Una vicenda mediatica
Metro news di oggi, opinione di Bruno Mastroianni, docente di comunicazione: Ma il cuore di Eluana vive ancora:
Quella di Eluana è ormai una questione inverosimilmente ingarbugliata. Ed è inutile che si cerchi di risolverla sul piano della bioetica e del diritto. La vicenda è ormai soprattutto una vicenda mediatica.
Va bene, è «soprattutto una vicenda mediatica», ma non è soltanto una vicenda mediatica, e non si capisce per quale motivo non la si possa affrontare sul piano della bioetica e del diritto.
In questi mesi di dibattiti, la discussione ha finito per focalizzarsi a dismisura su quel sondino di plastica che nutre la povera ragazza. La forza suggestiva dei media e la semplificazione giornalistica hanno fatto il resto, creando in noi un’immagine stereotipata. Anche se non abbiamo mai visto Eluana, la immaginiamo lì distesa e immobile, in una sala ospedaliera, mentre subisce ogni giorno l’“oltraggio” di essere nutrita.
Essendo una questione mediatica, il discorso purtroppo si gioca sulle immagini, non sui ragionamenti
A questa immagine, Mastroianni cosa contrappone? Un discorso razionale? No, un’altra immagine:
La realtà è che mentre ci facevamo trasportare da questa fantasia quasi cinematografica – che alimentava le nostre disquisizioni morali sulla fine della vita e sul diritto di scelta – ci eravamo persi l’Eluana reale. Quell’Eluana in carne ed ossa che da 17 anni, è vero che non parla, è vero che non si muove e non interagisce – ma è altrettanto vero che fa qualcosa di fondamentale: respira. Da sola, senza l’aiuto di nessuno, senza medicine, macchine o artifici. Con tutte le sue forze gonfia i polmoni e li svuota, facendo battere il suo cuore, migliaia di volte al giorno, senza sosta.
Dopo aver contrapposto, da un punto di vista mediatico, una immagine a un’altra immagine, è forse giunto il momento di portare qualche argomento, di tornare al piano dell’etica e del diritto? Evidentemente no:
Avevamo seppellito questo fatto sotto una coltre di questioni di principio. Forse è da qui che si deve ripartire. Mettendo da parte teorie e supposizioni, ipotesi e interpretazioni. Lasciamo parlare lei. Ascoltiamo quest’appello che il suo corpo, ossigenando e tenendo tenacemente in vita le sue cellule, ci manda da 17 anni. È tutto ciò che abbiamo: un sussurro debole in confronto all’impatto emotivo dei media. Chi se la sente di azzittirlo?
Mettiamo da parte teorie e supposizioni, che poi ci viene il mal di testa, lasciamo parlare lei, che Mastroianni sembra essere in grado di ascoltare così bene e, soprattutto, di tratteggiare così bene ricorrendo a immagini molto emotive.
Un consiglio al signor Mastroianni: il buon Dio ci ha fatto la testa per ragionare e la pancia per digerire. Utilizzare la pancia per ragionare e la testa per separare le orecchie è un atteggiamento terribilmente contro natura.
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ti ha fatto proprio innervosire, eh?
buona giornata a te!
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NON darti uno sguardo agli altricoli di BM sul suo blog
http://brunomastroianni.blogspot.com/
se non vuoi fare sangue acido per il resto della settimana.
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@knulp: Di solito la prendo con più umorismo, è vero.
@Stefano: Penso che potrei usare il suo sito come test di tolleranza: se, leggendo i suoi articoli, riesco comunque a recitare il voltaire-mantra (Non sono d’accordo con te, ma darei la vita per consentirti di esprimere le tue idee) con un tono di voce credibile, sono tollerante.
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Ma si, introduciamo il MTI, il Mastroianni Tolerance Index, non nel senso che lui l’ha inventato, ma nel senso che è lui che bisogna tollerare…
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Accidenti questo Mastroianni sembra avervi smosso di brutto…
Ci sa fare con le parole…
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@Amico: Forse non ho capito bene: siccome Mastroianni ha fatto rumore allora vuol dire che ci sa fare con le parole?
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