare, de facto, la nascita di un Regno d&#039;Italia &quot;Laico&quot; non però per tradizione ;-)

&lt;strong&gt;@Ivo&lt;/strong&gt; in realtà un simbolo culturale esiste già, ed è la croce (basti pensare alla croce rossa) non il crocifisso. C&#039;è una certa differenza...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>@Lorenzo</strong>: si vero, i regi decreti esistono, ma sono appunto dell&#8217;epoca fascista. Lo Statuto Albertino effettivamente aveva eletto la religione cattolica come religione di Stato. La legge Casati voleva, nel 1859, prevenire quel fatto. Fu la Chiesa, dopo Porta Pia a &#8220;distaccarsi&#8221; dallo stato e a causare, de facto, la nascita di un Regno d&#8217;Italia &#8220;Laico&#8221; non però per tradizione <img src='http://www.lestinto.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><strong>@Ivo</strong> in realtà un simbolo culturale esiste già, ed è la croce (basti pensare alla croce rossa) non il crocifisso. C&#8217;è una certa differenza&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Ivo Silvestro</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/del-valore-della-tradizione/#comment-74883</link>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 09:42:14 +0000</pubDate>
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		<description>@&lt;strong&gt;Sirjoe&lt;/strong&gt;: Grazie. Non avevo pensato di andare sul sito dell&#039;UAAR a cercare informazioni...
@&lt;strong&gt;Lorenzo&lt;/strong&gt;: C&#039;è sempre la possibilità di trasformare il crocifisso in simbolo non religioso ma culturale.
Una bestemmia, ma a quanto pare molti preferiscono una bestemmia condivisa che una religione parziale.
E poi due terzi del parlamento, per il crocifisso, si trovano!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@<strong>Sirjoe</strong>: Grazie. Non avevo pensato di andare sul sito dell&#8217;UAAR a cercare informazioni&#8230;<br />
@<strong>Lorenzo</strong>: C&#8217;è sempre la possibilità di trasformare il crocifisso in simbolo non religioso ma culturale.<br />
Una bestemmia, ma a quanto pare molti preferiscono una bestemmia condivisa che una religione parziale.<br />
E poi due terzi del parlamento, per il crocifisso, si trovano!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Lorenzo</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/del-valore-della-tradizione/#comment-74882</link>
		<dc:creator>Lorenzo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 09:17:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lestinto.it/?p=2525#comment-74882</guid>
		<description>P.S. In ogni caso, finché resterà in vigore *questa* Costituzione, la Costituzione che *oggi* c&#039;è, un cittadino ha il diritto di indigarsi per ogni forma di discriminazione religiosa: viene calpestato un suo diritto.

Poi, se in futuro cambierà la Costituzione (ovvero se cambieranno le &quot;regole del gioco&quot;) ognuno trarrà le sue (nuove) conclusioni...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>P.S. In ogni caso, finché resterà in vigore *questa* Costituzione, la Costituzione che *oggi* c&#8217;è, un cittadino ha il diritto di indigarsi per ogni forma di discriminazione religiosa: viene calpestato un suo diritto.</p>
<p>Poi, se in futuro cambierà la Costituzione (ovvero se cambieranno le &#8220;regole del gioco&#8221;) ognuno trarrà le sue (nuove) conclusioni&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Lorenzo</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/del-valore-della-tradizione/#comment-74881</link>
		<dc:creator>Lorenzo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 09:12:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lestinto.it/?p=2525#comment-74881</guid>
		<description>I regi decreti relativi all&#039;esposizione del crocifisso nelle aule esistono eccome!

http://it.wikipedia.org/wiki/Esposizione_del_crocifisso_nelle_aule_scolastiche

Risalgono all&#039;epoca fascista (1924 e 1928), quando era in vigore lo statuto albertino, che definiva la religione cattolica &quot;religione di stato&quot;.

Con la nostra Costituzione repubblicana, la religione cattolica *non* è più religione di stato, ma viene anzi stabilita l&#039;uguaglianza di tutti i cittadini senza distinzioni di religione (articolo 3).

Quei regi decreti sono dunque manifestamente incompatibili con la *nostra* Costituzione (altrettanto manifestamente, non lo erano con la cosituzione monarchica).

Appurato questo, che si fa?

Si cambia la legge o si cambia la Costituzione?

Ecco, appunto, qualcosa bisogna fare.

Sta di fatto che, nel nostro stato di diritto, sono le leggi a doversi adeguare alla Costituzione, non viceversa.

La Costituzione garantisce tutti (minoranze in primis) da eventuali abusi del legislatore. Le Corti Costituzionali questo fanno: stabiliscono se le leggi sono conformi o meno alla costituzione; se non lo sono, vengono rispedite al mittente.

Cambiare la Costituzione? E&#039; possibile, naturalmente. Rivediamo l&#039;articolo 3 in questo modo: &quot;Tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, ma i cittadini cattolici sono più uguali degli altri&quot;. :-(

Questo, in teoria, si potrebbe fare, ma avrebbe diversi &quot;inconvenienti&quot;.

1. Riformare la Costituzione è (per fortuna!) cosa lunga e difficoltosa, sono necessari diversi passaggi parlamentari (la nostra è una Costituzione &quot;rigida&quot;), non è detto che ci si riesca (ripeto: per fortuna).

2. Per cambiare la costituzione è richiesta una maggoranza più ampia (due terzi) di quella necessaria per approvare una legge (per cui basta la sola maggioranza assoluta), non è detto che questa più ampia maggioranza si trovi.

3. A modifica avvenuta, dovremmo verosimilmente uscire dall&#039;unione europea, che non accetterebbe una roba del genere nella Costituzione di uno stato membro.

4. E&#039; pensabile che molti cittadini non vorrebbero vivere in uno stato che ha fra i suoi princìpi la discriminazione religiosa. Magari qualcuno emigrerebbe nell&#039;ateissima Francia, dove questo problema è stato risolto alla radice nel 1905 (divieto di esibire simboli religiosi nei luoghi pubblici).

Ma, credo, la modifica dell&#039;artcolo 3 della Costituzione (che sarebbe necessaria, per privilegiare una religione sulle altre) non mi pare molto realistica...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>I regi decreti relativi all&#8217;esposizione del crocifisso nelle aule esistono eccome!</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Esposizione_del_crocifisso_nelle_aule_scolastiche">http://it.wikipedia.org/wiki/Esposizione_del_crocifisso_nelle_aule_scolastiche</a></p>
<p>Risalgono all&#8217;epoca fascista (1924 e 1928), quando era in vigore lo statuto albertino, che definiva la religione cattolica &#8220;religione di stato&#8221;.</p>
<p>Con la nostra Costituzione repubblicana, la religione cattolica *non* è più religione di stato, ma viene anzi stabilita l&#8217;uguaglianza di tutti i cittadini senza distinzioni di religione (articolo 3).</p>
<p>Quei regi decreti sono dunque manifestamente incompatibili con la *nostra* Costituzione (altrettanto manifestamente, non lo erano con la cosituzione monarchica).</p>
<p>Appurato questo, che si fa?</p>
<p>Si cambia la legge o si cambia la Costituzione?</p>
<p>Ecco, appunto, qualcosa bisogna fare.</p>
<p>Sta di fatto che, nel nostro stato di diritto, sono le leggi a doversi adeguare alla Costituzione, non viceversa.</p>
<p>La Costituzione garantisce tutti (minoranze in primis) da eventuali abusi del legislatore. Le Corti Costituzionali questo fanno: stabiliscono se le leggi sono conformi o meno alla costituzione; se non lo sono, vengono rispedite al mittente.</p>
<p>Cambiare la Costituzione? E&#8217; possibile, naturalmente. Rivediamo l&#8217;articolo 3 in questo modo: &#8220;Tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, ma i cittadini cattolici sono più uguali degli altri&#8221;. <img src='http://www.lestinto.it/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Questo, in teoria, si potrebbe fare, ma avrebbe diversi &#8220;inconvenienti&#8221;.</p>
<p>1. Riformare la Costituzione è (per fortuna!) cosa lunga e difficoltosa, sono necessari diversi passaggi parlamentari (la nostra è una Costituzione &#8220;rigida&#8221;), non è detto che ci si riesca (ripeto: per fortuna).</p>
<p>2. Per cambiare la costituzione è richiesta una maggoranza più ampia (due terzi) di quella necessaria per approvare una legge (per cui basta la sola maggioranza assoluta), non è detto che questa più ampia maggioranza si trovi.</p>
<p>3. A modifica avvenuta, dovremmo verosimilmente uscire dall&#8217;unione europea, che non accetterebbe una roba del genere nella Costituzione di uno stato membro.</p>
<p>4. E&#8217; pensabile che molti cittadini non vorrebbero vivere in uno stato che ha fra i suoi princìpi la discriminazione religiosa. Magari qualcuno emigrerebbe nell&#8217;ateissima Francia, dove questo problema è stato risolto alla radice nel 1905 (divieto di esibire simboli religiosi nei luoghi pubblici).</p>
<p>Ma, credo, la modifica dell&#8217;artcolo 3 della Costituzione (che sarebbe necessaria, per privilegiare una religione sulle altre) non mi pare molto realistica&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Sirjoe</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/del-valore-della-tradizione/#comment-74873</link>
		<dc:creator>Sirjoe</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 18:40:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lestinto.it/?p=2525#comment-74873</guid>
		<description>&lt;strong&gt;@ivo&lt;/strong&gt;: l&#039;unica cosa che è esiste è una circolare del ministro Rocco (ministro della Giustizia del governo Mussolini) del 1926. 
&lt;cite&gt;Prescrivo che nelle aule di udienza, sopra il banco dei giudici e accanto all’effige di Sua Maestà il Re sia restituito il Crocefisso, secondo la nostra antica tradizione.&lt;/cite&gt; (fonte &lt;a href=&quot;http://www.uaar.it/uaar/campagne/scrocifiggiamo/&quot;&gt;UAAR&lt;/a&gt;).
All&#039;indomani della breccia di Porta Pia, in realtà, e delle seguenti bolle papali, il Regno d&#039;Italia fece togliere i simboli religiosi da ogni pubblico ufficio, disciplinando vi potesse essere esposto solo il ritratto del re. Il punto era che, per scelta della chiesa, la croce era diventato il simbolo di uno stato &quot;nemico&quot;.
Probabile vi siano delle regolamentazioni più antiche, ma l&#039;Italia unita legiferò con due regi decreti sulla rimozione dei simboli religiosi, che furono poi aboliti in coincidenza del concordato mussoliniano.
Mia nonna, cattolica credente e fortemente fedele, trovava ovvio che il crocifisso non fosse in scuola &quot;visto che i bambini non sanno apprezzarne il significato&quot;. 
Come dire... tradizione molto radicata.
S.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>@ivo</strong>: l&#8217;unica cosa che è esiste è una circolare del ministro Rocco (ministro della Giustizia del governo Mussolini) del 1926.<br />
<cite>Prescrivo che nelle aule di udienza, sopra il banco dei giudici e accanto all’effige di Sua Maestà il Re sia restituito il Crocefisso, secondo la nostra antica tradizione.</cite> (fonte <a href="http://www.uaar.it/uaar/campagne/scrocifiggiamo/">UAAR</a>).<br />
All&#8217;indomani della breccia di Porta Pia, in realtà, e delle seguenti bolle papali, il Regno d&#8217;Italia fece togliere i simboli religiosi da ogni pubblico ufficio, disciplinando vi potesse essere esposto solo il ritratto del re. Il punto era che, per scelta della chiesa, la croce era diventato il simbolo di uno stato &#8220;nemico&#8221;.<br />
Probabile vi siano delle regolamentazioni più antiche, ma l&#8217;Italia unita legiferò con due regi decreti sulla rimozione dei simboli religiosi, che furono poi aboliti in coincidenza del concordato mussoliniano.<br />
Mia nonna, cattolica credente e fortemente fedele, trovava ovvio che il crocifisso non fosse in scuola &#8220;visto che i bambini non sanno apprezzarne il significato&#8221;.<br />
Come dire&#8230; tradizione molto radicata.<br />
S.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Ivo Silvestro</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/del-valore-della-tradizione/#comment-74872</link>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 17:50:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lestinto.it/?p=2525#comment-74872</guid>
		<description>@&lt;strong&gt;Sirjoe&lt;/strong&gt;: Ammetto la mia ignoranza: ma non esiste un regio decreto di non so quando che prevede la presenza del crocifisso, insieme forse al ritratto del re?
Alcuni hanno poi citato leggi (credo) del granducato di Toscana confluite nella legislazione dell&#039;Italia unita...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@<strong>Sirjoe</strong>: Ammetto la mia ignoranza: ma non esiste un regio decreto di non so quando che prevede la presenza del crocifisso, insieme forse al ritratto del re?<br />
Alcuni hanno poi citato leggi (credo) del granducato di Toscana confluite nella legislazione dell&#8217;Italia unita&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Sirjoe</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/del-valore-della-tradizione/#comment-74868</link>
		<dc:creator>Sirjoe</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 13:12:53 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lestinto.it/?p=2525#comment-74868</guid>
		<description>&lt;strong&gt;@Ivo&lt;/strong&gt; dici
&lt;blockquote&gt;Ammettiamo che quella legge non sia costituzionale. Cosa si fa? Si cambia la costituzione o la legge?&lt;/blockquote&gt;
La costituzione di per se è stata molto innovatrice nel senso che non ha recepito alcuna delle tradizioni esistenti, anzi ha dovuto proprio raffigurarsi come innovazione rispetto al passato in molti punti. E finché non diventerà una semplice &quot;tradizione&quot;, non mi pare il caso di cambiarla (anche se poi tutti sanno che la Costituzione è fatta anche di &quot;prassi&quot; costituzionali, che altro non sono che una forma di tradizione condivisa, no?

Il punto è un altro (e rispondo anche a &lt;strong&gt;Lorenzo&lt;/strong&gt;, non esiste in Italia una norma che prevede l&#039;esposizione di un simbolo religioso. Del resto tale norma sarebbe semplicemente &lt;em&gt;anti-costituzionale&lt;/em&gt; secondo il nostro ordinamento. I giudici di merito italiani, si sono pronunciati spesso sul tema semplicemente riconoscendo un valore alla tradizione del tipo &lt;em&gt;si è sempre fatto così&lt;/em&gt;. E, per inciso, non sono mai arrivati a farne una questione costituzionale proprio perché non c&#039;è in Italia una norma da abolire.

Ecco per il discorso iniziale di Ivo capita a fagiolo, giacché i giudici in Italia hanno dato un valore ad un &lt;em&gt;uso&lt;/em&gt;, allo stesso modo in cui poi i politici hanno fatto in seguito alla sentenza.

L&#039;aspetto divertente di tutto questo gran baccano, è che grazie alle numerosissime prese di posizione dei sindaci italiani (che non &lt;a href=&quot;http://metilparaben.blogspot.com/2009/11/comuni-che-non-hanno-problemi-piu.html&quot;&gt;hanno altro da fare a quanto pare&lt;/a&gt;), ora esiteranno un numero di interessanti atti giuridici per i quali potrà forse essere intentata una impugnazione davanti alla nostra di Corte. Che, ovviamente essendo un covo di comunisti ça va sans dire, non potrà far altro che decidere nell&#039;unico senso possibile.
S.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>@Ivo</strong> dici</p>
<blockquote><p>Ammettiamo che quella legge non sia costituzionale. Cosa si fa? Si cambia la costituzione o la legge?</p></blockquote>
<p>La costituzione di per se è stata molto innovatrice nel senso che non ha recepito alcuna delle tradizioni esistenti, anzi ha dovuto proprio raffigurarsi come innovazione rispetto al passato in molti punti. E finché non diventerà una semplice &#8220;tradizione&#8221;, non mi pare il caso di cambiarla (anche se poi tutti sanno che la Costituzione è fatta anche di &#8220;prassi&#8221; costituzionali, che altro non sono che una forma di tradizione condivisa, no?</p>
<p>Il punto è un altro (e rispondo anche a <strong>Lorenzo</strong>, non esiste in Italia una norma che prevede l&#8217;esposizione di un simbolo religioso. Del resto tale norma sarebbe semplicemente <em>anti-costituzionale</em> secondo il nostro ordinamento. I giudici di merito italiani, si sono pronunciati spesso sul tema semplicemente riconoscendo un valore alla tradizione del tipo <em>si è sempre fatto così</em>. E, per inciso, non sono mai arrivati a farne una questione costituzionale proprio perché non c&#8217;è in Italia una norma da abolire.</p>
<p>Ecco per il discorso iniziale di Ivo capita a fagiolo, giacché i giudici in Italia hanno dato un valore ad un <em>uso</em>, allo stesso modo in cui poi i politici hanno fatto in seguito alla sentenza.</p>
<p>L&#8217;aspetto divertente di tutto questo gran baccano, è che grazie alle numerosissime prese di posizione dei sindaci italiani (che non <a href="http://metilparaben.blogspot.com/2009/11/comuni-che-non-hanno-problemi-piu.html">hanno altro da fare a quanto pare</a>), ora esiteranno un numero di interessanti atti giuridici per i quali potrà forse essere intentata una impugnazione davanti alla nostra di Corte. Che, ovviamente essendo un covo di comunisti ça va sans dire, non potrà far altro che decidere nell&#8217;unico senso possibile.<br />
S.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Ivo Silvestro</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/del-valore-della-tradizione/#comment-74866</link>
		<dc:creator>Ivo Silvestro</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 12:51:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lestinto.it/?p=2525#comment-74866</guid>
		<description>@&lt;strong&gt;il più Cattivo&lt;/strong&gt;: Io pensavo a pratiche collettive, nelle quali (principio del danno o meno) è necessaria l&#039;approvazione di più persone.


@&lt;strong&gt;Lorenzo&lt;/strong&gt;: Ammettiamo che quella legge non sia costituzionale. Cosa si fa? Si cambia la costituzione o la legge?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@<strong>il più Cattivo</strong>: Io pensavo a pratiche collettive, nelle quali (principio del danno o meno) è necessaria l&#8217;approvazione di più persone.</p>
<p>@<strong>Lorenzo</strong>: Ammettiamo che quella legge non sia costituzionale. Cosa si fa? Si cambia la costituzione o la legge?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Lorenzo</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/del-valore-della-tradizione/#comment-74864</link>
		<dc:creator>Lorenzo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 08:31:55 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lestinto.it/?p=2525#comment-74864</guid>
		<description>Per IVO: &quot;Se intendi “giustificazione” nel senso squisitamente legale… hai ragione. [...] Però parliamo di leggi giuste e ingiuste, al di là della loro validità giuridica: in altre parole, noi giudichiamo le leggi anche in base ad altri criteri. Ma questo discorso ci porta lontano.&quot;

Vero, il discorso porta lontano dal centro del problema. Fra l&#039;altro, una legge &quot;giusta&quot; per me potrebbe essere &quot;ingiusta&quot; per te (o per Bagnasco...), se la mettiamo su questo piano non se ne esce più (mi viene in mente la vignetta del filosofo in macchina che non sa decidersi di svoltare a destra perché non sa che cosa *sia* ontologicamente la destra...).

Ripeto, il &quot;centro&quot; nella vicenda del crocifisso in classe è un altro: non si tratta di stabilire se la legge che prevede l&#039;esposione del crocifisso nei luoghi pubblici sia &quot;conforme alla tradizione&quot;, &quot;gradita alla maggioranza&quot; o addiruttura &quot;giusta&quot; (&quot;giusta&quot; secondo chi?).

Si tratta, molto più semplicemente, di stabilire se quella legge sia *costituzionale*.

I giudici della Corte europea hanno detto di no.

I politici italiani (con qualche sparuta eccezione) han replicato che se ne fregheranno e &quot;tireranno dritto&quot;.

Ecco, questo è il problema. Il resto son chiacchiere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per IVO: &#8220;Se intendi “giustificazione” nel senso squisitamente legale… hai ragione. [...] Però parliamo di leggi giuste e ingiuste, al di là della loro validità giuridica: in altre parole, noi giudichiamo le leggi anche in base ad altri criteri. Ma questo discorso ci porta lontano.&#8221;</p>
<p>Vero, il discorso porta lontano dal centro del problema. Fra l&#8217;altro, una legge &#8220;giusta&#8221; per me potrebbe essere &#8220;ingiusta&#8221; per te (o per Bagnasco&#8230;), se la mettiamo su questo piano non se ne esce più (mi viene in mente la vignetta del filosofo in macchina che non sa decidersi di svoltare a destra perché non sa che cosa *sia* ontologicamente la destra&#8230;).</p>
<p>Ripeto, il &#8220;centro&#8221; nella vicenda del crocifisso in classe è un altro: non si tratta di stabilire se la legge che prevede l&#8217;esposione del crocifisso nei luoghi pubblici sia &#8220;conforme alla tradizione&#8221;, &#8220;gradita alla maggioranza&#8221; o addiruttura &#8220;giusta&#8221; (&#8220;giusta&#8221; secondo chi?).</p>
<p>Si tratta, molto più semplicemente, di stabilire se quella legge sia *costituzionale*.</p>
<p>I giudici della Corte europea hanno detto di no.</p>
<p>I politici italiani (con qualche sparuta eccezione) han replicato che se ne fregheranno e &#8220;tireranno dritto&#8221;.</p>
<p>Ecco, questo è il problema. Il resto son chiacchiere.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: il più Cattivo</title>
		<link>http://www.lestinto.it/articoli/del-valore-della-tradizione/#comment-74863</link>
		<dc:creator>il più Cattivo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 05:22:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lestinto.it/?p=2525#comment-74863</guid>
		<description>&lt;b&gt;@ Ivo &lt;/b&gt;: Adesso ho capito cosa intendi per nuove pratiche!

Mi ha tratto in inganno la definizione di tradizione come pratica che si svolge da molto tempo. 

Però non è che mi senta convinto. Se la pratica di salutarsi, per esempio, entrando in ufficio fosse tradizionalmente dire : &quot;Buongiorno&quot; e qualcuno sperimentasse la parola &quot;Bentrovati&quot;, questo potrebbe essere sufficiente per dire che dato che ci sono nuove pratiche potrei entrare camminando a testa in giù? E viceversa se nessuno lo avesse mai fatto non potrei provarci, o detto in altri termini qualcuno avrebbe il &quot;diritto&quot; di appellarsi al non voto delle donne perchè si continua a votare con una matita su un foglio di carta? Tra l&#039;altro non saprei bene trovare tutti i dati ma metodi di otazione alternativi (esempio l&#039;alzata di mano) ne sono sempre esistiti.

Perchè per il matrimonio omosessuale accetti il &quot;confronto con la Spagna&quot; mentre per quello tra più di due non potrebbe essere accettabile (non da me, parlo solo per esempio) quello con l&#039;islam? O quello delle comunità Hippy?
Se ne fai una questione di &quot;latinità&quot; mi deludi.

Quello che, a mio modo di vedere, è fallace della tradizione è il tentativo di &quot;sopraffazione&quot;. Se la tradizione fosse solo una &quot;best practise&quot; e non un vincolo di legge il tuo ragionamento potrebbe essere interessante:

Alcuni individui si presentano dal Sindaco e dicono di volersi sposare, egli gli risponde: &quot;per nostra tradizione abbiamo visto che se i matrimoni sono tra un maschio ed una femmina, di età non eccessivamente dissimile, entrambi fertili, consenzienti e (continua pure tu) allora potranno avere un prole numerosa e trascorrere anni felici; voi cosa volete fare?&quot; 

Allora condividerei il concetto da te esposto, ma ... secondo me non è questo l&#039;argomento!

Un Sorriso</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><b>@ Ivo </b>: Adesso ho capito cosa intendi per nuove pratiche!</p>
<p>Mi ha tratto in inganno la definizione di tradizione come pratica che si svolge da molto tempo. </p>
<p>Però non è che mi senta convinto. Se la pratica di salutarsi, per esempio, entrando in ufficio fosse tradizionalmente dire : &#8220;Buongiorno&#8221; e qualcuno sperimentasse la parola &#8220;Bentrovati&#8221;, questo potrebbe essere sufficiente per dire che dato che ci sono nuove pratiche potrei entrare camminando a testa in giù? E viceversa se nessuno lo avesse mai fatto non potrei provarci, o detto in altri termini qualcuno avrebbe il &#8220;diritto&#8221; di appellarsi al non voto delle donne perchè si continua a votare con una matita su un foglio di carta? Tra l&#8217;altro non saprei bene trovare tutti i dati ma metodi di otazione alternativi (esempio l&#8217;alzata di mano) ne sono sempre esistiti.</p>
<p>Perchè per il matrimonio omosessuale accetti il &#8220;confronto con la Spagna&#8221; mentre per quello tra più di due non potrebbe essere accettabile (non da me, parlo solo per esempio) quello con l&#8217;islam? O quello delle comunità Hippy?<br />
Se ne fai una questione di &#8220;latinità&#8221; mi deludi.</p>
<p>Quello che, a mio modo di vedere, è fallace della tradizione è il tentativo di &#8220;sopraffazione&#8221;. Se la tradizione fosse solo una &#8220;best practise&#8221; e non un vincolo di legge il tuo ragionamento potrebbe essere interessante:</p>
<p>Alcuni individui si presentano dal Sindaco e dicono di volersi sposare, egli gli risponde: &#8220;per nostra tradizione abbiamo visto che se i matrimoni sono tra un maschio ed una femmina, di età non eccessivamente dissimile, entrambi fertili, consenzienti e (continua pure tu) allora potranno avere un prole numerosa e trascorrere anni felici; voi cosa volete fare?&#8221; </p>
<p>Allora condividerei il concetto da te esposto, ma &#8230; secondo me non è questo l&#8217;argomento!</p>
<p>Un Sorriso</p>
]]></content:encoded>
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