Popolo di Pechino!

La Turandot, l’opera incompiuta di Giacomo Puccini, su libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni, inizia così:

Popolo di Pekino! La legge è questa:
Turandot la Pura sposa sarà di chi,
di sangue regio,
spieghi i tre enigmi ch’ella proporrà.
Ma chi affronta il cimento
e vinto resta porga alla scure la superba testa!

La legge, quindi, prevede due cose: se una persona possiede un titolo nobiliare (di sangue regio) e riesce a risolvere tre indovinelli (spieghi i tre enigmi) può sposare la figlia dell’imperatore, Turandot (Turandot la Pura sposa sarà); se fallisce, invece, verrà decapitato (porga alla scure la superba testa).
Non sembrano essere ammesse deroghe: l’opera prosegue con la decapitazione del principe di Persia.

Poster Turandot

Poster Turandot

Calaf decide di sottoporsi alla prova, nonostante Turandot in persona cerchi di dissuaderlo:

Straniero! Non tentar la fortuna!
Gli enigmi sono tre, la morte è una!

Calaf ribatte:

No, no! Gli enigmi sono tre, una è la vita!

Un quesito interessante: chi ha ragione, Calaf o Turandot? Ad essere una è la vita o la morte?

In breve, Calaf risolve gli enigmi e Turandot, che considera la propria illibatezza più sacra della legge, si rifiuta di sposarlo. Calaf le concede una possibilità:

Tre enigmi m’hai proposto, e tre ne sciolsi.
Uno soltanto a te ne proporrò:
Il mio nome non sai. Dimmi il mio nome.
Dimmi il mio nome prima dell’alba, e all’alba morirò…

La principessa, ovviamente, gioca sporco e ordina a tutti gli abitanti di aiutarla, fa catturare Timur, il padre di Calaf, e la sua serva, Liù, per farli torturare. Liù, pur non rivelare il segreto, si dà la morte.
Calaf, a questo punto, si arrabbia:

Principessa di morte! Principessa di gelo!
Dal tuo tragico cielo scendi giù sulla terra!
Ah, solleva quel velo!
Guarda, crudele,
quel purissimo sangue che fu sparso per te!

Si arrabbia, sì, ma neppure tanto: come punizione, decide di baciare Turandot, che si lascia così vincere dall’amore e lo accetta come legittimo sposo, cosa che poteva fare subito, senza mobilitare l’intera città e torturare una povera donna innocente.

Abbiamo così la soluzione al quesito di prima: ha ragione Turandot, perché i principi e le principesse hanno ben più di una vita a disposizione da sacrificare per i loro porci comodi.

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  1. Disobbedienza civile
  2. Il mio nome è Ivo
  3. Zurigo

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Commenti

  1. 1
    22 agosto 2008, 11:33
    Gianluca [futuroprossimo]

    Ammazza oh, che bel post. Scusa la prosaicità, sò plebeo, io! :-) )

    #

  2. 2
    22 agosto 2008, 14:58
    Ivo Silvestro

    @Gianluca: Grazie (e non ti preoccupare: so’ plebeo pure io)

    #

  3. 3
    22 agosto 2008, 15:23
    lector

    … io sono più plebeo di entrambi e perciò alla Turandot continuo a preferire la goliardica e molto (molto, molto) più volgare
    ifigonia. Anche lì c’era una sfida simile … :-) :-) :-)

    #

  4. 4
    22 agosto 2008, 16:23
    Ivo Silvestro

    @lector: wow.

    #

  5. 5
    30 agosto 2008, 00:16
    Simone Cosimi

    Magnifique.

    #

  6. 6
    30 agosto 2008, 20:26
    Ivo Silvestro

    @Simone Cosimi: Merci!

    #

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