L’uomo vorrebbe essere un animale razionale

Su Rescogitans, un interessante (anche se breve e in inglese) scambio epistolare tra Pete Lunn e Tim Harford a proposito dell’economia sperimentale, lo studio dei meccanismi economici tramite esperimenti sul campo invece di modelli astratti, avvalendosi soprattutto delle ricerche della psicologia cognitiva.

Secondo Lunn si tratta di una rivoluzione, secondo Harford non c’è nulla di radicalmente nuovo.
Alla base del dissenso (ma la mia è una lettura filosofica del dibattito) vi è una diversa visione della natura umana. Irrazionale, o non completamente razionale, per Lunn, razionale, almeno a livello globale, per Harford.
Sullo stesso argomento ha scritto anche Daniela Ovadia

Condivido lo scetticismo di Harford sulle potenzialità dell’economia sperimentale ma non il suo ottimismo sulla razionalità umana.
È forse ora di riformulare la definizione aristotelica dell’uomo come animale razionale1: l’uomo non è un animale razionale ma un animale che vorrebbe essere razionale. Accontentiamoci.

  1. Ma zòon logistikòn può anche significare “animale che parla”, senza specificare la sensatezza di quello che l’uomo dice. []

Articoli sullo stesso argomento:

  1. Razionalmente ignoranti
  2. Reale e razionale: dialogo senza lieto fine
  3. Questionario di filosofia sperimentale

Nessun commento o trackback »

Feed RSS per i commenti di questo articolo. TrackBack URI

Scrivi un commento

XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Alcuni suggerimenti per il tuo commento.
Nessuna opinione? Utilizza pure una delle mie;)

Iscriviti senza inserire commenti

Powered by WordPress. Theme developed by Ivo Silvestro based on Pool theme design by Borja Fernandez
^Torna in alto^